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LOUBY, L’IMPUNITA E LA FUITINA

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Ma li vedete quegli occhioni nocciola così languidi e sognanti?

Si chiama natura, ormoni, calori… La mia Gattonzola Louby si sta facendo femmina, ha praticamente lasciato la sua dimensione di cucciola per entrare nella sua primissima gioventù… e quale gioventù!

Ieri sera, tra il lusco e il brusco, se l’è data a … zampe, facendola sotto il naso dei suoi inconsapevoli umani!

Stamattina, si è presentata sulla porta di casa, chiedendo di entrare, e noialtri manco ci siamo accorti che se ne era uscita! 😀

La piccola di casa, Folie, ha accolto la sorella soffiandole di brutto… l’odore di cui era portatrice, non le era famigliare.

MORALE:

  1. prima di andare in ufficio, doccia alla sciagurata per “laare la vergogna” 😀
  2. questo pomeriggio dal veterinario  a capire il da farsi
  3. cercare di tranquillizzare la sorella che non finiva di menar sberle alla mascalzona fuggitiva.

E io me le godo e rido, mi divertono un mondo le mie adorate Gattonzole!

EVVIVA LA NATURA!

Buon weekend a tutti!

Pimpra

 

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IT’S TIME TO GO

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Primavera sfavilla nell’aria e non si può far finta di nulla.

Sento il suo canto in ogni istante della giornata. Al mattino quando, ancora assonnata, delizio di colore e poesia i miei occhi, semplicemente posandoli sulle orchidee che popolano il davanzale della cucina.

Esco in terrazza e, tra le particelle di smog, fanno capolino i nettari dolci dei pollini, il canto melodioso degli uccellini, il fruscio sottile delle giovani foglie mosse dalla brezza.

Mi connetto alla Natura e già mi pare di avere un senso. Sono qui per provare a godermela con ogni cellula a mia disposizione.

Le gattonzole ogni giorno che passa sono più vivaci, hanno voglia di uscire, di muoversi, odorano l’aria, ascoltano i canti sconosciuti dei volatili che popolano gli alberi di fronte a casa mia.

Siamo pronte, le gatte ed io, a vivercela tutta questa meravigliosa primavera.

Cosa resta da fare, se non concedersi il lusso della pausa, la carezza che ci regala la sosta preparando il camper pronte ad andar via…?

Viaggiare in camper è come andare a vela, ma molto più comodo, per certi aspetti. Non si dipende dal clima, se non altro. Per il resto è molto simile: si “arma” il camper, ovvero lo si predispone e allestisce alla partenza, compiendo i gesti che servono per accertarsi che sia  tecnicamente e meccanicamente a posto, si fa la spesa, si prendeono le gattonzole, scelta la meta si accende il motore e si va!

Che posso dire se non che adoro la sensazione che mi regala il fatto di partire.

E’ come una scossa di adrenalina che sale e riempie di energia il corpo, illuminando la mente. C’è brivido, una quota di paura da gestire, una mostruosa curiosità che sale, tutti gli ingredienti che servono per sentirsi vivi e vibranti.

Quest’anno torno alle origini, ho voglia e bisogno di mare, di sole, di sciabordio di onde nella risacca, di tramonti salmastri e solitari godendomi una coppa di Cesarini Sforza e poi…

Sarà quel che sarà…

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

PROFUMO DI MALINCONIA

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C’è una via, a Trieste, che mi è particolarmente cara.

Si snoda dal colle di San Giusto fino ad arrivare in Sacchetta, all’affaccio della città sul mare.

E’ la via della malinconia.

Ogni volta che la percorro, in qualunque stagione, riesce a sfiorarmi l’animo d’una patina di dolente struggimento.

La preferisco nelle stagioni di mezzo, perchè esprimono al massimo la sua poesia.

Il giardino Basevi che vi si affaccia, si erge montanto anch’egli la collina di San Giusto, regalando le sfumature rosso sambuco dell’autunno carsico unite al delizioso verde smeraldo delle giovani foglie a primavera.

Oggi, più che la vista, è stato rapito l’olfatto poichè, d’un tratto, sono entrata in una nuvola di profumo di foglie bagnate, di muschi e di pioggia.

Il mio momento di poesia ad inizio di giornata.

La mia connessione con il farsi del tempo, con la malinconia di novembre alle porte, con la vita che ti guarda e a volte ti schiaffeggia, a volte ti sorride…

Pimpra

IMAGE CREDIT: foto di Alessandro K., tratta da qui

ATTIMI BELLI

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Domenica si torna all’ora solare, testa bassa nell’autunno inoltrato, oramai ci siamo.

