TEMPTATION ISLAND: stiamo grattando il fondo.

11752556_684476655017322_202195006892932513_n-2

La coglioneria di massa del popolo italiano, sta raggiungendo vette esponenziali.

Attualmente su Twitter, social dei cosiddetti pseudo intellettuali, delle agenzie di stampa, dei tg, degli influencer insomma di coloro, persone o istituzioni, che hanno qualcosa da dire, è entrato nei top trend (argomenti di cui si parla) la serie Temptation island.

Per chi di voi ancora non sapesse di che cosa si tratta e a cui va tutta la mia stima, è una trasmissione in cui, coppie nella vita, vanno su un’isola dove saranno indotte in tentazione da single a caccia. Va da sè che tutti i partecipanti sembrano modelli usciti dall’ultima copertina di Vogue e che il livello medio intellettuale è prossimo allo zero assoluto.

La mia indignazione non nasce dal fatto che, se ho voglia di staccare completamente la presa del cervello dalla mia vita e dai miei problemi, una trasmissione di cotal fatta possa essere di aiuto, il dramma culturale nasce dal fatto che, di una cazzata del genere sia pieno il mondo dell’informazione e che migliaia di persone perdano tempo a parlarne, me compresa, visto il post che sto scrivendo.

Perchè, perchè, perchè stiamo diventando un popolo di decerebrati? perchè è sempre più difficile incontrare persone con le quali avere uno scambio intellettuale fatto di dialettica e di condivisione, perché le rare volte in cui questo accade ci sembra un miracolo, invece che la regola? perchè?

Vado a bere un caffè e non se ne parli più, ogni giorno che passa rimpiango i bei tempi andati quando c’era meno televisione/internet/annessi e connessi e si leggeva di più e si discuteva di più e  studiare non era un flagello di dio ma un piacere per l’anima.

Madonna santa come sono diventata vecchia…

#sticazzi, #olè!

Pimpra

 

DI TANTO IN TANGO: IL CIRCOLO TRIESTETANGO

Bailando

Ho deciso di continuare a scrivere le mie impressioni, sempre non richieste, sui luoghi in cui il mio peregrinare tanguero mi porta. Scriverò solo dei luoghi che, per qualche ragione, mi colpiscono favorevolmente. Non ho nessuna voglia di fare polemiche o di criticare il lavoro degli organizzatori.

Solo cose belle. Scrivo se… mi piace.

Da triestina, mi rendo conto di non aver mai dedicato parole favorevoli al movimento tanguero della mia città. Il motivo mi è chiaro: quando si guarda casa propria, si cerca la polvere in ogni anfratto, si è più critici.

Sono felice di poter spendere una considerazione positiva sul Circolo Triestetango. Non mi importa una cippa lippa di dirvi che ha una bella e lunga tradizione e tutte quelle info che a un tanguero/a esigente, non interessano.

Parliamo di dati oggettivi.

Di norma la sede danzante si trova a Muggia, località di mare – deliziosa peraltro – in provincia di Trieste. La milonga ha sempre luogo di giovedì, dalle 21.30 alle 24.30. Un orario che ben si coniuga con le esigenze lavorative del venerdì.

La pista è adatta, in termini di grandezza, ed è di un buon parquet vero (non di prefinito) quindi elastico. La sala affaccia direttamente sul porticciolo di Muggia, conferendo quel certo non so ché di piacevole. Aspetti logistici importanti e a favore. Di contro, bisogna ammetterlo, quando comincia a fare caldo, fa caldo… e la ronda, spesso è sconosciuta (ma è situazione comune a molte parti d’Italia e non solo).

I pro pro pro che mi hanno colpito, in questi anni recenti, sono legati alla atmosfera che si trova partecipando alla milonga: assolutamente accogliente. Merito del direttivo, ne sono certa, che si spende sempre moltissimo per regalare agli iscritti questa sensazione di piacevolezza, di casa, di benessere.

