CRAZY HORSE

girlL’anno è partito molto bene, ho fatto le cose che più mi piacciono e non mi sono fatta mancare nulla.

Poi, per rintuzzare un’autostima minata dal tempo che passa ( su di me, si vede tutto!), ieri sera inciampo per caso su un film/documentario ambientato all’interno del Crazy Horse di Parigi e scopro (è il caso di dirlo) che le mie tette sono esattamente come quelle delle celebri ballerine.

Attimo di gioia. Finalmente faccio pace con la mia seconda di reggiseno. Perchè le splendide ragazze sono proprio come me.

Osservo meglio: la seconda su stangone di almeno 175 cm e coscia di lunghezza non inferiore a 125 cm, fanno un effetto diverso dal mio. Decisamente.

Il buonumore per qualche secondo svanisce – sono davanti allo specchio-  e le mie rubiconde cosciotte da ex nuotatrice, ex velocista, ex tennista ex… mi sbattono in faccia tutta la loro “prosperosa” natura.

Superdotata sotto, minidotata sopra. L’effetto non è un granchè.

Poi indosso un paio di tacchi e il tutto migliora. Certo, sono lontana anni luce dall’avere la coscia slanciata ma lo stiletto aiuta. Molto.

E faccio mia la frase del direttore artistico del Crazy “Una donna può sempre essere bella ed affascianante, indipendentemente dai doni ricevuti dalla natura. E’ questione di impegno, dedizione e intelligenza. Ci sono mille e uno modi per valorizzare ciò che si ha di positivo e nascondere i difetti”.

E con questo mantra in testa, vado a dormire più contenta.

… Anno nuovo, vita nuova…

Pimpra

BUONI PROPOSITI

valigia dei buoni propositi

Scollinato anche questo Natale.

A momenti tremendo, ad attimi esaltante, grigio, rosso, palline colorate e stelle filanti spente. Di tutto un po’.

Ma è andato.

Quasi tutti i Natali degli ultimi anni  mi mettono in crisi: come uno tzunami mi si presentano davanti le cose, della mia vita, che mi piacciono e mi soddisfano di meno. E per tutti i giorni della festa, stanno lì piazzate davanti agli occhi e mi prendono in giro.

Ma è andato.

Mi sento nuovamente “pimprante”, sarà anche che  mi hanno viziata con coccole psicologiche e regaloni niente male, e quindi non posso più permettermi di aver la patina dell’insoddisfazione cucita sul bordo laterale della bocca.

No, sorrido di nuovo.

Ripenso ai dentoni bianchi e separati di mia nipote mentre ridono dei miei giochi. Abbiamo passato la vigilia e il giorno di natale a divertirci come pazze e su e giù e a destra e a sinistra, solleva e posa a terra,una ginnastica presciistica in piena regola e fatta a panza piena.

Abbiamo mangiato pesce come se, in due giorni soltanto, dovessimo riportare a un buon livello il nostro colesterolo HDL , godendo come solo dei triestini purosangue sanno fare, di tutto ciò che il mare offre alla tavola.

Sono stata bene. E ringrazio di avere intorno persone belle che mi riscaldano il cuore… anche quelle che mi fanno incazzare. Ci sta.

Adesso, alla boa pruriginosa del nuovo anno, mi presento più rotonda ma ben determinata a rimettere in carreggiata calorie, ginnastica ben spesa, e tanta voglia di fare. Di tutto, almeno un po’.

E mi sento ottimista perchè penso che questo anno difficile è quasi finito e che dopo, non potrà che andare meglio! 🙂

Amici Cari, incorciamo le dita e che qualcuno ci ascolti!

Pimpra

21.12.2012 – 25.12.2012

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Facciamo bei pensieri, bei sogni, visualizzazioni positive.

Pensiamo all’Amore universale, all’evoluzione interiore dell’uomo, alla bellezza dei doni che abbiamo ricevuto: salute, amicizia, famiglia, amore.