Trieste regala spunti di rara bellezza, in queste giornate sferzate da un timido borino che rinfresca decisamente ma schiarisce il cielo regalando un “blu blu blu” da prendere a piene mani.

Bisognerebbe fare una camminata sul Carso, avvolto dal mantello rosso delle foglie di sambuco, è una poesia in questo periodo dell’anno. Chi può, si gode l’aria frizzantina facendo delle lunghe sgroppatine di corsa nei sentieri che profumano di muschio e di foglie.

Non è così male l’autunno, a ben guardare. Anche se la vena di malcelata malinconia fa sempre l’occhiolino.

Oggi mi regalo i colori caldi e rassicuranti della natura intorno, apprezzo l’aria fresca sulle gote e questo sole sbarazzino che ci rallegra.

E’ venerdì, non possiamo non sorridere.

Felice weekend a voi tutti, Amici Cari.

Pimpra

IMAGE CREDIT: foto di Paolo Toffoli da qui

UN TÊTE À TÊTE, TRA ME E ME

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L’autunno porta pensieri, si sa.

L’alternarsi delle stagioni posa lo sguardo su un limite più vicino, si osserva la vita da una distanza ravvicinata, potendone quasi sentire l’odore.

Le caldarroste tra poco compariranno, il loro profumo caldo ed invitante sferzerà le giornate sempre più corte, più fredde e melanconiche.

E la polaroid che mi rimane in mano parla chiaro, qualcosa è cambiato.

Le serate di questo autunno improvviso mi hanno trovata preparata, a non farmi sorprendere dalla solitudine, a non lasciarmi travolgere da quell’onda di sottile depressione che, fino a poco tempo fa, entrava impregnando di sè l’essere.

Tanto mi aveva fatto paura la solitudine quanto sto imparando ad amarla. Tanto mi sentivo una disadattata per non essere stata capace di costruire un nulla famigliare, di coppia, di progetto di vita, quanto la libertà di cui godo è – finalmente – vissuta come il più grande dei regali.

Non ho bisogno.

E non è un proclama femminista. Nè una “excusatio non petita“. Sto proprio bene, finalmente, così come sono, con la mia vita sghemba, lacunosa sotto certi profili, ma molto verace, mia.

E anche questo autunno, dalle tinte così struggenti, non mi fa più male, anzi, ne apprezzo i colori della terra e quel particolare sapore di muschio.

Finalmente ho appreso la lezione. So cosa significa essere veramente indipendente, assolutamente libera e in piena armonia con me stessa.

Mi ci sono voluti tanti, tantissimi anni per vivermi così, ma ci sono riuscita.

Un pensiero su cui sono incappata stamattina che desidero condividere con le Amiche:

L’età più bella, per una donna, inizia quando smette di aspettarsi che la felicità arrivi da un uomo o dal di fuori, quando ha rispetto di sé e non baratta la sua dignità con niente al mondo, anche a costo di restare sola.”
Sabrina la Rosa

Adesso la bora può soffiare forte. Non avrò più freddo.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

LEZIONI DI VITA E DI AMORE

IMG_20150404_112032Nella mia vita di donna, chi mi conosce lo sa, non ho avuto la possibilità di diventare madre.

Nonostante questo, la mia vita è ricca, davvero molto ricca, di persone che mi stanno vicino, di quella “vicinanza” che apprezzo molto: non necessariamente fisica.

Attingo a piene mani dagli scambi virtuali con gli amici, con i quali spesso accade, ci si incontri di persona.

E sono sempre belle gioie, arricchimenti inaspettati di cui sono sempre grata.

Un giorno lontano di 16 anni fa, però, la mia vita ha aggiunto un affetto enorme, una presenza delicata e importante, indipendente e  amica. La mia gatta Pimpra, colei che ha dato il nome a questa casa virtuale.

Devo dire che mi è stata donata dal marito dell’epoca che ringrazio ancora, per il più bel regalo mai ricevuto..

Non voglio sbrodolarmi in lungaggini sul mio rapporto con la pelosa quadrupede, perchè chi ama gli animali e ne possiede, lo sa benissimo. Si creano rapporti specialissimi, unici, con ogni bestiola entri in famiglia. Proprio “in famiglia”, come membro effettivo.

La mia vita non è mai solitaria perchè in casa c’è sempre Lei: che mi aspetta, mi sveglia al mattino, mi viene dietro quando ne ha voglia e mi fa le sue preziosissime quanto rare coccole.

