GUARDARE E NON TOCCARE

palloncinoCi sono serate che ti insegnano un sacco di cose.

Ci sono persone che svelano talenti che mai avresti immaginato.

Ci sono scenari di vita che ti lasciano, piacevolmente, di stucco.

E me la sono proprio goduta, una classica “cena di sole donne”, a casa di una ospite che non ha “ospitato” e basta, ci ha coccolate, viziate con mille e uno sapori e prelibatezze, offrendo il bendiddio dentro una coreografia degna di un grande ristorante.

E poi penso che la padrona di casa lavora, come tutte noi, ed ha orari pesanti ed è riuscita, comunque, a preparare tutto questo.

Non so dire cosa mi sia piaciuto di più, mi è difficile scegliere, perchè era un surfare tra stimoli gustativi e visivi di grandissimo pregio.

Allora sai che c’è, godetevi la visione di questa chicca assoluta, accompagnata da inimitabili crepes al caffè… perchè, io c’ero, e voi potete gustarvi solo l’immagine…

 

***

Poi la riflessione sorge spontanea: ma com’è che certe donne sono capaci di fare tutto e farlo bene? Sanno cucinare prelibatezze ed impiattarle con gusto raffinato, hanno una casa che sembra uscita da una rivista di design, hanno una consapevolezza di ciò che desiderano avere intorno che le rende, decisamente, uniche?

Me lo chiedo…

Stamattina, osservando la mia piccola casa, mi sono detta ” Certo che te, proprio non ci sai fare…” e con questa consapevolezza dentro, mi sono chiusa l’uscio alle spalle.

Pimpra

 

ps… che sia stata mancanza di imprinting materno a farmi perdere pezzi di dna femmina???? … mah….

UNA VITA COSPARSA DI ACULEI

CACTUS

A me i cactus piacciono assai. Mi piace decorarci le finestre di casa, il balcone, l’ufficio.
Trovo siano piante affascinanti che hanno saputo creare bellezza in condizioni e circostanze di vita piuttosto avverse.

E fin qui…

Quando una sera, dopo una settimana in cui se qualcosa può andare storta, va stortissima, mentre guardi le foglie stanche della tua insalata ti dici “Eccheccazzo, non merito tutti questi aculei!”, non è precisamente ai cactus – che ami- a cui stai pensando.

E magari qualche goccia ti riga le gote, mista di dolore e rabbia, dopo aver mulinellato nei tuoi, ancor più tristi, “festoni“…

Allora, sai che c’è? Stamattina ho deciso che io, quegli aculei infilzati nella mia carne, non ce li voglio, sono stanca e stufa di situazioni e persone che si divertono a prendere le mie chiappe per il loro puntaspilli.

E’ stato un attimo, ieri sera, un piccolo cedimento… oggi, vuoi che c’è il sole, vuoi che è venerdì, vuoi che non ho voglia di passare il tempo a lamentarmi… oggi mi sono già liberata di un bel po’ di … punte! 🙂

Qualcuno mi ha detto che la vita mi fa di questi doni per prepararmi, per rendermi più forte… (ANCORA???)

Forte lo sono già, grazie, adesso datemi la rosa! 🙂

BUON WEEK END, ANIME BELLE!

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA_TS

BRICIOLE E MIMOSE

torta-mimosa-al-fior-darancioCon l’8 di marzo alle porte, ho un pensiero speciale per le mie amiche, per le donne.

Dato che non portò scrivere il post in diretta che mi starò trastullando anima e scarpette nella “maratona del mio cuore”, la Tosca, tanto per non farle pubblicità, ho un messaggio che desidero tanto destinarvi.

Non mi dilungo in parole, ma leggete questo allegato qui .

La festa della donna a cui voglio pensare, è, in primis , la celebrazione dell’amore, del rispetto che la donna ha per se stessa, per i suoi sentimenti e per il suo cuore.

Per tutto il resto c’è …  [Mastercard]. 😉

[Sticazzi]

Pimpra chevivuoletantobene

Dedicato, in particolare alla cara V.

IMAGE CREDIT E RICETTA QUI

BASTANO 10 CM. STICAZZI!

louboutin4

A volte devo ricordarmi che, per combattere OGNI sintomo di insoddisfazione/frustrazione/depressione/blocco_ovarico e congiuntura nefasta di autostima, la medicina è semplice, molto semplice.

