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MI RIMBOCCO LE MANICHE

Rosie-the-Riveter

Che bella sensazione svegliarsi al mattino e sentirsi leggera. Non perché ci sia stata una qualunque forma di calo ponderale, peraltro molto gradita!, ma perché la “torvezza” si è dissolta.

TORVEZZA= stato d’animo pesante, negativo, in cui tutto scolora verso il nero pece. Sorriso spento, sguardo duro e imbronciato, modi indolenti se non sgarbati, nervosismo manifesto. Carattere insopportabile.

Le mie amatissime Gattonzole, esseri superiori connessi alle Energie del cosmo, hanno immediatamente percepito il cambio, si avvicinano di più, inondandomi di caloroso affetto, procurandomi una sensazione meravigliosa.

Cambiare la vibrazione è tutto. Perché cambia completamente l’orizzonte. Sembra impossibile, ma è così.

C’è tanto da spalare ancora ma lo faccio con una speciale allegria perché, sotto la terra, sono certa scoprirò qualcosa che mi piacerà assai. Non dico un tesoro, ma qualcosa di piacevole o interessante.

Con questa sensazione positiva addosso vado a prendere il caffè e mi si posa lo sguardo sorridente di un avventore che ricambio a mia volta con un sorriso. Non è storia di seduzione, semplicemente, se l’atteggiamento è solare e aperto anche la persona lo diviene e c’è chi se ne accorge rimandando la stessa cosa.

Sono così tanto leggera (dentro) che, contro ogni ragionevole dubbio, ho deciso di comprare un nuovo costume da bagno, cosa che non faccio da 5 anni circa perché, nella mia testa, la prova costume non è mai superata.

Se non è ottimismo questo!

MORALE PER TUTTI: rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di … vibrare di buono!!!

Positive_Pimpra

 

 

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AI MIEI GUERRIERI

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Ho tantissimi Amici che stanno combattendo.

Non si tratta di battaglie fatte con le armi, si tratta di quelle fatte con il cuore e la forza di volontà, con il desiderio di uscire da situazioni difficili, con la volontà di riprendere – gioiosamente – le redini della propria vita.

C’è molta umanità intorno, ci sono ancora esseri umani che hanno un cuore enorme e che sono capaci delle cose più grandi, delle imprese più improbe, di scalate impossibili.

Sono intorno a me.

La loro forza mi infonde coraggio e determinazione per le mie battaglie, per i miei ostacoli da superare, per la mia visione del limite.

Ecco, questo “limite” che, troppo spesso, decidiamo di mettere davanti ai nostri occhi, è in realtà un paravento al nostro agire.

Non abbiamo limiti se desideriamo fortemente raggiungere un obiettivo, modificare una situazione ostile, o, semplicemente “evolvere”.

Questa attitudine cosciente e creativa, consapevole della intrinseca forza è sempre legata alla determinazione e non ci rende duri, freddi, in atteggiamento di difesa verso il nostro prossimo, ma, al contrario, aperti, solidali, pronti allo scambio.

Tutto questo mi stanno insegnando i miei Guerrieri, e porto la loro voce nella mia vita quotidiana, ricordandomi che la ferita guarisce e la pelle si fa più forte. Che il bello porta con sé anche una parte di brutto e che gli occhiali con cui guardiamo la realtà possono essere cambiati, sostituiti.

Concludo con un bell’urlo gioioso : STICAZZI OLE’!

Mi rimbocco le maniche e via!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

VACANZA E’ UNO STATO DELLA MENTE.

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Ci pensavo in questi giorni quando, nelle mie scorribande social, mi deliziavo, a volte con sana invidia, delle foto vacanziere degli amici.

Persone che hanno la possibilità (economica) e il tempo di viaggiare molto e di farlo con grande frequenza. Inutile nascondere che un friccichino di livore per le loro possibilità mi sale al cuore ma, fortunatamente, passa presto.

Da che sono adulta e provvedo a me stessa, ho dovuto fare pace con quello che i miei desideri chiedevano e il mio conto in banca permetteva. Come dire, uno a zero per il conto in banca. Zero, appunto.

Al che le mie “vacanze” si sono come liofilizzate, so che c’è gente che sta pure peggio – perciò risparmiatevi la battuta, ma, il mio bel carattere (e qua un complimento me lo merito) ha reagito egregiamente.

