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DI TANTO IN TANGO: GENTE QUE SI’

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Prendi una sera d’estate, la luna piena, un incontenibile desiderio di ballare ma di farlo sotto le stelle, in un parco, con gli alberi illuminati da piccole lampadine che sembrano lucciole.

Prendi la macchina e ti dirigi a Cervignano, alla milonga estiva di “Gente que sì“.

Si parte subito strabene perché ad accoglierti ci sono loro che hanno un sorriso aperto e, di solito, ci scappa pure un abbraccio che rivedersi è sempre tanto bello.

La pista è perfetta quanto a dimensioni. Con un piccolo accorgimento pure il cemento è gestibile, basta indossare scarpe che abbiano gomma sulla suola, oppure bufalo. Perché la paraffina utilizzata per permettere di pivottare, almeno a me, fa perdere di grip.

L’atmosfera è unica, si respira qualcosa di d’antan unito alle melodie del tango che riportano la mia mente a luoghi antichi, a situazioni in cui persone e tempo si accarezzavano a vicenda.

A Cervignano si gode degli altri, della reciproca compagnia, del tango davvero sociale. Non potrebbe essere altrimenti, perché, come dico sempre, sono i padroni di casa che creano la magia, il luogo poi si illumina di quella luce.

Ecco, se dovessi invitare a ballare amici da fuori, d’estate, sicuramente la milonga nel giardino (così mi piace chiamarla), sarebbe una delle tappe.

E, che ve lo dico a fare, le zanzare ci sono, ma sembrano danzare pure loro all’ombra della luna.

Pimpra

 

 

 

 

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SABOTARE I SABOTATORI. STICAZZI!

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A parte che, dopo un titolo del genere, cacofonico al 100%, dovrei “togliermi la licenza” di scrivere sul blog, facciamo finta di niente, il mantra di oggi è questo:

DEVO IMPARARE A SABOTARE I SABOTATORI.

Mi spiego:

a voi tutti sarà capitato, più volte nella vita, di vivere qualcosa/qualcuno che vi ha regalato un momento di grande euforia, forse anche di felicità o, comunque, di gioia, armonia.

Una sensazione di quelle che è bello tenere nel cuore e ricilare nei momenti di tutto grigio, tutto storto, tutto brutto.

Di solito sono momenti/situazioni che accadono per caso, non sono previste ed arrivano come un’onda festosa ad annaffiare la nostra vita, spesso abbastanza arida.

E noi, travolti da questa felicità ricevuta a gratis, senza poterla neanche immaginare, portiamo in giro la nostra faccia con un bel sorriso stampato e gli occhi spalancati per l’allegria.

Poi, però, troppo spesso accade che, il buco nero di turno, vede questa nostra luce e zac! ci lancia addosso una palettata della sua pece appiccicosa che ci rovina l’abito della festa, facendo ingrigire pure noi.

Perchè se io sto di merda, non voglio che tu sia felice. Anzi, la tua felicità mi sta proprio sulle palle e voglio fare di tutto per rovinartela.

Ciò che più mi spiazza, in tutto questo, non è l’umana invidia – che posso anche comprendere, se mi ci metto – ma la punizione che si vuole infierire al povero malcapitato perchè, sembra, che la felicità sia una colpa grave.

Allora, invece di assumerla per osmosi, di farsi pervadere da lei, dalla luce che emana dal soggetto felice, è preferibile spegnere ogni fotone luminoso che le tenebre a due sono più belle perchè più profonde e oscure.

Allora sai che c’è? mi sono rotta le palle dei “sabotatori della mia felicità” e da questo momento, mi armerò di un bazooka e sparerò le mie cartucce a salve fiorite.

Buchi neri, attenti che vi arriveranno secchiate di colore!

STICAZZI!!!!

Pimpra

 

IL RISVEGLIO DELLA ROSA

Rose in vasoHo scoperto che la piccola piantina di rose che abita sul mio terrazzo, di quelle comprate all’IDl e già mezze defunte quando ti arrivano a casa, è ricoperta di piccole foglioline verdi. La mia piantina di rose è viva.

L’immagine di un essere vivente così piccolo, delicato e abbandonato al suo destino che reagisce all’inverno, alle incurie del giardiniere e combatte nonostante tutto, mi ha fatto molto riflettere.

Mi ritrovo con uno sguardo “adulto” sul mondo e sulla vita, avendo perso (temo per sempre), l’allegria del sogno e la freschezza del desiderio che vorrei vedere realizzato.

Osservo il mio orizzonte  increspato e unto di nebbia. Non percepisco rosee aspettative e, soprattutto, sto imparando a scalzarle dall’immaginazione ogni volta mi si presentano davanti. Ma lo sguardo lungo vede e ci vede benissimo.

Perciò, oggi, con il pesante cappello di queste nubi infauste che gravano tutte sulla mia cervicale, voglio raccontarmi come si fa ad essere felici.

E’ l’esercizio che mi sono data, la mia scommessa.

Ovviamente non so da che parte cominciare ma so che troverò la mia risposta.

Nel frattempo,un suggerimento arriva da Repubblica on line con questo articolo.

Scriviamoci queste semplici regole che ci possono aiutare a far durare le nostre relazioni:

1. “trova il tempo per fare l’amore”

2. “saluta sempre il tuo partner con gioia”

3. “mantieni vivo il romanticismo, anche se ci sono i figli”

4. “fai chiarezza sulle questioni economiche”

5. “tieni a bada la rabbia”.

E per continuare nella nostra ricerca della felicità, teniamo a mente anche queste parole:

“E’ solo quando sai quello che vuoi che non prendi tutto quello che passa” (cit. Massimo Bisotti)

Buona fortuna…

Pimpra

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