E con questa attitudine positiva, solare, aperta, entriamo nel flusso cosmico e di coscienza tutti insieme e contribuiamo così alla nascita della nuova era, del nuovo mondo.

A chi passa per di qua, il mio augurio di AMORE E PACE.

Pimpra

IL NATALE DELLA CRISI

NataleUbi maior…

In fondo non è poi così male, se decidiamo di guardare con sguardo positivo, quanto accade in questo periodo.

CRISI. NERA. PROFONDISSIMA. TETRA. PUZZOLENTE.

Se poi ci mettiamo il nano che, dopo un piccolo periodo di “silenzio”, ci annuncia – gioviale- il suo grande ritorno… Beh, non ci sono occhi per piangere. Ma è fin banale dirlo.

Ottimismo, dicevo, quella bella patina che ammanta di sè le cose più semplici, rendendole belle. Un po’ come quando ci mettiamo i nostri abiti “vintage” (che in realtà sono solo “vecchi”) ma inventiamo un divertente abbinamento e… siamo capaci di farli risplendere.

Questo ottimismo si è impadronito della mia essenza, perchè, che_ve_lo_dico_a_fare, con la “crisi” non sono costretta a fare i regali di Natale!!!

Che liberazione!!!!

Non è un fatto di portafoglio, notoriamente le mie mani sono bucate, ma proprio una semplice gioia di NON dover più spremermi il neurone per partorire un’idea decente per un qualsiasi regalino di natale!

LIBERAZIONE!

Sarà un piccolo dono per la nipotina e una cena con la famiglia più vicina. Saranno milongas con gli amici conditi da una distribuzione variegata di biscotti.

Mi piace tornare alle “origini”, alla semplicità dei gesti di un tempo, quando i regali si facevano con le proprie mani.

Chissà che non sia proprio questa la ratio che sta alla base della nuova era dei Maya.

Speriamo…

Pimpra

IL DNA DEL SUCCESSO

In questo curioso periodo di stop e riflessione, razzolando, come amo fare, in giro per il web, ho potuto constatare come, alcuni portatori di “successo sociale” siano, in qualche modo, dei “predestinati”.

Parto da una fashion blogger italiana, divenuta famosissima a soli 24 anni, è anche un gran figa, bisogna ammetterlo, ma ciò che più mi ha colpito è l’istinto per il business, la leva motivazionale verso il successo.

C’è un’altra ragazza (ne ha 26) che ammiro molto, scrive d’incanto, è spavalda e colta e comunica divinamente (clicca qui) blogger pure lei che ha infilato un successo editoriale dopo l’altro. E penso che li meriti, brava!

La lista è, ovviamente, molto lunga e mi ha spinto a riflettere sull’origine del successo e/o dell’insuccesso sociale di una persona.

Sociale perchè, per essere definiti “di successo”, bisogna che la comunità se ne accorga, sappia chi siamo, ci veda, ci segua, sia interessata – in qualche modo – a noi.

Ci sono le persone che vivono il loro status in modo positivo, e regalano ai loro “follower” spunti interessanti, anche di crescita, altri che sono famosi essendo “famigerati” (mi vengono in mente, che so, gli stupratori o qualche altra categoria di “brava gente”).

Pensando al successo positivo, mi chiedo quale sia quel magico ingrediente che bisogna possedere (o procurarsi) per emergere dalla massa, distinguersi nel piattume generale della società e brillare di luce propria.

Io, ovviamente, non ne ho idea.

Io, ovviamente, non sono una persona di successo.

Non so se si tratta di una volontà di ferro nel credere a se stessi, alle proprie capacità, oppure se si tratta di avere una “visione” così forte che spinge al “tutto per tutto”.

Haimè, in questa mia considerazione, non entra in alcun modo il successo che chiamo “silente” che è ciò che intendo per la realizzazione animistica della persona. Il successo dentro le mura di casa propria, quello che pochi vedono e che pochi godono. La famiglia, gli affetti più profondi, la perfetta armonia della persona con tutto l’esistente.

