DI TANTO IN TANGO. L’ABITO FA IL TANGUERO?

gentleman-vintage-06

Abituata come sono a frequentare il mondo del tango da più di due lustri, confesso che oramai non mi accorgo più di come, gli uomini, in termini di abbigliamento, vadano in milonga.

Va di sicuro fatto un distinguo tra coloro che si presentano a una serata singola o a coloro che affrontano un Festival, piuttosto che un Encuentro o una Maratona.

La singola serata di milonga è, forse, quella più facile: i maschietti o si tirano ai massimi (cosa che avviene rarissimamente e solo in contesti molto particolari o su dress code espressamente richiesto) e sfoderano giacche, gilet, camicie, pantaloni di tessuto, oppure, di norma, sono piuttosto rilassati, T-Shirt, camicie, jeans senza star lì tanto a pensarci.

Il Festivaliero, di solito, ha esigenza di affrontare le lezioni per cui porterà nella sua valigia abiti da “allenamento” e forse outfit più ricercati per la serate di milonga, ma lo ripeto: forse.

I frequentatori degli Encuentri, da quanto ho potuto apprezzare, hanno una maggiore sensibilità alla formalità dell’abito, in particolare per le milonghe serali. Ma non è regola, poiché molto dipende dal taglio, più o meno rilassato, dello stesso evento.

Al solito, i maratoneti, sono mondo a parte.

In maratona, tutto è permesso. Considerato il livello di “performance” richiesta ai danzatori, va da sé che, gli uomini in particolare, sceglieranno la via della praticità e del comfort, anche perché, le litrate di sudore che si perdono, costringono i partecipanti a numerosi cambi.

Ci sono danzatori che, a onor del vero, hanno un loro stile e una firma particolarissimi. Dalla stampa sempre molto originale delle camicie, all’utilizzo monocromatico di un colore di elezione, al vezzo di portare l’asciugamano per tamponarsi in un certo modo o il ventaglio posizionato nella tasca di ampi pantaloni. C’è il dandy, sempre curatissimo, la cui raffinatezza esplode visibilissima in un contesto in cui gli altri “competitori” scelgono la via della comodità, e non certo quella dell’eleganza.

Chi gli abiti se li fa fare, chi indossa quello che capita, chi utilizza per più volte successive quello che capita e lì, iniziano i (grossi) fastidi…

Personalmente, quando ballo, non mi soffermo particolarmente ad osservare come è vestito l’uomo. Sono altri i dettagli che colpiscono la mia attenzione: come balla. Però, va detto che, ho imparato a riconoscere a colpo d’occhio quelli potenzialmente bravi, anche dal loro modo di vestire.

Immagino che esista un codice non scritto tra di loro, per cui, è molto probabile che ballino bene se si vestono (o non si vestono) in un certo modo. Ma non vi dirò come, vi lascio il piacere della scoperta…

Tutto questo per rispondere a un’amica, non tanguera, la quale vedendo le numerose foto di tango pubblicate sul mio profilo di FB, notava come le donne risultassero sempre eleganti, belle da vedere, mentre gli uomini, all’opposto, le apparissero piuttosto sciatti…

Probabilmente ha ragione lei, ma, in questo e solo in questo caso, metto il mio senso estetico in cantina, lo chiudo a chiave e faccio finta di non accorgermi della poca raffinatezza, del gusto discutibile, della eventuale sciatteria, perché, quando ballo, quello che cerco e voglio trovare è, semplicemente, un bravo ballerino, possibilmente asciutto e profumato (ovvero: con le ascelle perfettamente inodore!!!).

Olè!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

I (SOLITI) BUONI PROPOSITI

 

new-years-eve-desktop-wallpaper_51328478

Al 28 dicembre, come una scure da cielo, ti arriva in testa l’idea che DEVI assolutamente organizzare nella tua mente, la lista di buoni propositi per l’anno che verrà.

Come fai in ufficio, rimettendolo a posto, riordinando le carte, liberandoti del superfluo, lo stesso accade per le ragioni della tua vita. Hanno bisogno di essere rimesse a punto, in un ordine consono, positivo e ottimista,  come a caricare una molla che, liberata, ti farà partire a razzo nel nuovo anno.

