DI TANTO IN TANGO. VOGLIO UNA MARATONA FRIENDLY

 

maratona-gattaHo sempre saputo di essere una donna piuttosto agonista, lo sport mi ha forgiato al “combattimento” sin dalla più tenera età, sicché, ogni nuova attività che ho intrapreso è stata all’insegna di dare il massimo, impegnarmi al massimo, cercare di ottenere i massimi risultati.

Va da sé che non sempre si riesce a raggiungere la vetta desiderata, anzi, direi che il più delle volte si cade e ci si avvicina solo lontanamente, ma il cuore appassionato, il desiderio di farcela, di mettersi alla prova, quelli restano sempre.

Anche quando lo scorrere del tempo, rende corpo e mente non più verdi.

Nel tango, ho messo la stessa, intensa, passione.

Mutatis mutandis, mi ritrovo ad affrontare le maratone con uno spirito diverso. Ben conscia che, oramai, sono più prossima a Villa Arzilla che alla discoteca sulla spiaggia e che dovrò abituare il mio spirito giocosamente ribelle e indomito al fatto che sono una “affascinante donna matura” (OH MIO DIO!!!!), ecco che, anche lo spirito della maratona che vado cercando è diverso.

Nella premessa che la qualità è e resta presupposto cardine per uccidere il proprio corpo di fatica nelle lunghissime sessioni di milonga, ebbene sento forte il bisogno di essere circondata da persone che abbiano un atteggiamento “friendly”, amichevole, accogliente e rilassato.

Che due maroni i competitivi/e che non ti guardano neanche in faccia e men che meno ti degnano di un cenno di saluto perché sono tutti proiettati ad accaparrarsi le grazie del di Lui/Lei ballerino/a, quelli che ti schifano perché ti etichettano come “low level” non degno del gotha tanguero che hanno in testa, insomma che due palle di tutti coloro che, una volta in più, dimenticano il sapore della festa, il piacere di rivedersi, di abbracciarsi, di riconoscersi o di conoscersi per la prima volta.

Allora, sai che c’è, me la sono goduta al massimo la mia maratona friendly, in quel di Brescia (che ci ho pure fatto la capatina da Iginio! ;-), dove ho goduto di quell’atmosfera gaia e gagliarda di gioia e di festa che la Grazia e il suo staff hanno regalato a tutti i partecipanti.

Ma che ve lo dico a fare, sarà che tra pochi giorni un nuovo giro di boa si avvicina ed io divento sempre più… matura!

STICAZZI!

Pimpra

 

 

 

 

 

 

 

PIU’ L’INVERNO SI FA DURO, PIU’ I DURI SI ABBRACCIANO!

abbraccio

Finalmente è arrivato, l’inverno è tra noi.

Lo aspettavo con trepidazione, perché a me, le vie di mezzo, non sono mai piaciute. Ho bisogno di avere freddo e lo sostengo da freddolosa dichiarata. L’inverno non può essere una primavera malvestita, un autunno estivo.

Fa un freddo cattivo qui al nord est, la bora si inanella di diamanti di ghiaccio e le sue raffiche arrivano violente come frustate, facendo male al volto.

Inutile dire che i trasferimenti in scooter richiedono abilità paranormali per evitare di essere birillo della regina ventosa della città. E ci vuole il coraggio di un marinaio dell’800 ad affrontare di petto (anche se con l’abbigliamento tecnico moderno) l’aria che raddoppia il suo impatto gelido.

Eppure mi piace. Mi lamento, sono congelata, ho le mani ferite dal freddo ma ne godo allo stesso tempo.

A me l’animo si riscalda, incredibile, ho voglia e cerco di più il contatto e questo portato verso l’altro, modifica sicuramente anche il mio modo di ballare.

La splendida foto di Marco Piemonte che fa da cappello al post, esprime meravigliosamente la potenza dell’abbraccio, il calore che si riceve e che si da’.

Quando è inverno si balla diversamente, in qualche modo si riesce più facilmente a trovare quella intimità speciale, quel momento “panda” di vicinanza assoluta all’altro, come se i corpi ascoltassero meglio, con maggiore sensibilità e attenzione.

Ecco perché sto imparando ad amare l’inverno, mentre prima lo detestavo, perché avvicina.

