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SETTEMBRE

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Settembre. Un mese difficile.

La malinconia incombe ad ogni mutata inclinazione della luce. Le ombre si allungano insieme all’umore che tende verso colori meno vividi.

Anche le Gattonzole si adeguano, concedendomi una pausa più lunga, insistendo con meno foga nel farmi uscire dal letto, anzi, con piacere felino, si appoggiano al mio fianco o tra le gambe, assaporando con me il tepore e l’oscurità.

Settembre è il mese del progetto, è il momento in cui si incastrano le attività invernali. E’ un bisogno fisiologico, superiore, è il mio modo di cadenzare i mesi cupi che verranno, quando la luce diverrà moneta rara e il grigio del cielo e della città ammanteranno anche l’aria.

Settembre ha il canto della poesia, il melodioso scricchiolio delle foglie di sommaco che incendiano il Carso e la bora che, presa la rincorsa sull’altipiano, si tuffa in mare con il suo mantello scomposto di refoli.

Settembre. A volte cristallino, ombroso o ostile.

Preparo la pelle alla nebbia fredda, sapendo che dietro il velo opaco si nasconde sempre il sole.

Spero…

Pimpra

 

 

 

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#Goodvibrations

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L’uggia di questo ottobre travestito da estate rende difficile concedersi un sorriso per salutare il nuovo giorno.

E’ tutto così grigio che pare sporco, deteriorato e da buttare.

Eppure… c’è chi sa guardare oltre e trova una scintilla anche lì fuori, dentro il quadro che la finestra contorna, un piccolo stimolo per  aguzzare la vista e andare a cercare con gli occhi e con il cuore ciò che si nasconde e non si svela, facilmente, alla luce del giorno.

Se ne sarò capace, anche questa, diverrà una bella giornata…

… Lieve …

Pimpra

 

 

PROFUMO DI MALINCONIA

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C’è una via, a Trieste, che mi è particolarmente cara.

Si snoda dal colle di San Giusto fino ad arrivare in Sacchetta, all’affaccio della città sul mare.

E’ la via della malinconia.

Ogni volta che la percorro, in qualunque stagione, riesce a sfiorarmi l’animo d’una patina di dolente struggimento.

La preferisco nelle stagioni di mezzo, perchè esprimono al massimo la sua poesia.

Il giardino Basevi che vi si affaccia, si erge montanto anch’egli la collina di San Giusto, regalando le sfumature rosso sambuco dell’autunno carsico unite al delizioso verde smeraldo delle giovani foglie a primavera.

Oggi, più che la vista, è stato rapito l’olfatto poichè, d’un tratto, sono entrata in una nuvola di profumo di foglie bagnate, di muschi e di pioggia.

Il mio momento di poesia ad inizio di giornata.

La mia connessione con il farsi del tempo, con la malinconia di novembre alle porte, con la vita che ti guarda e a volte ti schiaffeggia, a volte ti sorride…

Pimpra

IMAGE CREDIT: foto di Alessandro K., tratta da qui

ATTIMI BELLI

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Domenica si torna all’ora solare, testa bassa nell’autunno inoltrato, oramai ci siamo.

Trieste regala spunti di rara bellezza, in queste giornate sferzate da un timido borino che rinfresca decisamente ma schiarisce il cielo regalando un “blu blu blu” da prendere a piene mani.

Bisognerebbe fare una camminata sul Carso, avvolto dal mantello rosso delle foglie di sambuco, è una poesia in questo periodo dell’anno. Chi può, si gode l’aria frizzantina facendo delle lunghe sgroppatine di corsa nei sentieri che profumano di muschio e di foglie.

Non è così male l’autunno, a ben guardare. Anche se la vena di malcelata malinconia fa sempre l’occhiolino.

Oggi mi regalo i colori caldi e rassicuranti della natura intorno, apprezzo l’aria fresca sulle gote e questo sole sbarazzino che ci rallegra.

E’ venerdì, non possiamo non sorridere.

Felice weekend a voi tutti, Amici Cari.

Pimpra

IMAGE CREDIT: foto di Paolo Toffoli da qui

PIMPRA

PIMPRA

Oggi ci sono poche parole.

Questo fine settimana ho salutato la Pimpra, dopo 16 anni di felice convivenza. La più bella convivenza che ho mai avuto il piacere di vivere.

Oggi ho il cuore che continua ad essere gonfio di tristezza.

Oggi le lacrime continuano a sgorgare copiose e, sì, mi sento una pirla per soffrire tanto la mancanza della mia amatissima gatta. Ma è così, e non posso farci nulla.

Si è spenta portata via dal tempo, tiranno, che le ha rubato la giovinezza.

