VIBRANTI ARMONIE

L’estate è entrata prepotente, come una folata di vento inaspettata, e ha conquistato subito tutto: pelle e cuore.

Le prime luci del giorno mi accolgono con una carezza tiepida avvolta dai profumi morbidi dei fiori ancora freschi di notte.

I tigli stanno fiorendo e benedicono del loro languido sospiro profumato le strade cittadine. D’un tratto sei dentro una nuvola avvolgente che porta via i pensieri, e ti lasci andare a ricordi e dolcezze antiche.

Estate sono progetti di vacanze, scorribande serali in sella agli scooter alla ricerca del posto migliore dove farsi un tuffo. Di giorno e di notte.

Questa luce alta nel cielo che ci accompagna fino a tardi, quasi a volere trascorrere con noi anche la notte, questa luce, riesce ad illuminare anche le stanze più nascoste dentro di me.

Ho salutato un caro amico che, troppo presto, è partito per il suo viaggio. Il volto immerso in una beatitudine di cui ho solo sentito parlare e che ieri, per la prima volta, ho letto sul suo viso. Le lacrime sono sgorgate copiose perché non è mai facile dirsi arrivederci.

Eppure, nonostante tutto, ho letto la vibrante armonia della vita stessa che nulla butta via, ma tutto trasforma.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

IL MOMENTO PRESENTE E’ INEVITABILE

cavalos_a_galope

Ci sono quei giorni, quei periodi in cui sei giù. La vita scolora improvvisamente, tutto appare grigio e piatto e non vedi quella scintilla particolare che tanto ti è cara.

A nulla vale cercare di accendere il lume della ragione che, proprio al momento del bisogno, improvvisamente fa tilt.

Ondate di melma emotiva arrivano fin verso il cuore e oltre. E ti pare che nulla possa tirarti fuori dal tuo magma nero.

Poi però…

Uno stupido messaggio lanciato nell’etere, più per sfogo che per altro, e ti arriva una caldo abbraccio dai tuoi amici reali e virtuali. E già ti pare meno brutto. Una carezza, anche se sui pixel colorati di uno schermo, resta una carezza.

E il messaggio, quello vero, quello che proprio DEVI ascoltare, ti arriva. E’ l’Universo che te lo manda, per darti quella sberla che ti risveglia, ti rimette sul pezzo e ti fa riflettere profondamente.

Io Gabriel non lo conoscevo nemmeno, epperò leggo il suo messaggio su FB, adesso che ha lasciato questo mondo. Ed è un messaggio che pare scritto per la mia Anima di oggi, quella che trascina con sé il mio corpo triste.

Leggete, è scritto in spagnolo, ma si può capire, e comunque, impegnatevi a farlo:

“EL MOMENTO PRESENTE ES INEVITABLE”
La 1ra vez que la escuché si bien comprendia la escencia porque es muy simple, la profundidad muchas veces no la veia. Con esto que me está pasando me di cuenta que si quiero decir lo que siento, el único momento es AHORA, si quiero conectar con alguien, el momento es AHORA, si quiero amar, éste es el único momento posible, ya que el único momento que existe es AHORA
Quiero compartir esto con ustedes ya que me hizo ver que las cosas que me perdí de vivir por pensar demasiado en el futuro, hoy no sé si pueda llegar a hacerlas.
Por eso AHORA, EN ESTE MOMENTO, DONDE QUIERA QUE ESTES, ANIMATE A SER VOS MISMO, CONECTATE Y COENCTA, DISFRUTA,AMA, BAILA CON TODO TU SER Y NO PIERDAS EL TIEMPO.
Gracias infinitas por esta noche y por todo el apoyo y amor que me brindan. Gracias a todos los que colaboraron !!!
NOS VEMOS PRONTO
GABY”

“Il momento presente è inevitabile.  Ho capito che se decido di dire ciò che sento, l’unico momento è adesso, se desidero contattare qualcuno, il solo momento è adesso, se desidero amare, è questo l’unico momento possibile, l’unico momento possibile è ADESSO.”