Allora, sapete che c’è, vado a godermelo tutto…

TANTI ABBRACCI A TUTTI, ma abbracci veri, come intendo io…

Pimpra

 

 

I (SOLITI) BUONI PROPOSITI

 

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Al 28 dicembre, come una scure da cielo, ti arriva in testa l’idea che DEVI assolutamente organizzare nella tua mente, la lista di buoni propositi per l’anno che verrà.

Come fai in ufficio, rimettendolo a posto, riordinando le carte, liberandoti del superfluo, lo stesso accade per le ragioni della tua vita. Hanno bisogno di essere rimesse a punto, in un ordine consono, positivo e ottimista,  come a caricare una molla che, liberata, ti farà partire a razzo nel nuovo anno.

Ma, sticazzi, ti dici ogni volta che, sai che te non sei buono a tener fede a quanto ti eri ripromesso e, questa lista virtuosa, il più delle volte, rimane solo un desiderio, nulla più…

Ma, la tradizione è tradizione, e va rispettata.

MI RIPROMETTO DI:

  • imparare la Temperanza. Ovvero, concedermi qualche nanosecondo prima di partire in quarta con qualsiasi reazione mi venga in mente di avere, qualsiasi cosa mi salga alla bocca di dire. Insomma: devo provare a “contenermi”. Pare che, la mia indole impulsiva, sia un difetto troppo, troppo grande per l’età che porto.
  • dedicarmi con vigore alle mie passioni. Vabbè per far ciò, basta scegliere, a volte egoisticamente, di ritagliare del tempo per se stessi. Si può fare.
  • concedermi il lusso della sosta, di prendere tempo (che non significa “perdere tempo”)
  • scegliere me, un po’ meno gli altri, specie quelli che non lo meritano.

Poi ci sarebbero chissà quante altre cose, ma la lista diverrebbe troppo lunga e noiosa e poi… cui prodest, visto che, molto probabilmente resteranno solo dei desideri campati in aria, promesse e intenzioni vuote…

Quindi smetto subito e vi auguro, semplicemente, di VIVERE COME PREFERITE.

Alla fine, la scelta più intelligente.

BUON ANNO NUOVO!

Pimpra

E ADESSO, SILENZIO.

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La bora ha esaurito il suo soffio di ghiaccio, appoggiandosi dolcemente sul mare.

La breve pausa nel mezzo del giorno è resa piacevole da una passeggiata sull’amato Molo, facendosi scaldare le gote dai tiepidi raggi di sole.

Non sembra quasi inverno, non fosse che la luce cade con una inclinazione diversa sullo specchio di mare antistante alla piazza Unità, creando ombre allungate e sottili in cui è bello ritrovarsi.

Manca l’aspro e frizzante profumo di salsedine dei giorni precedenti, manca quel tamburellare stonato delle raffiche di vento.

Oggi la bora ha appoggiato la sua chioma di schiuma sull’acqua, ed è come una fanciulla addormentata dopo una notte d’amore. Vorrei sedermi in un tavolino di piazza Unità, a godermi i raggi si sole che filtrano attraverso i rami degli abeti natalizi, con me la Moleskina e la stilografica preferita, dinnanzi a un caffè fumante.

Starei lì, a godermi la vista dei passanti, delle nonne con i nipotini, degli innamorati, degli anziani e dei turisti tutti presi a farsi  i selfie con il bastone con la quinta decorata del Comune a far da sfondo.

E, sicuramente, godrei della nota di questo particolare silenzio che, sempre, segue la caduta della bora, e tornano rigogliosi i pensieri…

Pimpra

FOTO MIA, Molo Audace 30 novembre 2016

 

ODE ALL’UNIVERSO

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Ci ho messo non so più quanti anni a capirlo, a viverlo, a sentirlo in ogni atomo del mio essere. Una vocina da lontano me lo diceva, da sempre, che per essere felici, bisogna trovare quel qualcosa che accende la nostra intima scintilla.

Ed io proseguivo a non capire, a non ascoltare, a perdere tempo e a disperdere energie credendo di cercare, senza però trovare mai. E, con il trascorrere degli anni, la frustrazione aumentava, esponenzialmente, al farsi di quel vuoto interiore incolmabile.

Pensavo “Forse manca l’amore, forse devo cambiare me stessa, forse non ho abbastanza qualità, forse…” e giù a macinare tristezza, a cospargere la mia vita di polvere di insoddisfazione, un giorno dopo l’altro.