Al mattino, una bella doccia/crema profumata per il corpo/ lavaggio chioma (capelli fluenti catalizzano meglio il principio attivo dell’antidepressivo), e via verso l’armadio dove, NON  prenderemo in mano nessun pantalone, ma OBBLIGATORIAMENTE una gonna o un vestito.

Secondo passaggio davanti alla scarpiera, dove, IMPERATIVO MORALE, le manine sante cadranno su un bel paio di scarpe, da 10 cm di tacco in su.

Non avete idea, o Signore/ine all’ascolto, della botta di positiva adrenalina che vi regalerà la giornata, ad uscire di casa con le gambe in mostra, issate sui vostri tacchi.

Per le anta, come la sottoscritta, si fa obbligo a leggero trucco.

Al caffè il gestore del locale voleva saltarmi addosso, all’ingresso in gabietta, la guardia giurata per un pelo non mi leccava come un gelato, sperticandosi in complimenti, alla mezz’ora d’aria del carcerato, ho ricevuto un invito i n barca da un sedicente professionista che vedo in palestra (e che mi vede solo in tenuta sportiva)…

Abbiamo bisogno di aggiungere altro? No, direi di no.

E se non siamo contente di noi e del nostro aspetto, è solo colpa nostra e del piacere che abbiamo (io per prima!) a stare comode e rilassate nei nostri abiti quotidiani.

Invece siamo donne, e, STICAZZI, i complimenti ci servono come la benzina, sicchè, Ragazze, pedalare, tacchi e via andare!

La zia Pimpra chevivuoletantobene!

NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA

wpid-IMG_20140221_153244.jpg

Filosofia della  massaia, per iniziare degnamente il fine settimana, condito –  guarda caso- dalla pioggia.

L’universo è compreso dentro gli occhi di chi guarda la realtà, il mondo. Con questa, scontata affermazione, voglio semplicemente ribadire un concetto: non c’è il bene, non c’è il male, c’è solo la quuantità e la qualità di significati che noi sappiamo mettere nelle cose che viviamo e vediamo.

L’esempio più eclatante lo si cita con le belle donne, aprioristicamente etichettate come oche stupide, che non è, o, che non è sempre. Così come non è vero che un uomo bello e piacente sia “per forza” un donnaiolo.

Abbiamo la pessima abitudine di vivere condizionati da etichette con cui classifichiamo il mondo e che, molte volte, non sono nemmeno frutto della nostra esperienza ma sono mutate da quella di altri.

É così che abbiamo difficoltà a vedere ciò che abbiamo davanti con la necessaria curiosità, privi di un giudizio che ci condizionerebbe a priori.

Penso a quante volte nella vita sono caduta in questa trappola, a tutte le volte in cui ho avuto –  inutilmente- paura, non mi sono fidata per poi fare  l’esperienza e capire che, ciò che veniva da fuori, il dettato popolare, era completamente infondato e fuorviante.

Poi c’è la cosiddetta “prima impressione”, altro demone che ci condiziona e, molto spesso,  ci porta fuori strada. Credo, però che sia opportuno valutare i segnali che le nostre antenne ci inviano, non prendendo immediatamente decisioni sull’onda dell’istinto, ma considerando, comunque i messaggi della nostra parte più intima, profonda.

Tutto questo pippolotto per dire che, forse, vivere, con la “V” maiuscola, potrebbe essere un tantinello più semplice, se ci metttessimo del nostro, una dose di buona volontà, di apertura.

Dopodichè, accà nissuno è fesso, essere ben presenti e via andare.

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA_TS

 

ANTI-AGE

MOVIMENTOE’ un periodo che non sono in armonia. Che significa che il dentro e il fuori sono come una scarpa e uno zoccolo messi insieme: una cacofonia.

La testa è presa da mille ragionamenti, decisioni da prendere, tanto lavoro anche potenzialmente stimolante ma ancora nella sua fase più embiornale, caotica, quindi stressantissimo.

Il risultato di tutto questo è che si riflette sul corpo imprimendogli una incredibile stanchezza, una forma di spossatezza difficile da definire.

