Annunci
Annunci

DI TANTO IN TANGO. PARLIAMONE: LA TANGO-STALKER

Stalking8

Si fa presto a dire che tutte le colpe siano maschili, non è così. Da qualche tempo a questa parte, si è affacciata nel variopinto universo del tango argentino, una nuova figura: la tango-stalker.

A far da specchio ai disturbatori maschili, quei ballerini che, nonostante i no diffusi, si ostinano a paventarsi davanti al tuo sguardo sfuggente, mostrandoti una bella manina a cucchiaio chiedendoti, con tono squillante “vuoi ballare?”, si è aggiunta una Lei ben più agguerrita e imprevedibile.

Cosa rende stalker una donna e perché lo diventa.

Le motivazioni sono le più svariate, ne ipotizzo alcune:

  • la signora/ina che è stanca di attendere un cavaliere per farsi una tanda, magari una tanda decente perché “quelli” ballano solo con “quelle” e non se la filano per nulla. Certo, se la di lei è giovane, magari pure carina, potrà decidere di stalkerare un po’ ma lo farà solo con quelli super bravi, i pochi che, scevri da giudizi estetici e dal consiglio dell’ormone, ancora non l’hanno invitata, semplicemente perché troppo inesperta. Debbo dire che questo secondo caso è meno diffuso, dal momento che, se sei giovane e figa, l’invito ti arriva. A prescindere.
  • Donne di tutte le età, abituate a gestire, controllare, dirigere che, messe nel contesto tanguero, dove vige la regola antica che prevede che a fare la mossa sia l’uomo, non ce la fanno a “sottomettere” (così credono) la loro  volontà e quindi “indossano i pantaloni”, invitando senza remore. Qui due paroline vanno spese: a tutte vorrei ricordare la regola aurea che “di donna fa donna”: siamo sempre noi a scegliere, dove/come/con chi/quando, dobbiamo unicamente celare questa dinamica, permettendo al maschio di illudersi che la scelta l’abbia fatta lui. In caso contrario, lo priveremmo di quella energia maschia di cui deve essere portatore sano.  E’ un gioco, non dimentichiamolo mai.
  • Una categoria di stalker molto border line (le più furbe, forse) sono quelle che, con la scusa che siamo amici, vengono a chiedere la tanda. Se rifiutate sono capaci di fare rimostranze pubbliche, oppure se la legano al dito, provocando sul malcapitato, un forte senso di colpa (almeno per le prime volte).

Ci sarebbe sicuramente molto altro da aggiungere, ma mi fermo qui.

Vorrei dire a tutte le amiche che si ritrovano in questo profilo che si può uscirne!

Se andate poco a ballare, probabilmente verrete invitate poco perchè non vi conosceranno e gli uomini non amano particolarmente rischiare la loro reputazione di buon tanguero, se non hanno mai avuto il piacere di vedervi ballare e poi di invitarvi.

Quindi, una prima soluzione potrebbe essere quella di presentarsi con un ballerino più bravo di voi, che vi faccia fare un bell’inizio milonga e che si dimostri molto soddisfatto di voi, gli altri, a quel punto, saranno incuriositi e gli inviti arriveranno.

Mettete da parte il muso, cercate di mantenere sempre un volto rilassato, aperto e sorridente. Se nemmeno questo serve, raccogliete le vostre cose e andate via. Niente di più fastidioso di vedere una donna adombrata, non vi fa buona pubblicità.

Per il resto, Amiche care, datevi tempo. Nessuna buona impresa nasce dal nulla, va pianificata, preparata, studiata nei minimi dettagli. Resto sempre dell’idea che, di base, per essere una brava ballerina di tango è necessario:

  • STUDIARE, possibilmente anche con lezioni private, con insegnanti validi
  • BALLARE che significa, praticare gli insegnamenti che si ricevono. Per farlo bisogna essere costanti, anche nel frequentare i luoghi dove sapete si possono trovare bravi ballerini
  • Avere il coraggio e l’apertura di ballare mettendoci l’anima e il cuore, altrimenti il vostro tango sarà sterile e freddo.
  • GODERVELA al massimo. Perché godrete della musica, degli abbracci che riceverete, di voi stesse e della meravigliosa donna che siete.

Pertanto, vi prego, non stalkerate nessuno, non ce n’è davvero bisogno.

Pimpra Vostra, che vi vuole tanto bene ❤

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

Annunci

DI TANTO IN TANGO: TANGO E GIUNGLA. LE MIE STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA

174238329-65ee2ed6-d00a-4b12-970d-13308e6b50e4.jpg

Rimango sempre molto stupita quando, di fronte a uno dei miei post sul tango, per ragioni che mi sfuggono, si scatenano lunghissimi ed articolati dibattiti.

La cosa in sè mi diverte un mondo, ma, al contempo, mi inquieta percepire come, quanto scrivo, venga interpretato in modi lontanissimi dal mio reale intendimento.

Potere della comunicazione.

Ciò detto, avendo utilizzato lemmi che tanto hanno fatto discutere, “guerra”, “mirada assassina”, “fuoco sacro”, solo per fare alcuni esempi, svelerò le mie personalissime tecniche di sopravvivenza per far sì che, una serata di tango, mi rechi piacere e non danno.

Sono profondamente convinta che il desiderio è la leva motivazionale principale per ogni danzatore di balli di coppia.

VOGLIO BALLARE. E lo voglio fare bene, lo voglio fare di qualità, voglio portarmi a casa belle sensazioni, nuove emozioni. Voglio COLORE nella danza.

Se sono animato da questo desiderio, che amo definire “sacro fuoco”, ho qualche possibilità in più che la milonga, che sia quella sotto casa o una delle serate di maratona o di un encuentro milonguero, possa arrecarmi piacere, darmi soddisfazione.

Milonga, in questo, senso è GUERRA.

Lo so che la parola non piace, ma è di sicuro la più efficace ad esprimere il concetto di “mors tua, vita mea” che, tradotto in pratica, significa che si “conquista” la tanda solo il ballerino/a VERAMENTE motivato, ovvero, colui o colei mosso da maggior DESIDERIO (ve lo ricordate Quello che diceva “restate folli, restate affamati”? Ecco, così!).

Ne scaturisce che, per essere proattivi (che vi piacerà sicuramente di più della parola “competitivi” che non ritenete abbastanza “politically correct“), bisogna muovere il culo. Cioè, per sperare di muoverlo poi danzando (ahahahah!), bisogna darsi da fare.

Nell’etica che contraddistingue il vero tanguero, questa azione si esplicita semplicemente, mettendo in atto il codice assoluto, la verità prima, unica e indiscutibile: l’utilizzo della MIRADA.

OSSERVO. PUNTO LO SGUARDO. MANTENGO IL CONTATTO VISIVO SE QUESTO E’ RICAMBIATO. VADO A PRENDERMI LA BALLERINA, ASPETTO SEDUTA IL BALLERINO MANTENENDO LO SGUARDO.

Nel frattempo, sorrido, perchè sono felice della possibilità di questa tanda.

In fondo, sopravvivere alla giungla di una milonga, non è così difficile.

Certo, bisogna “starci” di testa, di cuore, di corpo.

Non sempre le serate vanno bene, magari risultiamo invisibili, magari, semplicemente balliamo male, o la musica non ci va. Ma questa è la vita e bisogna saper accettare anche le sconfitte.

Le mie personalissime strategie di sopravvivenza sono cresciute con me, con la ballerina che sono diventata.

Regola n. 1

Andare in milonga SOLO se si è veramente motivati. Cioè, la fiamma del “fuoco sacro”, è bella sbrillucciante. In caso contrario, fare altro.

Siamo animali sociali e, per prima cosa, gli uni degli altri percepiamo l’energia che emaniamo, che si traduce in gesti, in sguardi, in movimenti. Se questa energia non è fluida, vibrante, gli animali della sala lo percepiscono e rivolgeranno l’attenzione verso altre fonti luminose. C’è poco da rimanerci male, è sempre colpa nostra.

 Regola n. 2

Avere sempre ben alta la propria autostima.

Non si può piacere a tutti. Quindi, mettersela via se quello/a ballerino/a non ci si filano di pezza perchè, semplicemente, ciò che siamo, non entra nelle loro corde.

Pazienza. Siamo una popolazione di tangueri ENORME, troveremo senza dubbio anche il nostro estimatore/trice.

La cosa FONDAMENTALE è NON FARSI PRENDERE DALLO SCONFORTO e mettere in dubbio chi siamo. Insomma buttarci da soli la zappa sui piedi. Se la serata non gira, per X ragioni, si levano le tende, SEMPRE CON IL SORRISO perchè quella sarà l’ultima immagine che gli animali della giungla tanguera avranno di noi, e noi non siamo tristi, umorali, negativi e pesanti… siamo LUCE. SEMPRE.

Regola n. 3

Avere cura di sè.

La prima immagine che gli altri hanno di noi è ciò che vedono di noi. Sicchè, la sciatteria è una pessima scelta.

Ad ognuno libertà di esprimere se stesso, tenendo conto che anche il fattore visivo avrà il suo peso nella dinamica dell’invito.

Se uso abiti che mi “nascondono” (colori molto scuri, ad esempio), non mi dovrò lamentare se gli animali in sala non si accorgeranno di me. Semplicemente, non voglio che mi vedano. E datevi da soli la risposta.

Da ballerina, il ricordo che il danzatore con cui ho ballato mi lascia passa anche attraverso questi elementi: l’affinità che è scaturita nella tanda (ovviamente!), la cura del suo abbigliamento (l’uomo che si porta i cambi per ovviare al sudore, si profuma delicatamente…).

Magari per loro è lo stesso, e mi adeguo anche io. Si tratta di aver rispetto dell’altro e di riservargli cura.

Al momento, di strategie non me ne vengono in mente altre.

Quando cado nella trappola mentale della “serata di merda”, mi vengono sempre in mente le parole di una cara amica che, tanto tempo fa, mi disse: “Cara Pimpra, non devi abbatterti se il tal ballerino per cui sbavi, non ti vede nemmeno. Tu insisti e sii paziente. Se lavorerai bene, arriverà il giorno in cui verrà a prenderti.”

Ed aveva ragione, quando ciò accade, è sempre una gran festa (interiore) ed è un’altra “bandierina” piazzata in cima all’Everest tanguero!

E adesso divertiamoci!

BUON TANGO A TUTTI!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

 

 

 

 

DI TANTO IN TANGO. IL PORNO_TANGO. E IO NON LO SAPEVO

6a010535d08aa5970c0134849c4f86970c-500wi

Si definisce “Porno_tango” quella pratica onanistica, ammantata di tango argentino, con la quale singoli e coppie, si compiacciono di manifestare la parte più estrema e pericolosa del loro narcisismo incontenibile.

Evoluzioni, movimenti, passi e contropassi prodotti all’interno di uno spazio che, dimenticano, non è di loro esclusiva proprietà, con lo scopo finale di mettersi in mostra, nel tentativo – vano- di affermare la loro presenza.

La musica, che dovrebbe essere la magia sulla quale la coppia si muove, per costoro, ovviamente, è un elemento relativamente indifferente, poichè, si tratti di tango vals o milonga, ballano tutto allo stesso modo, con la stessa frenesia.

Ed è proprio la FRENESIA l’elemento che danneggia la ronda poichè costoro, non ascoltano, non si connettono con l’onda generata dagli altri corpi che danzano, ma vanno per conto loro, spintonando, colpendo, fregandosense bellamente se, qualcheduno, ha il piacere della fermata, dell’attesa, della connessione e dell’ascolto o solo perchè il flusso della pista è “bloccato”.

Ballare non significa  correre i cento metri piani, non significa arrivare primi, non significa cercare di dimostrare al mondo quanti si è bravi, quanti passi e combinazioni si possono produrre.

Sono letteralmente basita, sconcertata, inorridita e indignata dal livello di arroganza e di supponenza dei neofiti i quali, invece di rubare con gli occhi osservando i più bravi (quelli che hanno chilometri di ballo nelle gambe!), li sfidano a farsi più in là.

Inconcepibile l’ignoranza dilagante delle “buone maniere” in pista rivolte alla propria partner e alle altre coppie con cui lo spazio viene condiviso.

Vogliamo parlare del”fuori pista”, del momento dell’invito???? Quando il porno_tanguero in frenesia da esibizione non si preoccupa di osservare se la prescelta lo sta mirando, se risponde visivamente al suo segnale d’invito, se non ha proprio voglia di ballare…Loro se ne fregano, ti si parano davanti ed allungano la mano per invitarti… mi spiace, ma è quasi certo ottenere un rifiuto, perchè non è così che si fa!

E, di questo, bisogna fare atto di accusa ai maestri che non dedicano il tempo necessario per insegnare le basi del comportamento in pista, producendo Kamikaze invece che ballerini sensibili, rispettosi ed educati.

E così si rischia di perdere per sempre la poesia dell’abbraccio, la soavità di lasciarsi andare dentro brani musicali capaci di evocare un universo di sensazioni.

Il tango non è una performance da porno_attore/rice. Il tango sta su un piano dove sensibilità, connessione, ascolto, rispetto regalano i migliori accordi.

 

Pimpra (molto incazzata questo dì)

 

Già scrissi che ci vorrebbe una PATENTE DEL MILONGUERO 😉

IMAGE CREDIT DA QUI

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: