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SEPOLTI DALLO ZUCCHERO. LA MORTE BIANCA (azz…)

sugar

Natale si avvicina a passi da gigante e, la città tutta, si sta preparando, luci, addobbi e amenità di vario tipo ma, ciò che più mi ha colpito, è quanto sta accadendo dentro i supermercati.

Premetto che esco da più di un mese di ramadan forzato che mi ha molto allontanato dai piaceri del mondo,  ovvero quelli di Bacco, niente vino, aperitivi annessi e connessi e alimentazione monacale.

Debbo dire che, dopo le prime resistenze, specie mentali, il corpo si è ben adattato al nuovo regime purificatore, dandomi molta soddisfazione in termini di benessere e regalandomi grandi sorrisi per la perdita di peso.

Ciò detto, mi reco al supermercato per le mie commissioni salutari e vengo letteralmente travolta da un’ondata di zucchero, manifestatasi sotto tutte le forme possibili: dolci, dolcetti, caramelle, torroni, cioccolatini in tutte le versioni, panettoni e chi più ne ha, più ne metta.

Personalmente, lo sbrilluccicare colorato dei packaging delle leccornie messe a disposizione in ogni dove, non ha scalfito di un nulla la mia volontà, la mia compiaciuta motivazione ad alimentarmi in modo sano. Ma, appunto, proprio perché la mia motivazione è alta e forte non ho ceduto alle malie ingannevoli dei dolciumi in bella mostra.

Ma io sono un’adulta consapevole, una che da una vita si informa sulle proprietà nutrizionali dei cibi, una che vuole rimanere magra e, si spera, mantenere il suo corpo in buona salute.

Ma con i bimbi, i giovani, gli anziani, quelli depressi, quelli tristi, le persone che sono e/o si sentono da sole, insomma come la mettiamo con tutta quella colorata umanità che non è in equilibrio, non si ama, non legge e non si informa, con gli ignoranti, con coloro che cercano e trovano nel cibo la consolazione al loro “mal di vivere”?

UNA DEBACLE, UN DISASTRO SU TUTTA LA LINEA, UN SUICIDIO COLLETTIVO!

Ora, non si pensi che da brava epicurea quale sono e mi vanto di essere, sono passata dall’altra parte della barricata, lungi da me!, di certo però, posso dire di aver scelto la qualità dei piaceri da ingerire, onde per cui, no agli alimenti confezionati, no ai dolci stucchevoli, no a tutta quella montagna di zucchero che ci ucciderà, un po’ al giorno.

Preferisco riappropriarmi del piacere di creare, dolciumi compresi, con le mie manine sante, facendo anche degli orridi pasticci a volte, o delle gioiose e succulente meraviglie in piena consapevolezza degli ingredienti che uso, della qualità che ho scelto per la mia produzione.

Ecco, il grande epicureo che vive in me, è diventato “adulto”! EVVIVA!

Pimpra

Per approfondire qui, qui, qui , qui

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CARA BELEN (e a tutte quelle come lei) …

Belen RodriguezHo fame dalle 10.30 di questa mattina.

Dalle 11.30 ho fame e mal di testa.

Mi sembra che il tempo si sia fermato, perchè le 13.00 non arrivano mai.

Alle 13.00 il “lauto pranzo” mi aspetta.

MORALE: questa dieta fa schifo (ma lo sapevo già).

MORALE 2: il corpo inizia ad usare le riserve energetiche (leggi grasso) e quindi sono sulla buona strada.

MORALE 3: CHE PALLE.

Vorrei soffermarmi sulla Morale 3.

Chi mi conosce non fa che dirmi che sono una cretina, che non ho bisogno di mettermi a dieta, perchè non sono grassa.

Lo so, Amici Cari, che non sono precisamente grassa. Per compiacere alla mia estetica mi vorrei con 5 kg di meno e 2 kg in più di tette (oltre a 10 cm in più di gamba), ma so che non è possibile e, forse, nemeno così necessario.