Devo fare una menzione particolare alla signora Loredana che, ad ogni milonga, offre un buffet “hand made” con delizie sempre diverse, sia dolci che salate, capaci di coccolare il palato e lo spirito dei tangueros ospiti. Sembrano dettagli di poco conto, ma non è così, perché sono questi gli elementi che di un luogo lo fanno sentire come “casa”.

Ulteriore punto a vantaggio è la buona ricerca di TJ che arrivano anche da molto lontano e che propongono visioni musicali sempre diverse e per questo molto stimolanti.

Ma che ve lo dico a fare, Tangueros erranti, forse forse un giretto in milonga anche dalle mie parti, potete prenderlo in considerazione!

Olè!

Pimpra

SPIGOLATURE. AGLIO E TANGO.

garlic3.jpgCredo che ogni tanguero/a che si rispetti, prima di recarsi in milonga (maratona, encuentro, festival ecc.) metta in atto un rituale propiziatorio alla migliore riuscita della serata.

Sceglie con cura l’abito che indosserà, i più evoluti preparano anche i cambi (camicie, t-shirt, piccoli asciugamani), si lava, si acconcia, si profuma, si trucca. Una serie di azioni che vogliono garantire la migliore presenza possibile e, conseguentemente, il rispetto che si deve al partner, uomo o donna che sia, con il quale si danzerà.

In Italia, come è nel nostro costume, c’è particolare cura verso se stessi, e un occhio di riguardo si riserva al messaggio che quel particolare look offrirà agli occhi del mondo. Le camicie particolari, piuttosto che il taglio dei pantaloni o la foggia/colore delle scarpe per l’uomo, le mise più o meno attillate e sexy o svolazzanti, nere o colorate per le donne, e il profumo, il trucco i capelli e, ovviamente, le meravigliose scarpette a stiletto.

Fin qui tutto bene, in fondo, prendersi cura di se stessi  è un modo di amarsi e ciò è bene. Il problema arriva quando, nei dettagli di questi riti preparatori, dimentichiamo una cosa estremamente importante: il nostro alito.

Considerato che, il tango argentino, nelle sue numerose varianti di stile, prima o poi avvicina in modo estremamente intimo i danzatori, va da sé che un particolare riguardo  debba essere riservato alla “purezza” dell’aria che emette il nostro respiro.

Troppe volte mi accade, in questo ultimo periodo, di incrociare ballerini stupendi che, ahimè, hanno vistosamente ingurgitato aglio prima della milonga.

Ricordo a tutti gli amanti di tale tubero che: l’effetto devastante sul vostro fiato, perdura per due giorni dalla sua assunzione, perciò, vi invito caldamente a tenerne conto se intendete concedervi una uscita danzereccia nel tempo necessario alla sua digestione.

Per le donne vale, ovviamente, lo stesso discorso.

La nouvelle vague salutista prevede la sua assunzione una volta al giorno, ne conosco le incredibili proprietà, ma, VI PREGO A MANI GIUNTE, se decidete di mangiarlo, NON venite ad invitare la sottoscritta.

Mi sto allenando all’apnea ma ancora non sono in condizione di non respirare per i 4-6′ di durata di una tanda intera!

E francamente non credo per un solo nanosecondo che sia afrodisiaco!

So che queste mie parole cadranno nel vento dei pixel virtuali, ma so anche che in molti condivideranno il mio stesso disagio…

MORS TUA, VITA MEA… dicevano gli avi…

😀

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

DI TANTO IN TANGO: IL GARUFA

garufa

Mi è venuto il vezzo di scrivere le mie impressioni, ovviamente non richieste, sui luoghi in cui il mio peregrinare tanguero mi porta.

Questo bel fine settimana di maggio ho avuto il piacere di approdare in quel di Treviso, alla milonga “10 ore” organizzata dal Garufa.

Già la formula mi ha conquistata immediatamente: una 10 ore con partenza pomeridiana e arrivo nel pieno della notte.