Poi, inaspettatamente, mi sono innamorata perdutamente (sì, anche di un uomo!), è arrivato il tango nella mia vita, ed ecco che quelle scintille spente di gioia di vivere e del piacere di esistere che, sempre, hanno colorato la mia anima, hanno ripreso a vibrare.

Gli anni sono passati e questo Amore è cresciuto, si è modificato, ha vinto sulle sue tempeste, ha subito e sopportato litigi ma è divenuto forte, radicato, adulto dentro di me.

Sono cresciuta pure io con questo Amore, imparando a scorgere la donna che avevo dentro, l’ho finalmente fatta nascere e l’ho portata nel mondo. Un cerchio che ha assunto la sua forma perfetta, di vibrazione intima e animistica, vera, assolutamente pura, senza sbavature, dentro di me.

E questo amatissimo tango mi ha messo vicino una persona speciale, una donna, con la quale ho aperto un nuovo orizzonte, creativo e colorato, della mia vita.

Sono onorata e felice, e, finalmente, ho trovato quello che cercavo, quello che non avevo nemmeno mai osato immaginare, la mia realizzazione attraverso le mani altrui, la creatività altrui che, però, filtra anche attraverso di me, in modo diverso e consono a quella che sono.

Ho voglia di dire all’Universo che lo ringrazio di avere aspettato tanto a propormi questa possibilità, perché lo ha fatto nel momento in cui ero pronta, matura e consapevole.

E, all’improvviso la vita, che, di fatto è la stessa di prima, si anima improvvisamente perché, la luce che hai dentro illumina tutto.

Sorrido felice… Sticazzi che grande conquista!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

 

 

#Goodvibrations

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L’uggia di questo ottobre travestito da estate rende difficile concedersi un sorriso per salutare il nuovo giorno.

E’ tutto così grigio che pare sporco, deteriorato e da buttare.

Eppure… c’è chi sa guardare oltre e trova una scintilla anche lì fuori, dentro il quadro che la finestra contorna, un piccolo stimolo per  aguzzare la vista e andare a cercare con gli occhi e con il cuore ciò che si nasconde e non si svela, facilmente, alla luce del giorno.

Se ne sarò capace, anche questa, diverrà una bella giornata…

… Lieve …

Pimpra

 

 

DI TANTO IN TANGO. INCONTRI CHE TI CAMBIANO LA PROSPETTIVA. E, FINALMENTE, IMPARI.

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La notizia ti giunge all’orecchio per caso, una sera mentre stati rientrando a casa dal lavoro e incontri una coppia di amici sul tuo percorso che ti fanno la domanda “Ma tu ci vai?”, “Vado dove?” , “Allo stage di tecnica femminile con 4 prodigiose ballerine che insegnano tutte insieme!”.

Confesso, in tanti anni di studio, non l’avevo mai sentita, 4 insegnanti tutte in una lezione sola. Mi incuriosisco e mi iscrivo, anche perché, dove c’è lezione di tecnica femminile, una ballerina come si deve, ha il dovere morale di partecipare. Punto.

Tre lezioni, letteralmente rubate al tempo, agli impegni, ai doveri. Quattro ore e mezza tutte per me, da godermi in assoluta intimità. Mie e basta.

UNA FOLGORAZIONE!

Senza entrare nel merito della bravura delle insegnanti, del modo piacevole, empatico, divertente, saggio e delicato di insegnare, la folgorazione più assoluta l’ho avuta, semplicemente osservandole.

Guardavo le donne che erano, prima delle incredibili professioniste, tanguere spinte, modello Porsche.

Quattro fisicità assolutamente diverse, quattro corpi che uscivano dal rigore della “danzatrice” tutta ossa o poche curve, alcune con grandi curve, altre con forme più eteree e meno marcate ma, su tutte, emanava, usciva, si espandeva, emergeva rigogliosa una FEMMINILITA’ dirompente!!!!

Sono rimasta folgorata, di quanto una donna consapevole di sé, della sua sostanza (qualunque essa sia, e in qualunque modo si presenti al mondo), della sua unicità, con l’amore verso se stessa, possa essere capace di mettere in atto un vero miracolo di fascino!

