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FAMOLO STRANO

arresto-manette

Leggevo un bel testo di Zygmunt Bauman a proposito di amore liquido .

Uno dei concetti chiave che ho particolarmente apprezzato è questo:

“La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia”.

Osservo il mondo che mi circonda, specie quello rappresentato dai miei coetanei, persone più che adulte, con un background esistenziale pregno, carichi di esperienze, di successi e di cadute, di vita vissuta.

Molto spesso alla boa dei 50 anni (ma anche prima e dopo ovviamente), ci si ritrova punto e a capo. Quelle che erano relazioni importanti, durature o, almeno, sulle quali si era investito molto, concludono il loro ciclo e, più o meno improvvisamente, ci si ritrova con il cerino (spento) in mano.

Sono brutti momenti, specie se, nel corso della vita, questi adulti, sono rimasti sempre nel “bisogno” dell’altro e ben poco hanno lavorato sul loro sé, per diventare autonomi cittadini del mondo.

Chiaro che la tegola che arriva al crescere dell’età anagrafica fa più male, perché, man mano che si invecchia, è difficile restare elastici, preparati e pronti ai cambiamenti e, soprattutto accettarli con interesse, almeno.

Vedo cose. Donne, è il mio pubblico d’osservazione preferito perché mi ci metto pure io, che, trovandosi a fiutare l’aria di questo globo popolato, non sanno, il più delle volte, distinguere tra “relazione” e “conoscenza”, tra “intimità” e “progettualità”, tra “l’amico di mutanda” e il compagno con il quale immaginare una relazione.

Sembra una cosa da nulla, ma, in realtà rende molto complicata la gestione della relazione, a qualunque livello si trovi.

Da vecchia giaguara mi piace pensare che mantenersi “elastici” e aperti alle infinite possibilità di relazione, ci renda liberi e felici. Non vorrei mai essere un’ancora legata al piede del povero malcapitato che mi si avvicina, dapprima annusandomi, così, per capire se gli piace il mio odore, se potremmo divertirci insieme, se mai – chi lo sa – in un futuro ci piacerebbe condividere tempo, spazio, idee e progetti.

Mi sento in pace perché, dopo anni di lavoro su di me, e grazie agli uomini che ho incontrato, amato, lasciato, ho appreso la lezione più importante: io non ho bisogno. Di loro, della relazione, di un supporto, di una stampella.

Sto in piedi da sola, e ci sto bene. A volte cado, mi faccio pure male, ma mi rialzo.

Mi piace avere un compagno, perché la vita si colora di nuove sfumature, anche se – diciamocelo – non sempre piacevoli. Eppure, nella gioia (si spera!) che questi mi regala con il suo essere al mio fianco, non è un’essenza imprescindibile senza la quale non so respirare.

Quindi, tornando al punto, per stare bene insieme, lavoriamo sulle NOSTRE ansie, sui nostri “buchi esistenziali” perché, ricordiamoci, la responsabilità fa capo a noi.

E poi, finalmente, famolo strano!

STICAZZI.

ps ma che mi è preso oggi? Pippolotto più che mai… 😀

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

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18 commenti

  1. Non ho ben compreso se le manette della foto vogliano simboleggiare un gioco erotico, oppure il peso di un rapporto 😉

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  2. evvai che la Pimpra s’è lanciata … 😉

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  3. Von Calypso

     /  6 ottobre 2016

    che ansia le mie coetanee ma anche i miei coetanei (una dozzina di anni in meno di te) che hanno sempre bisogno di qualcuno a fianco altrimenti non si sentono a posto e lo dicono anche apertamente al malcapitato e la malcapitata di turno:

    “Basta che ci sia qualcuno, chiunque! ma la solitudine assolutamente no!”

    Sono propro loro a cui invece farebbe molto ma molto bene un corso di “amore della solitudine”. Perchè imparare ad amare se stessi è un passaggio fondamentale per amare il prossimo e soprattutto essere amati…fidarsi di se stessi per sapersi fidare o meno del prossimo… etc etc…tutto passa attraverso a ciò che innanzi tutto sappiamo dare a noi stessi. compreso il rispetto.anzi soprattutto questo, prima ancora che amore e tutto il resto…

    Chi non sa stare da solo però ha anche un’altro brutto difetto: non sa assumersi le proprie responsabilità: è sempre colpa di qualcun’altro… Dio, il governo, i gomplottisti e via dicendo…e in questo circolo vizioso però è difficile uscirne perchè se non è mai responsabilità tua non sei tenuto a non fare niente per cambiare e di fatto dipendi totalmente dal prossimo.

    Ed è qui che mi viene l’ansia che sfiora la crisi di panico…a pensare a come vivono queste persone…totalmente dipendenti dal prossimo: nella mente, nel cuore e nel corpo.

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