E qual’è, invece, il virus contrario, quello dell’insuccesso che vediamo un sacco di persone veramente capaci, in gamba, meritevoli e degne di avere buoni risultati, infilare una disfatta dopo l’altra. L’elemento “sfiga” non è la risposta giusta.

Insomma, il successo sociale, dove ha origine? Quale pedigree bisogna avere per conquistarselo?

Nel mio “mondo panda” non sanno darmi la risposta…magari Loro hanno un genoma in più nel dna… 😉

Pimpra

IL TEMPO CHE CI VUOLE

Le cose migliori di sempre, dal buon vino, al cibo, alle più spettacolari opere d’arte, a un figlio, hanno sempre avuto bisogno di … tempo.

L’idea, la sua gestazione, la messa in opera, non sono attività da improvvisare repentinamente.

Il brandy si gusta prima che sul palato, odorandone l’aroma, e per farlo si deve scaldare il bicchiere, aspettare che il liquido aumenti la temperatura per sprigionare il meglio del suo bouquet. Non lo mettiamo dentro il microonde per fare prima. Ci vuole tempo.

Ho capito che ho bisogno di tempo anche io. Di un tempo che dimentica il suo ritmo scandito da minuti, ma lento, dentro a una bolla vuota dove io possa stare come sospesa.

Pochi giorni di riposo forzato mi hanno proiettata in una dimensione di cui non ricordavo il sapore e mi stanno regalando moltissimi colori e sfumature di vita che, nel mio forsennato quotidiano, avevo letteralmente perso di vista.

La più sorprendente scoperta è che sono proprio donna e mi piace assai.

E’ che di solito mi manca il tempo (o faccio in modo di non ricavarmelo) per qualsiasi attività che non sia maschia.

Non trovo un piccolo spazio neppure per le attività che mi renderebbero più bella [e a quale donna non piace sentirsi meglio nella sua pelle?] come dipingersi le unghie, cucinare qualcosa di meno triste di una insalata (che non si cucina, infatti) o di un hamburger di soya.

E’ la fuga dentro l’adreanlina che anestetizza quella parte “femmina” che, al contrario, tanto avrebbe da dire e da dare. E da chiedere.

Ringrazio questi pochi giorni di pausa, perchè non è vero che non so fare nulla in cucina e la casa sono capace di renderla confortevole, pulita e in ordine (come piace a me), non è vero che detesto stare ai fornelli perchè, se non devo contare i nanosecondi che mancano al prossimo appuntamento, trovo che sia un’attività molto creativa a stimolante.

Oggi ho rimesso mano al “Ricettario di casa” che comprai, novella sposa, tanti anni addietro. Ed è stata emozione rileggere le ricette che mi ero appuntata, appartenenti a cuoche meravigliose che, negli anni, mi hanno passato la loro conoscenza. E ho sentito forte il bisogno di preparare qualcosa, come da tempo non mi accadeva.

Ho capito che, come per il brandy, ogni donna ha bisogno del suo giusto tempo per poter esprimere al meglio la sua, complicata, essenza…

Pimpra

Ps … ho appena infornato biscotti! 🙂

MUTA_MENTI

Arrivando in gabbietta passo davanti a un giornalaio fornitissimo che espone le riviste anche all’esterno. Oggi mi è  caduto l’occhio sul bel viso, segnato e sorridente, di Caroline di Monaco che, dall’alto dei suoi cinquantanni suonati, si dichiara single e felice.

Osservo il volto di quella che è stata una donna bellissima e che lo è ancora, sebbene diversa.

Vedo nel suo sguardo d’acqua una vena profonda di malinconia, benchè nata “principessa”, la vita non le ha riservato un trattamento di favore, mettendola più e più volte di fronte a dolori grandissimi da superare.

Ma questa è vita, la vita di ognuno di noi.

Mi ha colpito di più il fatto che, potendo comunque scegliere tra schiere di uomini adoranti, preferisca restare da sola, o meglio “single e felice”.

