UN SOGNO AUTUNNALE

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Quanto è bello addormentarsi tra le braccia di Morfeo, accoccolata dentro la copertina morbida, davanti alla tv che ti fa solo compagnia che, tanto, le immagini non le vedi neppure e tantomeno ascolti ciò che accade.

Movimenti felpati del gatto che si acciambella nel suo fouton modello mignon, anche lei sistemata tra le pieghe dei suoi cuscini ben infarciti di morbida copertina.

E dormiamo beate, noi due, insieme, cullate nei nostri sogni…

Stanotte ho volato, lassù, alta nel cielo, portata dal vento. Mi trovavo su una sorta di tavola da surf, con una corda che tratteneva un pallone che mi portava in alto.

All’inizio la sensazione di librarsi nell’aria era meravigliosa, la terra si allontanava di sotto ed io mi sentivo più leggera e volavo magicamente.

Poi però, nulla poteva la mia volontà, quando, accortami che stavo letteralmente prendendo il volo e che nessuno poteva venire a tirarmi giù, mi sono spaventata.

Volare è come perdersi nell’infinito e, per noi umani, l’infinito è un concetto troppo grande da trattenere e ci spaventa un po’…

L’adrenalina ha fatto il resto, mi sono messa a remare e, questa mia attività, ha fatto sì che potessi scendere e volare direzionato, controllando l’altezza e il senso del mio librarmi.

Allora è stato bellissimo anche se, a ben guardare, nessuno condivideva con me la meravigliosa esperienza…

E’ autunno, in tutti i sensi. Facciamo le foglie e non se ne parli più…

Buon volo a chi ne è capace…

Pimpra

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NUOVE PRIMAVERE

Nuove primavere

La pacchia è finita, perchè le ferie per il 2015 hanno esaurito il bonus. Si torna a casa, sapendo che non ci saranno ulteriori vie di fuga. Tutti in gabbietta, come piccoli soldatini ubbidienti.

Traggo un bilancio molto positivo. Ho goduto immensamente di un viaggio in terra gallica, di deliziose maratone tanguere in giro per l’Italia, ho trovato il tempo di farmi venire la gastrite e di farmela passare, mi sono divertita, rilassata, ho ballato, ho vissuto una tranche di vita nuova.

Adesso sono di nuovo qui. Non particolarmente volonterosa, nè pronta. Ma facilmente adattabile, come sempre.

La codina delle ferie estive mi ha regalato un fine settimana di quelli come piacciono a me: tanto tango, tanti amici, tante risate. Stavolta, però, ho avuto un dono specialissimo.

Ho incontrato uno straordinario essere umano, con il quale, una notte di milonga, ho potuto chiacchierare a lungo. Una conversazione sulla vita, sulla malattia, sull’accettazione, sulla consapevolezza, sul piacere e la voglia di non fermarsi, di andare avanti, sulla voglia di sognare ancora, di progettare, di desiderare, di amare.

Ho incontrato un uomo pregno di vita, come poche volte ho avuto il piacere di conoscere. Sono stata illuminata dalla sua brillante intelligenza condita di leggera ironia, fatta di un pensiero su di sè e sulla malattia che attualmente lo accompagna, dai toni limpidi e sereni, come mai mi è capitato di sentire.

L’ho ringraziato per l’insegnamento che, involontariamente, mi ha trasmesso.

La vedete la foto della piantina di peperoncini che, una cara amica, mi ha portato all’inizio dell’estate? era verde e piena di frutti, che ho colto e seccato. Poi, l’ho affidata a mia madre durante la vacanza francese e, al mio ritorno, ho trovato un bastoncino secco.

Ho continuato a bagnarla e a parlarle come prima, quando era verde e in salute.

Oggi, al ritorno dal mio lungo fine settimana, ero quasi sicura che l’arsura l’avesse portata via, invece, riconoscente, mi ha fatto una bella sorpresa: nuovi fiori, come fosse nuovamente primavera.

Piena di stupore e di tenera riconoscenza, auguro anche a voi una nuova primavera che per l’autunno c’è ancora tempo…

Pimpra

IN DIRETTA DAL MONDO PANDA

monda panda

Ci sono periodi in cui non ne infilo una giusta.

Attacchi di sbadataggine acuta che dovrei curare con farmaci potenti. Distrazione, disattenzione, superficialità, dimenticanze, tutte insieme appassionatamente, incuranti della mia salute mentale.

L’ultimo stamattina.

Devo presentare i documenti dello scooter che, ad un recente controllo della polizia municipale, non avevo con me. Pagata l’ammenda- figurati se non me l’affibbiavano!- mi reco dai carabinieri. Apro la borsa e voilà, i documenti sono  rimasti a casa.

Imprecazione tra i denti.

Mi scuso con il carabiniere che, comprendendo (visti i biondi capelli) mi attende poco dopo.

Vado a casa, recupero il necessario, mi ripresento dai carabinieri. Tutto sembra andare nel migliore dei modi quando l’appuntato mi chiede il certificato di assicurazione, “Ma glielo ho dato è quello quadrato e poi c’è la carta verde”.

Chi mi parla è una gentile signora con accento del sud “Vede, a noi serve la parte bianca del documento che attesta che lei è assicurata, il tagliando quadrato può essere contraffato, così come la carta verde. Le suggerisco di andare a prendere la parte mancante, rischia 400 euro di ammenda”.

Grandissima imprecazione tra i denti.

“Grazie di avermelo detto, non sapevo che la parte che ho sempre staccato e messo tra le carte da presentare nel 730 è quella che a voi interessa” [ndr: dove di legge il contributo pagato per il ssn e per cui scaricabile dalle tasse, da quest’anno, mi sembra non si possa più].

MORALE: per una cazzata del genere, domanttina dovrò perdere altro tempo che non ho e ripresentarmi in caserma.

Mentre, in ritardo, mi recavo mogia in gabbietta, pensavo tra me e me che bisognerebbe inventare un “Corso di sopravvivenza per la gestione della parte burocratica della nostra vita”, insomma, chi mi ha mai detto che ho sempre girato senza il documento corretto dell’assicurazione? Nessuno! E come si fa a saperlo? Boh!!!

Questo mio vagare con l’aquilone, a volte, ha dei risvolti estremamente piacevoli, permette di assaporare degli aspetti della vita, della realtà che, altrimenti, sfuggirebbero… ma, quando gli aquiloni sono troppi e volano in cielo tutti quanti insieme … il minimo che accade è che si incrocino i fili e… il disastro è compiuto…

Per fortuna accade di rado…[STICAZZI!]

Pimpra

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LA DOLCEZZA DELL’ALBA

aube

Ci sono passioni che ti spingono oltre il limite. Ti portano a dimenticare che hai un corpo che duole, che sei stanco, che hai sete, fame, sonno.

La passione brucia, riscalda, dilaga.

Alla passione non si può resistere e non avrebbe senso farlo.

Arriva l’alba. L’aspetti, ma non ti accorgi che è già lì, trascinata come sei dentro un’onda di musica e di abbracci.

La notte cupa si trasforma in un nuovo giorno mentre volteggi, abbracci e ascolti. Noti i colori, percepisci meglio i volti dei tuoi compagni di viaggio, le facce sorridenti e un po’ stanche.

E’ l’alba della maratona (di tango, ovviamente), anche se in versione mignon, “solo” 12 ore. Niente mi è più dolce e mi procura tanto piacere quanto aspettarla abbracciando colui che mi è più caro, galleggiando dolcemente nelle melodie preferite.

E’ giorno.

Sono terribilmente addormentata ma non posso coricarmi. Sarà dura restare sveglia ma, potendo, lo rifarei ancora…

Pimpra

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LEZIONI DI VITA: LE DONNE DI ROMAGNA

images175State tranquilli, nessun pippolotto al giovedì mattina, solo una piacevole riflessione.

Chi è passato per di qua, già sa che ho trascorso un delizioso fine settimana tangheggiante, in quel di Romagna. E fin qui…

La leziuncella bella che mi sono portata a casa, mi arriva dritta dalle donne romagnole con cui ho avuto il piacere di conversare.

Premetto che, l’universo femminile “evoluto”, e con questo intendo riferirmi a tutte le donne “risolte”, in pace con se stesse, serene, capaci di costruire veri rapporti di grande scambio e intimità con le altre donne, non si connota di “nazionalità” o provenienze geografiche particolari, c’è da dire però, che, in alcune parti del Bel Pese, di donne così, se ne trovano di più.

Chi scrive, spera di essere una serena ed “evoluta” donna del profondo Nord Est, con tutto il bello e il brutto che anche la provenienza geografica porta al carattere che, delle donne romagnole in particolare, ama profondamente l’ardore, la passione, il coraggio, il sorriso, la voglia di esprimere se stesse, il piacere del loro corpo.

Mi sembrano particolarmente coraggiose, spavalde, quasi, e penso a quelle che fanno i figli da giovanissime (il classico “incidente di percorso”) ma che decidono di tenerli e poi di farne degli altri, nel corso degli anni. E cambiano partner, e non perdono il sorriso nè la voglia di vivere che, sempre, le accompagna.

Penso a quelle che si godono la libertà sessuale, senza il bisogno di nasconderla, per paura del giudizio degli altri, donne che si mostrano e sono in pace con sè stesse e con il loro corpo.

Loro diffondono intorno a sè un calore, un’ospitalità, un’apertura verso l’altro che sono elementi così preziosi in queste vite moderne tutte improntate alla corsa verso un nulla che ci divora.

Queste donne sono in contatto con la Grande Madre, quell’essenza ancestrale che, solo una donna conosce e percepisce ma da cui, troppe volte, si discosta. E iniziano i veri casini.

Perciò, una volta in più, le voglio ringraziare, tutte, per quello che mi hanno regalato della loro vita, per lo stimolo che mi hanno dato a cercare i miei colori, a non farmi prendere dalla pigrizia di essere quella che, probabilmente, non sono.

E, con questo forte sentire, che ve lodico a fare, mi  è pure venuta voglia di cucinare manicaretti!

😀

EVVIVA LE DONNE!!!!

(tutte le donne!) 😉

Pimpra

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MARATHON CONVENTELLO HOUSE: LA WOODSTOCK DEL TANGO ROMAGNOLO

HORSES

Sapevo già cosa avrei trovato, mentre, sotto alla canicola, armavo il camper per la trasferta nella ridente terra di Romagna.

La maratona bucolica più bella che ci sia, in mezzo ai campi, tra le balle di fieno utilizzate nei modi più creativi, a casa di una famiglia specialissima che i “Bradford” dell’epoca, gli fanno un baffo…

Il mio sogno di inizio estate e quello di coloro che, insieme a me, hanno condiviso l’esperienza.

Parlare di tango è riduttivo, anche se sempre presente, a tutte le ore del giorno e della notte: sudatissimo, abbracciato, fuso nei corpi dei convenuti, o, meglio, dei “Conventelli”.

Oramai siamo una famiglia.

Quando riesci a scambiarti senza pudore alcuno, litri e litri di sudore, puoi ben dire che sei in intimità con l’altro.

Così come quando una ciabattona infradito amoreggia con un tacco a spillo… tutto è lecito, nulla  fuori posto, nemmeno il bermuda con il fantasmino… [beh… forse… quello 😉 ] e la gonnellina di pareo svolazzante.

Non ci siamo fatti mancare nulla, compresa una spassosissima lezione di burlesque, improvvisata da allieve e allievi che, coraggiosi, si sono messi alla prova davanti a tutti.

E le risate… quanto abbiamo riso…

C’era tutto ciò che si può desiderare per stare bene, in compagnia di tanti come te, che hanno una passione in comune e una strepitosa voglia di vivere.

Un ritrovo alla Woodstock in versione romagnola, quindi ancora più caloroso, affettuoso e dirompente.

Mi porto a casa un cuore gonfio di allegria, di tandas che ti restano nella memoria, di magliette strabagnate, di terra, di fieno (ovunque!), di amici vecchi e nuovi in un accordo musicale che ha armonizzato tutto questo in un equilibrio perfetto.

E’ doveroso ringraziare pubblicamente il grande cuore di Cristina e di tutta la sua famiglia, amici e collaboratori compresi, che ci ha aperto casa sua, conducendoci, una volta in più, dentro a una bolla di estatico piacere…

Pimpra

Ps: va doverosamente segnalato che, per ottenere “l’effetto Woodstock” ci hanno messo lo zampino ben 20 TJ che si sono alternati alla consolle. Inutile dire che, più di tandas e cortinas, ci hanno regalato veri fuochi d’artificio! BRAVI!

ATTIMI SALMASTRI

IMG_20150701_141853Sono solo 30′ d’aria. Di brezza marina, mista a quell’odore tipico di porticciolo, che sa di mare, di alghe e di salsedine.

Basta così poco.

Nelle orecchie la musica giusta, quella che sa ricaricare le batterie, rinverdire la voglia di sorridere al mondo, gioire di una pausa obbligata.

Le pietre del molo sono calde sotto le mie chiappe, perchè non mi va di fare la signora e starmene appoggiata alla bitta, sono terra e pietra insieme ai cubettoni di arenaria.

Me ne sto lì, da sola, ad amare questa natura così incredibile, a risucchiare ogni molecola di brezza che mi arriva, voglio essere assorbente.

Il mare oggi è sporco, ha portato a riva i resti di un temporale, metafora di qualcosa che finisce e che trova comunque armoniosa collocazione nell’esistente.

I minuti mi scivolano sulla pelle bianca, come gocce di sudore e il mio tempo è già finito.

Mi rialzo felice, guardo a terra e leggo il messaggio “Love yourself”, sorrido, è quello che ho appena fatto…

Pimpra

IMAGE CREDIT Pimpra Trieste

#TTYT 2015. BRILLIANT EDITION

TTYT 2015.2

Ballare il tango argentino è una grande fortuna.

Innanzitutto sviluppa un alto tasso di benefiche endorfine che servono a lenire, ringalluzzire i nostri corpi stanchi e le nostre menti appannate. Aiuta a mantenersi elastici, fisicamente attivi e… non solo.

A prescindere da tutti questi positivi effetti, consente l’incontro, lo scambio e la condivisione con anime davvero molto speciali. Non si passa solo il tempo a cercare la tanda con il ballerino perfetto/a, si parla.

E non solo di grandi/piacevoli/leggere cazzate. Si parla. Di intimità profonde, di vita, di esperienze.

Se, accanto a tutto questo aggiungi un evento che ti coinvolge per tre giorni, a casa tua, circondato dagli amici più cari e da quelli che conoscerai per la prima volta, in location che esprimono al meglio la tua città, con i suoi paesaggi  i suoi colori i suoi sapori… beh… ma che ve lo dico a fare???? Non vi siete già iscritti al vostro primo corso di tango argentino? No? … peccato per voi!

Torno da una festa che definire grandiosa è poco, perchè, più dei fuochi d’artificio (che pure ci sono stati in pista), è stato un evento così pregno di amicizia che mi sembra quasi impossibile di questi tempi moderni.

Adesso la “traggedia” è viversi la settimana in gabbietta, chiusa tra le mura dell’ufficio che mi fanno sentire sempre più prigioniera… sempre più…

Tutto questo per dire GRAZIE agli Amici triestini che ci hanno regalato un’altra indimenticabile edizione del Trieste Tango y Tú.

… coraggio mancano poco più di 360 giorni alla prossima edizione!

😀

Pimpra

 

DEMOCRATICA_MENTE. PIU’ O MENO.

2c98ae67f041e10bcd4762c5cca9ba3bC’è qualcosa di profondamente democratico nell’estate. Il piacere di immaginarsi ognuno come gli pare, di svelarsi, di fregarsene del giudizio degli altri.

Una liberazione.

Peccato però che, molto spesso, la libertà sia – per molti – elemento difficile da gestire.

Fa caldo. Finalmente. E i vestiti scivolano via dal corpo a scoprire nudità di pelle e d’anima.

Purtoppo, per tutti gli esteti come me, scappano anche le scarpe dai piedi e si presentano, puntuali come le zanzare, le orribili ciabattine di gomma, le Birkenstock con i pedalini, i sandali di una misura più piccola corredati dai talloni neri di sudiciume, le dita dei piedi con lo smalto scrostato, le unghie sporche.

E mi fermo, provo ribrezzo pure a scrivere.

Libertà. Evviva la libertà.

Peccato che ci affossiamo con le nostre mani nello svelare tutto lo sciattume di cui siamo capaci.

Lo so che sono una stronza, e me ne frego, ma ci sono cose che è difficile tollerare.

Però amo la libertà e sono pronta a rispettare i gusti di tutti, a farmene una ragione, a sperare che anche mio fratello rinsavisca e utilizzi le sue Havaianas sulla battigia di una splendida spiaggia, sorseggiando l’aperitivo al tramonto…

E sono pure una rompipalle noiosa e ripetitiva. Ogni estate lo stesso post. Ma è più forte di me.

Evviva la libertà. Sempre e comunque.

… STICAZZI…

😀

Pimpra

SI FA ESTATE

SORBETTO

Il cielo si tinge di blu. I colori si fanno brillanti, la natura espolde in una lussureggiante abbondanza. Profumi di tenere foglie, di fiori da poco sbocciati, e l’aria che ti accarezza la pelle, invece che prenderti a sberle ghiacciate.

Si fa estate.

E come posso tenere a freno la voglia di evadere dalla mia prigione quotidiana? Da questo ginepraio di intrighi di corte che non permettono alla luce di entrare?

Ho voglia di respirare questo vento e i colori della terra, di godermi ogni scintilla di vita che ho intorno.

Ho davanti un fine settimana condito di tango, dove, in un meraviglioso parco, potrò abbracciare anime affini alla mia, che comprendono questo mio sentire, lo sentono sulla pelle come me.

Gli strumenti del mestiere sono pronti, le scarpette in fila, come ordinati soldatini, aspettano solo di essere messe in valigia, insieme agli abiti che balleranno con me.

Conto le ore che mi separano dalla gioia, dalla spensieratezza, dal piacere di librarmi dentro la musica soave, accompagnata in un abbraccio.

E dimenticare. Ogni peso, ogni sfumatura di grigio, ogni traccia di malinconia…

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA

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