Adoro quando posso ballare una lunga pomeridiana, il mio corpo si scatena dando fondo a tutta la gioiosa allegria che mi si muove in corpo quando la luce è ancora calda.

Ma partiamo dal principio.

Al solito, decido all’ultimo istante possibile quello che farò nel mio tempo libero e così è stato pure in questa occasione, per fortuna che la mia totale dipendenza da social mi ha fatto scrivere una simpatica frase sulla pagina dell’evento. Morale: sono stata immediatamente contattata in privato dal padrone di casa che si è premurato di inserire nella lista me e i 4 amici a seguito. Atto di grande gentilezza che ho molto apprezzato. Non avevo pensato che, ad un certo punto, raggiunta la capienza massima di sala, sarei rimasta fuori.

Il locale è gestito da tre danzatori, e si vede benissimo: pista della giusta grandezza, confortevole per ballarci anche se l’ho trovata un po’ troppo scivolosa per i miei gusti.

Benissimo tutta la parte accoglienza, dallo spogliatoio, ai luoghi sociali dove sostare tra una tanda e l’altra.

Menzione particolare va al bar che offre ottimi drink, e guai se così non fosse considerata la tradizione dei luoghi, e una scelta di cibo che accontenta anche chi non può o non vuole nutrirsi di carne, proponendo una scelta di snack, non solo vegetariani ma anche vegani.

E questo è l’aspetto “logistico”, poi c’è tutta la parte che riguarda l’atmosfera del luogo, il suo sentire particolare, quella energia che riverbera dalle casse del TJ alla pista ai ballerini e torna nell’aria e ti riprende nell’abbraccio.

Atmosfera giusta, calda, amicale, colorata, giovane. Proprio come Eva, Fabio e Luciano che ti accolgono con i loro sorrisi e una qualità di tango che non delude mai.

Qualità che si esprime, ovviamente – ma è sempre meglio evidenziarlo – nella scelta dei TJ prescelti per le serate che,  anche in questo caso, hanno soddisfatto pienamente le aspettative.

Una volta arrivata a destinazione, i volti incontrati erano quasi tutti noti: orde di triestini e friulani hanno invaso festosamente il Garufa, insieme agli amici veneti ed anche oltre. All’inizio mi son detta “Ma quanta gente conosco!” poi ho capito perché tutti quelli che conosco erano lì: il Garufa val bene un viaggio.

La prossima 10 ore di meraviglioso tango il 2 giugno!

Arrivederci a presto!

Pimpra

DI TANTO IN TANGO. MUTAZIONI PSICOFISICHE DA TANGO ARGENTINO

hanami

Ammirando un ciliegio in fiore, anzi, perdendomi letteralmente dentro alla sua bellezza, ho visto me stessa come mi vedrebbe un altro.

Tralasciando il solito trito discorso di quanto è bello essere giovani, anche se preferirei dire “avere un corpo giovane” (l’esperienza di vita è un bene impagabile), mi accorgo ogni dì che passa di quanto sono cambiata.

L’altro giorno, ad esempio, ho rivisto un conoscente che non incontravo da ere geologiche, e, in modo del tutto naturale, gli ho gettato le braccia al collo per abbracciarlo.

Conosco un essere umano e, per salutarlo,  lo abbraccio quasi subito.

Con gli amici, i familiari, le persone del mio cuore, inutile dire che sono affettuosissima: praticamente nessuno sfugge più alle mie calorose effusioni. Nemmeno le Gattonzole, poveracce…loro poi…

Mi capita molto spesso di indossare capi di abbigliamento che stringono sui fianchi, evidenziandoli, senza temere l’effetto “culona”, anzi, mi dico, peccato che non sporge di più, sarebbe più femminile.

