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ALLA FACCIACCIA. SWITCH!

switch

Alla facciaccia delle teorie new age,

alla facciaccia dei guru spirituali e non,

alla facciaccia delle religioni,

degli psicologi,

delle droghe,

dei vizi e stravizi.

Per stare bene basta fare SWITCH!

Scoperta dell’acqua calda? Forse. Ma tra il dire e il fare, spesso, c’è di mezzo un’enorme montagna: la nostra volontà.

In fondo è solo questione di buonsenso: analizzare la/le situazioni, cambiare punto di vista, smettere – durante l’osservazione – l’abito delle emozioni (di solito negative), respirare, cercare profondamente dentro di sè la voglia di trovare la soluzione, di migliorare la situazione.

La risposta, positiva, arriva.

Perchè per stare bene, bisogna volerlo. Ovviamente non riferisco a mali fisici, sebbene anche quelli, se sostenuti da forte volontà di guarire, poco a poco abbassano la soglia del dolore. Penso ai dolori dell’anima. Ai pruriti esistenziali. Al malessere di vivere.

A me succede questo, di solito.

Sto da schifo, ma veramente da schifo, piombo nei miei abissi più tetri, dove tutto è solo nero. Mi sento perduta, ma terribilmente viva. Perchè, accidenti!, nel dolore ci si sente vivissimi (perchè fa male, appunto). Mi arriva poi, un momento in cui sono così tanto nefasta che, qualcosa di molto forte dentro di me, mi fa riaccendere la luce.

Il famoso SWITCH.

La luce si accende, per davvero. La testa riprende a pensare serenamente, per nulla turbata da emozioni che la portano a sragionare, come quando si riprende in mano il timone. Quello della propria vita.

Ecco che situazioni/circostanze anche persone che prima erano capaci di mandarmi in tilt hanno perso quel potere e l’assetto della nave non subisce scossoni.

Ma quanto bene si sta? Che poi si riprende a vedere le sfumature, a godere di quelle piccole ma magiche scintille che tanto ci piacciono e… energia pura, energia vitale cristallina, ne richiama altra… bella e intensa.

Allora, sapete che c’è? il mio augurio per voi tutti, Amici, è questo: che un bel SWICH VI ILLUMINI IL PERCORSO, facendovi stare tanto, ma tanto meglio!

… si chiama positività, energia vitale… 🙂

PIMPRANTISSIMI AUGURI A TUTTI!

Pimpra

IMAGE CREDIT da qui

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IL MIO NATALE “FELINO”

gattonatale

Da qualche anno la kermesse natalizia mi regala più mestizia che altro… [ops che rima orrenda! :-)].

Riaffiorano nodi mai risolti del passato, malinconie devastanti, la mente parte in quarta con bilanci che sarebbe meglio non facesse… etc. etc.

Quest’anno, il periodo si presenta a tinte più fosche del solito.

Mentre mi muovo nella vita come un corvo, torva dentro/fuori e tutt’intorno, ecco che si compie una magia inaspettata, gli amici si  avvicinano felpati e, senza nulla dire, ma molto sentire, a loro modo si mettono vicino, fanno le fusa tenendomi compagnia.

E me ne sono accorta, eccome! I loro gesti, le piccole paroline, i pensierini, i doni che mi arrivano inaspettati.

Allora credo che il mio natale sia già qui, ora, adesso. Non mi servirà l’albero che, da sola, non ho voglia di allestire, le luci colorate che mi procurano una grande tristezza, il crepitio della carta da regalo…

Io sto già festeggiando, godendomi queste “fusa” così calde e preziose, questa vicinanza silenziosa e presente di chi mi vuole bene, osserva e capisce, desidera il mio bene.

Sono fortunata. Davvero molto fortunata!

TANTI AUGURI AMICI CARI!!! frr frr frr 🙂

Pimpra

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IMAGE CREDIT: DA QUI E DA QUI

ROMANTICAMENTE

LOVE_2

Un vecchio scritto del 2007 che, oggi, è tornato in mente… L’amour, ah, l’amour!

* * *

Letti di foglie,
colorate di lacrime
rosse d’autunno,
riflettono
tramonti di sambuco
sferzati di bora.

Quando la tua mano
cerca
il mio sorriso,
ti regalo
un corpo ubriaco
di vita

– See more at: http://www.blogdegliautori.it/pimpra/innamorati-a-trieste/#sthash.t03FPYex.dpuf

Pimpra
IMAGE CREDIT: PIMPRA_TS

Letti di foglie,
colorate di lacrime
rosse d’autunno,
riflettono
tramonti di sambuco
sferzati di bora.

