LEGGE DI SEMPLIFICAZIONE

plume

Il tema mi sta molto a cuore, avendone parlato in più di una occasione.

Mai come in quest’ultimo periodo ho avuto modo di toccare con mano quanto sia fondamentale per godere di una qualità di vita più alta, l’abbandono delle aspettative.

Quasi sempre, specie se siamo persone dotate di fervida immaginazione, sensibili e romanticone, amiamo disegnare una realtà parallela a quella in cui viviamo costellandola di quanto di più caro per noi il cervello è capace di produrre.

Così, l’uomo che dovremo ancora incontrare sarà il salvatore della nostra anima perduta, il nostro capo saprà valorizzarci a dovere nelle nostre mansioni lavorative, saremo apprezzate dagli altri, faremo un viaggio che più bello non si può e via andare con le più variopinte creazioni ideali…

Ma la realtà, la vita, le persone, non sono frutto di nostre fantasie. Non sono immagini irreali, non si comportano come noi vorremmo, non pensano come/quello che crediamo noi, non percepiscono nemmeno a nostro stesso modo, il mondo.

Perchè, io sono me e tu sei tu.

E quindi, inutile perdere tempo e risorse mentali fantasticando sul periodo ipotetico della potenziale irrealtà.

Le aspettative ci rovinano la vita.

E non è molto più bello farsi sorprendere da tutto ciò che non avevamo immaginato, lasciare che il fiore ci venga donato un giorno che non sia il nostro compleanno, che un semplice fine settimana sia grandioso che nemmeno l’ultimo safari è stato tanto bello?

Stupore, sorpresa, abbandono, flusso.

Perchè anche per restare a dieta è importante non farsi aspettative di risultato che ci crea solo ansia e voglia di ingozzarci di più.

La vita può essere molto più ricca e gaudente se impariamo a non imbrogliarne i fili con i nostri desideri.

In fondo la parola d’ordine per stare bene è “LEGGEREZZA”.

E con questo mantra nel cuore, me ne vado a pranzo…

Pimpra

LA LISTA DEI BUONI

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La vita sorprende.

Quando meno te lo aspetti, arrivano doni incredibili.  E’ il mio caso, oggi.

Ebbene lo confesso,  i miei mi hanno messa al mondo proprio il giorno di San Valentino di qualche era geologica fa.

Venivo al mondo un venerdì di carnevale, tra un crostolo e una frittola, durante una festa, mia mamma ha dato l’annuncio a un papà molto giovane che era ora di andare. E, dopo qualche ora di travaglio, mi sono presentata urlando al mondo “Eccomi!”

E il genetliaco si rinnova e mi ritrovo qui, oramai diversamente giovane ma con la voglia di sempre: vivere, godere del tempo, sorridere.

In questo ultimo periodo, complici le rughe infestanti, le borse cadenti, il venir meno del turgore granitico dei muscoli, avevo deciso di bypassare serenamente il festeggiamento che, cosa ci sarà mai da festeggiare, a diventare sempre più “vecchia”?!

Avevo pensato di riprendere la gloriosa festa del mio compleanno il giorno in cui, incontrato/sposato il chirurgo plastico, le sue mani esperte su di me, facevano il miracolo ed eccomi pimprantissima, dimostrare 15 anni di meno con la bottiglia di Mumm in mano pronta a far saltare il tappo!

Invece… ed è questa la meravigliosa sorpresa, in tanti, davvero in tantissimi mi avete festeggiata con messaggi, pensieri teneri, dolci dediche, bigliettini, fiori, doni… affetto, tantotantotanto affetto che … ho una gran voglia di sorridere!

E lasciare che le pieghe sugli occhi si facciano più profonde e chissenefrega se ho le borse e devo faticare il doppio in palestra per avere addominali di ferro (e li ho!!! 🙂

Il Vostro calore, è questo che mi fa sentire giovane e ancora bella!

GRAZIE AMICI, GRAZIE DI CUORE! IN ALTO I CALICI E CIN CIN!

Pimpra

ps: “Lista dei buoni”: è un documento personalissimo che redigo ogni compeanno da almeno 25 anni. Essa contiene i nomi di tutti coloro che, ricordandosi di me, mi hanno fatto gli auguri.

La lista dei cattivi non serve compliarla, essa si autocrea per esclusione… a buon intenditor… 😉

IN TRANSITO

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Non c’è nulla da fare: sono bloccata.

E non penso alle povere vertebre della mia schiena, seppur provata, è la testa che non funziona.