Ho imparato cosa significa avere un portamento regale, sentire quando la mia schiena si ammoscia in un sacco o diventa flessuosa, forte e ben dritta. Anche il collo è più felice, perché non lo faccio più ciondolare, adesso so dove si trova, trionfale alla base della testa, e gli conferisco tutta la dignità che merita per il duro lavoro di supporto che svolge.

Osservo le donne, cercando la grazia nelle loro movenze, noto come appoggiano/buttano/ciabattano/sfiorano i piedi a terra, so dire in 4 nanosecondi se Lei è abituata a portare i tacchi o se è neofita.

Mi piacciono le signore “giaguare”, ovvero le donne – di tutte le età – che sanno decisamente godere di loro stesse, di come sono e di quello che sono diventate. E si sentono profondamente libere, dal giudizio, dal pregiudizio, dalla morale, dalle convenzioni. Come ogni felino che si rispetti, scelgono loro come/quando/se/chi.

Mi piacciono gli uomini che ti guardano. Quelli che apprezzano ciò che sei nella tua unicità e non ti vogliono diversa, alla moda, o perché “così fan tutte”. Quelli che sanno che c’è la persona ideale con cui andare al cinema o a teatro, la donna con la quale ridere davanti a un caffè, o quella da sedurre durante un aperitivo in riva al mare.

Mi piacciono gli uomini che ne scelgono una e sanno che con lei e solo lei, c’è una magia speciale.

Mi piacciono gli uomini consapevoli di chi sono, nella pregevolezza del proprio limite umano, esistenziale e animistico. Uomini realizzati nel proprio sé.

Prima di diventare una ballerina di tango, non conoscevo di me e del mondo, tali sfumature.

Fino a qui sono passati 11 anni di amore folle e questi sono i risultati, mi chiedo quali altri mutamenti mi aspettano in futuro e… sono pronta ad accettarli.

E qui un bel “Sticazzi” ci sta tutto! Olè!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

 

DI TANTO IN TANGO. NUOVE ONDE IN MARATONA.

img_2612Ne parlavo con amici, qualcosa è cambiato. Ed è cambiato positivamente. Ricordo perfettamente la mia prima maratona di sette anni fa, parteciparvi era un sogno che si avverava, mi sentivo piccola piccola (e di fatto lo ero), dinnanzi a danzatori italiani ed europei di lungo corso, maestri, una variopinta pletora di umanità con un livello siderale di danza.

Ansia da prestazione (più del mio partner che mia, in verità) e portai a casa solo qualche tanda con persone a me estranee e, forse, altrettanto “giovani” tangueristicamente parlando.

Le maratone si sono susseguite negli anni, ma quella sottile vena di tensione, dover dimostrare qualcosa sennò poi non balli affatto, accompagnava sempre coloro che non facevano parte del gotha tanguero, come la sottoscritta.

Poi, qualcosa è cambiato.

Apprezzo enormemente la selezione che gli organizzatori stanno operando, con tanta fatica, per regalare al popolo che danza, maratone indimenticabili, dove, più che  dimostrazione della figaggine, in termini di ballo e non,viene richiesto scambio, piacere di condividere un’esperienza bella, condita dalla miglior  musica possibile, in location atte ad esprimere al meglio l’onda tanguera, quella energia speciale che gli umani rilasciano quando sono tanto felici e, sesso a parte, ballano.

Apprezzo di non vedere quasi più in pista quelli che se la tirano, che ce l’hanno solo loro, che ballano solo con questo e con quella, che non ti salutano nemmmeno con un cenno di sorriso, anche se vi siete incontrati mille e una volta.

Lo apprezzo. Tanto.

Quelli, uomini o donne è uguale, che ti guardano indagatori mentre balli, ma non lo fanno con sguardo amorevole a dire “Ho voglia di abballarmelo quello/a”, no, loro cercano di trovare le tue inadeguatezze per schifarti, e questo, si sente, si sente forte e rovina l’atmosfera.

Per fortuna i tempi sono cambiati.

