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DI TANTO IN TANGO. SOCIALE SI’, SOCIALE NO. UN DUBBIO TANGUERO

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Dopo un fracasso di anni in cui ballo e frequento i luoghi sacri del tango, proprio adesso, nel momento della mia piena “maturità tanguera” sono assalita da un dubbio.

SCENARIO: la milonga (non importa se singola o incastonata nel contesto di un evento, quale che sia)

STATO D’ANIMO: io frequento perché desidero ballare. Punto.

COMPORTAMENTO: scelgo il luogo in cui stare e “attendo” l’invito, attivando l’energia positiva di uno sguardo aperto, oppure, segnalando molto chiaramente, e con rispetto, che in quel momento ho bisogno di riposo.

DUBBIO: mi sono resa conto di non dedicarmi all’aspetto “sociale” della faccenda, non chiacchiero quasi mai, salvo scambiare poche parole, sto per le mie, amiche/i presenti non importa.

La domanda secca che mi pongo: come verrà letto questo atteggiamento, questo modo di essere?

Ci ho pensato questi giorni, ospite di una maratona condita da persone assolutamente amabilissime, molte – peraltro –  a me ben note, non ho scambiato parole quasi con nessuno. Mi sono detta “strano!” poi ci ho riflettuto e mi sono resa conto che non parlo quasi mai, salvo quando mi trovo a pasteggiare, lì allora sì che non mi ferma più nessuno.

Mi chiedo se questo modo di vivermi le serate/pomeriggi di tango sia capito, oppure se, per “buone maniere”, è opportuno dedicare del tempo anche alla relazione umana.

Dubbi, oggi dubbi…

Pimpra

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2018. MI STO PREPARANDO

 

Colorful New Year Card (1)

Mai come quest’anno ho grandi aspettative per l’anno nuovo.

Sia chiaro, non immagino di diventare improvvisamente ricca, bella, giovane (e stronza), intelligente magari pure con le tette grosse e il culetto brasiliano, per questo ci vorrebbe un grande miracolo e qui non siamo ancora capaci.

Mi sto preparando immaginando sogni che vorrei realizzare, azioni da intraprendere, percorsi da avviare.

Un focus molto mirato sulla mia vita, insomma, che mi porti a presentarmi alla data fatidica di un nuovo salto epocale, come una donna “risolta” e consapevole. [Mi sa che pure questo entra nella categoria dei “grandi miracoli” 🙂 ].

Tempus fugit e più il tempo passa, più scorre tra le mani veloce e dire “lo farò domani” non è più un semplice posticipare ma un rischio di non realizzare più quanto si aveva in mente.

Quindi, con la scusa banale di un anno che inizia, è una bella opportunità di decidere di mettere mano alla lista dei “farò” che tutti noi abbiamo nel cassetto.

Non vi dirò quali sono i miei che, lo ripeto con un sorriso, ci vorrà praticamente un enorme miracolo, spero che, anche leggendomi qui, prima o poi ve ne accorgerete anche voi!

Sorrido, mi rimbocco le maniche, tengo a bada le paure, e… mi preparo! OLE’!

In alto i calici, a voi, evviva!

Pimpra

 

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