Quando mi allenavo seriamente correndo come una pazza, alla fine della sessione ero un cadavere, ma la fatica durava il tempo di una doccia ritemprante che poi, alla crema per il corpo, già mi sentivo tutta quanta ringalluzzita.

Perchè quella era stanchezza positiva. Poi, più ci si allena con costanza, più il recupero va a regime e si sta solo e semplicemente BENISSIMO.

Altra è, invece, questa privazione di energia dovuta allo stress. E’ un demonio che entra nella mente e s’insinua fin dentro la più remota cellula. E mangia, mangia tutto ciò che trova: allegria, energia, concentrazione, sonno, desiderio… tutto.

Credo che sia un fenomeno noto a noi tutti , amplificato dalle difficoltà che, praticamente ognuno, sta vivendo nel suo quotidiano, non fosse altro che per mandare avanti la baracca.

Che fare?

Il mio rimedio l’ho trovato, ed è sempre lo stesso da quando ho imparato a camminare: muovermi, fare “sport”, andare in palestra, farmi salire le pulsazioni, aumentare la frequenza del respiro, sudare, ballare.

E’ come se mettessi tutta me dentro la lavatrice e la facessi andare, ciclo dei bianchi, 60°, due ore di lavaggio, centrifuga a mille giri.

Esco sconvolta, trasfigurata, inguardabile (non troverò MAI un fidanzato in palestra!!!), ma con un profondo senso di pace, con una connessione ritrovata verso di me, sia dentro che fuori.

Credo che sia questa la risposta che dobbiamo darci per combattere l’invecchiamento. Non si invecchia perchè il volto si segna di esperienza, invecchiamo perchè perdiamo quella fresca gioia del fare, dell’essere attivi.

Mi stupisco quando, per strada, incontro coetanei che non vedo da tempo e che ricordo giovani, scattanti e arzilli e ritrovo invece grigi, imbolsiti, “pesanti”.

Non permettiamo al tempo di aggredirci così.

SIGNORE E SIGNORI: TUTTI A MUOVERE IL CULO!

Sticazzi! 🙂

Pimpra

MOVIMENTO2

IMAGE CREDIT: DA QUI E DA QUI

DI TANTO IN TANGO: IL TANGO DELLA GELOSIA

embrace

Senza dilungarmi su quale massa energetica sensibile è capace di movimentare questa danza, chi la pratica lo sa benissimo, mi piace soffermarmi sulle dinamiche tipicamente europee dell’abbraccio fatale.

Perchè fatale?

Innanzitutto il tango regala o toglie. Dona magici incontri, abbracci speciali che possono essere solo un momento e durare il tempo di una tanda o uscire dalle pareti ovattate della milonga ed entrare nella vita reale di due persone.

Il tango toglie poichè, fedele rappresentazione delle dinamiche della coppia, se questa è lì e lì per scoppiare, è l’ago sul palloncino e bumm la coppia si dissolve.

Ma non è solo questo, sarebbe troppo facile, riduttivo.

Esistono tutta una serie di dinamiche più o meno perverse che si snodano in momenti diversi: a lezione, alla pratica e in milonga.

Analizziamo il punto n. 1: la lezione

A seconda se la coppia è composta da amici o da due partner nella vita, si possono osservare movimenti energetici diversi. Il focus va sulla coppia. Se è in equilibrio, di recente costituzione, ha un livello di tango accettabile, normalmente vive il momento come una scusa in più per creare quell’armonia che regna profonda nella vita dei due innamorati. Può comunque accadere che escano già le future dinamiche della coppia che preludono a scontri piuttosto pronunciati, ma, su questo, solo il tempo dirà la sua.

Gli amici, di solito, hanno tre strade: diventano  più amici, a beneficio reciproco del ballo, si innamorano o cominciano a non sopportarsi più. Anche in questo caso, il tempo darà il suo verdetto.

Punto n. 2: la pratica

La pratica è una milonga “mascherata” dove il cerimoniale di corte è molto ammorbidito, dove l’invito si può fare a voce e non è solo l’uomo ad avere questa possibilità. Ci si confronta, si “prova”, si studia insieme ma aprendo la coppia all’esterno.