Fossi stato un uomo mi sarei catapultato sull’onda di un corteggiamento perché, in giro (almeno in questa lontana parte del Bel Paese), di femminilità vera, di quella che tracima e sa di buono, ce n’è veramente rimasta poca!

Ed ecco che tra un pivot e un boleo, lavorando sul corpo, ho capito di quanto lo uso ma non sono capace (ancora) di valorizzarlo, di farlo parlare come lui (la mia Lei interiore, a dirla tutta!) vorrebbe e potrebbe parlare.

Una bella sensazione che ho provato e che mi ha molto colpita è che, al loro cospetto, dinnanzi alla categoria nella quale ho scelto di vivere questa vita, la donna, la mia donna ancora in “caduta” si emozionasse, come a dirmi “Ehi, ci sono anche io, anche tu hai tutto questo dentro di te!”.

Ho portato a casa, oltre agli insegnamenti tecnici assolutamente necessari, la voglia di mettermi in gioco per completare il cerchio della mia me donna che, con tanta fatica, sto cercando di fare uscire.

Allora, sapete che vi dico? IL TANGO LIBERA TUTTE!

E qui un bel “STICAZZI” ci sta!

Pimpra

PS Tango Deluxe, un progetto di Noelia Barsi, Josefina Bermudez Avila, Maria Ines Bogado e Roxana Suarez.

 

 

 

 

 

 

HO FINALMENTE CAPITO. (Post per sole donne)

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Ho passato grande parte della mia vita cercare di capire cosa mi piacesse veramente, quale fosse il mio senso qui, quale il segno che volevo lasciare del mio passaggio.

Anni trascorsi a pensare senza capire, a struggermi dentro per un qualcosa di cui sentivo l’esistenza, ma che non riuscivo a focalizzare.

Poi, quasi senza rendermene conto, poco alla volta, lo scenario si è fatto più chiaro.

Io, da misogina, da una che odiava le donne ché mi hanno fatto molto, molto soffrire, che mi hanno ferita, a volte usata, tradita… io, ho imparato ad avvicinarle, a conoscerle, poi ad apprezzarle ed infine ad amarle.

E mi è stato tutto chiaro, un giorno, quando un’amica in difficoltà stava per gettare la spugna, sopraffatta come era dai tristi pensieri sulla sua vita, affettiva e non, sul suo corpo, sul percorso che stava facendo qui.

Mi è venuto naturale darle una mano, spronandola come ho sempre fatto con le persone che amo e, miracolo!, sono stata un catalizzatore efficace di una meravigliosa reazione che, in autonomia, sta continuando ancora.

Le donne sono un “mistero buffo”, per citare il Dario nazionale, un enigma ancora insoluto, un universo infinito dentro un corpo e un tempo finito.

Il problema delle donne, specie di quelle moderne, è la società che costruisce dentro le loro teste e i loro cuori una serie di teatri fasulli che ne minano le basi.

Donne fantastiche che non riescono a trovare la via della felicità o, almeno, dell’armonia, perché rose all’interno dal dubbio: di “non” essere abbastanza, di poter fare di più e meglio, di vedersi sempre superare da altre donne migliori di loro.

Per non affrontare poi il tema del rapporto con il proprio corpo, con la sua unicità e bellezza che, il più delle volte, vengono calpestati e derisi da loro stesse, sempre criticati e mai amati.

E poi, non ultimo, il difficilissimo rapporto con il trascorrere del tempo, con i segni che lascia che vanno cancellati, dissimulati, celati, come se, “invecchiare” fosse il verbo peggiore della lingua italiana.

Non è facile per noi, Amiche care, stare al mondo, stare su questo mondo, perché troppi sono gli stimoli in negativo che servono a tirarci giù, nel baratro della disistima, nella depressione, nella sfiducia.

Allora sapete che vi dico (e qui un bel STICAZZI! ci sta tutto), REAGIAMO!!!!

La magica alchimia esistenziale di cui la donna è portatrice, esprime una potenza vitale incredibile. E’ per questo che il mondo ci teme, perché siamo forti, siamo tutto e il contrario di tutto, possiamo essere il cielo e l’inferno allo stesso istante, siamo il contenitore dell’energia della Grande Madre. Sta a voi cercarla dentro voi stesse.

Una volta chiaro tutto ciò, sarà ben difficile che chiunque, dotato di male intenzioni, ci metta sotto, facendoci del male.

