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IL MIO PENSIERO PER NATALE

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Il periodo natalizio ci vede un po’ tutti tornare bambini. Chi ama decorare casa, chi cucina dolcetti particolari, chi si occupa dei regali.

Il Natale, da che mondo e mondo, è una delle feste familiari per eccellenza. Ricordo i miei dell’infanzia e della giovinezza. Mio padre, in particolare, associava il momento al suo ritorno a casa, posto che, per la maggior parte della sua vita, lavorava all’estero, molto lontano dalla sua famiglia.

Il rito del vischio sotto il quale scambiarsi baci augurali, e l’albero. Quello era sacro. Mio papà, da buon torello, non voleva sentire le ragioni di mia madre che proponeva ogni anno di fare l’albero finto: meno lavoro per lei, maniaca della pulizia, senza tutti quegli aghi che si spargevano a terra.

Il pater familia non ne voleva sapere della plastica, lui che lavorava in paesi desertici ed era un profondo amante della campagna, del verde, della montagna.
Da ragazzina ricordo perfettamente la descrizione del tempo della sua pensione: immaginava se stesso e mia madre in uno chalet di montagna dove, tra prosciutti, salami e formaggi della cantina (era un grande buongustaio), avrebbe passato il tempo a scrivere il suo libro, a leggere, a cucinare circondato dalla sua famiglia, figli e nipoti e a Natale a far festa in un bel soggiorno con il caminetto, l’albero gigantesco e la neve fuori. Il destino non lo ha premiato, portandocelo via troppo, troppo presto… ahimè.

Diceva che amava tornare a casa e sentire il profumo di pino. E così, ogni Natale il rito si ripeteva uguale. Con la gioia di noi ragazzi e i piccoli malumori, per fortuna molto brevi, di mia madre.

Natale, per me, ha questo profumo di dono. Dono esistenziale. Se mio papà non avesse tanto stressato per fare festa e ritrovarsi, noialtri, chissà se avremmo, oggi, ricordi così belli da conservare.

I miei genitori hanno lasciato qualcosa in questo mondo. Figli a parte, per loro il dono più prezioso, ci hanno regalato RICORDI. Hanno saputo confezionare per noi quei fili sottili che ci porteremo sempre dietro e che tesseranno, fino alla fine, la trama di quel “chi siamo”.

Il pensiero che ho oggi è proprio questo: quale è o quale sarà il mio dono nel mondo, il mio lascito esistenziale? Quel sogno realizzato che resterà di me, nella mente o nel cuore di qualcuno?

Se non si hanno figli, è più difficile. Ma si possono avere talenti o sogni, o, meglio, entrambe le cose.

Ecco, il dono che voglio fare a me stessa per natale è questo: che cosa posso “donare” al mondo.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

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SEXY E FEMMINE SOLO A NATALE!

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C’è che non vado quasi mai nel centro città a guardare le vetrine dei negozi. Non mi accorgo di quelli che hanno chiuso i battenti per la crisi o per le scelte aziendali fatte con leggerezza, di quelli che hanno ristrutturato gli ambienti per essere più allettanti.

Insomma, sono una compratrice distratta, più che altro perchè ho già le mie idee in testa e, se devo acquistare qualcosa, cerco “quella cosa” senza farmi prendere dagli specchietti per allodole della moda. Che, detto tra noi, oramai è solo per anoressiche adolescenti, negozi di alta gamma a parte, ma che non posso permettermi.

Ciò detto, a Natale, volente o nolente, mi tocca scendere nell’agone delle compere e dedicarmi alla ricerca di regali impossibili… soprattutto perchè, se costretta, la mia fantasia non produce risultati apprezzabili e si blocca. Morale: la lista dei regali da fare rimane vuota.

Allora, come un lupo della steppa, brancolo per le vie cittadine cercando ispirazione che, il più delle volte, non arriva mai…

Una cosa però mi ha colpito.

Ci avrete fatto caso pure voi. Con la scusa che a Capodanno porta bene indossare biancheria rossa, i negozi si riempiono di clamorosa biancheria intima che nemmeno alle Folies Bergères ne indossano di tal fatta.

Mi ritrovo ad ammirare queste manichine (sono femmine, no?) in deshabillé così sexy che avrei voglia di comperare la vetrina intera. C’è di tutto, per tutti i gusti. Fantastico direi.