MORALE: se sono amici in fase uno= nessun problema. Se sono in fase due= probabilmente balleranno insieme con poche uscite all’esterno della coppia. Se sono in fase tre= balleranno con altri e buona pace.

La coppia, invece, affornterà le dinamiche proprie della milonga e, conseguentemente, farà i conti con il demone della gelosia.

Ma che sarà mai?

Difficile dare una spiegazione logica a un fenomeno che parte tutto dalla pancia, dall’irrazionale. Da una parte, diciamocelo, abbracciare altre persone con grande enfasi e pieno godimento (del ballo, ovviamente! 🙂 ) procura al partner una sensazione di pizzicore, come un piccolo fastidio, un pruritino immediatamente silenziato ma che di fatto c’è. Annusare l’altrui collo, certo, può anche essere una sensazione spiacevole ma, diciamocelo, è un po’ come andare alla scoperta di qualcosa di nuovo.

Ora, tutto questo non sarebbe elemento sufficiente per scatenare tempestose nubi cariche di pioggia, ma – ed è qui il mistero buffo del tango – qualcosa ha alterato l’equilibrio.

Che accade? Che si balla male, perchè il corpo vive su di sè il fastidio e quindi non si lascia andare.

Il tango della fase milonga vera e propria, accende ed esalta tutto ciò che è stato detto fin qui. In milonga si va per ballare, certo, ma alla base del gioco vi è la seduzione che è stumento per farsi invitare (per le donne), istinto di caccia per gli uomini. In milonga si vive senza protezioni, la cosiddetta “lotta per la sopravvivenza” di darwiniana memoria.

Esagero? Certo, si fa per ridere, ma l’energia detonante che si può scatenare è davvero forte.

Come combattere il fenomeno gelosia?

Non ne ho idea, ovviamente.

E, sapete che c’è? Una gelosia contenuta, in limiti davvero sotto-sotto soglia fastidio, in fondo in fondo regala uno stimolo in più per mettersi in gioco, per fare meglio  (dell’altro/a), per avere voglia di cercarsi ancora (come coppia).

O NO????

🙂

Pimpra

LA BUSTA BLU DELL’IKEA: UNA STORIA DA RACCONTARE

busta blul ikeaCi pensavo in questi giorni di festa quando, spinta da una voglia insana di dare una sistemazione più consona alla stanza più importante della casa – il bagno- mi sono recata all’Ikea.

Passi che all’uscita mi sono letteralmente persa nell’immenso parcheggio che la mia macchinetta proprio non avevo idea di dove fosse finita (mi è stato spiegato, poi, dagli “assistenti ai dispersi” che, non solo il numero della posizione del parcheggio bisognava ricordare, ma pure il settore colorato!) e che mi stava prendendo il primo vero attacco di panico della mia vita  – scongiurato, fortunatamente – la cosa più stupefacente che ho compreso è il “portato emotivo” legato alla busta blu Ikea.

Al suo interno non si collocano solo “oggetti”, si insinuano “progetti” di vita (da soli o accompagnati), l’arrivo di un bambino, il trasloco in un novo posto, la fine di qualcosa e l’inizio di qualcos’altro che- chi per esorcizzare, chi per necessità – prevede un cambio o un acquisto.

Anche io l’ho vissuta questa busta, in più d’uno dei suoi usi: ho modificato una casa, perchè la relazione con l’inquilino che viveva con me, era finita. Ho aiutato amici a iniziare nuove stagioni, prestando loro i miei preziosi sacchetti che sono stati riempiti di ogni cosa. Davvero di ogni cosa.

La mia Pimpra viaggiatrice, ha la sua busta blu dedicata: “Pimpra travel” c’è scritto con il pennarello indelebile, e porta in giro il suo wc e gli altri effetti personali da gatto,  quando si sposta dalla nonna o mi segue nelle case degli amici.

La busta Ikea racconta delle nostre vite, e chi lo avrebbe mai detto, ci dice a che punto siamo, come siamo cambiati, se viviamo un bel momento oppure no.

Ho trovato tutto questo molto romantico e un pizzico melanconico, epperò è la vita ad essere così…

La prossima volta che andate all’Ikea, fate attenzione alle buste blu e all’espressione di chi le maneggia, sono sicura che saprete intuire un appassionante racconto…

Pimpra

DA DOVE COMINCIO?

