UNA VITA COSPARSA DI ACULEI

CACTUS

A me i cactus piacciono assai. Mi piace decorarci le finestre di casa, il balcone, l’ufficio.
Trovo siano piante affascinanti che hanno saputo creare bellezza in condizioni e circostanze di vita piuttosto avverse.

E fin qui…

Quando una sera, dopo una settimana in cui se qualcosa può andare storta, va stortissima, mentre guardi le foglie stanche della tua insalata ti dici “Eccheccazzo, non merito tutti questi aculei!”, non è precisamente ai cactus – che ami- a cui stai pensando.

E magari qualche goccia ti riga le gote, mista di dolore e rabbia, dopo aver mulinellato nei tuoi, ancor più tristi, “festoni“…

Allora, sai che c’è? Stamattina ho deciso che io, quegli aculei infilzati nella mia carne, non ce li voglio, sono stanca e stufa di situazioni e persone che si divertono a prendere le mie chiappe per il loro puntaspilli.

E’ stato un attimo, ieri sera, un piccolo cedimento… oggi, vuoi che c’è il sole, vuoi che è venerdì, vuoi che non ho voglia di passare il tempo a lamentarmi… oggi mi sono già liberata di un bel po’ di … punte! 🙂

Qualcuno mi ha detto che la vita mi fa di questi doni per prepararmi, per rendermi più forte… (ANCORA???)

Forte lo sono già, grazie, adesso datemi la rosa! 🙂

BUON WEEK END, ANIME BELLE!

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA_TS

COME UNA PAROLA, TI CAMBIA LA VITA

blefaroplastica1

 

Ho voglia di condividere un segreto che, ovviamente, non è un segreto se lo pubblico su un blog… ahahahah! 🙂

Rido per non piangere, ovviamente, ma è nella mia natura sdrammatizzare perchè nulla mi è più pesante e doloroso, di passare la vita nella tristezza, nel “buio” dei sentimenti, nel grigio di un’esistenza senza allegria.

A volte si tratta di allegrie di naufragi, ma, tant’è.

Il segreto di Pulcinella che vi racconto è questo: ieri, finalmente, dopo anni che ci penso, sono stata dal chirurgo plastico per farmi raccontare tutto della blefaroplastica. Chi mi conosce dal vivo o solo virtualmente, sa bene quanto le Samsonite che mi porto in giro, sotto agli occhi, mi siano un peso esistenziale, più che fisico.

Sicchè, per non passare la vita a lamentarmi di quanto sono vecchia e brutta, ho preso la palla al balzo e ho telefonato.

Lui, il chirurgo, è un mio coetaneo dall’aspetto simpatico, affatto impostato come ci si aspetterebbe, mi ha ricevuto in ospedale, tra un intervento e l’altro.

La brutta notizia è che i miei occhi non sono pieni di grasso (evviva???!!!), ma, al contrario, la pelle sottile di cui sono fatte le mie occhiaie è così fina da… essere “caduta” (orrore!!!)

La brutta notizia è che l’internvento presenta un decorso di guarigione più lungo che significa che l’ematoma, l’edema post operatorio guariranno in più tempo e il mondo si accorgerà di qualcosa.

Apriamo parentesi. A parte l’outing che sto facendo, ho tutte le intenzioni di fare una bella festa celebrativa della mia liberazione dalle Samsonite sotto oculari, quindi, che nel post operatorio il mondo si accorga di qualcosa, ovviamente, non è un problema… 😀

La bella notizia: sapete come si chiama questa pelle lassa? Viene definita “festoni” perchè l’effetto è proprio quello.

Ora, nonappena il chirurgo ha pronunciato la parola, mimando con le mani il concetto, mi stavo per mettere a piangere, ma, dopo un istante, la cosa mi ha fatto così tanto ridere che mi è proprio venuto un attacco di ridarella, che ha – parzialmente – coinvolto anche il medico.

Stamani, mentre mi truccavo, osservavo i festoni che mi accompagnano orami da tempo. E, sapete che c’è? Saperli “festoni” evoca un idea di divertimento e sollazzo, gioia, allegria.

