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LOUBY, L’IMPUNITA E LA FUITINA

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Ma li vedete quegli occhioni nocciola così languidi e sognanti?

Si chiama natura, ormoni, calori… La mia Gattonzola Louby si sta facendo femmina, ha praticamente lasciato la sua dimensione di cucciola per entrare nella sua primissima gioventù… e quale gioventù!

Ieri sera, tra il lusco e il brusco, se l’è data a … zampe, facendola sotto il naso dei suoi inconsapevoli umani!

Stamattina, si è presentata sulla porta di casa, chiedendo di entrare, e noialtri manco ci siamo accorti che se ne era uscita! 😀

La piccola di casa, Folie, ha accolto la sorella soffiandole di brutto… l’odore di cui era portatrice, non le era famigliare.

MORALE:

  1. prima di andare in ufficio, doccia alla sciagurata per “laare la vergogna” 😀
  2. questo pomeriggio dal veterinario  a capire il da farsi
  3. cercare di tranquillizzare la sorella che non finiva di menar sberle alla mascalzona fuggitiva.

E io me le godo e rido, mi divertono un mondo le mie adorate Gattonzole!

EVVIVA LA NATURA!

Buon weekend a tutti!

Pimpra

 

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#GATTOPREMIO

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Il tempo passa veloce e cucciolandia sta abbandonando la sua dimensione “nana”, per una struttura adulta, benchè, ancora, oggettivamente, cucciole all’anagrafe .

4 mesi di divertimento, di scoperta, di conoscenza reciproca. Le mie Filles oramai sono compagne inseparabili di viaggio

Il Destino, questa curiosa forma di energia superiore che impregna di sè le nostre vite terrene, di solito, non sbaglia i calcoli. Ha messo accanto a me le bestiole in un momento di grande cambiamento delle mie abitudini di vita, come a farmi arrivare un supporto, una gioiosa compagnia.

Chi è scettico riguardo il potere della Pet terapy, dovrebbe ricredersi!

Dopo una giornata di lavoro prurigionosa, all’apertura dell’uscio di casa, due musetti furbi sono lì ad aspettarmi. Hanno l’espressione di chi si è appena svegliato da una siesta.

Saluti nell’atrio, strusciamenti, fusa, uncinata liberatoria sul tappeto e stretching alla schiena per loro, bacio sul naso alla loro umana (io), grattatine alla pancia.

Ok, inizio la seconda parte della giornata, si cena in compagnia, si gioca, si guarda la tv (la sottoscritta e loro a momenti!), poi, ad un certo punto della serata, è il momento di  #gattopremio.

La pratica di #gattopremio consiste nel: recuperare un gatto, portarlo sul divanetto, accoccolarselo sul petto/sterno/stomaco, regalargli una dose dedicata di carezze dove più gli piace.

Effetti terapeutici: un tempo minimo di 15′ di fusa ad alta frequenza, grandi gesti di affetto del gatto, strusciamento, dimostrazioni visive di amore totale (nessuno sa guardarmi negli occhi come loro!), riconoscenza. Poi, a seconda delle volte: entrambi i soggetti cadono in un sonno profondo, oppure il gatto si sistema sullo schienale del divano, in grandissima prossimità del suo umano che, nel frattempo, è andato a prendere l’altro gatto per la successiva sessione di #gattopremio (vabbè, io ne ho due…)

Le mie Ragazze sanno che orami questo è il nostro mantra serale e vi si adeguano con serena e pacata partecipazione.

La morale è che: con loro vicino, poi dormo meglio. Il relax è più profondo, più denso. La compagnia “sottile” di un gatto ha un sapore particolare, non è invadente e, soprattutto, riesce ad essere sempre sintonizzata sulla vibrazione emozionale del suo umano. Già, perchè le volte in cui sono pazza isterica, loro si avvicinano con più cautela, facendomi capire che devo, a mia volta, moderare lo stress. E lo faccio, e loro arrivano e mi riempiono di gattitudine benevola che mi fa tornare il buonumore e il sorriso.

Vogliamo poi parlare di quanto sia più piacevole svegliarsi al mattino?

Dopo i primi rintocchi della sveglia due pazze scatenate cominciano a saltarmi letteralmente sul letto, facendo dei grandi agguati alle mie estremità nascoste dal piumone. Se l’umana non reagisce, saltano più forte, se non reagisce ancora, si accertano del suo stato vitale parcheggiando nelle nari della sottoscritta, cira 5 cm di baffi e vibrisse mentre annusano vistosamente il volto.

E poi, vogliamo mettere di quanto sia divertente essere assistite dai quadrupedi mentre si espletano le funzioni vitali???? Le prime volte ero morta dall’imbarazzo, adesso ci rido su!

… vita da gatte… 😉

Pimpra

 

 

 

 

 

 

 

UNA MATERNITA’ ALTERNATIVA

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Manco dal mio salotto virtuale da poco meno di un mese, siamo entrati nel nuovo anno, le giornate – ebbene sì! – hanno iniziato il loro lento divenire di luce.

L’inverno, dalle mie parti, non si è annunciato come un tempo, regalando temperature decisamente troppo miti, umide e grigiastre… non in accordo con lo spirito dei luoghi.

Sono entrata nel 2016 con un raffreddore titanico che mi ha lasciato solo oggi, regalandomi, dopo tanto malessere, anche una bella settimana di influenza.

Bella l’influenza se a curarti lo spirito e il corpo a casa hai una coppia di gatte. Le “Ragazze” hanno compiuto oramai il loro 4 mese di vita e sono già definibili “grandi”, non fosse per il carattere quanto per la loro stazza.

Le adoro, e  loro adorano me.

Mentre ero stecchita sul divano, sotto la magica copertina di pelouche, riflettevo sul mio modo di crescerle, di far loro da “mamma”.

Ne traggo la conclusione che, allevare un animale, sia, di fatto, la messa in atto di tutte le capacità e le competenze necessarie per essere genitore. Ogni neonato, ogni essere umano, fino a che dipende strettamente da noi, può essere paragonato ad un animale. E non è affatto un’offesa!

Quindi, l’esperienza mi regala la visione di come sarei stata come madre “reale”, di un bambino vero, di un bipede non di un quadrupede.

Beh, me lo dico da sola: sarei stata una brava mamma.

Concedo alle mie creature pelose la libertà di cui hanno bisogno per crescere, perimetrandone i confini con i paletti che ritengo idonei per la loro educazione. Loro, giustamente, cercano di superarli ed io le riprendo insegnando loro i “no”.

I gatti capiscono, osservano, ascoltano, sanno perfettamente cosa accade nel loro ambiente, e agli esseri con cui dividono gli spazi.

Ecco che, alla sera, nel momento della calma, colei che delle due mi ha “scelta” mi si butta addosso per farsi coccolare, mi guarda, con la zampetta mi accarezza il viso. Ci sentiamo, e da umano ad animale, ci diciamo un sacco di cose, senza il bisogno di parlare.

Al momento giusto, Folie si alza e va a cercare la sorella per giocarci insieme, per dormirci, per vivere la loro natura gatta.

La mia famiglia, così spaiata, così diversa, eppure così felicemente mia…

Pimpra

 

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