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AMORI IMPERFETTI

BEHIND

Quando, se non d’estate, l’amore si presenta mostrando le sue innumerevoli sfaccettature, a dirci di prenderlo, se ne siamo capaci…

L’estate… l’avessimo vista in questo strano anno “tiepido”, strabagnato di pioggia e, quindi, un po’ melanconico per definizione… ma, tant’è.

L’amore. Si è incupito pure lui? Ha perso smalto acquerellando le sue sfumature porno soft da ombrellone? Stemperato le passioni brucianti?

Dov’è Amore?

Me lo chiedo perchè, di qua e di là dal mio sguardo, mi giungono voci di storie che finiscono, di amori che si perdono, si rompono, non lasciano traccia di sè.

Proprio ieri ho notzia di una coppia che non è più tale, con mia grandissima sorpresa.

Amore che sembrava “perfetto”, da manuale della nonna papera, un lui “perfettamente” innamorato, preso, raccolto tutto intorno alla sua donna. Coccolata, vezzeggiata, protetta, amata, onorata.

Forse troppo. Troppo zucchero, troppo dolcificante in un rapporto che, alla fine, ha fatto cariare i denti, perdere l’interesse e decretare la sua fine.

Sono rimasta stupefatta. Un tatuaggio, con il nome dell’amata che, adesso, racconterà solo dell’ennesima sconfitta di Amore.

Perchè, mi chiedo, va quasi sempre a finire così?

Forse è solo l’imperfezione dell’Amore a rendere calda la magia, a far risplendere di luce la relazione, senza illuminarla d’immenso che tanto è solo illusione.

Allora ben vengano gli Amori difficili, quelli per i quali ci si pelano le mani chè sono percorsi accidentati di montagna e si cade e ci si pestano le ginocchia.

Amori imperfetti, costruiti e voluti fortemente da Esseri imperfetti.

Forse è solo questa la possibilità.

Uccidere il Principe azzurro della nostra educazione sentimentale e far fuori la Principessa del pisello.

Vedersi come nuvole e rincorrersi nel cielo, cambiando sempre forma.

Chissà…

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA_TS

 

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28 commenti

  1. antigonewoland

     /  19 agosto 2014

    Appunto, perchè la gente si illude che sia eterno, che una volta raggiunta la perfezione debba rimanere così, cristallizzato.

    Se si parte invece dal presupposto che le cose finiscono, che la vita è fatta di cicli e soprattutto: “l’amore non è bello se non è litigarello” cambiano le cose… Certo non bisogna esagerare col litigarello ne dare per scontato come e perchè debba finire, con quell’aura spleen deprimente e vittimistica che leggo spesso.

    sto pensando di scrivere un libro. un libro che difenda la sana trombamicizia, la quale secondo me è la base per imparare a costruire rapporti sani, innanzi tutto con se stessi.

    Miao…a Pimpra da Ampére.

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    • Cara Antigone, appoggio totalmente l’idea del libro. Comincio anche io a pensare che, di questi tempi, la via della trombamicizia sia un modo, forse il solo? Di far esistere l’idea di un “noi”….fai un grattino ad Ampère da parte mia 🙂

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  2. antigonewoland

     /  19 agosto 2014

    Hai centrato il punto. Poi oh ci sono le persone che preferiscono la storia canonica: buon per loro. Ma non capisco perchè se a loro va bene così implicitamente dovrebbe andare bene anche a me o ad altri.

    (un pò come i cattolici vorrebbero negare il diritto all’aborto anche a chi pur non ritenendolo una pratica auspicabile, anzi, ritiene di aver diritto a poter scegliere)

    Io credo che ognuno debba trovare la propria strada e nella trombamicizia secondo me c’è la base di un rapporto sano: basato innanzi tutto sull’amicizia, la complicità e la condivisione di interessi, tra cui anche il sesso. La garanzia che ognuno ha i propri spazi personali ed intimi. Tra due individualità autonome che si attraggono non solo per le affinità ma anche le differenze elettive. Questo non impedisce che ci si possa amare o costruire qualcosa di serio, ma si parte da altre basi rispetto alle convenzioni.