Adesso le maratone “evolute” offrono e selezionano persone, non macchine da guerra, non personaggi di moda, non quelli che ce l’hanno solo loro, le maratone evolute vogliono TE, perchè hai l’amore per il tango e per la sua multietnica comunità, perchè non vuoi solo ballare ma hai voglia di interagire con gli amici e di fartene di nuovi, hai voglia di aprirti al mondo e non di chiuderti nel tuo gruppo esclusivo.

La maratona “evoluta” non può più essere un business commerciale perchè se lo spirito è questo, si sente, si sente eccome, allora ti fai una edizione, arraffi arraffi arraffi e poi ciao, perchè le persone “evolute” non tornano.

Allora, sai che c’è, ringrazio quegli organizzatori che si fanno un mazzo così per mettere in piedi un evento “evoluto”,   fregandosene di lasciare fuori dalla porta quelli che sono “famosi” ma non sanno fare gruppo con gli altri.

Evviva la “nueva onda”…

Pimpra

IMAGE CREDIT Massimo Gobbo

IO SONO QUELLO CHE SCRIVO.

Bloggers-4.png

Excusatio non petita, accusatio manifesta si diceva un tempo, non dare spiegazioni se non ti vengono richieste.

Invece, sai che c’è, parliamone, senza peli sulla lingua.

ARGOMENTO: essere una blogger  ti mette in pasto al gossip sociale dei tuoi lettori. Dai adito alle congetture più incredibili sulla tua vita privata. Sei percepita come un narciso uscito dal manicomio. Ma come si può essere così matti da esporsi così.

Alcune delle osservazioni che mi sono state mosse da chi non condivide il mio essere sociale. In verità, nel caso specifico va detto proprio”social”.

Rispondo così, semplicemente: anche dietro allo schermo di un pc o di uno smartphone c’è  sempre una persona. Piaccia o meno, si può inventare una bella maschera “social/e” che si indossa quando ci si manifesta sui pixel virtuali. Oppure no.

Ci sono dei veri geni nella costruzione di personalità fittizie, che usano per adescare anime semplici, come fa il ragno tessendo la sua tela. Un gioco di specchi e il povero malcapitato/a cade nella trappola. Molto spesso di ingaggio sessuale, salvo poi trovarsi di fronte un essere lontanissimo dalla fascinazione percepita nel virtuale. Cosa succeda poi, non lo so, non frequento, ma lascio immaginare a voi.

La strada che ho intrapreso io, per la personalità che mi connota, è quella di “scrivere quello che penso”. Lo faccio sempre. Dalle più vili cazzate, alle riflessioni lievemente più profonde, pur rimanendo nella mia leggerezza. Non ho presunzione di “buona scrittura”, anche se mi piacerebbe, non sono una intellettuale, semplicemente una vecchia ragazza che ama osservare la realtà, ci riflette su e ci scrive.

L’età mi ha regalato la sicurezza di poter dire “Minni futtu” del giudizio degli altri, di quello che pensano di me, tanto, che tu agisca secondo il tuo bene o meno, troverai sempre il cretino sulla tua strada che pensa esattamente l’opposto di quello che intendevi affermare tu. Sicché, perché preoccuparsi?

Quando scrivo i post, mi arrivano all’orecchio voci che mi vogliono una single agguerrita, piuttosto che una signora in pre menopausa carica di frustrazioni dovute al farsi dell’età. E mi fermo qui.

Mi piace dirvi, Amici Cari che mi seguite, che non ho paura della verità (della mia versione, ovviamente), mi piace scrivere quello che mi passa per la testa anche se a volte può essere sopra le righe, o semplicemente sciocco, leggero, senza pretese, senza filtri. Non ho paura.

Questa sono, e le parole sono amiche mie, piccole tessere che mi piace mettere insieme per creare un puzzle tutto mio che non temo di mostrarvi. Non mi aspetto che vi piaccia, e rispetto tutte le osservazioni che vorrete muovermi, le critiche che mi faranno riflettere.

Insomma chi sta qui, chi si vive armoniosamente il suo sociale/virtuale accetta le regole del gioco. Le mie sono molto semplici: dico (scrivo) sempre quello che penso.

E se vi piace ricamarci su… divertitevi pure!

[STICAZZI!] 😉

TANTE, TANTE (BELLE) PAROLE PER TUTTI!

Pimpra

Ps: se posso aggiungere, è molto liberatorio permettersi di essere se stessi, nelle proprie zone d’ombra e di luce. Schiettezza mi ha regalato persone meravigliose che ho conosciuto e che, altrimenti, non avrebbero incrociato la mia strada. Basta avere coraggio.

Coraggio!

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

DI TANTO IN TANGO. QUANDO LA CRAVATTA E’ UNA CAREZZA GENTILE. TO TIE MARATHON

torino-miki

Lunedì, luminoso, limpido, leggiadro.

Tutto merito della finestra spazio/temporale del fine settimana. Se poi la arricchisci di una maratona, è ancora più piacevole.

Inutile dire che oggi ogni piccola parte del corpo inneggia alla fatica fisica delle lunghe ore trascorse a far baldoria danzante sui tacchi… e che baldoria…!

Ogni maratona ha, per fortuna, un suo sapore, una firma unica e, questa prima edizione di TO TIE (Torino, tango intensive experience) non è sfuggita alla regola. Le prime volte, come in amore, possono essere particolarmente rischiose, difficili. Gli amanti si desiderano, si piacciono ma non è garantito trovino le giuste affinità. Ma ci sono, per fortuna, quelle che possiamo definire “buona la prima” e ToTIE può fregiarsi del titolo.

Credo che un primo asso nella manica risieda nella città, magnifica, che – a me per lo meno – suggerisce sempre nuove emozioni, regala sorprendenti sguardi (non mi riferisco alle miradas!), e risiede nei torinesi.

A ben vedere non sono neppure sicura di averne conosciuto uno/a “purosangue” (ma che importanza ha?), so solo che tutte le anime che vivono a Torino, con Torino si connettono, vibrano, parlano e si esprimono: anime gentili, accoglienti, sempre educate senza mai essere leziose. A Torino ti senti accolto. Voilà.

Poi, alla sera metti piede nel tempio sacro, una meravigliosa bocciofila che, grazie alla passione di un gruppo di giovani, ha rivisto la luce, in un quartiere di periferia, gonfio di variegata umanità, melting pot assoluto, il quartiere da dove inizia il gran bazar del “Balon”, mercatino delle pulci caro ai torinesi e ai suoi figli adottivi.

La location incanta, rivolge un lato intero al fiume che scorre poco sotto, cantando insieme alla musica che esce dalle grandi vetrate che raccolgono le delicate luci dell’imbrunire.

Non potevano che essere adorabili gli abbracci che ci siamo scambiati, godendo della buena onda creata dalle mani creative dei tj.

Ho degustato vino e cioccolato, e mi è piaciuto assai, ho fatto finta di mangiare sano e mi è piaciuto assai, ho salutato amici vecchi e nuovi e mi è piaciuto assai, ho ballato a sfinimento che è quanto mi piace fare di più.

Allora dico BRAVI a tutto lo staff fatto da tantissimi giovani e meno giovani volonterosi che hanno fatto staffetta nelle lunghe ore di maratona, sempre con una bella parola, sempre con un sorriso aperto.

E a te, triestina scappata dalla bora che ti sei fatta catturare dall’ombra della Mole, dico “Brava Mula!” si sentiva anche il tuo tocco speciale!

Quando si dice che la cravatta accarezza invece di stringere… 😉

Pimpra

foto mia.

DI TANTO IN TANGO. VOGLIO UNA MARATONA FRIENDLY

 

maratona-gattaHo sempre saputo di essere una donna piuttosto agonista, lo sport mi ha forgiato al “combattimento” sin dalla più tenera età, sicché, ogni nuova attività che ho intrapreso è stata all’insegna di dare il massimo, impegnarmi al massimo, cercare di ottenere i massimi risultati.

Va da sé che non sempre si riesce a raggiungere la vetta desiderata, anzi, direi che il più delle volte si cade e ci si avvicina solo lontanamente, ma il cuore appassionato, il desiderio di farcela, di mettersi alla prova, quelli restano sempre.

Anche quando lo scorrere del tempo, rende corpo e mente non più verdi.

Nel tango, ho messo la stessa, intensa, passione.

Mutatis mutandis, mi ritrovo ad affrontare le maratone con uno spirito diverso. Ben conscia che, oramai, sono più prossima a Villa Arzilla che alla discoteca sulla spiaggia e che dovrò abituare il mio spirito giocosamente ribelle e indomito al fatto che sono una “affascinante donna matura” (OH MIO DIO!!!!), ecco che, anche lo spirito della maratona che vado cercando è diverso.

Nella premessa che la qualità è e resta presupposto cardine per uccidere il proprio corpo di fatica nelle lunghissime sessioni di milonga, ebbene sento forte il bisogno di essere circondata da persone che abbiano un atteggiamento “friendly”, amichevole, accogliente e rilassato.

Che due maroni i competitivi/e che non ti guardano neanche in faccia e men che meno ti degnano di un cenno di saluto perché sono tutti proiettati ad accaparrarsi le grazie del di Lui/Lei ballerino/a, quelli che ti schifano perché ti etichettano come “low level” non degno del gotha tanguero che hanno in testa, insomma che due palle di tutti coloro che, una volta in più, dimenticano il sapore della festa, il piacere di rivedersi, di abbracciarsi, di riconoscersi o di conoscersi per la prima volta.

Allora, sai che c’è, me la sono goduta al massimo la mia maratona friendly, in quel di Brescia (che ci ho pure fatto la capatina da Iginio! ;-), dove ho goduto di quell’atmosfera gaia e gagliarda di gioia e di festa che la Grazia e il suo staff hanno regalato a tutti i partecipanti.

Ma che ve lo dico a fare, sarà che tra pochi giorni un nuovo giro di boa si avvicina ed io divento sempre più… matura!

STICAZZI!

Pimpra

 

 

 

 

 

 

 

DI TANTO IN TANGO. L’ABITO FA IL TANGUERO?

gentleman-vintage-06

Abituata come sono a frequentare il mondo del tango da più di due lustri, confesso che oramai non mi accorgo più di come, gli uomini, in termini di abbigliamento, vadano in milonga.

Va di sicuro fatto un distinguo tra coloro che si presentano a una serata singola o a coloro che affrontano un Festival, piuttosto che un Encuentro o una Maratona.

La singola serata di milonga è, forse, quella più facile: i maschietti o si tirano ai massimi (cosa che avviene rarissimamente e solo in contesti molto particolari o su dress code espressamente richiesto) e sfoderano giacche, gilet, camicie, pantaloni di tessuto, oppure, di norma, sono piuttosto rilassati, T-Shirt, camicie, jeans senza star lì tanto a pensarci.

Il Festivaliero, di solito, ha esigenza di affrontare le lezioni per cui porterà nella sua valigia abiti da “allenamento” e forse outfit più ricercati per la serate di milonga, ma lo ripeto: forse.

I frequentatori degli Encuentri, da quanto ho potuto apprezzare, hanno una maggiore sensibilità alla formalità dell’abito, in particolare per le milonghe serali. Ma non è regola, poiché molto dipende dal taglio, più o meno rilassato, dello stesso evento.

Al solito, i maratoneti, sono mondo a parte.

In maratona, tutto è permesso. Considerato il livello di “performance” richiesta ai danzatori, va da sé che, gli uomini in particolare, sceglieranno la via della praticità e del comfort, anche perché, le litrate di sudore che si perdono, costringono i partecipanti a numerosi cambi.