Quando la tua mano
cerca
il mio sorriso,
ti regalo
un corpo ubriaco
di vita

– See more at: http://www.blogdegliautori.it/pimpra/innamorati-a-trieste/#sthash.t03FPYex.dpuf

BIO_LOGICA_MENTE

Profumi

Stamane ho fatto un veloce passaggio nell’erboristeria che c’è vicino all’ufficio. Appena entrata, sono stata avvolta da un profumo di erbe, caldo e rilassante come la copertina preferita.

La titolare, una signora sulla sessantina, mi ha sorriso con fare aperto.

Sono rimasta nel negozio il tempo giusto per non fare danni (al mio prosciugato conto corrente), anche se, per come il mio corpo tutto si sentiva, mi sarei trattenuta ben più a lungo.

Il solo odore dell’ambiente mi ha procurato un senso di pace e di benessere, come una voglia di ricongiungermi alla natura, di abbracciare un albero, di rotolarmi su un bel prato.

Al che, ripensando alla conversazione di ieri sera in palestra, quando mi è stato chiesto quale prodigiosa crema per il corpo stessi usando che profumava così bene, ho capito. Ho capito quanto siamo stati stupidi ad allontanarci dalla madre terra, dalla natura, da tutto quanto nasce e cresce in questo pianeta per correre dietro a finti dei: denaro, prestigio, ricchezza, successo, popolarità.

[Per inciso la crema corpo me la faccio usando una base 100% bio, aggiungendo olii ed essenze].

L’uomo sta da un’altra parte, se vuole stare bene. Deve stare sull’altra sponda del fiume della vita.

Non per nulla assistiamo a un ritorno ai valori della natura, alla ricerca di un benessere che passi attraverso la realizzazione più profonda della nostra coscienza, alla presa di contatto con la nostra parte più vera, più spontanea.

BIO_LOGICA_MENTE credo sia la sola strada percorribile. Benchè resti un sentiero in salita.

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TS

UNA MARATONA “TRASVERSALE”

Mantova

Mantova

Torno da un fine settimana carico di abbracci.

A Mantova la “The Queen of the Night tango Marathon” mi ha stupito per l’atmosfera così diversa dalle altre maratone alle quali ho partecipato.

In questo caso, l’effetto è stato dato dal mix di partecipanti che hanno dato all’evento un colore ed una energia particolare.

In maratona si spinge sempre sull’acceleratore. Sarà perchè nel tempo a disposizione i ballerini vogliono fare indigestione di abbracci, godere di ogni stilla di tempo, di tandas, di musica, probabilmente perchè ritrovarsi con amici vecchi e nuovi che si incontrano solo in circostanze del genere, rende tutti particolarmente “famelici”.

Le donne hanno la mirada che scioglie, gli uomini non sanno dove posare gli occhi per godere delle dame presenti in sala. E’innegabile: in maratona si respira adrenalina, c’è competizione (non fosse altro che per cercare di ballare con quel/lla particolare ballerina).

A Mantova, invece, tutto questo è stato stemperato dal melting pot dei partecipanti che, evidentemente, non erano – nello specifico – tutti dei maratoneti.

Il risultato è stato un fine settimana molto piacevole, decisamente più rilassato, sereno.

In pista, volteggiavano beatamente gli stakanovisti della maratona insieme ai milongueros da raduno. Stili e sensibilità diverse che si sono fuse creando una tavolozza di colori piacevole assai dando vita alla prima “maratona trasversale” alla quale ho partecipato.

Oggi è lunedì. Fuori c’è un po’ di nebbia che entra nelle ossa eppure sento ancora caldo e ho voglia di sorridere.

… Lunga vita alla “Regina della notte“!

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TS

L’ANNO CHE VERRA’. [STICAZZI]

Mi è tornata in mente la splendida canzone del compianto Lucio nazionale perchè, ecco, è da un pò di tempo che sono molto inquieta e, tra me e me, continuo a fare bilanci.

Manco farlo apposta, incappo nello splendido post dell’amica Vagina che, con feroce e brillante analisi, ha dipinto con precisione milllimetrica, ogni mio pensiero.

Sticazzi.

Cosa sarà? Cosa sarò? Chi sarò?

Domande alle quali non so – ancora – rispondere, ciò che riesco a vedere è la mia vita di oggi. Il che non è nemmeno sbagliato, stando al pensiero di alcuni filosofi e pensatori: si vive il presente perchè solo questo esiste.

Ciò premesso, vedo la mia vita “sdrucita”, come consumata, lisa. Il problema è che non è consunzione da massiccio utilizzo, come quello dei jeans preferiti, è proprio deterioramento, lenta agonia, piccola morte.

Non la immaginavo così, di sicuro, quando ero una ragazzina. Altri erano gli scenari che avevo in mente. Mi sa, a questo punto, che fossero solo banali sogni di scolaretta, nulla più.

Sticazzi.