Prendo le  sue parole, il suo messaggio che mi arriva così forte, oggi, che il pensiero triste mi accompagna, e decido di svegliarmi e vivere questo “adesso” che, oggi, mi regala spine, ma, evidentemente, ha un senso così.

Buon viaggio, caro Gabriel…

Pimpra

LIBERI. FINO ALLA FINE.

libertà_a

E’ così strano anche solo riuscire a pensare a qualcosa di diverso, di intenso e, per certi versi, pesante, in questi giorni.

Le città sono uno sfavillio di luci, la gente corre indaffarata portando in giro quintalate di pacchetti colorati. Ci si saluta, come mai durante l’anno, quando siamo  delle figure trasparenti agli occhi del nostro prossimo.

Ma è (quasi) Natale, allora tutti a scimiottare sentimenti, comportamenti richiesti da copione.

Poi, lì fuori, c’è la Vita Vera, quella delle persone che ne vivono ogni singolo respiro e quella di coloro che stanno morendo.

Oggi, mentre surfavo leggera sui pixel, incontro, come un tronco portato dalla marea, un video. Non li guardo mai, i video, che mi annoiano, ma questo ho dovuto. Il link qui .

Dominique oggi lascerà questa dimensione, per sua scelta, aiutata da una équipe di medici svizzeri. Forse, a quest’ora, è già volata via.

Mi sono commossa davanti al pc, ascoltando la storia di questa signora che, a tre mesi dalla scoperta della inguaribile malattia, ha deciso, consapevolmente, di mettere fine alla sua vita.

I medici le aveano prospettato da 1 anno a 3 anni di aspettativa, a fronte di trattamenti chemioterapici molto forti. E Dominique  ha detto di no, che non lo voleva fare. Che tutto il dolore che avrebbe dovuto sopportare, le era troppo.

Provo un senso di reverenziale rispetto per coloro che hanno un simile coraggio, non so se ne sarei capace e, allo stesso momento, sono fermamente convinta che non sia giusto dover emigrare in altro paese per decidere di percorrere la strada dell’eutanasia.

Dovremmo poter essere liberi di morire in casa nostra o, comunque, nel nostro paese. Anche il solo viaggio per raggiungere il ponte del non ritorno in un altro dove, è una sofferenza in più che il futuro “suicida” dovrà sopportare.

“Suicida” perchè l’atto finale di staccare la presa di corrente con la vita, lo si deve attuare in assoluta autonomia.

Non mi piace questo termine, per definire chi, costretto (da una malattia inguaribile o da una depressione insostenibile) sceglie l’ultima via.

Sono persone coraggiose ed estremamente determinate che hanno saputo accettare il loro destino, la malattia, senza rimanerne completamente intrappolati.

La morte, in fondo, è solo un cambiamento di stato.

Vorrei, da cittadina del mondo, poter vedere garantita a tutti gli effetti la mia libertà personale di essere umano. Togliersi la vita in una struttura che accompagna, non è divenire peso sociale, non è tradire la civiltà, non è atto di follia premeditata. E’ pura espressione del Libero Arbitrio.

In un mondo globale inquinato di trappole che ingannano e imprigionano, vorrei poter immaginare, al contrario, la libertà di essere umano.

Libera di vivere, se riesco. Libera di morire, se non ce la faccio più.

Cara Dominique, fai un buon viaggio.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

 

 

PIMPRA

PIMPRA

Oggi ci sono poche parole.

Questo fine settimana ho salutato la Pimpra, dopo 16 anni di felice convivenza. La più bella convivenza che ho mai avuto il piacere di vivere.

Oggi ho il cuore che continua ad essere gonfio di tristezza.

Oggi le lacrime continuano a sgorgare copiose e, sì, mi sento una pirla per soffrire tanto la mancanza della mia amatissima gatta. Ma è così, e non posso farci nulla.

Si è spenta portata via dal tempo, tiranno, che le ha rubato la giovinezza.

Non ha sofferto, di questo ne sono certa, ed è la sola cosa che mi consola.

Ha aspettato che tornassi dalle mie trasferte lavorative per salutarmi un’ultima volta.

