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ALLENAMENTO A DISTANZA. LA NUOVA FRONTIERA

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Ho sempre fatto sport, da che ne ho memoria.

Dai pattini a rotelle che si usavano con le scarpe, alla ciclo cross più grande e pesante di tutto il quartiere ma con gli ammortizzatori da super wow che in salita non riuscivo a pedalare tanto era esagerata per me, anche se aveva il cambio a 3 marce, insomma ho fatto e provato di tutto.

I sogni nel cassetto restano la danza classica a me interdetta che in famiglia l’idea di tirare su una “femmina-femmina” evidentemente non era gradita, e la ginnastica artistica.

In questo secondo caso devo dire che i miei ci provarono ma il responso fu che, a 8 anni (prima vivevo all’estero), ero troppo vecchia per iniziare. Gli stolti non mi fecero neanche un provino: avrebbero visto che, da sola, sapevo fare la ruota con una mano, le rovesciate e tutte le spaccate. Che faccio ancora, così per dire.

Il tempo passa, tiranno, e arriva il momento in cui ho dovuto appendere l’agonismo al chiodo. Alla boa della grande età si cerca di mantenere la struttura ed è già un grande risultato.

Per puro caso, on line scopro l’esistenza di un coach italiano che, apparentemente, fa dei veri miracoli sulle donne normali, quelle come me, con la cellulite e i cuscinetti. Lo seguo per mesi, sembra proprio che i risultati memorabili che raggiungono le allieve siano reali, non trucchi da photoshop. Decido di provarci anche io, voglio concedermi la possibilità di un miglioramento che sia prevalentemente estetico del mio corpo, non competendo più in nessuna specialità sportiva.

La grandiosa novità è che il mio è un coach virtuale, nel senso che, lui non l’ho mai visto, esiste in carne ed ossa ma vive a 500 km da casa mia. Con lui e il metodo che ha ideato, tutto si fa a distanza!

In palestra ho la scheda per me, che gestisco dal cellulare, dove trovo tutte le informazioni che mi servono per la corretta esecuzione degli esercizi. Se ho dubbi, posso scrivere o telefonare in sede dove ricevo le informazioni che mi interessano.

Sono alla seconda scheda attualmente e, non mi pareva potesse essere possibile, il percorso funziona. Dietro al progetto c’è una filosofia legata al fitness che coniuga l’allenamento e il corretto regime alimentare. Una filosofia molto sana.

Scrivo tutto questo perché trovo incredibilmente interessante scoprire ogni giorno, come il mondo moderno evolva così velocemente e – per fortuna! – non sempre in senso deteriore o negativo.

Certamente nessuno mai potrà sostituire gli allenatori che hanno contribuito alla formazione del mio carattere, in special modo l’ultimo che ho avuto, quel Duško, mago dell’atletica leggera, che non solo mi ha insegnato a correre ma ha saputo leggere nel mio cuore sportivo facendo uscire la falcata Giaguara.

Il mondo cambia e lo fa molto velocemente, perciò noi, vecchi dinosauri, facciamo bene a stare al passo onde evitare l’estinzione.

Olè!

Pimpra

NB Se vi si è attizzata la curiosità, le info qui

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DI TANTO IN TANGO. LA PSICOPATURNIA (post per sole tanguere)

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Carissime Giaguare di primo e secondo pelo e che ce la facciamo mancare una bella “psicopaturnia” tanguera? Non sia mai! Siamo e restiamo le feline del parquet ma sempre donne sicché…

Torno da una deliziosa milonga pomeridiana in quel di Lubiana: bello l’ambiente, moderno con gusto, un bar reso altro da uno spazio di parquet utilizzabile come pista da ballo, luci soffuse, bella musica, bar fornito, ingredienti giusti per trascorrere un pomeriggio danzante in relax.

Una grande compagine di triestini colonizza il luogo, molti di noi conoscono gli amici sloveni e si crea un bel mix.

Per me era la prima volta. Osservo gli astanti, ragazzi e ragazze giovani, tra me penso “Super wow si ballerà molto bene!”