Eppure non voglio darmi per vinta, con un altro sovraumano sforzo (più passa il tempo, più cala l’energia) desidero dare una svolta.

Voglio colori.

Voglio sorrisi aperti.

Voglio emozionarmi ancora.

Voglio sorprendermi.

Voglio VIVERE.

E, sticazzi, se non lo farò.

Pimpra

C’ERA UNA VOLTA LA FAMIGLIA

natale famiglia

Il primo dicembre alle porte, le insegne di natale che stanno spuntando come gramigna agli angoli delle strade, le vetrine dei negozi si colorano di rosso, bianco e oro, radio e tv martellano la testa con spot a tema.

Ci siamo. La corsa al natale sta prendendo vita.

A seconda della situazione economico-patrmoniale di ciascuno, il momento può essere molto gaio o, solennemente triste, ma, più che il consumismo mi preme volgere lo sguardo sull’aspetto “intimo”, sentimentale e familiare del natale.

Per me, e mi reputo molto fortunata, è sempre stata una gran festa. Era l’occasione, per noi, di ritrovarci, mio padre tornava in Italia da ovunque si trovasse nel mondo, e si festeggiava alla grandissima questa riunione.

Non parlo di doni (che pure non mancavano) ma proprio della gioia profondissima di stare insieme a far festa.

Con il trascorrere degli anni e le mutate condizioni familiari (mio padre è scomparso che era ancora molto giovane) , il natale ha progressivamente perso colore, trasformandosi più che altro in occasione per ricordare chi, purtroppo, non c’era più.

Il tempo passa e a mia volta ho costruito una famiglia, tinteggiando di allegria quei giorni di festa. Ma, come tutto muta nella vita, anche quella famiglia, ad un certo punto, non c’è stata più.

Altro giro altra corsa. Dopo i 40 anni praticamente tutti hanno un passato, anche familiare e con esso il portato di rapporti che devono funzionare.

E si arriva al punto. La celebrazione della “famiglia” non può e non deve più passare esclusiavamente attraverso i rapporti familiari in senso “stretto”, di questi tempi è necessario, se non opportuno, aprire le maglie e fare entrare nella ruota rocambolesca della famiglia anche coloro che, per etichetta, ne stanno fuori.

Nulla di peggio è vivere ai margini, sentirsi le serie B, le ruote di scorta affettive, quelli non all’altezza del banchetto, i paria.

I tempi sono moderni, e questa modernità urla a gran voce che la nuova dimensione sociale è più ampia e di deve imparare a fare i conti con quella che viene definita “FAMIGLIA ALLARGATA”.

Di positivo c’è che le tensioni si stemperano, ci si può divertite in più persone, nessuno nega a nessuno l’affetto e l’attenzione che merita.

Di negativo c’è che, in proporzione, aumenteranno i pranzi e le cene, con pessime conseguenze per il giro vita, ma tanti sorrisi in più.

Credo valga comunque la pena di tentare.

Ai paurosi, a coloro che temono di stravolgere “l’ordine costituito” suggerisco di fare un bel respiro e … buttarsi… rischiano di vivere le più belle sorprese…

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

QUESTIONE DI STILE

coco-chanelUn periodo denso. Carico di vita. Anche molto faticoso, ma interessante. Sono stanca da fare schifo, eppure ho portato a casa molti stimoli che, per me, sono nutrimento vitale.

Ieri il vertice intergovernativo dove, potenti del mondo si sono incontrati per discutere degli scenari che si appoggeranno come una copertina su noi tutti. E speriamo bene.

E adesso gossip, leggerezza.

Da che mondo e mondo, l’abito fa il monaco, in occasioni di “rappresentanza” questo postulato è vangelo, legge divina alla quale attenersi. Quando si lavora in un contesto internazionale, alla presenza di autorità e, a nostra volta, siamo una autorità rappresentativa, l’abito è stumento di lavoro, come lo smartphone o l’ipad.

L’abito esprime il ruolo che abbiamo. L’abito racconta chi siamo, nella propria- istituzionale – veste.

Ora, una signora della nostrana politica ha ben pensato che, in simile occasione, i paramenti simbolici di cui sopra, non erano affatto necessari ad incorniciare la di lei “autoritas“.

Morale: la signora si è curata una figuraccia planetaria, sembrando una scolaretta intruffolata in una parata di adulti. Di adulti che contano.

Provavo fastidio ogniqualvolta veniva inquadrata dalle telecamente, con la giacchetta di lana cotta (!!!) sgualcita e troppo aderente sul seno, gli improbabili stivali da gita in campagna e la gonnetta di tartan da adolescente.

INGUARDABILE e fastidiosa.

Perchè, ricordiamolo, ci sono contesti in cui l’abito che si indossa manifesta rispetto per la circostanza. E’ il biglietto da visita che primo tra tutti, offriamo a chi ci osserva.