Però la magia dura fino al tempo dei saldi invernali perchè, all’arrivo della primavera, sembra che nessuno trombi più, ed è un tripudio di biancheria da collegiale dagli improbabili toni pastello che, per l’amor di dio, va benissimo a una ventene ma che suona altamente ridicola sul corpo di una quarantenne e oltre…

Nel senso che a 45-50-55 anni e più, una donna ben tenuta, in pace con se stessa può sfoderare ancora con gran gusto i suoi artigli seduttivi, indossando la biancheria intima più opportuna che, di certo, non può essere rosa confetto con i fiorellini di campo… non so se mi spiego!

Ecco che andare in un negozio di catena diventa imbarazzante, le commesse, di norma, hanno la radice quadrata dei tuoi anni, sono delle amorevoli sgrillettate e non sanno una cippalippa di seduzione…

Autoreggenti 8 denari ??? Ahhh, ohhh, no sa adesso fa caldo, ehhh beh adesso solo costumi e pareo. In magazzino? No, non so… ma le posso offrire un bel completino giallo canarino se vuole…

No, ecco, capite che l’industria della moda a noi Milf/Cougar o non so con quale altro appellativo siamo identificate, ci vuole fuori mercato da febbraio a novembre!!!

Ecco, pertanto, Amiche Giaguare, approfittate del  momento per non arrivare all’estate impreparate… 😉

STICAZZI! Oggi avevo bisogno di leggerezza! 😀

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

IL MIO NATALE A 4 ZAMPE

Louby_cat a un mese e mezzo e a due mesi.

Finalmente domani è il grande giorno! Domani la mia casa sarà nuovamente vivace, allegra, giocosa e molto “fluffy”… domani vado a prendere la cucciola, la mia Louby e non sto più nella pelle!

Babbo Natale quest’anno si presenta con un po’ di anticipo, ma con il regalo più bello che potessi desiderare, una nuova amica a 4 zampe, una nuova convivente, un nuovo pezzettino di me.

La prima volta che entrò una gatta in casa, avevo 30 anni e fu gioia e infinita gratitudine per l’uomo che me la donò e per il frugoletto biondo tutto pelo che mi ha allietato la vita per 16 anni, la mia Pimpra adorata.

Domani inizia una nuova avventura e già immagino che sarà una grande avventura poichè, la nuova arrivata, a differenza della precedente, è proprio un gattogatto!

Alla giovanissima età di tre mesi ancora da compiere, sfodera un bel kilo e 600 gr di allegria, pare sia una gran forchetta… e il peso ne è dimostrazione.

Mi vien già da ridere alle levatacce che mi toccheranno con la gattina in piena crescita che mi salterà sulla pancia per svegliarmi, ma non per mandarmi al lavoro, come faceva la Pimpra, ma per avere la sua dose di crocchette.

Pare sia pure iper attiva, e quindi mi sono organizzata facendole trovare una palestra dove arrampicarsi, farsi le unghie, nascondersi e giocare… nella malcelata illusione che non prenda i mobili di casa, divani e poltrone, per i suoi tiragraffi preferiti…

Mi sto ancora chiedendo se a Louby insegnerò a non dormire sul lettone o a poterlo fare solo quando il letto è fatto e la mamma non ci dorme. Confesso che non mi dispiacerebbe condividere il talamo con la bestiola ma, con le dimensioni ragguardevoli che si prospettano nella sua età adulta, forse è meglio che ognuna di noi si goda la sua branda.

Vabbè, sono già completamente rimbecillita, come si conviene a chi ha tanto sofferto la perdita di un animale e ne sta aspettando un altro.

Domani la porterò a casa, speriamo che si innamori di me, come io lo sono già di lei..

… il mio è un fortunatissimo [Natale] GATTALE a 4 zampe… 🙂

Pimpra

GATTALE neologismo del caro @Fedifrago ! 🙂

A ME MI PIACE

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Il periodo è quello giusto, sotto le feste ci si può permettere di concedersi il lusso di desiderare e, perchè no, anche di chiedere.

La mia letterina a Babbo Natale, prevede, più che oggetti materiali , dei bei “LIKE” con cui apostrofare la mia vita.

