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SETTEMBRE

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Settembre. Un mese difficile.

La malinconia incombe ad ogni mutata inclinazione della luce. Le ombre si allungano insieme all’umore che tende verso colori meno vividi.

Anche le Gattonzole si adeguano, concedendomi una pausa più lunga, insistendo con meno foga nel farmi uscire dal letto, anzi, con piacere felino, si appoggiano al mio fianco o tra le gambe, assaporando con me il tepore e l’oscurità.

Settembre è il mese del progetto, è il momento in cui si incastrano le attività invernali. E’ un bisogno fisiologico, superiore, è il mio modo di cadenzare i mesi cupi che verranno, quando la luce diverrà moneta rara e il grigio del cielo e della città ammanteranno anche l’aria.

Settembre ha il canto della poesia, il melodioso scricchiolio delle foglie di sommaco che incendiano il Carso e la bora che, presa la rincorsa sull’altipiano, si tuffa in mare con il suo mantello scomposto di refoli.

Settembre. A volte cristallino, ombroso o ostile.

Preparo la pelle alla nebbia fredda, sapendo che dietro il velo opaco si nasconde sempre il sole.

Spero…

Pimpra

 

 

 

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COUNTDOWN

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Bisogna prepararsi. Mentalmente, fisicamente, emotivamente.

Tra poco più di un mese è natale. Stiamo entrando di prepotenza dentro all’inverno anche se, al momento, le temperature non sono affatto punitive, ma, solo – troppo- umide.

Sento un profondo cambiamento, non so se legato esclusivamente alla stagione, al quadro astrale, a chissacosa. Ma lo sento. Profondo, intenso ed impegnativo.

Al momento il mio corpo si è messo in “tilt”, regalandomi una nutrita serie di fastidi che mi servono a fermarmi per fare il punto.

Non potendo oppormi, eccomi qua.

In fondo non è male, una sorta di brainstorming esistenziale, in cui, volente o nolente, mi tocca guardare dentro le stanze buie. Credevo peggio. Paura immotivata.

Ho un bisogno indicibile di sfogare energia vitale che mi rimane dentro e mi “infiamma” (nel vero senso).

Le gambe, appesantite e dolenti, vogliono muoversi. Ho bisogno di letti di foglie umide e odore di bosco. Voglio l’aria che profuma di muschio, il sudore che mi imperla la fronte, voglio sentire male ovunque, perchè quello è un male che è bene e poi passa e mi fa sentire viva.

Voglio respirare, a fondo, profondamente, dentro di me.

Aspetto con una gioia infantile le prossime maratone, dove mi riempirò l’anima di abbracci e la felicità che mi regala ballare potrà, finalmente, trovare la sua giusta dimensione.

Ci siamo quasi, manca poco, il countdown è già partito.

Ed io, felicemente, mi sto preparando…

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

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