
Ho la fortuna di essere nata in un giorno che tutto il mondo festeggia, San Valentino, e tutti ricordano.
E’ un privilegio perchè il genetliaco si colora di sfumature più tenere, soffuse, come se una patina di dolcezza calasse sulle persone, o, comunque, è l’effetto che la ricorrenza suscita in molti. E mi pare positivo.
Uno dei regali più belli che ho ricevuto è stata la serata di domenica, trascorsa al Contatto di Spinea, una storica milonga del Nord Est.
L’ambiente, caldo ed accogliente, musica adatta alla domenica sera, pubblico ristretto. Il mio compagno ed io.
Non c’è monade più perfetta di due persone che sanno comunicare mentre danzano. Le note sono il pretesto per cercare, ognuno dentro di sè, quelle parole silenziose che solo il corpo, nel suo gesto, sa esprimere.
E’ un dialogo silenzioso, fatto di tocchi a volte lievi a volte più intensi. Un fluido magico che emana vibrante nell’aria, nella dimensione fisica ritagliata dai movimenti.
Non si può mentire, quando si balla il tango, la verità è tutta lì, cristallina, semplice e vera. Se l’alchimia funziona scatena un caleidoscopio colorato di emozioni, altrimenti resta uno specchio velato.
Ritrovarsi nel tango, dentro la più profonda e intimistica radice della nostra essenza. Toccare l’anima che danza, libera e fluida.
E’ ricongiungersi a sè. E scoprire e riscoprire l’altro, donandosi, ricevendo, legando e slegando movimenti.
Per me, quando tutto questo accade, è poesia. E dono, il più bello che possa desiderare.
Pimpra
IMAGE CREDIT: Massimo Sangoi











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