MORALE: in tutto il pomeriggio ho ballato 3 tandas, tutte e tre con amici italiani. Punto. Non è andata molto meglio alle altre amiche italiane (molto più ggiovani della sottoscritta).

Alla mia faccia sconsolata a punto interrogativo, si avvicina un amico e mi dice “Ma che ti aspettavi? Questa è la terra dell’oro per noi uomini, cosa ci sei venuta a fare te che sei grande?! Era ovvio che non ti invitassero e poi a loro (ballerini locali) non gliene frega niente di ballare con voi”. (ndr A Trieste si dice “ciapa su e porta a casa“)

Ovviamente, non metterò più piede in quel luogo, perché va bene “crederci sempre” ma voler sbattere la testa a vuoto sul muro, no grazie.

Al che mi è partita una psicopaturnia fenomenale.

Amiche Giaguare carissime, ma che, secondo voi, dobbiamo applicare  a noi stesse una sorta di autocensura basandoci sulla nostra carta di identità, per cui, brave o non brave, siamo oramai considerate dei catorci buoni solo per la rottamazione?

Mi rifiuto di pensarlo e quindi ho chiesto ebbene, noi donne “mature” dove dovremmo andare a ballare, secondo voi, per essere piacevolmente invitate?

La risposta: Istanbul. I turchi sono SUPER WOW! Incredibili ballerini e invitano.

Allora mi chiedo dove sono andati a finire certi veri maschi, quelli che hanno ancora il sangue che scorre nelle vene, quelli che sono curiosi ” a prescindere”, quelli che vogliono ballare e non importa se, da qualche parte, potresti essere la loro zia.

E niente, Giaguare Mie, toccherà organizzare questo charter al grido di battaglia “Oh mamma andiamo dai Turchi!!!”

Olè. Ma anche uno sticazzi ci sta bene…

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

PIMPRA FU …

sport

1° febbraio.

Il mio giorno X, quello della rinascita, dell’uscita dalle “nebbie” dell’inverno, quello dove mi riprendo la motivazione al fare e, ovviamente, torno in palestra.

E’ stato un inverno cazzutissimo, infestato di fastidi fisici che mi hanno tenuta lontana dalla sala ginnica con conseguenze… Sticazzi…!!!

Lunedì inizio blanda con 30′ aerobici e stretching, sudo come un animale ma è quello che cercavo, sento il corpo goffo, irrigidito e … terribilmente pesante.

Martedì decido che “o la va o la spacca” e mi presento alla lezione del pomeriggio. L’istruttore chiede immediatamente se avessimo con noi l’asciugamano ed io mi sono chiesta come mai, parendomi una domanda assurda. Poi ho capito. Una serie potente di esercizi cardio/tonico/vascolari degni di un corso preparatorio per il battaglione San Marco. Così il mio corpo ha percepito l’intensità dello sforzo.

Mentre, prona, cercavo disperatamente di raccogliere le gambe sotto di me, per poi spingerle nuovamente in allungamento, ho avuta chiara la visione del mio declino fisico.

La Pimpra: FU un’atleta.

Lontanissimi i tempi in cui mio padre faceva fatica a battermi in una vasca a delfino, lontanissimi i tempi in cui giocavo una partita a pallanuoto, dimenticati i tempi degli allenamenti pre maratonina, archiviati gli straordinari allenamenti mattutini, prima di andare in gabbietta, dove, al posto della colazione, bevevo (producevo) decilitri di acido lattico sulla pista di atletica.

Il corpo scattante, agile, tonico, voglioso, grintoso come una piccola coupè sportiva…

TUTTO DIMENTICATO. TUTTO ARCHIVIATO.

Al momento mi ritrovo ad essere come quelle signore che, in palestra, si impegnano così tanto da non rovinarsi neppure la piega…

E la leonessa che ho dentro, piange. Ruggisce e piange.

PIMPRA E L’ATLETA CHE FU.

Addio.

Pimpra

ps:

Vabbè, questo è lo sfogo ma… OVVIAMENTE, secondo la logica del “No pain, no gain”, seppure il pain stia diventando esponeziale… NON MOLLOOOOOOOOOOOO! 😉

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