Ma, sticazzi, ti dici ogni volta che, sai che te non sei buono a tener fede a quanto ti eri ripromesso e, questa lista virtuosa, il più delle volte, rimane solo un desiderio, nulla più…

Ma, la tradizione è tradizione, e va rispettata.

MI RIPROMETTO DI:

  • imparare la Temperanza. Ovvero, concedermi qualche nanosecondo prima di partire in quarta con qualsiasi reazione mi venga in mente di avere, qualsiasi cosa mi salga alla bocca di dire. Insomma: devo provare a “contenermi”. Pare che, la mia indole impulsiva, sia un difetto troppo, troppo grande per l’età che porto.
  • dedicarmi con vigore alle mie passioni. Vabbè per far ciò, basta scegliere, a volte egoisticamente, di ritagliare del tempo per se stessi. Si può fare.
  • concedermi il lusso della sosta, di prendere tempo (che non significa “perdere tempo”)
  • scegliere me, un po’ meno gli altri, specie quelli che non lo meritano.

Poi ci sarebbero chissà quante altre cose, ma la lista diverrebbe troppo lunga e noiosa e poi… cui prodest, visto che, molto probabilmente resteranno solo dei desideri campati in aria, promesse e intenzioni vuote…

Quindi smetto subito e vi auguro, semplicemente, di VIVERE COME PREFERITE.

Alla fine, la scelta più intelligente.

BUON ANNO NUOVO!

Pimpra

QUI ED ORA. (PIPPOLOTTO, VI AVVISO!)

qui-e-ora

 

Quanto sono belle le serate trascorse con una cara amica che non vedi da tempo con la quale resta sempre intatta la confidenza, lo scambio, e un grandissimo affetto.

Nel suo piccolo appartamento, come il nido di un uccellino, delicato e dolce come è lei, pulito, deliziosamente arredato con un’attenzione ai piccoli dettagli che sussurrano la sensibilità vibrante della padrona di casa, mi sono presentata con un frizzantino rosè e Tupperware al seguito….

Le parole sono scivolate fluide, intervallate da argomenti leggeri o seri, così come le donne sono abituate a discorrere.

Lei, come molti di noi, ha visto naufragare un rapporto su cui aveva scommesso “per la vita”, ma così non è stato. Le ossa rotte, l’anima e il cuore feriti, ha ripreso la sua vita tra le mani, con il coraggio e la determinazione che servono ogni volta che si riparte da capo, e si è rimessa nel flusso delle cose.

La dolorosa esperienza, tra i tanti segni che le ha lasciato, ha messo un tarlo nella testa, ovvero: chi si prenderà cura di me quando sarò vecchia? Evidenziando ai massimi sistemi, il dolore esistenziale di questa moderna società.

Mai come ieri sera, ho potuto toccar con mano, la solitudine, il vuoto pneumatico che i single della mia generazione stanno vivendo.

C’è chi brucia la vita, anestetizzandola sulla propria pelle agendo comportamenti e sentimenti di totale edonismo, vuoto però di contenuti, nulla a che vedere con un sano epicureismo consapevole e goduto,  altri, invece, tuffano il loro essere negli abissi del più profondo “mal di vivere”, basato sulla prima, sostanziale, mancanza: l’amore (per se stessi e per gli altri), la solitudine di rapporti che poggino su qualcosa di vero.

Il futuro, a quel punto, diventa un mostro che terrorizza, mancando le strutture caratteriali e definite certezze sul proprio sé e sulla propria essenza. Partono così i pensieri bui, l’idea della vecchiaia come malattia e non come compimento gioioso di un percorso di vita. Si immagina il corpo debilitato, impossibilitato a provvedere a se stesso e quindi, esplode il bisogno dell’altro.

Credo non abbia senso andare così avanti con il pensiero, immaginare e ipotizzare situazioni che non abbiamo nessun reale strumento per essere comprese.

La sola cosa che siamo capaci di conoscere è il QUI ED ORA. Nulla più. Il resto sono solo proiezioni, più o meno belle, di emozioni positive o negative, che vivono dentro di noi.