MI TOCCA FARE LA DIETA, PER INSEGNARE ALLA MIA MENTE A CONTROLLARSI.

No, dico, vi rendete conto?

E’ che a me piace la vita, mi piace godere. Del cibo, delle cose belle, dei piaceri che “chi più ne ha più ne metta” e, quindi, per continuare a frequentare l’amata terra per un periodo di tempo più lungo possibile, ogni tanto mi tocca entrare in ramadan.

Il cibo è il mio solo piacere fuori controllo, gli altri sono capace di “gestirli”.

E vai di dieta, perchè devo insegnare a quel selvaggio/ribelle/fuori dagli schemi del mio testone a sapersi fermare, nel tempo giusto.

Ieri, ad esempio, ho calcolato di aver masticato ben 5 pacchetti di cingomme (altro che le 3 dichiarate qui) con conseguenze letali sul mio intestino… A questo mi serve la dieta, a tenere a freno questi eccessi…

E poi vedo la mitica Belen (nel mio universo estetico, il corpo/viso di quella donna sono stabilianti) che, a 2 mesi dal parto, è più in forma di prima. Zero difetti, zero cellulite, zero pancia, zero ritenzione idrica, zero…

Al che, mi tocca considerare che ci sono esseri umani particolarmente fortunati: o non hanno proprio le mie stesse voglie, o le sanno gestire, o su di loro, gli effetti negativi non si vedono.

E il mantra continua: parola d’ordine: RESISTERE!

🙂

Pimpra

che, vista l’ora, vi augura anche BUON PRANZO!!! Ma cosa mangiate di buono, voi, oggi??? 😉

LA MIA GASTRONOMIA MOLECOLARE

Ferran Adrià

Ferran Adrià

Come dice Ferran Adrià (da qui) ” L’obiettivo  è di “creare un inaspettato contrasto di sapori, temperature e colori. Niente è quel che sembra. L’idea è di provocare, sorprendere e deliziare.” Questo, combinato con una buone dose di ironia e senso dell’umorismo, rende le sue portate molto impressionanti. Come dice lui: «Il cliente ideale non viene a El Bulli per mangiare, ma per provare un’esperienza».

 

Con grande enfasi posso annunciare che il mio pranzo di oggi ha avuto la durata temporale di 2 minuti ed ha risposto perfettamente alle attese di Ferran.

Il solo neo è che non ho “provato l’esperienza” di cui parla lo chef.

Direi che il mio pasto è stato piuttosto “niente è quel che sembra”. Ovvero: niente che sembri un pasto.

beverone-herbalifeIl mio primo pranzo a beverone.

Mi sento molto “molecolare”, perchè sono micro particelle di cibo quelle che ho ingerito.

Embè alla moda, direi! 😉

Pimpra

POSTUMI

Abbiamo fatto fuori un sacco di uova al cioccolato. Sterminate sotto i pugni di mia nipote che si divertiva immensamente a trovare l’uovo nascosto dall’enorme (per lei) carta croccante e multicolore.

Abbiamo mangiato tanto pesce, nell’illusione godereccia di diventare più intelligenti.

Brindisi-di-capodanno-cenone-di-capodanno-champagne-prosecco-spumante-millesimato-vini-franciacortaAbbiamo deciso che preferiamo i millesimati di casa nostra allo champagne. (Ma io, su questo, mi dissocio. Amo moltissimo le bollicine francesi e quel loro sapore di lievito che stuzzica le papille gustative e mi viene voglia di mangiarci vicino tanto caviale, del mar Caspio, il mio preferito).

Abbiamo giocato tantissimo.

Abbiamo parlato.

Abbiamo fatto un sacco di foto. Tutte sorridenti, con le rughe e tanta allegria.

Abbiamo portato a casa tanti tupperware di avanzi. [Grazie mamma!]

Abbiamo “fatto famiglia” ed è stato tanto bello.

E concludo dicendo che abbiamo tutto, se abbiamo l’amore.

Ok e adesso mi metto a dieta! 😀

Pimpra

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