Complice lo smartphone, è da molto tempo oramai che amo passeggiare fotografando ciò che vedo. Il bello di questa dimensione animistica è che si notano tantissime cose, dettagli, particolari che, prima, a desideri soddisfatti, passavano davanti agli occhi come fossero trasparenti.

Oggi, ad esempio, rientrando dal caffè, ho notato la facciata barocca di un palazzo a tre metri dall’ingresso della gabbietta. Oggi, dopo 10 anni che lavoro in zona.

Avere fame, non potersi permettere tutto, obbliga a mettere in atto strategie alternative di soddisfacimento desideri, ovviamente, low cost. Per me, fotografare, rappresenta uno di questi escamotage che mi deliziano e regalano la sensazione di viaggiare, anche se resto nella stessa città, da troppo tempo ormai.

E’ con questo spirito che vi saluto, con due cartoline da Trieste.  Olè!

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Pimpra

In foto: portone barocco di palazzo dei Conti Brigido, facciata dell’edificio della Posta Centrale.

OGGI VEDO POESIA

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A volte, quando gli occhi sono privi di quel velo opaco, la realtà si mostra splendente.

Dove prima c’era patina, fastidio, tristezza se non addirittura dolore, compaiono colori, raggi di tenera luce, stimoli allegri e frizzanti che rendono gaia una giornata qualunque.

Mi stupisco di quanto la mia immaginazione sia capace di creare, specie in negativo, e di farlo con così grande verosimiglianza, da farmi stare male. Poi, nello stesso modo, inverte polarità e mi regala una visione sul mondo e del mondo che è pura poesia.

Oggi è uno di quei giorni beati e, dal momento che sono più rari degli altri, ho deciso di godermelo con tutta l’intensità possibile.

Un luogo a me caro è Molo Audace, una lingua di pietra carsica che si spinge di qualche centinaio di metri in “Sacchetta” (Golfo di Trieste) per dirla alla triestina, dove la vita locale, si esprime con grande naturalezza. Lo slideshow lo dimostra. C’è chi ci va per rilassarsi, per pensare, per pescare, per oziare e prendere il sole, per starci abbracciato con la persona amata.

Anche gli stranieri, iniziano ad apprezzare il luogo, frequentandolo come dei veri triestini.

Modificare la visione del mondo, avere la capacità di saper guardare oltre il proprio naso, e, soprattutto, bypassare le proprie “paturnie esistenziali” è il solo modo, almeno credo, di godersi la vita.

Godere, in fondo, cos’è se non saper apprezzare gli attimi infinitesimali di cui è costellata la nostra esistenza, prenderli tra le mani ed osservarli come fossero preziosi diamanti?

Oggi mi riesce di farlo ed è una visione così meravigliosa che vorrei fissarla per sempre, come il sorriso che, da stamattina, non lascia le mie labbra.

Pimpra

IMAGE CREDIT: foto mie.

 

 

 

 

Polaroid di un pomeriggio di giugno

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La vita di una donna, in uno scatto fugace.

C’è tutta me.

La velocità che colora di sè le mie giornate, vissuta correndo dietro agli impegni che l’orologio scandisce, issata sul mio fedele destriero di ferro, a due ruote motore.

La pioggia che, come gli imprevisti, va gestita.

Il piacere di restare donna, nonostante tutti i rumori di fondo della vita, accorgendomi di quel cuore che, sul selciato bagnato, si mostra ai miei occhi.

Voilà, la piccola poesia dell’ennesima giornata di pioggia di quest’estate che non si svela ancora.

Ed io, comunque, sorrido.

 

Pimpra

 

 

 

 

 

COME UNA PAROLA, TI CAMBIA LA VITA

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Ho voglia di condividere un segreto che, ovviamente, non è un segreto se lo pubblico su un blog… ahahahah! 🙂

Rido per non piangere, ovviamente, ma è nella mia natura sdrammatizzare perchè nulla mi è più pesante e doloroso, di passare la vita nella tristezza, nel “buio” dei sentimenti, nel grigio di un’esistenza senza allegria.

A volte si tratta di allegrie di naufragi, ma, tant’è.

Il segreto di Pulcinella che vi racconto è questo: ieri, finalmente, dopo anni che ci penso, sono stata dal chirurgo plastico per farmi raccontare tutto della blefaroplastica. Chi mi conosce dal vivo o solo virtualmente, sa bene quanto le Samsonite che mi porto in giro, sotto agli occhi, mi siano un peso esistenziale, più che fisico.

