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UN’AVVENTURA FINITA BENE

Louby

La vita con le Gattonzole non è mai scevra di sorprese.

Un po’ come accade alle mamme “vere” di bambini, io, che  mi reputo madre adottiva di due splendori a 4 zampe, vivo, di fatto, molte delle esperienze riservate alle mamme vere.

La differenza risiede in parte nel fatto che, un animale in cattività, dipende sempre dall’uomo, relegando quindi la sua crescita evolutiva al massimo a un’età cognitiva di adolescente, per passare quasi direttamente a quella di animale anziano.

Ma torniamo al presente. Le Gattonzole, due adorabili femmine di Maine Coon, benché sorelle, manifestano un carattere assolutamente diverso l’una dall’altra. Louby, quella più grande come struttura fisica, evoca alla mia immaginazione la mollezza di una gran diva, l’altra Folie – un nome, una garanzia, è la mia immagine a 4 zampe: argento vivo, gaiezza, e… follia.

La vita insieme è un divertimento affettuoso, non potrei immaginare la mia casa senza la loro festosa presenza.

Ma, devo ricordarlo sempre, non sono bambini ma animali, anzi felini che fa la differenza.

Ieri sera, tanto per movimentare un po’ il mio sistema nervoso già provato, Louby ha ben pensato di farsi un volo giù dal balcone del secondo piano e poi di sparire. Fortunatamente, il piano basso e la natura felina hanno preservato l’incolumità della novella parà… Avventura finita bene, stamane, dopo la sveglia alle 5 della sottoscritta, la mano divina mi ha portato dove la fuggitiva aveva trovato riparo.

Per fortuna che ha risposto, piangendo, al mio richiamo. Ho scavalcato la ringhiera, mi sono calata per due metri di dislivello che separavano il manto stradale dalla scarpata infestata di rovi e sterpaglie. La gatta la sentivo piangere ma non la vedevo ancora, mi sono ferita mani, gambe e braccia, ma sono riuscita a raggiungerla.

La prendo, è terrorizzata, mantengo il tono della voce basso e suadente, primo step fatto!

Il problema adesso è risalire, perché a scendere è impossibile. Devo issare la gatta e me. Penso prima alla gatta, olè, è sulla strada (secondaria e poco trafficata, per fortuna e poi sono le 6.45 del mattino), e adesso??? Io come risalgo?

Vabbè ho scoperto di avere risorse fisiche e mentali che non sapevo di possedere: con una mano ho immobilizzato Louby, con la gamba ho fatto una spaccata frontale e ho raggiunto l’asfalto e con il braccio destro (per me quello più debole, sono mancina) mi sono tirata su!

MORALE DELLA FAVOLA:

  • Le Gattonzole in esterni vanno sempre controllate a vista
  • Ho piacevolmente scoperto di saper gestire con freddezza situazioni di stress ambientale, senza farmi prendere dal panico e/o dallo sconforto. La mente mi resta lucida e trovo la soluzione.

MORALE DUE:

Adesso, ho assoluto bisogno di andare in vacanza!!!!

STICAZZI ! OLE’!

Pimpra

 

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LEZIONI DI VITA E DI AMORE

IMG_20150404_112032Nella mia vita di donna, chi mi conosce lo sa, non ho avuto la possibilità di diventare madre.

Nonostante questo, la mia vita è ricca, davvero molto ricca, di persone che mi stanno vicino, di quella “vicinanza” che apprezzo molto: non necessariamente fisica.

Attingo a piene mani dagli scambi virtuali con gli amici, con i quali spesso accade, ci si incontri di persona.

E sono sempre belle gioie, arricchimenti inaspettati di cui sono sempre grata.

Un giorno lontano di 16 anni fa, però, la mia vita ha aggiunto un affetto enorme, una presenza delicata e importante, indipendente e  amica. La mia gatta Pimpra, colei che ha dato il nome a questa casa virtuale.

Devo dire che mi è stata donata dal marito dell’epoca che ringrazio ancora, per il più bel regalo mai ricevuto..

Non voglio sbrodolarmi in lungaggini sul mio rapporto con la pelosa quadrupede, perchè chi ama gli animali e ne possiede, lo sa benissimo. Si creano rapporti specialissimi, unici, con ogni bestiola entri in famiglia. Proprio “in famiglia”, come membro effettivo.

La mia vita non è mai solitaria perchè in casa c’è sempre Lei: che mi aspetta, mi sveglia al mattino, mi viene dietro quando ne ha voglia e mi fa le sue preziosissime quanto rare coccole.

Viviamo un rapporto perfetto, nella reciproca stima, nella reciproca libertà, nella reciproca indipendenza. Non potevo chiedere gatto migliore.

Il tempo passa e si invecchia insieme, nella consapevolezza che i nostri amici pelosi hanno una linea del tempo più corta della nostra… ma, quando ci stai insieme e ti vuoi quel bene specialissimo che ti lega al tuo animale del cuore, fai finta di non vedere, non ne tieni conto perchè l’amore che hai è più grande e vi riempie.

Ma arriva il giorno in cui, maledizione!, il tuo peloso non sta benissimo e, si spera sempre per il bene, deve affrontare una malattia o un grave disagio fisico. E’ normale, è natura.

Ecco che, da donna, ho provato tutte le sfumature di dolore e preoccupazione di una madre, di una madre vera. Certo, la razionalità, a noi “mamme di pelosi”, offre delle vie di fuga che le mamme dei bambini veri non si possono permettere ed è una grande differenza… eppure…

La mia amatissima Pimpra mi sta ricordando che la vita e la morte sono delimitati da una linea sottile e che, se è giunto il tempo, chi resta deve “lasciare andare”. Non si deve permanere nell’egoismo di voler accanto a sè gli esseri che ci sono più cari, per sempre. Perchè, in questa dimensione, non è possibile.

Ecco che, nell’amore più grande che rivolgo al mio amatissimo animale, una parte del mio cuore, si sta preparando a lasciarla. Non subito, non adesso. Ma faccio i conti con il tempo che passa e con l’ineluttabilità del trapasso.

E ringrazio sempre il giorno in cui, quel piccolo batuffolo di peli biondi, ha varcato la soglia di casa entrando per sempre nella mia vita e nel mio cuore…

Pimpra(la mamma)

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