Noi, però, dobbiamo creare un vortice d’amore verso noi stesse, verso le altre donne che aiuteremo a nostra volta. Faremo dilagare questa energia pulita e sublime che esalterà la nostra infinita essenza e ci donerà la perfetta armonia.

Ho trovato il mio scopo: è parlare con voi, farvi vedere e percepire TUTTO ciò che siete, aiutandovi a tirarlo fuori. Che sia suggerendovi un vestito con cui far pace con il vostro corpo o una scarpa per scatenare la vostra giaguara…

Potere pulito alle donne, e così sia!

VI AMO GIRLS!

Pimpra

Della serie #ilpippolottodellunedì

IMAGE CREDIT DA QUI

FAMOLO STRANO

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Leggevo un bel testo di Zygmunt Bauman a proposito di amore liquido .

Uno dei concetti chiave che ho particolarmente apprezzato è questo:

“La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia”.

Osservo il mondo che mi circonda, specie quello rappresentato dai miei coetanei, persone più che adulte, con un background esistenziale pregno, carichi di esperienze, di successi e di cadute, di vita vissuta.

Molto spesso alla boa dei 50 anni (ma anche prima e dopo ovviamente), ci si ritrova punto e a capo. Quelle che erano relazioni importanti, durature o, almeno, sulle quali si era investito molto, concludono il loro ciclo e, più o meno improvvisamente, ci si ritrova con il cerino (spento) in mano.

Sono brutti momenti, specie se, nel corso della vita, questi adulti, sono rimasti sempre nel “bisogno” dell’altro e ben poco hanno lavorato sul loro sé, per diventare autonomi cittadini del mondo.

Chiaro che la tegola che arriva al crescere dell’età anagrafica fa più male, perché, man mano che si invecchia, è difficile restare elastici, preparati e pronti ai cambiamenti e, soprattutto accettarli con interesse, almeno.

Vedo cose. Donne, è il mio pubblico d’osservazione preferito perché mi ci metto pure io, che, trovandosi a fiutare l’aria di questo globo popolato, non sanno, il più delle volte, distinguere tra “relazione” e “conoscenza”, tra “intimità” e “progettualità”, tra “l’amico di mutanda” e il compagno con il quale immaginare una relazione.

Sembra una cosa da nulla, ma, in realtà rende molto complicata la gestione della relazione, a qualunque livello si trovi.

Da vecchia giaguara mi piace pensare che mantenersi “elastici” e aperti alle infinite possibilità di relazione, ci renda liberi e felici. Non vorrei mai essere un’ancora legata al piede del povero malcapitato che mi si avvicina, dapprima annusandomi, così, per capire se gli piace il mio odore, se potremmo divertirci insieme, se mai – chi lo sa – in un futuro ci piacerebbe condividere tempo, spazio, idee e progetti.

Mi sento in pace perché, dopo anni di lavoro su di me, e grazie agli uomini che ho incontrato, amato, lasciato, ho appreso la lezione più importante: io non ho bisogno. Di loro, della relazione, di un supporto, di una stampella.

Sto in piedi da sola, e ci sto bene. A volte cado, mi faccio pure male, ma mi rialzo.

Mi piace avere un compagno, perché la vita si colora di nuove sfumature, anche se – diciamocelo – non sempre piacevoli. Eppure, nella gioia (si spera!) che questi mi regala con il suo essere al mio fianco, non è un’essenza imprescindibile senza la quale non so respirare.

Quindi, tornando al punto, per stare bene insieme, lavoriamo sulle NOSTRE ansie, sui nostri “buchi esistenziali” perché, ricordiamoci, la responsabilità fa capo a noi.

E poi, finalmente, famolo strano!

STICAZZI.

ps ma che mi è preso oggi? Pippolotto più che mai… 😀

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

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In questa foto c’è tutto.

Il nostro andare nella vita.

La pioggia che copre, momentaneamente, la linea dell’orizzonte.

Il sole che ci aspetta oltre la tempesta.

 

Stamani il calendario filosofico  propone una frase riportata da Terzani:

“Finirai per trovarla  la via… se prima hai il coraggio di perderti”.

Sembra che tutto faccia quadratura del cerchio. Adesso, con determinazione e una buona dose di incoscienza, proviamo a liberarci delle certezze. Io per prima.

Vediamo cosa succede…

Pimpr(osophy) 😉

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