Ci sono danzatori che, a onor del vero, hanno un loro stile e una firma particolarissimi. Dalla stampa sempre molto originale delle camicie, all’utilizzo monocromatico di un colore di elezione, al vezzo di portare l’asciugamano per tamponarsi in un certo modo o il ventaglio posizionato nella tasca di ampi pantaloni. C’è il dandy, sempre curatissimo, la cui raffinatezza esplode visibilissima in un contesto in cui gli altri “competitori” scelgono la via della comodità, e non certo quella dell’eleganza.

Chi gli abiti se li fa fare, chi indossa quello che capita, chi utilizza per più volte successive quello che capita e lì, iniziano i (grossi) fastidi…

Personalmente, quando ballo, non mi soffermo particolarmente ad osservare come è vestito l’uomo. Sono altri i dettagli che colpiscono la mia attenzione: come balla. Però, va detto che, ho imparato a riconoscere a colpo d’occhio quelli potenzialmente bravi, anche dal loro modo di vestire.

Immagino che esista un codice non scritto tra di loro, per cui, è molto probabile che ballino bene se si vestono (o non si vestono) in un certo modo. Ma non vi dirò come, vi lascio il piacere della scoperta…

Tutto questo per rispondere a un’amica, non tanguera, la quale vedendo le numerose foto di tango pubblicate sul mio profilo di FB, notava come le donne risultassero sempre eleganti, belle da vedere, mentre gli uomini, all’opposto, le apparissero piuttosto sciatti…

Probabilmente ha ragione lei, ma, in questo e solo in questo caso, metto il mio senso estetico in cantina, lo chiudo a chiave e faccio finta di non accorgermi della poca raffinatezza, del gusto discutibile, della eventuale sciatteria, perché, quando ballo, quello che cerco e voglio trovare è, semplicemente, un bravo ballerino, possibilmente asciutto e profumato (ovvero: con le ascelle perfettamente inodore!!!).

Olè!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

  • TAG

    2013 2014 2015 2016 abbraccio amiche amici Amici e amiche amicizia amore Amore Andar per maratone Andar per Milonghe Anima anno nuovo vita nuova anta e ribalta attimi Attimi belli Attualità Bel Paese blog blogger CARATTERE cazzate cronache dal mondo panda dare tempo al tempo Dillo alla zia Pimpra di tanto in tango Donne e valigie emozioni fine settimana Friuli Venezia Giulia immagini incontri i saggi consigli di Nonna Papera Italy Lavoro milonga momenti mondo panda Mondo Panda mondo tango Natura pausa pranzo pensieri pensieri leggeri pensieri sparsi pensiero positivo PERSONALITA' Pimpra milonguera riflessioni RISVEGLI Salute e benessere Senza categoria social network Società e costume Sport sticazzi STICAZZI storytelling Tango Tango argentino tango marathon Tango milonguero tango trotters tanto tango Trieste Uncategorized uomini e donne vecchiaia in armonia Viaggi viaggio Vita di coppia vita moderna vita sui tacchi a spillo
  • Archivi

  • ARTICOLI SUL TANGO

    Se cerchi gli articoli che parlano di tango cerca "di tanto in tango" nel banner TAG o fai la ricerca nel bannerino CATEGORIE
  • I post del mese

  • LA TRIBU’

    • Avatar di deborahbonadei
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di abdensarly
    • Avatar di Dario
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di - ElyGioia -
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di comelapensoio
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Cookingsio
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Ms Purrington
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Eterea
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di gmerico
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Anele
    • Avatar di Kaleb Mcknight
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Fabio Bertolino
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Briciolanellatte
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Rich Wanderlust
    • Avatar di Catering Grasch
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di elenaambrosini
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di selvaggia scocciata
    • Avatar di orestepatrone
    • Avatar di Sconosciuto
  • Pagine

  • Categorie