Viviamo un rapporto perfetto, nella reciproca stima, nella reciproca libertà, nella reciproca indipendenza. Non potevo chiedere gatto migliore.

Il tempo passa e si invecchia insieme, nella consapevolezza che i nostri amici pelosi hanno una linea del tempo più corta della nostra… ma, quando ci stai insieme e ti vuoi quel bene specialissimo che ti lega al tuo animale del cuore, fai finta di non vedere, non ne tieni conto perchè l’amore che hai è più grande e vi riempie.

Ma arriva il giorno in cui, maledizione!, il tuo peloso non sta benissimo e, si spera sempre per il bene, deve affrontare una malattia o un grave disagio fisico. E’ normale, è natura.

Ecco che, da donna, ho provato tutte le sfumature di dolore e preoccupazione di una madre, di una madre vera. Certo, la razionalità, a noi “mamme di pelosi”, offre delle vie di fuga che le mamme dei bambini veri non si possono permettere ed è una grande differenza… eppure…

La mia amatissima Pimpra mi sta ricordando che la vita e la morte sono delimitati da una linea sottile e che, se è giunto il tempo, chi resta deve “lasciare andare”. Non si deve permanere nell’egoismo di voler accanto a sè gli esseri che ci sono più cari, per sempre. Perchè, in questa dimensione, non è possibile.

Ecco che, nell’amore più grande che rivolgo al mio amatissimo animale, una parte del mio cuore, si sta preparando a lasciarla. Non subito, non adesso. Ma faccio i conti con il tempo che passa e con l’ineluttabilità del trapasso.

E ringrazio sempre il giorno in cui, quel piccolo batuffolo di peli biondi, ha varcato la soglia di casa entrando per sempre nella mia vita e nel mio cuore…

Pimpra(la mamma)

MARATHON CONVENTELLO HOUSE: LA WOODSTOCK DEL TANGO ROMAGNOLO

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Sapevo già cosa avrei trovato, mentre, sotto alla canicola, armavo il camper per la trasferta nella ridente terra di Romagna.

La maratona bucolica più bella che ci sia, in mezzo ai campi, tra le balle di fieno utilizzate nei modi più creativi, a casa di una famiglia specialissima che i “Bradford” dell’epoca, gli fanno un baffo…

Il mio sogno di inizio estate e quello di coloro che, insieme a me, hanno condiviso l’esperienza.

Parlare di tango è riduttivo, anche se sempre presente, a tutte le ore del giorno e della notte: sudatissimo, abbracciato, fuso nei corpi dei convenuti, o, meglio, dei “Conventelli”.

Oramai siamo una famiglia.

Quando riesci a scambiarti senza pudore alcuno, litri e litri di sudore, puoi ben dire che sei in intimità con l’altro.

Così come quando una ciabattona infradito amoreggia con un tacco a spillo… tutto è lecito, nulla  fuori posto, nemmeno il bermuda con il fantasmino… [beh… forse… quello 😉 ] e la gonnellina di pareo svolazzante.

Non ci siamo fatti mancare nulla, compresa una spassosissima lezione di burlesque, improvvisata da allieve e allievi che, coraggiosi, si sono messi alla prova davanti a tutti.

E le risate… quanto abbiamo riso…

C’era tutto ciò che si può desiderare per stare bene, in compagnia di tanti come te, che hanno una passione in comune e una strepitosa voglia di vivere.

Un ritrovo alla Woodstock in versione romagnola, quindi ancora più caloroso, affettuoso e dirompente.

Mi porto a casa un cuore gonfio di allegria, di tandas che ti restano nella memoria, di magliette strabagnate, di terra, di fieno (ovunque!), di amici vecchi e nuovi in un accordo musicale che ha armonizzato tutto questo in un equilibrio perfetto.

E’ doveroso ringraziare pubblicamente il grande cuore di Cristina e di tutta la sua famiglia, amici e collaboratori compresi, che ci ha aperto casa sua, conducendoci, una volta in più, dentro a una bolla di estatico piacere…

Pimpra

Ps: va doverosamente segnalato che, per ottenere “l’effetto Woodstock” ci hanno messo lo zampino ben 20 TJ che si sono alternati alla consolle. Inutile dire che, più di tandas e cortinas, ci hanno regalato veri fuochi d’artificio! BRAVI!

E LUCE FU

Cielo di Trieste

Non c’è molto da dire, solo che mi sembra di rinascere.

Ma lo vedete quell’azzurro che non lascia spazio a nulla. Un colore pieno di tutte quelle vibrazioni che danno una piacevole scossa. La vita che ti fa l’occhiolino, dicendo di svegliarti.