Quindi, mi sono truccata senza porconare, senza odiarli ma rivolgendomi a loro dicendo: ragazzi, regalatemi una buona giornata.

Sorridendo, sono uscita di casa.

… il potere delle parole. L’ho sempre detto!

STICAZZI!

🙂

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

BRICIOLE E MIMOSE

torta-mimosa-al-fior-darancioCon l’8 di marzo alle porte, ho un pensiero speciale per le mie amiche, per le donne.

Dato che non portò scrivere il post in diretta che mi starò trastullando anima e scarpette nella “maratona del mio cuore”, la Tosca, tanto per non farle pubblicità, ho un messaggio che desidero tanto destinarvi.

Non mi dilungo in parole, ma leggete questo allegato qui .

La festa della donna a cui voglio pensare, è, in primis , la celebrazione dell’amore, del rispetto che la donna ha per se stessa, per i suoi sentimenti e per il suo cuore.

Per tutto il resto c’è …  [Mastercard]. 😉

[Sticazzi]

Pimpra chevivuoletantobene

Dedicato, in particolare alla cara V.

IMAGE CREDIT E RICETTA QUI

UN MARTEDI’ MOLTO GRASSO

giaguaro 167595

Se avessi ancora 15 anni, oggi sarebbe uno di quei giorni per i quali vale la pena di vivere. Perchè, se è vero che sono decisamente nata nel “nord” del mondo, la mia anima è altrettanto latina, quasi brasiliana… peccato che di brasiliano non ho nullla, al più le Havaiana’s che quelle, le possono comprare tutti!

La possibilità di travestirsi e rappresentare i personaggi più diversi, animali, piante, elementi inanimati ha sempre scatenato la mia fantasia e il desiderio di sperimentare la pelle dell’altro.

Quest’oggi, anche per esorcizzare un periodo davvero cupo, mi sono presentata in ufficio con le orecchie da giaguara che, di suo, non sono il più clamoroso dei travestimenti, ma restano comunque un piccolo segno, una minima trasgressione alla quotidiana giornata.

Manco farlo apposta, legge dell’attrazione???, mi sto vivendo una giornata che… manco la giungla più selvaggia!!!

Allora… sapete che vi dico… per la serata cambierò completamente travestimento… vedi mai che il dormire mi sia dolce… 😉

BUON MARTEDI’ GRASSO!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

PREPARARSI AL WEEK END

Speciale-lingerie_main_image_objectSarà che oggi è venerdì e, nonostante i temporali a spot, il fine settimana che entra mi ha messo allegria,  per queste ragioni ho:

– stampato nuove ricette di dolcetti da provare

– pensato di stilare una lista degli errori più madornali che noi donne compiamo, a discapito della nostra bellezza, autostima e piacere personale.

Dal momento che, per affrontare l’argomento, mi servirebbe un tutorial, che tante di noi hanno bisogno di una “raddrizzatina”, mi limiterò a citare gli errori più macroscopici e grossolani, per riderci su…

La seduzione parte da…

  1. i piedi, per molte donne e per tantissimi uomini. Inutile insistere sulla necessità di utilizzare un bel paio di tacchi, perchè rischio di ripetermi, ma I TACCHI SONO NECESSARI. Poi, sulla scelta dell’altezza e del tipo, fate come vi pare, purchè l’effetto finale non sia come quello di Arisa la sera delle vittoria di Sanremo (e anche in quelle precedenti): DOVETE IMPARARE COME CI SI CAMMINA. Per questo il web vi soccorrerà, o, in alternativa, la mamma, la nonna o un’amica tanguera… 😉
  2. le gambe, sono un secondo strumento. Sopra le gambe i glutei. E qui si apre un mondo. Non voglio affermare che i pantaloni non siano sexy, anzi, ma dipende dal modello, dal nostro asset gambe/sedere/altezza e da quanto super_femminili sappiamo essere. E dalle ore passate in palestra o sul campo di atletica: il sedere parlerà di noi, poco da fare. E che vogliamo buttarci la zappa sui piedi? Giammai. Perciò è  il caso di valutare. Sconsiglio l’effetto pantalone/ballerina che piace solo a pochi.
  3. sulle tette non mi voglio soffermare. Quelle piacciono a tutti. Ora starà a voi decidere se sbatterle in faccia al primo che capita o nasconderle per riservare sorprese condite di pizzo. La canottiera, quella, lasciatela alla zia zitella, a voi non serve.
  4. occhi, bocca, voce, pelle vabbè, tutto va curato e presentato nel migliore dei modi. Chi è fortunata deve solo mantenere l’esistente, le altre valorizzare le piacevolezze ed esaltare le differenze che la bellezza più  interessante è quella non scontata.
  5. Parliamo dei rotolini. Ci sono? vanno gestiti. Ho conosciuto donne in feroce sovrappeso ma con un tipo di grasso talmente bello che regalava loro una pelle di pesca (pesca, ho detto, non buccia d’arancia!!!) quindi vivevano serene godendo piacevolmente di uno dei piaceri più belli: quello della tavola. Non siete così fortunate? Datevi da fare, muovete il culo, faticate, lavorateci su. I risultati arrivano per tutte. Al bando qualsiasi guaina contenitiva. Meglio essere una 48 senza sorprese che una 42 che, svestita, poi si espande improvvisamente come un blob… Abbiamo coraggio della nostra fisicità. E poi, ci si può camuffare, esiste un sacco di meravigliosa biancheria che crea, nasconde, immagina…

Ma, in fondo, l’ingrediente più efficace per sedurre è sempre uno: l’intelligenza.

Buon fine settimana a tutte le Panterone all’ascolto! 😉

Pimpra chevivuoletantobene

IMAGE CREDIT DA QUI

BASTANO 10 CM. STICAZZI!

louboutin4

A volte devo ricordarmi che, per combattere OGNI sintomo di insoddisfazione/frustrazione/depressione/blocco_ovarico e congiuntura nefasta di autostima, la medicina è semplice, molto semplice.

Al mattino, una bella doccia/crema profumata per il corpo/ lavaggio chioma (capelli fluenti catalizzano meglio il principio attivo dell’antidepressivo), e via verso l’armadio dove, NON  prenderemo in mano nessun pantalone, ma OBBLIGATORIAMENTE una gonna o un vestito.

Secondo passaggio davanti alla scarpiera, dove, IMPERATIVO MORALE, le manine sante cadranno su un bel paio di scarpe, da 10 cm di tacco in su.

Non avete idea, o Signore/ine all’ascolto, della botta di positiva adrenalina che vi regalerà la giornata, ad uscire di casa con le gambe in mostra, issate sui vostri tacchi.

Per le anta, come la sottoscritta, si fa obbligo a leggero trucco.

Al caffè il gestore del locale voleva saltarmi addosso, all’ingresso in gabietta, la guardia giurata per un pelo non mi leccava come un gelato, sperticandosi in complimenti, alla mezz’ora d’aria del carcerato, ho ricevuto un invito i n barca da un sedicente professionista che vedo in palestra (e che mi vede solo in tenuta sportiva)…

Abbiamo bisogno di aggiungere altro? No, direi di no.

E se non siamo contente di noi e del nostro aspetto, è solo colpa nostra e del piacere che abbiamo (io per prima!) a stare comode e rilassate nei nostri abiti quotidiani.

Invece siamo donne, e, STICAZZI, i complimenti ci servono come la benzina, sicchè, Ragazze, pedalare, tacchi e via andare!

La zia Pimpra chevivuoletantobene!

VISUALIZZARE

due soliIMAGE CREDIT DA QUI

Mi trovo dentro a un periodo di intense perturbazioni, come probabilmente, molti di voi. In senso assoluto, ciò che perturba- muta, non mi è ostico da accettare. Per natura, tutto ciò che è stantio, immobile, standardizzato, abitudinario, mi provoca prurito esistenziale, fastidio.

Certo che, visti i tempi, è necessario prestare molta attenzione a quanto accade intorno, ed essere attenti, accorti, un po’ come vivere dentro una giungla, molto bella, molto lussureggiante, ma altrettanto pericolosa.

Ciò detto, per non farmi travolgere dalle ondate di negatività che ho intorno, ho deciso di applicare quella tecnica definita della “visualizzazione“.

Di che cosa si tratta? E’, apparentemente, semplice: bisogna vedere con gli occhi della mente, ciò che di più importante abbiamo bisogno. Immaginarci nella migliore e più positiva situazione per noi. Che non significa figurarci (per le donne) che so alte, snelle con la quarta di reggiseno, gli occhi verdi, una fluentissima chioma e manco l’ombra di una ruga o di cellulite… è molto di più, è qualcosa di profondo, oserei dire “animistico”.

Provate. Sembra facile.

Sono sicura che, nell’attimo in cui iniziate a visualizzare, la mente si opacizza con un pulviscolo di inutilità, di devianze dall’idea originale, rendendo molto arduo il compito.

E’ un esercizio esistenziale che mi costringo a fare, per tenermi ben concentrata sull’obiettivo, per non farmi prendere la testa dallo sbandamento quando, apparentemente, le cose prendono una piega inaspettata e, forse, sgradita.

L’esercizio mentale di flettersi senza mai perdere la direzione, di adattarsi per compensare il colpo ma riprendersi dopo poco e tornare sul sentiero che abbiamo scelto.

Insomma, “visualizziamo” ciò che è meglio per noi e… chissà, magari nel nostro orizzonte, spunterà un nuovo sole…

In bocca al lupo…

Pimpra

THINK POSITIVE!

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Chi mi segue da anni, mi conosce e lo sa: anche nei periodi bui, dopo un primo momento di straniamento, qualcosa, dentro di me scatta, e , in un modo o nell’altro, mi risollevo.

Tradotto: risorgo dalle ceneri.

E’ questa forza vitale, non so dargli altro nome, che mi riaccende la lampadina della sopravvivenza e mi fa reagire.

Un, due, tre e mi rimetto in piedi.

Non senza lividi, ferite ed escoriazioni varie, ma riprendo la marcia nella vita. Più ammaccata ma più consapevole e forte.

Come appare evidente dalle recenti esternazioni, non sto vivendo un periodo “facile” per tutta una serie di ragioni. Le conseguenze dello stress si fanno sentire e, ultima, non riesco a dormire in modo corretto.

Le strade da percorrere sono due: o infilarsi nel tunnel dei sonniferi, e non mi sembra cosa buona e giusta, o cercare il lato positivo della situazione.

Scelgo la seconda.

Nella mia notte insonne, invece di farmi prendere dai mostri più cattivi che riesco a immaginare, ho deciso che userò il tempo di veglia per ripensare a tante cose interessanti che posso fare, a ricordare tante belle situazioni che ho vissuto convertendo quella che può essere una tragica insonnia, in un momento di pensieri dedicati a me.

Sono sicura che, viversi l’insonnia in questo modo, la converte in un sonno profondo e dolce. Ne sono certa e stanotte ci provo…

Perchè se assumiamo il postulato che “la mente crea la realtà” (anche qui), io voglio fare pensieri positivi!

Pimpra

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PERCHE’ IO VALGO.

frasi personaggi cugino itVe la ricordate quella pubblicità di l’Oreal che aveva come claim “Perchè io valgo!”?

L’ho sempre trovata irritante, la patatona di turno che scuoteva la lunghissima chioma ammiccando in camera per dire la supercazzola “Io valgo”, istigava in me voglia di tirarle sberle. Ma che cavolo di frase è?

Ebbene, oggidì, quelle parole, quella frase, sono state la mia forte motivazione per esprimere certe mie idee ai piani alti. Eh sì, perchè, come insegnava la nonna Carla, “Se non si chiede, non si ottiene” o, per farla più filosofica, “Qui timide rogat, docet negare” (Seneca, Fedra, 593-94), bisogna tirare fuori il leone che sonnecchia dentro di noi se vogliamo alzare la testa dal pavimento dove ce la fanno stare.

Non serve essere arroganti, saccenti, presupponenti, esaltati, è sufficiente avere ben chiare in mente le proprie qualità, le abilità. Insomma, essere convinti del prodotto che stiamo cercando di piazzare sul mercato.

Non so come andrà a finire, di sicuro mi ha fatto bene all’animo, ho fatto la mia dichiarazione di intenti, ho delineato lo scenario, ho fatto vedere che la mia testa non è solo attaccata al collo per far dondolare la coda di cavallo, ma la uso anche per pensare, per progettare.

C’è da augurarsi che, dall’altro lato, chi ascolta abbia voglia di farlo, e che, una volta colto il messaggio, abbia l’interesse di agire.

Ma questo solo il tempo saprà dirlo.

Nel frattempo, esorto le mie lettrici donne, di AVER BEN PRESENTE IL LORO VALORE. Quello vero, quello intrinseco che non è fatto di belle tette o di un bel culo, ma di capacità, di talenti, di intuito, di intelligenza creativa.

A tutti dico “Vogliamoci bene!” evitiamo di fare la guerra a noi stessi, vedendo sempre il nostro bicchiere piccolo, vuoto e sporco e tutta la bottiglia di champagne dentro la coppa del nostro vicino.

Volgiamo uno sguardo amorevole e sincero verso noi stessi e, chissà, magari qualcuno di lassù (dai piani alti alle immensità del cielo stellato) forse ci darà ascolto…

Pimpra

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CONOSCI TE STESSO

gnozi

Ricordo perfettamente la lezione di filosofia del compianto professore che, il solo, all’epoca credette nelle mie capacità di pensare. Pace alla buona anima del prof. Roberto Calafati che mai dimenticherò.

Ho ancora davanti agli occhi il suo sguardo triste quando, conclusa la maturità, gli dissi che no, non avrei studiato filosofia ma lingue. Fu veramente dispiaciuto e me lo disse.

Ci sono persone che non si dimenticano e, nella mia formazione giovanile, un posto lo detiene per sempre il mio amato professore. Che all’epoca, in verità, non sapevo di amarlo, l’ho scoperto poi.

Burbero, per nascondere una grande timidezza, sempre vestito con una giacca/maglione blu, marinaresca e di ottima fattura. Per tutti gli anni del liceo. La sua divisa esistenziale, direi, la sua armatura verso il mondo e verso di noi, suoi giovani e spensierati allievi ben poco attenti alle sue lezioni di storia e di filosofia.

Lo vedo ancora camminare intorno all’aula, la mani conserte dietro la schiena, una voce pastosa frutto delle centinaia di sigarette fumate, mentre dissertava su Talete o su Hegel. Un piacere, per me, che mi perdevo nei suoi ragionamenti e annotavo, ligia, gli appunti.

La filosofia mi piacque da subito, rimasi affascinata dalla dialettica del pensiero che, nel corso dei secoli, distendeva i suoi ragionamenti sui massimi sistemi. La filosofia non si memorizza, si vive sulla propria pelle, entra a far parte della nostra vita come una trancia di DNA.

Ricordo l’illuminazione esistenziale del celeberrimo motto iscritto nel tempio di Apollo a Delfi, quel “Conosci te stesso” che, ora come allora, mi accompagna nella vita.

In questa ricerca, come Diogene, sperimento ogni sorta di sistema per andare più a fondo, nei meandri di me, e provare a comprendere me stessa e il mondo.
E, la sfida più grande, cercare di imparare dalla serie infinita di errori che ho fatto fin qui.

Ieri il mondo era grigio. Oggi ho armato la mia conoscenza di “prospettiva”, di “visione laterale”, di “bisogno costruttivo”. I colori sono tornati.

Amen.

Pimpra

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