Non sapevo nemmeno come muoiono i gatti, se chiudono gli occhi oppure no. Anche questo mi ha insegnato.

So che lei sta benissimo dove si trova ora. La parte difficile resta a me, che la cerco con lo sguardo in casa e mi aspetto di trovarla dietro l’uscio quando rientro la sera.

Ma la vita è questo. E non posso fare altro che accettarla.

Pimpra

NUOVE PRIMAVERE

Nuove primavere

La pacchia è finita, perchè le ferie per il 2015 hanno esaurito il bonus. Si torna a casa, sapendo che non ci saranno ulteriori vie di fuga. Tutti in gabbietta, come piccoli soldatini ubbidienti.

Traggo un bilancio molto positivo. Ho goduto immensamente di un viaggio in terra gallica, di deliziose maratone tanguere in giro per l’Italia, ho trovato il tempo di farmi venire la gastrite e di farmela passare, mi sono divertita, rilassata, ho ballato, ho vissuto una tranche di vita nuova.

Adesso sono di nuovo qui. Non particolarmente volonterosa, nè pronta. Ma facilmente adattabile, come sempre.

La codina delle ferie estive mi ha regalato un fine settimana di quelli come piacciono a me: tanto tango, tanti amici, tante risate. Stavolta, però, ho avuto un dono specialissimo.

Ho incontrato uno straordinario essere umano, con il quale, una notte di milonga, ho potuto chiacchierare a lungo. Una conversazione sulla vita, sulla malattia, sull’accettazione, sulla consapevolezza, sul piacere e la voglia di non fermarsi, di andare avanti, sulla voglia di sognare ancora, di progettare, di desiderare, di amare.

Ho incontrato un uomo pregno di vita, come poche volte ho avuto il piacere di conoscere. Sono stata illuminata dalla sua brillante intelligenza condita di leggera ironia, fatta di un pensiero su di sè e sulla malattia che attualmente lo accompagna, dai toni limpidi e sereni, come mai mi è capitato di sentire.

L’ho ringraziato per l’insegnamento che, involontariamente, mi ha trasmesso.

La vedete la foto della piantina di peperoncini che, una cara amica, mi ha portato all’inizio dell’estate? era verde e piena di frutti, che ho colto e seccato. Poi, l’ho affidata a mia madre durante la vacanza francese e, al mio ritorno, ho trovato un bastoncino secco.

Ho continuato a bagnarla e a parlarle come prima, quando era verde e in salute.

Oggi, al ritorno dal mio lungo fine settimana, ero quasi sicura che l’arsura l’avesse portata via, invece, riconoscente, mi ha fatto una bella sorpresa: nuovi fiori, come fosse nuovamente primavera.

Piena di stupore e di tenera riconoscenza, auguro anche a voi una nuova primavera che per l’autunno c’è ancora tempo…

Pimpra

AL GALOPPO

cavalos_a_galope

Credo di averlo letto da qualche parte, a inizio d’anno, quando, tra il serio e il faceto, si sbirciano le riviste o gli articoli degli oroscopi: il 2015, sarà un anno di grandi cambiamenti, di svolte.

Ridevo pensando a quante cazzate scrivono per vendere, a come sia facile fare l’aruspice moderno, cambiamento qua, novità là, preparatevi, state pronti…

I mesi passano e la vita ti resta appiccicata come farina bagnata, uguale a se stessa e piuttosto noiosa. Un giorno dopo l’altro, scivola senza emozioni, senza sussulti. Il solito, le consolidate  abitudini condite di nuovi rompimenti di palle (perdonate il francesismo).

Alla faccia delle novità. E, con questa pessima attitudine, è meglio- pensi- che rimanga tutto stantio com’è, che se muta, lo fa in peggio…

Arriva, finalmente l’estate, il momento dell’anno in cui punti sul tuo cavallo vincente, spendi in una manche il denaro che hai conservato per l’occasione e… voilà, il tuo cavallo resta impigliato nella griglia, non si muove, non galoppa.

Ma che sorpresa.