    Attualmente ho due trombamici, entrambi sanno/intuiscono la possibilità che nella mia vita ci sia anche qualcun altro: con entrambi vivo un rapporto differente e per me insostituibile. Non ci sono programmi e ci si vede quando e perchè ci va di vederci.

    Io quando vedo le coppie canoniche felici, sono felice per loro e non li invidio ne li disapprovo.

    Lo sai perchè il maschio accetta l’idea della fedeltà sessuale verso la propria donna? perchè se fosse libero avrebbe troppa paura che la donna possa fare lo stesso e magari scoprire che lui non è abbastanza.

    Non te pare una cosa un pò contorta?

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  3. No non sei affatto contorta. Anzi condivido il punto che esponi. In fondo, in un mondo che cambia, la relazione cambia. È naturale. E scrivilo sto libro va…. 😉

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  4. Teacher

     /  20 agosto 2014

    Visto l’argomento del trombamico.. mi chiedo..
    I trombamici si corteggiano o è solo un feeling chimico associato all’amicizia e sincerità?

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    • Teacher bella domanda… credo che, in un certo senso, sì. Però, va detto che, nell’economia della relazione di amicizia che sta alla base, le “regole” del “corteggiamento” (che, in questo caso definirei più “approccio emotivo e scambio”) seguano un “cerimoniale” molto diretto, istintivo, semplice e anche più sincero … E qui, però, vorrei sentire il parere dell’amica Antigone…. 🙂

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  5. Mago Merlino

     /  20 agosto 2014

    Liberi….di essere…

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  6. Passo dal tuo blog e vengo rapito da quest’argomento, anche se la parola trombamico non mi piaccia tanto, personalmente posso dirti che ne sto vivendo una di queste storie e sinceramente, nel mio caso, non vedo molta differenza rispetto ad un rapporto normale.

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  7. Ciao Mirtillorosso, benevenuto! Mi piacerebbe che spiegassi le similitudini e le differenze (se ci sono, per te) tra un rapporto “normale” e quello tra “trombamici”, ti va? 🙂

    ps… magari siete innamorati e da amici, avete cambiato schema… 😉

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  8. Guarda Pimpra, la differenza sostanziale tra i due tipi di rapporti,
    sta nella libertà di frequentare altri partner come e quando uno di noi due lo desideri se ne sente la necessità, per il resto non vedo differenze.
    Non so se hai letto il mio blog dove parlo di lei, Katia.
    Rispetto alle altre che accompagno, c’è un’affinità ed un’intesa speciale di fondo, che magari però con il tempo non escludo di raggiungere anche con qualcun’altra. Penso però di poter escludere che il mio rapporto con lei possa trasformarsi in normale, perchè egoisticamente parlando, la libertà che abbiamo è impagabile.

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    • Una buona definizione, se proprio vogliamo trovarne una, è quella di “coppia aperta”. Ma, dimmi, la libertà di cui parli si esprime in particolar modo negli svincoli sessuali di “fedeltà”, se non ho capito male.

      Se così fosse, in buona sostanza, il rapporto può funizonare perchè permette esplorazioni erotiche da altre parti.

      Insomma una sorta di serena e conclamata plurigamia ….

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  9. Esatto Pimpra, e il bello è che come le chiami tu le “Esplorazioni erotiche” (mi piace il tuo termine), servono tantissimo a portare nuova linfa “Erotica” nel rapporto base, almeno nella mia situazione.

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    • Capisco perfettamente e, a tal proposito, appare sempre più evidente quanto pesi all’interno della coppia (sia di “trombamici” che di “accoppiati_standard”) una buona sessualità.

      Si fa presto a parlare di dialogo, affinità elettive e tanti altri bla bla bla, ma se il sesso non c’è e non è di buona qualità, l’impianto relazionale fa acqua da tutte le parti… con le ovvie conseguenze…

      Di buono, inoltre, nella dimensione dei “trombamici” vi è la perdita totale del concetto di “corna”, “amante/i”. Idealmente, l’apertura che i partecipanti si concedono reciprocamente, rende gli stessi più “fedeli” al mantenimento e al buon funizonamento del loro rapporto.

      O mi sbaglio? E’ come se ci si mettesse più impegno perchè, nella libertà che il rapporto stesso prevede, ci fosse il desiderio inconscio di portarlo avanti, di farlo funzionare. O mi sbaglio?

      Ancora: c’è un’età nella quale questo tipo di relazioneè preferibile? O va sempre, indistintamente bene?

      Io, un’idea ce l’ho… 🙂

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  10. Esatto Pimpra, il rapporto va avanti e lo si fa funzionare come un meccanismo, proprio perchè tutti i partecipanti ne ricevono i propri “Benefici”, essendo stimolati proprio dalla libertà di cui ti parlavo.
    L’età? Non saprei, la schiera che frequento è tutta intorno alla quarantina, massimo quarantacinque….

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    • Anche io credo che l’età ideale per questo genere di rapporti sia quella più “matura”. Si ha già avuto modo di sperimentare relazioni, si è più consapevoli di quello che si desidera e si cerca. Dei “paletti” che si è in grado di tollerare e a ciò a cui non ci si vuole piegare più…

      Una sorta di consapevole libertà… che è poi, un grande traguardo….

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      • Teacher

         /  25 agosto 2014

        da quanto deduco dai posti, di cui sopra, nell’età ‘matura’ ci si avvicina ai rapporti che passano da “trambamico” e arrivano ad “amante”.. corretto? 🙂

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  11. infatti la libertà non ha prezzo e gli stimoli che se ne ricevono sono tanti, sto parlando anche a livello cerebrale e non solo fisico, come quasi fosse una seconda gioventù….

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  12. gibalda

     /  22 agosto 2014

    … ma è l’amore perfetto? quello che ti lascia “libero” di trovare altrove stimoli e benefici a vantaggio della coppia?
    oppure, meglio, non si parla di coppia! qui si parla primariamente del proprio vantaggio. e ciò mi sembra in contrasto con il concetto di coppia. secondo me è necessario condividersi,e ciò non è possibile se non vi è fiducia nella possibilità di costruire con l’altro una relazione di vero amore.
    certo che talvolta le esperienze di ognuno fanno sì che non vi sia fiducia in generale, specie quando si ha già un vissuto, però senza darsi completamente all’altro non si instaura una relazione di amore.
    poi ci si può accontentare…
    volevo anche aggiungere che credo fermamente alla vera amicizia tra uomo e donna (i miei migliori amici sono dell’altro sesso) e penso che il sesso non vada affatto d’accordo con l’amicizia.
    diciamo che per i miei amici non ho mai provato alcuna attrazione fisica ed evito di scegliermi degli amici che mi piacciono fisicamente… se me ne capita uno… ci penserò.
    😉

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  13. Oh ….una mia amica di vecchia data (e di blog, il precedente di Splinder) mi chiamava “professore” in merito a questi temi. Dammi tempo di riprendermi dal rientro della minivacanza (per fortuna con tanto sole) e vedo di articolare qualcosa di sensato.