Sicchè, per non passare la vita a lamentarmi di quanto sono vecchia e brutta, ho preso la palla al balzo e ho telefonato.

Lui, il chirurgo, è un mio coetaneo dall’aspetto simpatico, affatto impostato come ci si aspetterebbe, mi ha ricevuto in ospedale, tra un intervento e l’altro.

La brutta notizia è che i miei occhi non sono pieni di grasso (evviva???!!!), ma, al contrario, la pelle sottile di cui sono fatte le mie occhiaie è così fina da… essere “caduta” (orrore!!!)

La brutta notizia è che l’internvento presenta un decorso di guarigione più lungo che significa che l’ematoma, l’edema post operatorio guariranno in più tempo e il mondo si accorgerà di qualcosa.

Apriamo parentesi. A parte l’outing che sto facendo, ho tutte le intenzioni di fare una bella festa celebrativa della mia liberazione dalle Samsonite sotto oculari, quindi, che nel post operatorio il mondo si accorga di qualcosa, ovviamente, non è un problema… 😀

La bella notizia: sapete come si chiama questa pelle lassa? Viene definita “festoni” perchè l’effetto è proprio quello.

Ora, nonappena il chirurgo ha pronunciato la parola, mimando con le mani il concetto, mi stavo per mettere a piangere, ma, dopo un istante, la cosa mi ha fatto così tanto ridere che mi è proprio venuto un attacco di ridarella, che ha – parzialmente – coinvolto anche il medico.

Stamani, mentre mi truccavo, osservavo i festoni che mi accompagnano orami da tempo. E, sapete che c’è? Saperli “festoni” evoca un idea di divertimento e sollazzo, gioia, allegria.

Quindi, mi sono truccata senza porconare, senza odiarli ma rivolgendomi a loro dicendo: ragazzi, regalatemi una buona giornata.

Sorridendo, sono uscita di casa.

… il potere delle parole. L’ho sempre detto!

STICAZZI!

🙂

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

PERCHE’ IO VALGO.

frasi personaggi cugino itVe la ricordate quella pubblicità di l’Oreal che aveva come claim “Perchè io valgo!”?

L’ho sempre trovata irritante, la patatona di turno che scuoteva la lunghissima chioma ammiccando in camera per dire la supercazzola “Io valgo”, istigava in me voglia di tirarle sberle. Ma che cavolo di frase è?

Ebbene, oggidì, quelle parole, quella frase, sono state la mia forte motivazione per esprimere certe mie idee ai piani alti. Eh sì, perchè, come insegnava la nonna Carla, “Se non si chiede, non si ottiene” o, per farla più filosofica, “Qui timide rogat, docet negare” (Seneca, Fedra, 593-94), bisogna tirare fuori il leone che sonnecchia dentro di noi se vogliamo alzare la testa dal pavimento dove ce la fanno stare.

Non serve essere arroganti, saccenti, presupponenti, esaltati, è sufficiente avere ben chiare in mente le proprie qualità, le abilità. Insomma, essere convinti del prodotto che stiamo cercando di piazzare sul mercato.

Non so come andrà a finire, di sicuro mi ha fatto bene all’animo, ho fatto la mia dichiarazione di intenti, ho delineato lo scenario, ho fatto vedere che la mia testa non è solo attaccata al collo per far dondolare la coda di cavallo, ma la uso anche per pensare, per progettare.

C’è da augurarsi che, dall’altro lato, chi ascolta abbia voglia di farlo, e che, una volta colto il messaggio, abbia l’interesse di agire.

Ma questo solo il tempo saprà dirlo.

Nel frattempo, esorto le mie lettrici donne, di AVER BEN PRESENTE IL LORO VALORE. Quello vero, quello intrinseco che non è fatto di belle tette o di un bel culo, ma di capacità, di talenti, di intuito, di intelligenza creativa.

A tutti dico “Vogliamoci bene!” evitiamo di fare la guerra a noi stessi, vedendo sempre il nostro bicchiere piccolo, vuoto e sporco e tutta la bottiglia di champagne dentro la coppa del nostro vicino.

Volgiamo uno sguardo amorevole e sincero verso noi stessi e, chissà, magari qualcuno di lassù (dai piani alti alle immensità del cielo stellato) forse ci darà ascolto…

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

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