Passo il giorno in mezzo alle parole, non faccio che leggere/scrivere mail, mi abbronzo la faccia con le radiazioni emanate dallo schermo del pc eppure… sono bloccata.

Adoro il mio piccolo “momento Panda” quando le dita si muovono ritmicamente sulla tastiera e i pensieri prendono forma e non solo li immagino, ma li vedo comparire in un un testo.

Sono bloccata, qualcosa non va, non esce la melodia dai tasti che osservo e restano muti.

Che brutta sensazione.

E guardo fuori dalla finestra e il freddo di questi giorni mi viene incontro ma non ho voglia di giocare con lui, di scherzare ad essere ancora bambina e correre dietro alle foglie rapite dalla bora.

Monolite arruffato sulla scrivania vedo e sento cose e so che avrei qualcosa da dire eppur mi taccio.

Il silenzio è d’oro, lo so, dovrei ricordarmene sempre. E in silenzio ci sto, ma a bocca piena, come se il ritmo dolce delle mandibole regolasse il flusso incontrollato dei miei pensieri. E del vuoto.

Ma l’inverno tra un po’ passerà e il vento gelido saprà nuovamente  di erba, di mare, di vita.

E, finalmente, saprò respirare dentro un vaso colmo di petali profumati e sorriderò ancora.

Pimpra

VOGLIA DI LEGGEREZZA

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E’ quello di cui ho bisogno in questo periodo così particolare. Al di là della mia situazione personale che condivido con molti altri italiani, sono estremamente preoccupata per quanto accade nel Bel Paese.

La campagna elettorale è entrata nella fase più acuta, quella in cui, per capirci, i concorrenti le sparano più grosse.

Non serve che esprima la mia incredulità per quanto Silvio sta proclamando in questi ultimi giorni.  Non serve.

Sono preoccupata perchè la povertà, gli stenti, le difficoltà possono rendere “sensibili” a certe offerte le persone più deboli che, di fronte alla restituzione dell’ICI, solo per citarne una, dimenticano tutto e decidono di mettere la loro crocetta sul simbolo sbagliato.

Non voglio fare campagna elettorale per nessuno, sia chiaro. Non ho sufficiente preparazione e conoscenza dei temi per esporli e tentare di convincere qualcuno a votare una mia preferenza. Questo no.

Invito solamente alla riflessione.

Esorto a leggere i quotidiani, ascoltare le trasmissioni di politica, discutere con gli altri per arrivare al giorno del voto consapevoli.

Sarà difficile fare una scelta, perchè da ogni parte c’è del marcio e la corruzione dei costumi sembra essere il portato più significativo della politica attuale.

Ma ricordiamoci che il Paese siamo noi.  E il modo migliore per farlo andare avanti è mantenere alto l’interesse per la cosa pubblica, impegnarci, informarci, seguire ciò che accade, non farci trovare impreparati.

E’ un primo, piccolo passo, verso una coscienza civile che da troppo tempo ormai abbiamo perduto.

E speriamo che arrivino tempi più rosei perchè, ognuno di noi, ha bisogno di leggerezza. Non solo nel portafogli.

Pimpra

CRICETI SULLA RUOTA


Non faccio che ascoltare trasmissioni che parlano di politica, alla tv e alla radio, a leggere i quotidiani per cercare di capirci qualcosa, per arrivare almeno un po’ consapevole alla X che tra poco dovremo mettere sulla scheda elettorale.

Una bagarre inutile e vistosa che sembra di essere al mercato. Tutti urlano, si insultano in modo più o meno elegante e fanno il possibile per tirare acqua al loro, sempre personale, mulino.

Stamattina leggo questo interessantissimo quanto choccante articolo su Repubblica (clicca qui) e, per la prima volta nella mia vita, mi vengono le lacrime agli occhi.

Comprare la carne che sta per scadere al supermercato perchè scontata all’80%, il pane del giorno prima, condividere casa e beni con altri perchè, altrimenti, è impossibile arrivare alla fine del mese… leggetelo, è toccante.

Anche io, come 8 milioni di persone, sebbene non a questi livelli così estremi, vivo sulla mia pelle tutta la difficoltà di questo periodo storico.

Come ho scritto qualche giorno fa (qui), mi aspetta una sfida che avrei volentieri evitato e che devo invece affrontare.

Allora, quando i politici arringano e sputano parole al vento e ci prendono in giro con promesse che non manterrannno mai, sapete cosa vorrei chiedergli?