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  14. Eccomi.
    Intanto dobbiamo intenderci sui termini; io ne categorizzo due, “amori” e “non amori”.
    Nei “non amori” vi è un’infinità varietà di tipologia di relazioni, che ciascuno può chiamare come meglio preferisce (all’italico trombamici preferisco l’anglofono friendship with benefits, poi ci sono le relazioni extraconiugali, e via discorrendo). Sia ben chiaro, in tutte queste relazioni rientrano comunque stati, sensazioni e sentimenti, che possono essere (a volte) l’anticamera dell’amore, ma che ancora non lo sono. La maggior parte dei guai nascono proprio dal fraintendimento di queste sensazioni (erotismo, passione, attrazione, affetto, innamoramento etc etc) di chi li chiama impropriamente amore; l’amore è un’altra cosa.
    E’ quindi ovvio che i “non amori” siano meno impegnativi, e quindi più accattivanti e facili da gestire (a meno che, come mi accadde attorno ai 45 anni, non se ne gestiscano tre o quattro contemporaneamente ….quasi più una fatica che un “divertimento”). In questo tipo di relazione il sesso è la parte centrale e fondante della relazione; certo poi si può anche condividere qualche altro momento quali cene, cinema e teatri (o danze), però il collante principale è l’attrazione erotica. Evitando di vivere (e condividere) la quotidianità se non per brevi periodi, si gustano solo i momenti migliori e ci si mette maggior impegno nella reciproca seduzione.
    Possono essere relazioni appaganti, e durare anche a lungo (raro, ma può accadere), ed essere monogame quanto poligame. Anche all’interno di queste relazioni si possono scatenare le stesse dinamiche di coppia quali gelosie e “pretese” di esclusiva, e ciò accade quando uno dei due si contenta solo a parole “dell’amicizia”.
    Però alla lunga il solo sesso stanca, nel senso che diventa tutto troppo ripetitivo, come un copione recitato in troppe repliche. Concordo con Pimpra che dice sia più gestibile in età matura, però è altrettanto vero che proprio per la raggiunta maturità diventa difficile “accontentarsi” solo di buon sesso. Certo è un ottimo modo per “distrarsi” e per passare il tempo in attesa che “arrivi” altro 😉

    Gli “amori”. Sono rari, anzi rarissimi. Personalmente, a parte quelli acerbi di gioventù, ne ho avuti tre, e mi ritengo molto fortunato. Ho avuto anche due mogli, e non escludo (anche se non cerco) una terza.
    Perché quando trovi l’incastro “perfetto” (virgolettato, in quanto la perfezione non esiste, avrei potuto dire migliore ma anche il migliore è perfettibile) di sessualità ed affinità, subentra il desiderio di condividere un comune progetto di vita. Certo è molto più difficile mantenere un equilibrio, in cui non solo si mantenga alto il livello di attenzione nei confronti dell’altro (uno dei maggiori rischi è considerare il rapporto come consolidato e scontato) ma anche e soprattutto in cui vi sia equilibrio nello scambio; se uno dei due fa o da troppo, e l’altro poco o nulla, lo squilibrio crea la frattura. Un’altro aspetto di cui tenere conto, è che le persone non cambiano, e quindi è necessario tenere gli occhi aperti su quanto nell’altro non ci stia bene; con il tempo non cambierà, anzi non potrà che accentuarsi e se all’inizio lo “vogliamo” sopportare diventa poi insostenibile.
    Non credo agli amori che fanno soffrire, a quelli definiti “difficili”. A mio avviso definiamo così quelle relazioni che in animo nostro sappiamo essere destinate al fallimento, ma che ci intestardiamo nel voler fare funzionare ad ogni costo. Litigarello? ….balle! Se mi si scartavetrano gli zebedei a giorni alterni vuol dire che non siamo per niente in sintonia, e quindi è una causa persa in partenza. Con ciò non voglio dire che cedo le armi di fronte alle difficoltà, ma se ci sono solo queste meglio lasciar perdere.

    ….e ce ne sarebbe ancora moltissimo da dire

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    • Pinzalberto

       /  26 agosto 2014

      Ce ne sarebbe molto da dire, sì, anche perché ognuno ha le proprie priorità in amore. Chi si accontenta di solo sesso, chi di una cortese amicizia con sentimento e sporadico sesso, chi invece cerca l’amore per sempre. La trombamicizia per me è troppo superficiale, senza gelosia non ci può essere vero amore, non riuscirei mai a condividere una donna con altri. Poi magari ci raccontiamo la solita favoletta della volpe e l’uva, accettiamo di buon grado la trombamicizia solo perché l’altro partner non ne vuole sapere di prendersi delle responsabilità e ci convinciamo che dopo tutto il sex pooling non sia così male.