Allora sai che c’è? Resto connessa a questa dimensione, cerco di vivermela al meglio, con fiducia e gioia di me, di quello he posso portare nel mondo e dal mondo ricevere.

Forse semplificare, alleggerire è la sola via per vivere meglio.

AMEN.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

DI TANTO IN TANGO. TETTE E TANGO

reggiseni-colorati

A me le cose succedono così, praticamente per caso. Ho postato una divertente (nelle mie intenzioni) foto sulla mia bacheca di FB e, senza immaginarlo, bummmm, come un elefante nel negozio di cristalli, ho urtato la sensibilità femminile.

L’argomento del contendere era una frase scema “Non chiedetemi l’amicizia, non ho le tette”, postata poiché il mio profilo FB sta ricevendo un sacco di richieste da uomini assolutamente improbabili, dai luoghi più disparati del pianeta, senza ragione alcuna.

Di qui, la mia foto di copertina, atta a dissuadere i potenziali non amici alla ricerca di chissà cosa…

Un’amica, però, non si è trovata d’accordo su questa mia scelta, ritenendola in qualche modo “razzista” nei confronti del corpo stesso delle donne. Oltre a ciò, proiettandola nel nostro comune mondo del tango, atta a rinforzare certi discriminatori comportamenti messi in atto da taluni danzatori.

Pur rimanendo fedele alla mia vis comica, non posso rimanere insensibile a quanto riferito dall’amica.

La mia lettura è questa.

Le motivazioni che spingono la coppia ad incontrasi in pista, sono e saranno sempre, le più disparate. Un’alchimia sottile fa scattare in entrambi quella intenzione di cingersi e di colorare una tanda con le emozioni nate dal cuore e riassunte nei corpi danzanti.

Questo è quanto accade in persone che cercano una dimensione intimista, artistica, di scambio, nell’abbraccio tanguero.

Poi c’è il resto del mondo.

Ci sono quelli/e che vanno in milonga per tantissime ragioni, tra le quali c’è, anche, quella di ballare.

Non mi sento di giudicare, né di giudicare male chi si vive la milonga in modo diverso dal mio.

Va da sé che, sia per ballare che per “cercare altro”, si inneschi una implicita competizione tra gli attori coinvolti. Questa gioiosa battaglia si combatte con più armi: chi con la sua capacità e talento danzante, chi con le emozioni che sa trasmettere, chi mettendo in mostra le piume, chi seducendo verbalmente ecc ecc: la varia umanità.

Nel gruppo, ovviamente, ci sono “gli sfigati“. Definisco la categoria: sono gli/le invidiosi/e. Coloro che guardano sempre fuori da loro stessi ma non lo fanno per cercare bellezza, ma per evidenziare gli aspetti negativi (o così loro li percepiscono) del mondo e di chi lo popola.

Questi sfigati sono infestanti perché, su Anime gentili, posano i loro artigli cattivi e inoculano il tremendo veleno: fanno partire brutti gossip, demoliscono le persone, criticano tutto/i/e e, purtroppo, molto molto spesso riescono a distruggere l’amore verso se stessi delle loro vittime.

Ovviamente le donne sono il bersaglio per eccellenza di questi sfigati che si accaniscono a demolirle a più non posso.

Allora sapete quale è il mio antidoto? un bel ME NE FOTTO!

Sono come sono, ballo come ballo, non ho (abbastanza) tette per essere tra le ballerine più gettonate (?) , ma sto bene così e non cambierei, di me, una sola virgola… [bugia!!! vorrei essere una tanguera migliore!!!]

E adesso, sfigati, potete scatenarvi!

STICAZZI, OLE’!

🙂

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

 

IL FREDDO CHE MI RISCALDA

immagine-352

immagine-352

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’inverno si sta annunciando con i suoi messaggeri di cristallo. Da ieri, qui, nel lontano nord est, si vola (bora tesa) e ci si congela i sentimenti.

A noi triestini questo ventoso Sturmundrang, nonostante tutto, piace e parecchio. Come se la bora venisse a cancellarti i pensieri, le asperità che rendono il volto cupo e la mente annebbiata. Però fa un freddo da morire…

Stamattina la finestra dove le Gattonzole amano trascorrere parte della giornata, aveva una doppia cornice, un bordatura di vapore acqueo e goccioline, segno evidente dell’escursione termica tra dentro e fuori.