ALMENO 10 “A ME MI PIACE”:

  1. svegliarmi al mattino al dolce miagolio della mia gatta che mi saluta dicendomi buongiorno. Anche se so che  non gliene frega niente di salutarmi e mi sveglia solo per  la sua dose di croccantini. Ma facciamo  finta…
  2. avere cose da fare. Che significa godere di stimoli, abbuffate di adrenalina, mettere in moto il cervello per trovare soluzioni e risolvere problemi. Mi piace sentirmi viva, vegeta e vibrante. Non sopporto la noia, il piattume, il logorio della frustrazione.
  3. esprimere creatività. Che sia su una pista da ballo, in cucina a far dolcetti, sulle pagine del mio diario. Ho bisogno di questo respiro colorato dell’anima sennò mi intristisco e divento grigia e fastidiosa.
  4. dare una forma alla mia vita. Questo è il desiderio più grande e difficile per me. Mettere mano alla mia vita, cercando di darle una forma che mi soddisfi.
  5. sognare. Per non dimenticare la bambina che porto dentro.
  6. continuare a trovare cose belle nelle piccole cose della vita. Solo così riesco ad essere felice.
  7. viaggiare.
  8. ballare, ballare, ballare. Anche se è un periodo di forzato stop, cuore, anima e piedi restano nell’amore assoluto. Tango per sempre.
  9. stare in armoniosa serenità con me stessa. Che, per una donna, equivale a vincere all’enalotto…
  10. amare. Tanto, profondamente, perdutamente, passionalmente. Dimenitcavo, in modo corrisposto! 😀

A conclusione del pippolotto festivo e per prenderla sempre con ironia che aggiungere di più… PECCATO CHE BABBO NATALE NON ESISTE!

😀

[un piccolo Sticazzi e via andare!]

Pimpra

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– 30 DA OGGI

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Ci siamo, come ogni anno siamo arrivati in prossimità della data fatidica, il Natale.

Come ogni anno, da che sono diventata una signora “attempata”, la festa mi scivola di dosso. In una parola, potessi prendere un aereo ed andare da qualche parte e rientrare a gennaio… lo farei subito.

Ma non posso. Maledetti soldi che mancano sempre e poi…

Beh, una famiglia ce l’ho anche io, che vi credete!, ed è solo per loro e per la piccola nipotina che  indosserò la maschera della gioia che, sarebbe bello, fosse sincera e non di sola facciata.

Poi, in realtà, grazie a mia madre, mio fratello e alla SUA famiglia, mi sento sempre molto bene, ed il sorriso compare sincero e così la felicità.

Sono questi 30 giorni che mi separano ad essere pruriginosi e a crearmi un singolare fastidio.Ma, procediamo con ordine.

Aborro le vetrine dei negozi, infarcite dei più terrificanti gadget kitsh, espressamente creati per l’occasione.

Le infinite liste di regali e regalini che “bisogna” o “bisognerebbe” fare, per lo spreco di energia mentale nel farsi venire un’idea almeno decente, per l’inutilità di offrire un dono a persone che, francamente, non toccano alcuna corda del proprio cuore.

“S’ha da magnà”. Non capisco l’imperativo morale di doversi ingozzare,  il cenone della vigilia,  il pranzo di Natale e Santo Stefano e lo zio Pino…

Vogliamo parlare del quantitativo industriale di dolci di cui, tutti, saremo circondati? E che fai, resisti sempre alla tentazione? Ovviamente no, e via nel cesso tutti gli sforzi fatti in palestra per mantenere il tuo corpo di una taglia decente.

Ma il Natale non è questo.

E io non voglio passare per un’anima insensibile e arida. L’immagine che ne ho sarà di una bella cena nella nuova casa di mio fratello, ancora spoglia di mobili, con la gioia di fare ognuno qualcosa, di godere della reciproca compagnia mangiando qualcosa di buono ma senza distruggersi. Le carte colorate dei regali che riceverà la nipotina, il Natale è la festa di bambini!, che scarterà felice e noi con lei condividendo la sua allegria.

Allora mi sto preparando a questo, pensando ai dolcetti che farò per i miei amici del cuore, ai brindisi, alle cene per festeggiare le feste imminenti e penserò alle persone, al mistero buffo che alberga in ognuno di noi, e a come sono felice di averle nella mia vita.

Rimbocchiamoci le maniche, 30 giorni passano in un lampo!

Pimpra

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