Oggi che, a ben guardare, non ho motivi particolari per sentirmi felice, lo sono. Lo sono dal profondo, come se, tutta me, si tuffasse in quel cielo limpido.

Ma cosa mi fa Primavera?

Regala sorrisi e colori. Voglia di mettere il naso all’aria, desiderio di uscire, necessità di prendere dei gran respiri.

Custodisco questa straordinaria sensazione per tutte le volte in cui la luce si spegne e, intorno, il grigio torna a colare sulla vita. Su di me.

Pimpra

LASSU’ SULLE MONTAGNE, TRA BOSCHI E VALLI D’OR…

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Per una volta tanto, il fine settimana non è stato condito con “SoloTango”. Per una volta, forse una delle prime, a mia memoria, mi sono concessa un fine settimana in montagna a lanciarmi in una nuova avventura: lo sci di fondo.

Se avessi proferito queste parole da giovane, mi sembra già di udirmi dire “Ma è uno sport da vecchi!”, da arrogante discesista quale ero all’epoca… Che a me piaceva fare lo slalom speciale, anche se ero più forte in quello gigante.

A me piaceva far correre le lame veloci. Molto veloci.

Oggi sono diversa, decisamente.

Oggi apprezzo e ricerco il respiro che si armonizza con il battito del cuore, oggi ho voglia di ascoltare il mio corpo, di apprezzarne le sensazioni e di viverlo fino in fondo. Nel calore degli adduttori che si preparano allo sforzo, nella temperatura del corpo che sale, nella gestione del respiro che, mano mano, aumenta di intensità.

Oggi non corro più senza controllo, oggi so esattamente quale velocità voglio raggiungere e assaporo tutte le tappe intemedie.

Concluso il “pippolotto” pseudo intellettuale, mi sono divertita un botto! Perchè, più del gesto sportivo che pure ho molto apprezzato, è stata la mia compagna di avventura che ha reso indimenticabili certi momenti.

Avete idea di cosa significhi mettere insieme una psicopatica dello sport (la sottoscritta), vicino alla più tranquilla, serena e dolce femmina che si sia mai vista in circolazione?

Un mix esplosivo! 🙂

Per fortuna che ci vogliamo molto bene e l’abbiamo presa in ridere…

E adesso che l’ho sperimentato di sicuro vorrò cimentarmi di nuovo, che a me, scivolare sul binario mi dice poco, io voglio provare lo skating, lì sì che c’è da divertirsi!

#LaValangarosacihapresogusto ! 🙂

Pimpra

 

PROFUMO DI CASTAGNE E DI VENTO

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E’arrivato così, senza tanti complimenti, da un giorno all’altro.

Ti addormenti dentro a un autunno colorato di foglie di sambuco, odoroso di muschio e quercino e ti risvegli una mattina che le tapparelle della stanza suonano il ritmico “tam tam” delle raffiche di bora.

E’ arrivato, l’inverno si annuncia così.

In scooter comincia la danza degli equilibrismi, perchè la bora ama giocare d’improvvisazione e, d’un tratto, ti ritrovi dentro la raffica e fatichi a non farti tirare giù.

Ho cambiato abbigliamento tecnologico, sono passata dal piumino autunnale, ovversia corto a giacca, a quello che copre fino al ginocchio. Mi piacerebbe averne uno ancora più lungo.

E’ questa la magia dell’inverno al nord est, si vive nelle folate d’aria che spezzano  – apparentemente – l’inquinamento. Certo, fa un freddo difficile da gestire, per chi non è abituato, perchè punge e s’insinua ovunque.

A Trieste ci si deve letteralmente “blindare” oppure vince lei, la nostra amatissima bora, manifesto e simbolo di questa città.

A riscaldare gli animi ci pensano i venditori di castagne che sono i nuovi ricchi, perchè, mi chiedo, come sia possibile che trovino ancora clienti a cui vendere i preziosi frutti alla modica cifra di 6 euro per 4 castagne. A me sembra una follia, non vi pare?

L’aroma delle caldarroste però è impagabile, riporta, a suon di olfatto, a tutti gli inverni che sono già passati e con essi si snoda la malinconia dei ricordi.

Amo questo farsi delle stagioni, mi piace immettermi nel flusso della natura senza ostacolarlo.

Aspetto il freddo, più freddo ancora. Poi ci saranno le luci di natale, i botti di capodanno e via, verso il nuovo, verso una stagione rinnovata, verso il domani che, forse, è già qui…

 

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

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