Dateci – a gratis –  un corso di sopravvivenza che insegni a noi, i nuovi “poveri”, come non morire di stenti, come inventare soluzioni per tirare avanti. Se possibile con un sorriso.

La vita deve essere bella per tutti, anche per quelli come noi, costretti a correre nella ruota, come fossimo  criceti…

Pimpra

DOMANDE SENZA RAGIONE

giardino zen

Me lo sono sempre chiesta.

Com’è che in certi giorni l’umore è pesante come il coperchio di Baudelairiana memoria, grigio come la cappa che ricopre Milano a novembre, asfittico come un mazzo di ciclamini recisi?

Mai trovato la risposta.

Altre volte, invece, il mondo gira dalla parte giusta e, intorno, anche il panorama di una fabbrica spenta sembra un bell’esempio di archeologia industriale e la nebbia appiccicosa diventa una carezza sul volto accaldato. Ma solo a volte.

E’ lo sguardo che posiamo sulle cose, a fare la differenza.

Quanto mi piacerebbe isolare la molecola del benessere, di quel senso di felicità dinnanzi al nulla cosmico, bolla di sapone iridiscente che galleggia nella testa, certi giorni.

E non lo posso fare, e non lo so fare.

Quindi metto in tasca l’euforia di un giorno qualunque di un inverno in paltò leggero, accantono la riserva di eudaimonia per il giorno in cui la luce accecante della primavera mi ferirà gli occhi, invece di farmi sorridere.

E mi godo ogni attimo in cui, per una strana magia, intorno, tutto sembra terribilmente vivido e vibrante e vittorioso sul buio…

Pimpra

UN TANGO, UN TE’ E TUTTA ME!

ArciZoo

Ci sono delle volte in cui si respira un’atmosfera particolare e si crea la magia.

Se a tutto questo aggiungiamo il mix composto dai tuoi amici, dalla sala che senti così tua da sembrare casa, la musica che ti viene incontro per rapirti nelle sue seducenti spire e il tuo amato tango che è lì che ti aspetta, appoggiato a una colonna e ti guarda per invitarti a danzare con lui, con questi ingredienti non può che essere un evento riuscito.

Perchè a me piace ballare quando fuori la notte non si fa ancora vedere, perchè il mio corpo è più scattante e l’energia va in esaltazione, sitmolata dalle note giuste nell’abbraccio più avvolgente che ci sia.

Un tango, un tè e tutta me!

La gioia di una domenica pomeriggio trascorsa a dar fuoco alla suola delle scarpette da ballo, dimenticando la tv, i pop corn, la pigrizia e, a volte, la noia.

Ed eravamo in tanti a scatenarci come adolescenti in libera uscita, pieni della nostra passione, divertiti e sudati, come ai vecchi tempi quando i piedi si muovevano sul ritmo di Thriller.

Oggi siamo come ieri, solo che la musica è cambiata e sono i vari Troilo, Canaro, Pugliese, Gotan Project a farci scatenare in mezzo alla pista.

Ma quanto mi sono divertita, alla milonga “inglese” che alle 5 in punto, la musica si ferma e si sorseggia ottimo tè con pasticcini e canapè salati, secondo la migliore tradizione britannica.

Perchè allo Zoo  sono chiccosi e tutto quello che inventano per il nostro divertimento, è organizzato con indiscussa classe.

E noi, drogati/psicomaniaci malati di tango non possiamo che continuare ad apprezzare il duro lavoro e a chiedere, a gran voce: NE VOGLIAMO ANCORA! 🙂

Pimpra

COMPITO PER CASA

trivella_oliodinamica

Ogni momento è buono per farsi qualche domanda di quelle giuste e, possibilmente, trovare una risposta che soddisfi.

A pranzo, tra il conteggio kilometrico per raggiungere la prossima milonga e la domanda inquietante sul meteo previsto, è partita come un siluro la “domanda trivella”.

Mai sentito parlarne? Probabile…

Dicesi “domanda trivella” quella che ti fai (o che ti pongono) capace di entrare dritta nel testone e rimanerci fino a che, nel processo sublime del mumblemumble quotidiano, non arriva alla risposta che cercava.

Una classica del genere è “Ma tu, che cosa desideri per te?” che, tradotta, potrebbe suonare come un “cosa cerchi, come immagini la tua vita”?

A questa annosa questione, una volta arrivati al nucleo caldo della risposta che cercavamo, dobbiamo rispondere convinti (a noi stessi, non serve fare outing con gli altri) per almeno tre volte con un convinto “Sì, è questo che desidero per me”.

Allora saremo arrivati da qualche parte, almeno dentro al fumetto, appena abbozzato della nostra vita, “mi piacerebbe disegnarci un albero, su questo foglio bianco” potrebbe essere il seguito.

Compito per casa: porsi la damanda trivella e cercare la risposta.

Non è detto che tutte le trivelle riescano con il buco ma voi insistete, le grandi verità vanno conquistate giorno per giorno.

Lunedì, vi interrogo! 🙂

Pimpra

ALLA FACCIA DELLA GUIDA MICHELIN

Scopro di avere un lato profondamente reazionario, nascosto nelle pieghe del mio carattere.

Me ne rendo conto ogni giorno un poco di più. Inizio a sentire prurito per gli eccessi vuoti (di contenuto) di tante persone e situazioni e modi e mondi.

Non percepisco il seme della vera originalità, dell’anticonformismo, dell’eccentricità profonda e pregna di ricerca concettuale, in coloro che tali amano definirsi e che credono di vivere vite all’insegna di queste bandiere.

Il vuoto pneumatico, cosmico.

E così accade che, nel pragmatismo duro della vita reale,  ti presentino un risotto che a guardarlo, ti viene da vomitare.

Ad Assisi, qualche giorno fa, in un sedicente ristorante “marchiato” con tanto di adesivo rosso Michelin ed altri, “prestigiosi” riconoscimenti, mi sono vista servire un risotto allo zafferano con finferli che aveva un aspetto (e un gusto) abominevoli.

Nella civiltà dell’immagine a tutti i costi, dove “sostanza” è divenuta semplice attributo della “forma”, mi hanno servito un piatto che non si poteva guardare, tanto era brutto!

In cima a una micro porzione (ci vogliono tutti magri), campeggiava istrionica e sfottitrice una schiuma biancastra e oleosa che nemmeno Seveso ai tempi della diossina era così.

risottozafferanoporciniIl contorno semicremoso del risotto, colorato con lo zafferano, aveva l’aria di essere tuorlo d’uovo crudo.

A vedere il bizzarro accostamento, mi è scappata una faccia di disgusto (detesto l’odore e il sapore dell’uovo crudo) ma mi sono fatta coraggio e ho portato alla bocca un bocconcino semicolloso, dai colore variegato e lucido di unto.

Dolore alle papille percependo che la schifezza non sapeva d’uovo (meno male), ma non aveva proprio nessun sapore!

Ho corretto con abbondante pepe e mi sono sentita chiedere dal cameriere come mai. Imbarazzante.

Nel pomeriggio, avevo mal di pancia e così il mio compagno di avventura.

Immagino i funghi non fossero freschi e l’imbarazzante schiuma di grasso abbia fatto il suo per rendere la portata ancora più indigesta.

… e continuo a non capire perchè continuiamo a farci prendere in giro in questo modo.

Pimpra

SI SALDI CHI PUO’!!!!

saldiDico io, un tranquillo pomeriggio di shopping con la madre. Al solito megastore, troppo affollato per i miei gusti, mi affaccio alla rella dell’articolo che vado cercando e, ovviamente, la mia taglia non c’è più (la solita jella).

Poco male, mi accontento di un articolo di una taglia più grande, che mi tirano dietro, ma tanto l’utilizzo è destinato alle trasferte in scooter e ritengo che sia un affare.

Passo al piano B, salgo di un piano, in effetti, e mi aggiro alla ricerca di una paio di pantaloni. Vado serena sulla taglia 42 e ne prendo un bel po’.

In camerino, il dramma.

Non uno, dico uno, che mi stesse bene, che avesse un senso su di me. Tutti giganteschi, enormi, senza forma: uno schifo totale.

Chiedo aiuto al supporter materno, prova a trovarmi qualcosa del genere di una taglia in meno. La madre esegue, prontissima.

Entro agilmente nella 40, un paio mi è addirittura grande.

Mi incazzo. Ditelo che avete etichettato i capi “a caso” che tanto  è impossibile che il cosciotto sia più piccolo di una taglia 40!!!

Mi arrabbio tanto tanto perchè, in questo modo, per scegliere una qualsiasi cosa, bisogna prendere la taglia che si pensa, una di più e una di meno e sperare che almeno una vada bene!

Con le scarpe idem: il 39 che calzava come un 38 stretto, il 40 che era come un 41… tremendo!!!

… Il mio affare l’ho portato a casa comunque ma … dai saldi… SI SALDI CHI PUO’! 🙂

Pimpra

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