La tazza profumata e bollente di orzo tra le mani ed io, con loro, a lanciare lo sguardo oltre la finestra, a gioire del giorno appena nato, con le sue tinte di acquerello rosa e azzurrine.

Le micie mi baciano il naso, con il loro tartufino fresco da gatte reso più umido dal raffreddore. Sembrano umane, o, almeno,così le vedo io.

Abbiamo i nostri riti, ogni parte del giorno è scandita da una particolare attitudine, da un gesto, da un modo unico di stare insieme. Se penso a quella che sono diventata, a volte, mi stupisco. Sono il contrario di quello che avevo immaginato per me, di me, per la mia vita, della mia vita.

Un tempo questo scostamento dall’idea mi avrebbe reso pazza, insicura, piena di dubbi. Quanto è appagante, invece, oggi, poter dire “sono così, perché sono quella che dovevo essere”.

Le Gattonzole, manco farlo apposta, mi fanno da specchio. Gli animali da compagnia imitano i loro umani, per questo li amiamo così tanto, perché osservandoli, ritroviamo una parte di noi.

La bora si è fatta più quieta, l’aria è tersa e fredda, quasi piccante, e ha lasciato in me una profumata leggerezza.

Un freddo così caldo, come da tempo non ricordavo e vado via lieve…

Pimpra

FOTO MIA, Molo Audace dicembre

DI TANTO IN TANGO. RICOMINCIO DAL… CONTATTO

14856103_1401426709882492_7756249728446934621_o

Un fine settimana non è degno di tale nome se non è condito da una milonga. Ho bisogno di fare rifornimento di abbracci, di ricaricare le pile di buona musica, di sentire il mio corpo voluttuoso e vibrante sulle note, ho bisogno di ballare.

Per una serie di motivi mi riesce sempre meno spesso di farlo alla sera, quindi mi “accontento” di una pomeridiana.

Ho conosciuto il “Contatto” parecchi anni addietro e, mi ci sono sempre trovata bene. All’inizio mi sembrava un luogo strano, perché erano i tempi in cui amavo ballare i Gotan, Bajofondo e tutto quel genere di tango moderno che, tra le pareti della più vecchia milonga tradizionale del Nord Est, non era contemplato. Ammiravo i tangueros ballare stretti stretti, mentre allora il mio abbraccio era elastico e aperto. Eppure li ammiravo, trovavo una poesia sottile dentro i loro passi piccoli, gli adornos delle ballerine che, sebbene un pochino statiche per i miei gusti espressivi, rappresentavano di certo un mio ideale di femminilità consapevole e sicura.

Il tempo passa, il tango evolve e io stessa muto come ballerina.

L’abbraccio si fa vicino, la dinamica resta sempre vivace, ma cambia il modo in cui esce, la sua forma esterna.

Torno al Contatto dopo molto, molto tempo, e neppure nella serata clou della settimana, ma durante la pomeridiana domenicale.

La prima impressione è quella di entrare a casa di qualcuno perché si viene accolti. I milongueros sono grandicelli, e va bene così, la ronda è una vera ronda, come dio comanda in terra e, anche i principianti presenti, si adeguano con rispetto.

Percepisci l’amore che si deve al Tango e alle persone che lo amano, dai padroni di casa  a tutti gli ospiti presenti. Il tepore emotivo della sala è ulteriormente riscaldato dall’ottima scelta musicale che i TJ invitati propongono.

Allora la mia fame, la mia sete di ballo trovano una dimensione intimista e profonda, resa tale anche dagli sguardi delicati che i presenti rivolgono alla pista.

Al Contatto ritrovo la mia anima danzante, ritrovo il tocco delicato e forte del mio compagno, ritrovo quella ebbrezza speciale che mi regala la musica.

Allora, sai che c’è? Ricomincio da qui.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

ODE ALL’UNIVERSO

Fusion x64 TIFF File

Ci ho messo non so più quanti anni a capirlo, a viverlo, a sentirlo in ogni atomo del mio essere. Una vocina da lontano me lo diceva, da sempre, che per essere felici, bisogna trovare quel qualcosa che accende la nostra intima scintilla.

