BF E THANKSGIVING

Marte in scorpione fino al 3 gennaio 2020.

Fastidio, piacere di attaccare briga, sfanculamento beato alle convenzioni, “minni futtu” come se piovesse.

“Fai la brava Pimpra!”.

Tutto ciò detto e premesso, ho le scatole arcipiene di questo “black Friday” di noialtri, ho gli armadi della pazienza stracolmi di questo scimmiottare gli americani nelle loro tradizioni.

MI AVETE ROTTO.

Pochi di noi conoscono le ragioni storiche del “venerdì nero” che chiamarlo così nella nostra lingua ci si accappona la pelle. Checcifrega, sappiamo solo che ci sono gli sconti.

Mi chiedo: dove abbiamo nascosto la creatività tutta italiana che, per favorir l’economia e i consumi, non siamo capaci di inventarci una nostra, originale e vivida supercazzola?

Per gli americani si tratta di un episodio su base storica, leggete qui, che è diventato un evento di consumo entrato nella tradizione di popolo. Ma per noi? Non rappresenta nulla.

Halloween è già incamerato nei costumi, adesso aspetto che pure il Thanksgiving, per la cronaca precede di un giorno il black Friday, diventi una nostra festa popolare.

Siamo noiosi, copioni e stiamo diluendo quelle straordinarie caratteristiche creative che ci hanno sempre reso un paese unico al mondo.

Pensateci.

“Fai la brava Pimpra!”.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

SI SALDI CHI PUO’!!!!

saldiDico io, un tranquillo pomeriggio di shopping con la madre. Al solito megastore, troppo affollato per i miei gusti, mi affaccio alla rella dell’articolo che vado cercando e, ovviamente, la mia taglia non c’è più (la solita jella).

Poco male, mi accontento di un articolo di una taglia più grande, che mi tirano dietro, ma tanto l’utilizzo è destinato alle trasferte in scooter e ritengo che sia un affare.

Passo al piano B, salgo di un piano, in effetti, e mi aggiro alla ricerca di una paio di pantaloni. Vado serena sulla taglia 42 e ne prendo un bel po’.

In camerino, il dramma.

Non uno, dico uno, che mi stesse bene, che avesse un senso su di me. Tutti giganteschi, enormi, senza forma: uno schifo totale.

Chiedo aiuto al supporter materno, prova a trovarmi qualcosa del genere di una taglia in meno. La madre esegue, prontissima.

Entro agilmente nella 40, un paio mi è addirittura grande.

Mi incazzo. Ditelo che avete etichettato i capi “a caso” che tanto  è impossibile che il cosciotto sia più piccolo di una taglia 40!!!

Mi arrabbio tanto tanto perchè, in questo modo, per scegliere una qualsiasi cosa, bisogna prendere la taglia che si pensa, una di più e una di meno e sperare che almeno una vada bene!

Con le scarpe idem: il 39 che calzava come un 38 stretto, il 40 che era come un 41… tremendo!!!

… Il mio affare l’ho portato a casa comunque ma … dai saldi… SI SALDI CHI PUO’! 🙂

Pimpra

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