Non ha sofferto, di questo ne sono certa, ed è la sola cosa che mi consola.

Ha aspettato che tornassi dalle mie trasferte lavorative per salutarmi un’ultima volta.

Non sapevo nemmeno come muoiono i gatti, se chiudono gli occhi oppure no. Anche questo mi ha insegnato.

So che lei sta benissimo dove si trova ora. La parte difficile resta a me, che la cerco con lo sguardo in casa e mi aspetto di trovarla dietro l’uscio quando rientro la sera.

Ma la vita è questo. E non posso fare altro che accettarla.

Pimpra

UN TÊTE À TÊTE, TRA ME E ME

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L’autunno porta pensieri, si sa.

L’alternarsi delle stagioni posa lo sguardo su un limite più vicino, si osserva la vita da una distanza ravvicinata, potendone quasi sentire l’odore.

Le caldarroste tra poco compariranno, il loro profumo caldo ed invitante sferzerà le giornate sempre più corte, più fredde e melanconiche.

E la polaroid che mi rimane in mano parla chiaro, qualcosa è cambiato.

Le serate di questo autunno improvviso mi hanno trovata preparata, a non farmi sorprendere dalla solitudine, a non lasciarmi travolgere da quell’onda di sottile depressione che, fino a poco tempo fa, entrava impregnando di sè l’essere.

Tanto mi aveva fatto paura la solitudine quanto sto imparando ad amarla. Tanto mi sentivo una disadattata per non essere stata capace di costruire un nulla famigliare, di coppia, di progetto di vita, quanto la libertà di cui godo è – finalmente – vissuta come il più grande dei regali.

Non ho bisogno.

E non è un proclama femminista. Nè una “excusatio non petita“. Sto proprio bene, finalmente, così come sono, con la mia vita sghemba, lacunosa sotto certi profili, ma molto verace, mia.

E anche questo autunno, dalle tinte così struggenti, non mi fa più male, anzi, ne apprezzo i colori della terra e quel particolare sapore di muschio.

Finalmente ho appreso la lezione. So cosa significa essere veramente indipendente, assolutamente libera e in piena armonia con me stessa.

Mi ci sono voluti tanti, tantissimi anni per vivermi così, ma ci sono riuscita.

Un pensiero su cui sono incappata stamattina che desidero condividere con le Amiche:

L’età più bella, per una donna, inizia quando smette di aspettarsi che la felicità arrivi da un uomo o dal di fuori, quando ha rispetto di sé e non baratta la sua dignità con niente al mondo, anche a costo di restare sola.”
Sabrina la Rosa

Adesso la bora può soffiare forte. Non avrò più freddo.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

UN SOGNO AUTUNNALE

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Quanto è bello addormentarsi tra le braccia di Morfeo, accoccolata dentro la copertina morbida, davanti alla tv che ti fa solo compagnia che, tanto, le immagini non le vedi neppure e tantomeno ascolti ciò che accade.

Movimenti felpati del gatto che si acciambella nel suo fouton modello mignon, anche lei sistemata tra le pieghe dei suoi cuscini ben infarciti di morbida copertina.

E dormiamo beate, noi due, insieme, cullate nei nostri sogni…

Stanotte ho volato, lassù, alta nel cielo, portata dal vento. Mi trovavo su una sorta di tavola da surf, con una corda che tratteneva un pallone che mi portava in alto.

All’inizio la sensazione di librarsi nell’aria era meravigliosa, la terra si allontanava di sotto ed io mi sentivo più leggera e volavo magicamente.

Poi però, nulla poteva la mia volontà, quando, accortami che stavo letteralmente prendendo il volo e che nessuno poteva venire a tirarmi giù, mi sono spaventata.

Volare è come perdersi nell’infinito e, per noi umani, l’infinito è un concetto troppo grande da trattenere e ci spaventa un po’…

L’adrenalina ha fatto il resto, mi sono messa a remare e, questa mia attività, ha fatto sì che potessi scendere e volare direzionato, controllando l’altezza e il senso del mio librarmi.

Allora è stato bellissimo anche se, a ben guardare, nessuno condivideva con me la meravigliosa esperienza…

E’ autunno, in tutti i sensi. Facciamo le foglie e non se ne parli più…

Buon volo a chi ne è capace…

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

NUOVE PRIMAVERE

Nuove primavere

La pacchia è finita, perchè le ferie per il 2015 hanno esaurito il bonus. Si torna a casa, sapendo che non ci saranno ulteriori vie di fuga. Tutti in gabbietta, come piccoli soldatini ubbidienti.

Traggo un bilancio molto positivo. Ho goduto immensamente di un viaggio in terra gallica, di deliziose maratone tanguere in giro per l’Italia, ho trovato il tempo di farmi venire la gastrite e di farmela passare, mi sono divertita, rilassata, ho ballato, ho vissuto una tranche di vita nuova.