Legge di Murphy, tanto ci sei abituato e, senza più un soldo, ti appresti a farti galleggiare fino all’autunno…

Invece, di punto in bianco, il tuo destriero tira su la testa, scuote la criniera e si mette a galoppare. Cazzo, quanto va veloce. Certo, gli altri hanno già finito la corsa e tu hai perso comunque, però il tuo cavallo ti sta proponendo una performance imprevista, alla quale non sei preparato.

Sticazzi se corre veloce.

E così, tra il lusco e il brusco, tutto lo scenario cambia e ti ritrovi come un fesso a fissare una linea d’orizzonte che ti è completamente nuova, estranea.

E’ così che va la vita, un’altalena tra il fango e la cenere, tra le stelle e lo champagne, tra prati e mari in tempesta…

Evviva… o sticazzi…

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

LEZIONI DI VITA E DI AMORE

IMG_20150404_112032Nella mia vita di donna, chi mi conosce lo sa, non ho avuto la possibilità di diventare madre.

Nonostante questo, la mia vita è ricca, davvero molto ricca, di persone che mi stanno vicino, di quella “vicinanza” che apprezzo molto: non necessariamente fisica.

Attingo a piene mani dagli scambi virtuali con gli amici, con i quali spesso accade, ci si incontri di persona.

E sono sempre belle gioie, arricchimenti inaspettati di cui sono sempre grata.

Un giorno lontano di 16 anni fa, però, la mia vita ha aggiunto un affetto enorme, una presenza delicata e importante, indipendente e  amica. La mia gatta Pimpra, colei che ha dato il nome a questa casa virtuale.

Devo dire che mi è stata donata dal marito dell’epoca che ringrazio ancora, per il più bel regalo mai ricevuto..

Non voglio sbrodolarmi in lungaggini sul mio rapporto con la pelosa quadrupede, perchè chi ama gli animali e ne possiede, lo sa benissimo. Si creano rapporti specialissimi, unici, con ogni bestiola entri in famiglia. Proprio “in famiglia”, come membro effettivo.

La mia vita non è mai solitaria perchè in casa c’è sempre Lei: che mi aspetta, mi sveglia al mattino, mi viene dietro quando ne ha voglia e mi fa le sue preziosissime quanto rare coccole.

Viviamo un rapporto perfetto, nella reciproca stima, nella reciproca libertà, nella reciproca indipendenza. Non potevo chiedere gatto migliore.

Il tempo passa e si invecchia insieme, nella consapevolezza che i nostri amici pelosi hanno una linea del tempo più corta della nostra… ma, quando ci stai insieme e ti vuoi quel bene specialissimo che ti lega al tuo animale del cuore, fai finta di non vedere, non ne tieni conto perchè l’amore che hai è più grande e vi riempie.

Ma arriva il giorno in cui, maledizione!, il tuo peloso non sta benissimo e, si spera sempre per il bene, deve affrontare una malattia o un grave disagio fisico. E’ normale, è natura.

Ecco che, da donna, ho provato tutte le sfumature di dolore e preoccupazione di una madre, di una madre vera. Certo, la razionalità, a noi “mamme di pelosi”, offre delle vie di fuga che le mamme dei bambini veri non si possono permettere ed è una grande differenza… eppure…

La mia amatissima Pimpra mi sta ricordando che la vita e la morte sono delimitati da una linea sottile e che, se è giunto il tempo, chi resta deve “lasciare andare”. Non si deve permanere nell’egoismo di voler accanto a sè gli esseri che ci sono più cari, per sempre. Perchè, in questa dimensione, non è possibile.

Ecco che, nell’amore più grande che rivolgo al mio amatissimo animale, una parte del mio cuore, si sta preparando a lasciarla. Non subito, non adesso. Ma faccio i conti con il tempo che passa e con l’ineluttabilità del trapasso.

E ringrazio sempre il giorno in cui, quel piccolo batuffolo di peli biondi, ha varcato la soglia di casa entrando per sempre nella mia vita e nel mio cuore…

Pimpra(la mamma)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: