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DI TANTO IN TANGO. LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI. FTM MARATHON

27907644_10214138700037395_4858396170760010900_oLa prima volta non si scorda mai, lascia un segno indelebile nella memoria. Come è bello crescere ed avere la possibilità di viversi ancora “prime volte”.

Francoforte Tango Marathon la mia prima maratona all’estero.

La stessa intensa emozione della mia prima maratona in assoluto, la Tosca. La stessa curiosità, il desiderio di una nuova esperienza, la voglia di confronto e, sotto, anche quella sottile agitazione che regala il pizzico di sapore in più all’avventura.

Proprio di avventura si è trattato, voli cancellati il giorno prima che lo sciopero e il meteo avverso hanno provato in ogni modo a fermare i cuori appassionati di molti tangueros provenienti da tutta Europa, ma, nonostante le difficoltà e i costi lievitati come la pizza, siamo arrivati a destinazione.

Mi ha colpito subito l’atmosfera rilassata, easy che ho percepito fin dai primi istanti, una sensazione che mi ha messo immediatamente a mio agio.

Inizio l’avventura mangiando a quattro palmenti, essendo arrivata all’ora di cena, affamata come una lupa. Quale graditissima sorpresa! Io che di catering me ne intendo, posso dire che – raramente – ho avuto il piacere di gustare una cucina che sapeva di casa, di buono, di mani della nonna che ti preparano quella lasagna lì che ti piace tanto.

Premetto che la mia quotidiana lotta con la bilancia, fa sì che non sia precisamente una di quelle persone che ai buffet si avventano, ma, confesso pubblicamente, di avere fatto il bis delle pietanze, tanto mi trovavo affamata, quanto apprezzato mi fosse il cibo.

Menzione SPECIALE (per i gusti della sottoscritta) va la macchinetta del caffè espresso a cialde a disposizione. Gentilezze per gli ospiti (specialmente italiani e viziati quando si parla di caffeina), affiancate all’altra chicca: la macchina professionale per la spremuta di arance che manco al bar te la fanno così buona e te ne puoi bere quanta ne vuoi.

Questi ed altri aspetti legati all’ospitalità mettono i partecipanti all’evento in uno stato di grazia decisamente superiore.

Parliamo di tango.

Un mix interessantissimo di provenienze, bilanciato in modo da dare una pennellata quasi alla pari tra danzatori tedeschi e italiani poi resto d’Europa e mondo. Scrivo questo perché, diciamocelo, gli italiani sono caciaroni ed esportando questa allegra confusione all’estero, hanno, in qualche modo, spinto gli amici europei e non, a seguire questa buena onda di allegria.

La mossa molto intelligente degli organizzatori è stato creare un bel gruppetto di italiani, facendo attenzione a che non si creassero – pure all’estero – i fastidiosi gruppi chiusi del “io ballo solo con gli amichetti miei” (allora restatene a casa.)

E’ stata la maratona della sauna, il caldo ha raggiunto vette straordinarie, mettendo a dura prova la volontà che  –  ben supportata da altissima motivazione – ha saputo surfare sul sudore. In fondo sudare fa perdere tossine quindi bene così. Sono tornata a casa pure più magra, quindi, ovviamente più felice. 🙂

Mi sono trovata così bene che ho già voglia di rifarlo.

In più, mi è arrivato un grande insegnamento dagli abbracci ricevuti colà, ma questo sarà argomento per un’altra storia.

Come la mia prima, indimenticabile, Tosca, anche quella di Francoforte sarà la mia prima maratona europea di cui, per sempre, conserverò un gioioso ricordo!

Grazie a Paolo, Ilaria e a tutto lo staff che si è prodigato per coccolarci e farci sentire davvero a casa, nella grande casa del nostro Tango.

Pimpra

 

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DI TANTO IN TANGO. UN COMPLEANNO IMPORTANTE 10 ANNI DI TOSCA

PIer Andrea Pierini

Tosca è stata la prima maratona alla quale ho partecipato. Ricordo molto bene la sensazione di brivido quando, per la prima volta, venni accettata.

Tosca è, da sempre, la maratona. Ricordo bene quella lontana prima edizione: vi ballavano i migliori tangueros europei, maestri di fama tra gli ospiti danzanti. Un livello stratosferico.

All’epoca ero una “pulcina” e li guardavo con deferente ammirazione, chiedendomi se, mai, un giorno, potessi essere “degna” di partecipare alla Tosca, così come lo erano loro.

Sono passati gli anni e Tosca è cresciuta, in tutti i sensi, fino ad arrivare al rispettosissimo traguardo di 10 edizioni.

Non potevo perderla, non volevo assolutamente perderla. Ho atteso la mia mail “sei IN” con trepidazione, così come accadde all’epoca.

E’ stato un weekend al di là delle migliori aspettative, almeno per me. C’era tutto il profumo di Toscana, dalla meravigliosa villa, sede dell’evento, al cibo che ci trovavamo a disposizione.

Non mi dilungo sul TJ set da urlo e come hanno urlato poi i nostri piedi per il dolore dopo la gioia infinita di ore sfrenate di ballo.

Una maratona perfetta che, una volta in più, ha confermato la sensibilità tutta femminile delle sue organizzatrici che, da donne e da mamme, hanno sputo creare magia.

Di questi tempi non è facile portare avanti, con tanto rinnovato successo, un evento, ed io lo so bene che è pure, in parte, il mio mestiere, ma se ciò avviene, significa aver fatto un lavoro di qualità globale. E così è stato.

Un minimo appunto, solo per dovere di cronaca: il pavimento un po’ troppo scivoloso. Ma è questione assolutamente risolvibile per la prossima, meravigliosa Tosca che ci aspetta.