Ed io proseguivo a non capire, a non ascoltare, a perdere tempo e a disperdere energie credendo di cercare, senza però trovare mai. E, con il trascorrere degli anni, la frustrazione aumentava, esponenzialmente, al farsi di quel vuoto interiore incolmabile.

Pensavo “Forse manca l’amore, forse devo cambiare me stessa, forse non ho abbastanza qualità, forse…” e giù a macinare tristezza, a cospargere la mia vita di polvere di insoddisfazione, un giorno dopo l’altro.

Poi, inaspettatamente, mi sono innamorata perdutamente (sì, anche di un uomo!), è arrivato il tango nella mia vita, ed ecco che quelle scintille spente di gioia di vivere e del piacere di esistere che, sempre, hanno colorato la mia anima, hanno ripreso a vibrare.

Gli anni sono passati e questo Amore è cresciuto, si è modificato, ha vinto sulle sue tempeste, ha subito e sopportato litigi ma è divenuto forte, radicato, adulto dentro di me.

Sono cresciuta pure io con questo Amore, imparando a scorgere la donna che avevo dentro, l’ho finalmente fatta nascere e l’ho portata nel mondo. Un cerchio che ha assunto la sua forma perfetta, di vibrazione intima e animistica, vera, assolutamente pura, senza sbavature, dentro di me.

E questo amatissimo tango mi ha messo vicino una persona speciale, una donna, con la quale ho aperto un nuovo orizzonte, creativo e colorato, della mia vita.

Sono onorata e felice, e, finalmente, ho trovato quello che cercavo, quello che non avevo nemmeno mai osato immaginare, la mia realizzazione attraverso le mani altrui, la creatività altrui che, però, filtra anche attraverso di me, in modo diverso e consono a quella che sono.

Ho voglia di dire all’Universo che lo ringrazio di avere aspettato tanto a propormi questa possibilità, perché lo ha fatto nel momento in cui ero pronta, matura e consapevole.

E, all’improvviso la vita, che, di fatto è la stessa di prima, si anima improvvisamente perché, la luce che hai dentro illumina tutto.

Sorrido felice… Sticazzi che grande conquista!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

 

 

AMARCORD CHE FANNO BENE ALL’ANIMA.

nrm_1419934901-ragazze-amiche-apertura

 

Ti accorgi che il tempo passa quando rivedi una carissima amica della tua prima giovinezza, dopo molti anni.

Lei è rimasta bella come allora, con il suo sguardo smeraldo da gatta, il portamento da regina su un corpo flessuoso e naturalmente elegante.

Quando eravamo (molto) giovani, lei era, per me, il modello da raggiungere: la sua bravura in tutto, la sua gradevolezza, il suo charme, una femminilità già accesa e levigata da una rara classe.

Lo confesso, a tratti mi stava anche sulle palle, e come poteva non essere così!, lei perfetta ed io tutta da rifare. La mia, in realtà, era solo assoluta ammirazione nei suoi confronti, e le volte in cui vivevo un conflitto interno, la causa non era lei, ma mia madre che perseguitava le mie inadeguatezze su (quasi) tutti i fronti, proponendomela come esempio da imitare.

La vita ci ha portato a percorrere strade divergenti e lei, da che si è costruita una meravigliosa famiglia, poteva non essere così?, vive all’estero.

Ieri pomeriggio ci siamo riviste, ed è stata una grandissima gioia per entrambe. Nelle poche ore a disposizione ci siamo scambiate tantissimo: esperienze di vita, ricordi, progetti.

Ancora una volta voglio ribadire il concetto di quanto sia bello diventare “diversamente giovani” (specie se donne), perché, se si ha la capacità di evolvere nel senso più pieno e virtuoso del termine, si apprende a guardare la realtà e le persone con occhi nuovi, positivi e aperti.

E ho visto e rivisto la Franci per quella meravigliosa persona che è sempre stata che ho sempre, profondamente, ammirato. E non sbagliavo quella volta e ne ho avuto riconferma oggi.

E c’è da dire che, le due “vecchie” giaguare, hanno ancora moltissimo da dire e da dare!

EVVIVA LE DONNE!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

SEPOLTI DALLO ZUCCHERO. LA MORTE BIANCA (azz…)

sugar

Natale si avvicina a passi da gigante e, la città tutta, si sta preparando, luci, addobbi e amenità di vario tipo ma, ciò che più mi ha colpito, è quanto sta accadendo dentro i supermercati.

Premetto che esco da più di un mese di ramadan forzato che mi ha molto allontanato dai piaceri del mondo,  ovvero quelli di Bacco, niente vino, aperitivi annessi e connessi e alimentazione monacale.

Debbo dire che, dopo le prime resistenze, specie mentali, il corpo si è ben adattato al nuovo regime purificatore, dandomi molta soddisfazione in termini di benessere e regalandomi grandi sorrisi per la perdita di peso.

Ciò detto, mi reco al supermercato per le mie commissioni salutari e vengo letteralmente travolta da un’ondata di zucchero, manifestatasi sotto tutte le forme possibili: dolci, dolcetti, caramelle, torroni, cioccolatini in tutte le versioni, panettoni e chi più ne ha, più ne metta.

Personalmente, lo sbrilluccicare colorato dei packaging delle leccornie messe a disposizione in ogni dove, non ha scalfito di un nulla la mia volontà, la mia compiaciuta motivazione ad alimentarmi in modo sano. Ma, appunto, proprio perché la mia motivazione è alta e forte non ho ceduto alle malie ingannevoli dei dolciumi in bella mostra.

Ma io sono un’adulta consapevole, una che da una vita si informa sulle proprietà nutrizionali dei cibi, una che vuole rimanere magra e, si spera, mantenere il suo corpo in buona salute.

Ma con i bimbi, i giovani, gli anziani, quelli depressi, quelli tristi, le persone che sono e/o si sentono da sole, insomma come la mettiamo con tutta quella colorata umanità che non è in equilibrio, non si ama, non legge e non si informa, con gli ignoranti, con coloro che cercano e trovano nel cibo la consolazione al loro “mal di vivere”?

UNA DEBACLE, UN DISASTRO SU TUTTA LA LINEA, UN SUICIDIO COLLETTIVO!

Ora, non si pensi che da brava epicurea quale sono e mi vanto di essere, sono passata dall’altra parte della barricata, lungi da me!, di certo però, posso dire di aver scelto la qualità dei piaceri da ingerire, onde per cui, no agli alimenti confezionati, no ai dolci stucchevoli, no a tutta quella montagna di zucchero che ci ucciderà, un po’ al giorno.

Preferisco riappropriarmi del piacere di creare, dolciumi compresi, con le mie manine sante, facendo anche degli orridi pasticci a volte, o delle gioiose e succulente meraviglie in piena consapevolezza degli ingredienti che uso, della qualità che ho scelto per la mia produzione.

Ecco, il grande epicureo che vive in me, è diventato “adulto”! EVVIVA!

Pimpra

Per approfondire qui, qui, qui , qui

IO E ME.

single

Come sempre, condividere il proprio tempo con persone brillanti, regala pretesti per appassionate riflessioni e stimolanti dibattiti dialettici.

A questo, se aggiungiamo qualche giorno di riposo accompagnato da buone letture e da cinema di qualità, possiamo ben definirci fortunati.

In questo scambio recente, con uno zibaldone di umanità tanto diversa per età, formazione, esperienze di vita, tra le altre, è uscito un bel confronto sul tema dell’indipendenza, della libertà e della condivisione.

In tema di donne, è stato molto interessante il dibattito nato intorno al senso di appartenenza che la coppia regala, alla “tutela” simbolica che la donna ne riceve verso il mondo esterno e, dall’altro lato, invece, la permanenza della sua unicità, identità, individualità, indipendenza e libertà.

Personalmente, mi sono sempre sentita tra coloro che, pur vivendo la coppia, e vivendola in modo “onesto”, senza divagazioni o pericolose “aperture” verso l’altro,  ha mantenuto salda la sua individualità.

Non mi esce facilmente dalla bocca il concetto di “noi”, quando mi trovo a riflettere sui più disparati argomenti, siano essi temi che riguardano la vita a due. Penso e rifletto con la mia testa, offrendo il mio personale punto di vista.

Anche in termini pragmatici, ovvero quando si tratta di vita vera, dal fare la spesa, ad occuparsi del budget mensile, alle uscite, al tempo libero, faccio sempre conto solo su di me. Non mi appoggio, non ho bisogno (ne avrei, di bisogno, pure un sacco di volte, ma non voglio pesare su chi mi sta al fianco).

Vivo, di fatto, come se essere “coppia” fosse unicamente un’idea. Nulla più. Un’idea romantica, sentimentale, gioiosa il più delle volte, pesante in alcune circostanze ma, di fatto, ininfluente sulla mia singletutine pragmatico/animistica.

E dire che sono stata sposata,  lo sono stata per parecchi anni e, anche in quel tempo,  ragionavo così. Infatti il marito non era contento, mi sentiva lontana.

Per far chiarezza mi piace pensare che, per vivere, non mi servono persone che mi “accudiscono”. Essere coccolata è sempre un valore aggiunto nella vita di ognuno, ma non deve diventare elemento imprescindibile e sostanziale per “poter vivere”.

Alcune care amiche, provano un forte disagio a frequentare il mondo esterno se non accompagnate, insieme a qualcuno, donna o uomo che sia, amica/o o fidanzato. Per me non è così.

Adoro gli stimoli e le esperienze che si paventano quando mi immetto, solitaria, nel mondo. Persone interessanti, incontri, scambi che, poi, è molto bello/utile portare in seno alla coppia (se c’è) per arricchirne il dialogo.

Mi riesce difficile immaginare che, socialmente, ci sia un carico di negatività alla vista di una donna sola. Anzi, io ci vedo forza, energia, equilibrio, pacatezza e tanta serena armonia.

Ma, chissà, forse la mia è una distorta visione di donna molto nordica nel suo animo e, forse, pure nel suo cuore…

Pimpra

 

IMAGE CREDIT DA QUI

  • TAG

    2013 2014 2015 2016 abbraccio amiche amici Amici e amiche amicizia amore Amore Andar per maratone Andar per Milonghe Anima anno nuovo vita nuova anta e ribalta attimi Attimi belli Attualità Bel Paese blog blogger CARATTERE cazzate cronache dal mondo panda dare tempo al tempo Dillo alla zia Pimpra di tanto in tango Donne e valigie emozioni fine settimana Friuli Venezia Giulia immagini incontri i saggi consigli di Nonna Papera Italy Lavoro milonga momenti mondo panda Mondo Panda mondo tango Natura pausa pranzo pensieri pensieri leggeri pensieri sparsi pensiero positivo PERSONALITA' Pimpra milonguera riflessioni RISVEGLI Salute e benessere Senza categoria social network Società e costume Sport sticazzi STICAZZI storytelling Tango Tango argentino tango marathon Tango milonguero tango trotters tanto tango Trieste Uncategorized uomini e donne vecchiaia in armonia Viaggi viaggio Vita di coppia vita moderna vita sui tacchi a spillo
  • Archivi

  • ARTICOLI SUL TANGO

    Se cerchi gli articoli che parlano di tango cerca "di tanto in tango" nel banner TAG o fai la ricerca nel bannerino CATEGORIE
  • I post del mese

  • LA TRIBU’

    • Avatar di inerro.land
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di gmerico
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Kaleb Mcknight
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Principessa Giramondo
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Leprelibatezzediancia
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di WuOtto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Marco
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Stefano Ligorio
    • Avatar di robertofontana1991
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di - ElyGioia -
    • Avatar di Cookingsio
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Ms Purrington
    • Avatar di Rich Wanderlust
    • Avatar di francescobissoli54
    • Avatar di abdensarly
    • Avatar di thebear67
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Gr33n Raindeer
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di lguasina
    • Avatar di Catering Grasch
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di comelapensoio
    • Avatar di Eterea
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Anele
    • Avatar di Sconosciuto
  • Pagine

  • Categorie

  • Categorie