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      • Infatti tu fai riferimento al punto in cui dico che non funziona, se uno dei due desidera di più. La “friendship with benefits” funziona solo se sta bene ad entrambi; non essendoci amore (vero e proprio) non può esserci gelosia, semplicemente non si pensa che il/la partner possa “vedere” altre persone, perché è ininfluente.

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      • Pinzalberto

         /  26 agosto 2014

        Sì, ma non mi piace e non ci riuscirei mai. Io m’ingelosisco solo se la Pimpretta ti fa qualche complimento in più, fai te. Non riuscirei mai a condividere una donna…..

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      • Ovvio che ciascuno abbia la propria visione. Io chiedo l’esclusiva se provo sentimenti, altrimenti non ci penso proprio e non mi interessa sapere.
        E comunque molti mariti hanno mogli in condivisione senza saperlo……

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      • Pinzalberto

         /  26 agosto 2014

        Infatti meglio non sapere …….. 🙂

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  15. Applauso e standigovescion per il contributo dell’amico Fedifrago che condivido al 100%.

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  16. Io non sono convinto di credere all’amore, sono certo di “sentirlo”. non credo sia un rubinetto che apri e chiudi con un gesto consapevole, e tanto meno che si possano costruire super-filosofie per dare una forma logica alle relazioni che intrattengono le persone fra loro, siano amanti, trombamici, coppia felice o scoppiata….Siamo esseri umani, imperfetti quasi per definizione.. e allora perché dovremmo aspettarci ce le nostre relazioni lo siano?
    Ho vissuto a lungo cercando di crearmi schemi e colorare di moltissime sfumature grige il bianco e nero manicheo, per capire il mio modo d’essere con gli altri, che invece la mia pancia mi da. Amo totalmente e do tantissimo… e sono chiaro su quello che voglio. Così quando do tagli non uso il bisturi, ma una mannaia. E soprattutto amo accettando che possa portarmi a soffrire come una bestia. Il dolore non mi fa paura, so cos’è.
    Avrei dovuto fidarmi prima del bianco e nero che uso nelle foto.. Pimpra sa.

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    Rispondi
  17. antigonewoland

     /  30 agosto 2014

    ciao a tutti,
    innanzi tutto quoto al 100% l’ultimo intervento di Artagora, che in sostanza è anche il mio e lo sintetizza egregiamente.

    Intervengo a richiesta della pimpra riguardo all’approccio. Secondo me non esiste un canone di corteggiamento predefinito. Le cose accadono quando accadono e nei modi infiniti in cui possono accadere.

    Sinceramente con il primo (è una mera questione cronologica) dei miei trombamici è stata una sorpresa essendo che lo conoscevo da un annetto senza aver mai sospettato che dietro ad una parvenza soltanto apparentemente anonima (in realtà conoscendolo meglio ho scoperto che è un ragazzo con una bella personalità e anche simpatico) si celasse una persona sessualmente (e non solo) a me così affine. Dal lato fisico io ho smesso di farmi un’idea precostituita di che uomini mi piacciono perchè il detonatore del desiderio non è propriamente la presenza fisica (aiuta ma non è per me un’aspetto determinante) principalmente dallo charme di una persona, o se vogliamo metterla sull’esotico: il karma.

    E’ capitato una mattina, nell’ultima tappa della transumanza alcolica notturna che ancora per poco noi Torinesi potremmo permetterci. E’ bastata una sua carezza sul fianco, data quasi di sfuggita.

    Ammetto che la sorpresa è stata tale che onestamente ho pensato che stavo superando subito una certa soglia di pericolosità (la soglia dell’innamoramento), poi sono tornata in me. Dopo anni impari a conoscerti e soprattutto conoscere i rischi. Non ti prendi bene per uno così ha scatola chiusa, qualcosa nel tuo inconscio ti preserva e forse è proprio perchè credi nell’amore (e non il contrario), vuoi che sia qualcosa che abbia anche delle fondamenta umane in modo da poter costruirne le fondamenta terrene.