GRAZIE TOSCHE del mio cuore!

Pimpra

IMAGE CREDIT:  Foto © Pier Andrea Perini (sito: perini.io | facebook: pier.perini | Instagram: /siorp)

ESSENZA DI TOSCA

Tosca14

E meno male che oggi splende il sole, la temperatura è mite, il cielo al mattino si fa, di giorno in giorno, più chiaro e, insomma, la primavera rallegra… perchè… se così non fosse…sai la traggggedia…?!!!

Torno dalla “mia” maratona, quella che ha dato il via a tutte le altre, quella che, ogni volta si aprono le iscrizioni, mi fa sussultare “sarò nel gruppo?”

Per svariate ragioni, indipendenti dalla mia volontà, non ho potuto godermela appieno, nel senso che ho vissuto solo un “estratto” di Tosca eppure…

La Tosca è tornata a casa, dove è stata concepita dall’inizio, alla Fattoria Medicea, luogo bellissimo, carico di una sua energia particolare. La pista è dura e ci sono le fughe, ma, confesso, ho vissuto tandas così belle che mi sembrava di stare su morbide nuvole.

La mia natura godereccia, non può non rilevare l’ottimo servizio di catering perchè, diciamocelo chiaramente, è tanto difficile dar da mangiare a così tanti ballerini affamati (pare fossimo sui 450!!!) e farlo con qualità, con specialità del luogo, preparate bene, con un servizio ininterrotto per più di 4 ore! Bravi!

Dell’atmosfera, dei partecianti, ma cosa posso dire se non che vi adoro, che mi sono sentita a casa, che è stato bello rivedere quanti ho conosciuto in giro per la penisola e incontrare persone che non ho conosciuto mai.

Che poi, diciamocelo chiaramente, il bello di eventi come questo è che danno la possibilità di “assaggiare” diversi abbracci e tutti succulenti, sfiziosi, interessanti con un condimento di ottima musica, suonata da meravigliosi Tj.

Sapete che vi dico, non scrivo più, che non trovo parole abbastanza intelligenti e concetti che non siano banali per dire che… per come l’ho vissuta, è stata una maratona FANTASTICA!!!

Grazie alle Tosche, grazie allo staff, per l’organizzazione e l’accoglienza.

Grazie a tutti coloro che mi hanno portata dentro un viaggio musicale, abbracciandomi in una tanda.

Grazie.

Oggi, il lunedì è molto meno nero. STICAZZI!!! 🙂

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA_TS

BRICIOLE E MIMOSE

torta-mimosa-al-fior-darancioCon l’8 di marzo alle porte, ho un pensiero speciale per le mie amiche, per le donne.

Dato che non portò scrivere il post in diretta che mi starò trastullando anima e scarpette nella “maratona del mio cuore”, la Tosca, tanto per non farle pubblicità, ho un messaggio che desidero tanto destinarvi.

Non mi dilungo in parole, ma leggete questo allegato qui .

La festa della donna a cui voglio pensare, è, in primis , la celebrazione dell’amore, del rispetto che la donna ha per se stessa, per i suoi sentimenti e per il suo cuore.

Per tutto il resto c’è …  [Mastercard]. 😉

[Sticazzi]

Pimpra chevivuoletantobene

Dedicato, in particolare alla cara V.

IMAGE CREDIT E RICETTA QUI

DI TANGO IN TANGO. FORSE…

ZAZA3

Davanti a me un fine settimana che si prospetta intenso e, me lo auguro, saporito, gustoso, divertente.

Una bella maratona di tango, “la maratona”, per quel che mi riguarda, considerato che l’anno precedente è stata la mia prima e, come il primo amore,  non si scorda mai.

Quest’anno però ci vado senza aspettative, senza illusioni, senza pensieri. Ci vado “leggera”.  Sì, perchè, il tango, come la vita, esprime tutte le logiche che si vivono nel mondo.

Un esempio? Se sei donna balli se:

1. sei figa, meglio se giovane, possibilmente tettona o abbastanza curvilinea da risultare attraente o longilinea con il culettino (che, nel tango argentino, stando chiuse in un abbraccio è la nostra parte anatomica più esposta).

2. balli se sei un talento, meglio se sei russa (loro sono sempre due misure avanti a tutte), allora puoi anche essere meno figacciona perchè compensi tutto con la bravura, tanta.

3. balli se sei la regina delle PR, sai stare con tutti, conosci ogni volta un sacco di gente,  sei, per qualche ragione, “famosa” (di solito perchè fai parte dei punti 1 e 2 o entrambi).

Non è molto semplice, per una quarantenne, affrontare un agone del genere sapendo che è possibile trascorrere l’intero fine settimana a guardar ballare gli altri… non è facile per niente.

Ecco che, c0me per magia, trovi il piano B che ti traghetterà, nel bene o nel male, fino alla fine dell’evento: ti  armi di una splendida macchina fotografica (che conferirà, comunque una certa affascinante allure) e via a scattare come una pazza i volti beati di coloro che se la staranno godendo veramente.

La leggerezza è questo. E’ prenderla con ironia e riderci su…

Giustappunto ieri, un amico ha detto “… Che vuoi dopo i quaranta non penserete mica di essere invitate come prima, con tutta la fauna giovane che c’è! Bisogna che ve ne facciate una ragione e vi guardiate allo specchio!”

Per poco non gli ho sferrato un pugno a difesa di tutte le donne “anta”, invece ho sorriso pensando che, da qualche parte, un uomo diverso dagli altri esisterà. Basta solo trovarlo (o, almeno, fotografarlo!) 😉

Pimpra

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