2014

Ahi quanto mi è duro riprendere il solito ritmo di vita: la gabbietta, la palestra, gli impegni vari… ma, soprattutto, la sveglia.

Sono stati giorni di distacco totale dalla realtà, quando ti chiedi sarà mercoledì o giovedì, perchè hai perso il conto… e che dire, ne avevo proprio bisogno.

Certo, mi sarebbe piaciuto colorare la mia vacanza con qualcosa di più eclatante di quanto non abbia fatto in realtà, ma va bene così, non sono tempi (almeno per il mio conto in banca…).

Comunque, nella semplicità di ciò che è stato, ho alcune chicche che mi hanno regalato tantissima gioia: un capodanno passato a ballare tango al Farolito, coccolata come una principessa, sono arrivata da ospite e uscita alle 5 del mattino carica di squisitissimi doni!

Poi un pomeriggio bassanese dove il tango amalgama le meglio anime, talentuosi ballerini/e, valentissimi Tj, creando un evento (privato) ad altissimo godimento. Di quelli, per intenderci, che lasciano un ricordo indelebile, un sorriso sul volto, ogniqualvolta ci ripensi. E, ultimo, ma solo in ordine di tempo, la milonga pomeridiana in quello spazio che per te è casa, dove ti piace fondere la suola delle scarpette, dove trovi i tuoi maestri e amici.

E mi lamento? No!

Solo che oggi è il “primo giorno di scuola” dopo le vacanze, e io non ho studiato e non ho fatto tutti i compiti… e, in una parola, ho il magone grande così… ma passerà anche questa!

FELICE 2014 AMICI!

Pimpra

PS: dicesi “gabbietta”, l’ameno luogo di lavoro. Grazie a dio che c’è, ma resta sempre una galera… 🙂

ALLA FACCIACCIA. SWITCH!

switch

Alla facciaccia delle teorie new age,

alla facciaccia dei guru spirituali e non,

alla facciaccia delle religioni,

degli psicologi,

delle droghe,

dei vizi e stravizi.

Per stare bene basta fare SWITCH!

Scoperta dell’acqua calda? Forse. Ma tra il dire e il fare, spesso, c’è di mezzo un’enorme montagna: la nostra volontà.

In fondo è solo questione di buonsenso: analizzare la/le situazioni, cambiare punto di vista, smettere – durante l’osservazione – l’abito delle emozioni (di solito negative), respirare, cercare profondamente dentro di sè la voglia di trovare la soluzione, di migliorare la situazione.

La risposta, positiva, arriva.

Perchè per stare bene, bisogna volerlo. Ovviamente non riferisco a mali fisici, sebbene anche quelli, se sostenuti da forte volontà di guarire, poco a poco abbassano la soglia del dolore. Penso ai dolori dell’anima. Ai pruriti esistenziali. Al malessere di vivere.

A me succede questo, di solito.

Sto da schifo, ma veramente da schifo, piombo nei miei abissi più tetri, dove tutto è solo nero. Mi sento perduta, ma terribilmente viva. Perchè, accidenti!, nel dolore ci si sente vivissimi (perchè fa male, appunto). Mi arriva poi, un momento in cui sono così tanto nefasta che, qualcosa di molto forte dentro di me, mi fa riaccendere la luce.

Il famoso SWITCH.

La luce si accende, per davvero. La testa riprende a pensare serenamente, per nulla turbata da emozioni che la portano a sragionare, come quando si riprende in mano il timone. Quello della propria vita.

Ecco che situazioni/circostanze anche persone che prima erano capaci di mandarmi in tilt hanno perso quel potere e l’assetto della nave non subisce scossoni.

Ma quanto bene si sta? Che poi si riprende a vedere le sfumature, a godere di quelle piccole ma magiche scintille che tanto ci piacciono e… energia pura, energia vitale cristallina, ne richiama altra… bella e intensa.

Allora, sapete che c’è? il mio augurio per voi tutti, Amici, è questo: che un bel SWICH VI ILLUMINI IL PERCORSO, facendovi stare tanto, ma tanto meglio!

… si chiama positività, energia vitale… 🙂

PIMPRANTISSIMI AUGURI A TUTTI!

Pimpra

IMAGE CREDIT da qui

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