BOCCIATA.

Al che,  mi chiedo come sia possibile che l’entourage della signora, non l’abbia presa di peso (piuma) e traghettata in un negozio ad acquistare un tailleur, anche pantalone (lei si trova più a suo agio a gambe coperte), che la induca all’utilizzo di una giacca appropriata, confezionata con un tessuto decoroso ed un colore adeguato.

Non basta avere una gran testa, un carattere forte e deciso, ambizione sfrenata, se si ricopre un ruolo bisogna conoscere anche queste sfumature, all’apparenza ininfluenti che connotano, al contrario, consapevolezza di ruolo, rispetto per l’istituzione rappresentata, e una buona dose di signorilità che non guasta mai.

Coco si sarebbe rivoltata nella tomba se, ieri, fosse stata davanti allo schermo televisivo.

E voi, ricordatevi che la prima impressione ve la giocate nei primi 15” di conoscenza… a buon intenditore…

Pimpra

PS: per chi vuole farsi un’idea o rispolverare le conoscenze di stile: qui e qui

TRIESTE A TUTTA FORZA

MoloAudace_11nov
Vivo e provengo da una città in tutto e per tutto esagerata, estrema, irascibile, imprevedibile, profonda e ribelle.

Una città che più volte è stata descritta come una donna capricciosa e lunatica.

Non so trovare aggettivi migliori e giri di parole per descriverla, altri lo hanno fatto molto meglio di me.

Non si può vivere in questa lontana lingua del nord est senza esserne rapiti, nel bene e nel male, dalle follie di un clima che non risponde più a logica.

Ieri +15°, una pioggia che leccava i pensieri più nascosti della testa e li faceva uscire, un caldino appiccicoso e, decisamente, fuori tempo massimo. Il cielo che, prima di diventare un coperchio plumbeo e pesante d’acqua e di umidità, ha regalato una tavolozza commovente di colori e di forme. Un cielo liquido e incollato alla volta celeste che poi si è ammassato, d’un colpo, sulla terra.

Stamane, poco a poco, ha preso a respirare la bora. Dolcemente, come una carezza.

Noi triestini, salvo pochi detrattori, l’amiamo profondamente. E’ come se il vento ci liberasse l’animo da tutto quello che per noi è fardello doloroso e pesante.

Ma la bora è come il destino, imprevedibile, e con il farsi delle ore, ha preso forza, ha mostrato i muscoli, ha gonfiato i polmoni rilasciando, in refoli devastanti, tutta la sua possente bellezza.

E fin qui, “poesia”.

Adesso però, mi chiedo come riuscirò a stare in piedi, su due ruote, senza farmi travolgere. Adesso che devo iniziare la parte “privata” della mia giornata, alla quale non voglio rinunciare perchè la Signora Bora ha deciso di far saltare il rivestimento dei tetti, le persiane mal chiuse, i fiori sui balconi.

Ma il bello dell’amore è anche questo: sopportare il fastidio e minimizzare la sofferenza…

[STICAZZI]

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA_TS

IL CORPO NON MENTE

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Da non credere. Per stare bene, in salute, devo attenermi a una rigorosissima dieta. E quando dico “rigorosissima” non scherzo.

Un finale d’estate passato a depurarmi, con successo, mangiando come una monaca buddista, senza vino, senza aperitivi, senza gioie del palato. E il risultato è arrivato, lo riconsco. Meno 4 kg, asciutta come mai ricordavo di essere stata, in forma smagliantissima (ciao ciao alle tette dato a metà cura, ma pazienza), piena di energia e umore positivo (ma quale donna non lo sarebbe quando l’ago della bilancia si fa più leggero).

Poi, un periodo complicato, lavoro e vita privata ed ecco che il rigore alimentare viene meno, nulla di grave ma, il purismo dei mesi precedenti, resta un lontano ricordo.

Con le tossine dell’inquinamento cellulare, svaniscono – inesorabilmente- le straordinarie endorfine acquisite in precedenza.

Morale: giù di balla da morire, la vita che va storta, si ferma ed io al palo.

Eppure credevo che, il tempo che non riesco a dedicare ai fornelli, potesse essere egregiamente sostituito con il pasto-beverone. Invece, su di me, STICAZZI, è come se il corpo si rivoltasse alla chimica (anche se l’etichetta del prodotto rimanda indiscutibilmente a qualcosa di “verde”).

Il corpo non mente. Mi dice che devo avere vita regolare (l’opposto esatto di quanto canta l’amato Vasco), pasti equilibrati e sani, ritmi biologici giusti, umani.

Insomma il corpo vuole essere trattato con rispetto, con il rispetto che merita per tutti i servigi che rende.

E, sticazzissimi, non ho alternativa che ascoltarlo!

Pimpra

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