    Mi è capitato di innamorarmi di un trombamico…ma il dolore non mi ha solo quasi annientata: mi ha anche aiutato e stimolato a volermi comprendere meglio e comprendere meglio gli altri. Tutti sanno cos’è l’amore ma è tautologico affermare anche che ognuno fa una propria e personalissima e intima esperienza dell’amore (che spesso è anche difficile descrivere se non con descrizioni molto simili a banali luoghi comuni – a parte i poeti e gli artisti). Vale a dire che ognuno conosce l’amore nella versione che ha vissuto. Nel corso della vita può accadere di viverne diverse.

    Credo che la difficoltà più grande sia quella di amarsi ma anche essere consapevoli di come noi stessi amiamo e vogliamo amare.

    E qui torniamo al discorso di artagora: Essendo che è assurdo definire una normalità umana, perchè l’uomo si ostina a fare categorizzazioni e dare definizioni proprio di ciò che normalmente sfugge. Appunto.

    Vorrei concludere rispondendo a Gibalda: se è vero che “l’amore non consiste nel guardarsi negli occhi ma guardare assieme lo stesso orizzonte” (Antoine De Saint Exupery) chiaramente questo corrisponde a condividere un’impegno con la partner e dei progetti assieme ma anche no (io per esempio non voglio figli e non intendo sposarmi però magari mi piacerebbe vivere una relazione in cui ognuno pur avendo progetti personali, seppur differenti, sostiene l’altro). Ma fatto salvo quanto detto sopra: questa è la tua idea di coppia, legittima quanto potrebbe esserlo anche la mia, chiaramente per me e il mio partner.

    Io credo che sia importante che ognuno trovi la propria dimensione senza fare troppo caso a definizioni e convenzioni precostituite. Coscienti e consapevoli dei propri valori e dei propri principi.

    Non sto dicendo che l’idea di coppia di gibalda è sbagliata ma tu credi sia sano che una persona per poter vivere una relazione di coppia debba conformarsi esclusivamente alla tua (e di molti altri) idea di coppia? Potrebbe essercene una a lui (e la sua partner) più confacente. Per cui la tua quindi è soggettivamente sbagliata anche se oggettivamente legittima.

    Guardando il termine coppia da un punto di vista matematico: la coppia indica “due” (a meno che non piaccia a qualcuno anche le cose a tre o oltre ;-)) ogni coppia si definisce come tale per varie ragioni e secondo diverse qualità. Infinite quanto è infinito l’universo. L’umanità (cioè la popolazione umana di cui noi facciamo parte a meno che tra voi non si nascondano dei rettiliani ;-)) è una quantità finita ma potenzialmente infinita (anche se tra guerre e disastri ambientali non siamo lungi da scomparire).

    Per me, come ho già detto all’inizio di questo thread di commenti, la relazione e il rapporto che ho con B. ed R. (i miei due trombamici) sono unici preziosi e, per ora, insostituibili. Non posso dire che mi potrei innamorare o meno dell’uno o dell’altro ad ogni modo il tempo che trascorro con ognuno di loro lo vivo in maniera consapevole e presente, come se esistessero solo loro, e in effetti è vero: sono unici come lo siamo tutti.

    Aggiungo (alla faccia che stavo concludendo): credo che il desiderio di impegnarsi in un rapporto a due sia qualcosa che avviene in maniera sana solo se le due persone coinvolte nella coppia sono consapevoli di se stesse e conoscono molto bene il loro partner. Ho visto e vissuto esperienze in cui l’entusiasmo dell’innamoramento era così un grido disperato di amore che spesso era un prendere lucciole per lanterne. Con le conseguenze che noi tutti conosciamo ma purtroppo spesso la gente è recidiva.

    Anche a me piacerebbe incontrare l’amore, però per quanto è in mio potere vorrei essere sicura di conoscere bene la persona che amo, perchè per me amore è una parola grossa.

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