Adesso sono di nuovo qui. Non particolarmente volonterosa, nè pronta. Ma facilmente adattabile, come sempre.

La codina delle ferie estive mi ha regalato un fine settimana di quelli come piacciono a me: tanto tango, tanti amici, tante risate. Stavolta, però, ho avuto un dono specialissimo.

Ho incontrato uno straordinario essere umano, con il quale, una notte di milonga, ho potuto chiacchierare a lungo. Una conversazione sulla vita, sulla malattia, sull’accettazione, sulla consapevolezza, sul piacere e la voglia di non fermarsi, di andare avanti, sulla voglia di sognare ancora, di progettare, di desiderare, di amare.

Ho incontrato un uomo pregno di vita, come poche volte ho avuto il piacere di conoscere. Sono stata illuminata dalla sua brillante intelligenza condita di leggera ironia, fatta di un pensiero su di sè e sulla malattia che attualmente lo accompagna, dai toni limpidi e sereni, come mai mi è capitato di sentire.

L’ho ringraziato per l’insegnamento che, involontariamente, mi ha trasmesso.

La vedete la foto della piantina di peperoncini che, una cara amica, mi ha portato all’inizio dell’estate? era verde e piena di frutti, che ho colto e seccato. Poi, l’ho affidata a mia madre durante la vacanza francese e, al mio ritorno, ho trovato un bastoncino secco.

Ho continuato a bagnarla e a parlarle come prima, quando era verde e in salute.

Oggi, al ritorno dal mio lungo fine settimana, ero quasi sicura che l’arsura l’avesse portata via, invece, riconoscente, mi ha fatto una bella sorpresa: nuovi fiori, come fosse nuovamente primavera.

Piena di stupore e di tenera riconoscenza, auguro anche a voi una nuova primavera che per l’autunno c’è ancora tempo…

Pimpra

POLAROID D’AUTUNNO

AutunnoChe ci piaccia oppure no, e a me, per prima, non piace, l’autunno ha bussato alle nostre porte. A chi di noi si illudeva in una lunga coda d’estate che dire? Speriamo… intanto siamo qui, ognuno nella sua vita di sempre, nella routine più o meno gratificante, a tirare avanti la baracca…

Suvvia, un po’ di ottimismo, vogliamo concedercelo no?

Ci provo, mi viene difficile, ma ci provo.

Di buono c’è che, la via della “santità alimentare” mi ha regalato un corpo più snello e scattante, l’energia è tornata, e la pancia si è rifatta “tavola”, come ai bei tempi. [Anche le tette, a dire la verità, ma questo è un altro argomento :-)]. Insomma, sono come un’alcolista in trattamento: posso vantare disintossicazione dalle mie gommose e morbide da ben 54 giorni. Per la sottoscritta,  un vero record!

Torno con vigore e voluttà in palestra, a sfogarmi i nervi la stanchezza e le frustrazioni, e poi mi sento acciaccata nei distretti ma molto più rilassata e, tutto sommato, felice.

In gabbia c’è da spararsi. Lavoro costellato e costipato di casini e confusione, ma è il mio lavoro e me lo tengo ben stretto.

Tutto sommato, l’orizzonte non è proprio grigio, non fosse che non trovo qualche anima pia che mi porti in barca a fare la regata più “triestina” che c’è, la #Barcolana. Ma tant’è.

Ci sono belle notizie di amori che rifioriscono e progettano i più alti frutti, e a me, che sono un cuore di panna, la cosa fa tanto piacere (e mi emoziona anche).

Ci sono le passioni di sempre che restano vive e che tengono vivi. E meno male.

Ci sono passioni che tornano a far sentire di sè il profumo e lì sono cazzi: o si cede e addio, ci si è dentro con tutte le scarpe, o si resiste e si passa oltre. Chi vivrà, vedrà.

Per il resto, c’è Mastercard. Chevelodicoafare?

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TRIESTE

ATTIMI BELLI V°

Attimi belli VQuanta pioggia, stamattina.

Settembre burlone.

L’estate sembra già un ricordo lontano, carico di pensieri volati via.

Sono nero, come lo era il cielo che mi ha strappato all’abbraccio caldo della notte.

Adesso è uscito il sole, la linea dell’orizzonte così tersa e delineata, sembra un’illusione.

Sono solo, curvo sotto i raggi nuovamente caldi di questo sole già inclinato d’autunno.

Guardo davanti a me, e mi illudo di trovare al risposta alla mia quieta solitudine.

Anche questi, in fondo, sono “Attimi belli”…

 

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TRIESTE

 

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