Mi chiedo se sarà anche il mio destino.

Matrimonio finito, relazioni senza progetti, vita che scivola in avanti senza una direzione. Arriverà presto il giorno in cui, il compagno di turno, mi guarderà e volgerà l’attenzione da un’altra parte, a cercare pelle fresca, occhi giovani.

Immagino cosa mi regaleranno i cinquantanni.

Sarò come Carolina? Sarò come mia madre?

Chi lo sa…

Una cosa è certa, spero di poter avere una bella foto sorridente e felice del mio stato. In fondo, chi può amarci meglio di noi stessi?

Epperò, intanto che quel giorno arriva, mò mi do da fare! 😀

Amici Cari, vi auguro un fine settimana avvincente, colorato e passionale che non guasta!

Pimpra

NO BIO? NO BUONO!

NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

E’ un assunto assolutamente condivisibile. Fatti due veloci ragionamenti, mi rendo conto che sono messa male.

Tolte le depravazioni con cui amo vellicare le parti molli del mio cavo orale, non posso di sicuro affermare di nutrirmi in modo ineccepibile.

Ciò detto, e a fronte di ripetuti stress da vita moderna, il mio povero stomaco ha deciso di ribellarsi mettendosi sul piede di guerra regalandomi una gastrite di quelle con i fiocchi.

Dopo la visita, la prescrizione di un sacco di pilloline, ho pensato che, considerata la situazione, era bene passare al supermercato “bio”, per coccolare un po’ il pancino dolente. Detto fatto.

Alghe, gomasio, tofu, thè e qualche altra sciocchezzuola e il conto alla cassa è schizzato verso l’alto come fosse un razzo!

Alla mia richiesta di acquistare una borsa di tela, onde evitare il richio di danneggiare i preziosi vasetti di vetro, mi vedo chiedere € 4,90 per la borsa di cotone bio!!!!

No, dico, ci rendiamo conto??? Per una borsa della spesa!

E chissenefrega se il cotone è biologico!! Mica me la devo mangiare!!!

MORALE: per nutrirsi bene, bisogna essere ricchi o avere un latifondo o una campagna che altri coltivano in propria vece e goderne dei frutti.

Per tutti gli altri … cibo spazzatura!

Pimpra

VIRUS LETALE

Molti amici mi chiedono come sia possibile avere un virus così letale ed essere tanto felici.

Provare per credere!

Sono stati 4 giorni di immersione totale nella dimensione che preferisco: natura, terme, tango, tango, tango, tango!

Sommando le ore di sonno arrivo più o meno a 4, 30 per notte (pochino per non essere rovinata di stanchezza il giorno dopo), lezioni a bizzeffe e di ottima qualità, milongas piacevolissime.

Come fate a non capire che, chi si “ammala” di tango, è un paziente inguaribilmente soddisfatto, gioiosamente distrutto di fatica, a volte frustrato per pessime performances eppure sempre motivato a riprovare?

La magia e il mistero sono questi: la potenza che scaturisce da un abbraccio.

Passa tutto. Non ci si può nascondere. Quello che siamo, l’altro è in grado di sentirlo, di accorgersene.

Ho ballato con uomini consapevoli, divertenti, “maschi_maschi”, arrendevoli, timidi insomma ogni tandas mi raccontava qualcosa di interessante e incredibilmente vero, della persona che cingevo.

Non si può fingere… e non tutti hanno il coraggio di togliere la maschera e farsi vedere nella loro realtà.

Anche io ho vissuto la mia crisi tanguera esistenziale dopo che ho visto esibirsi una straordinaria ballerina. Sono rimasta letteralmente folgorata dalla sua grazia, sensualità, eleganza, tecnica sopraffina, abilità, flessuosità, generale e strepitosa bellezza (per usare un eufemismo)  e mi son detta – tristemente – “ma che ci faccio io sulla pista?”

Ma il tango, se si sente amato, viene in soccorso. Ed ecco gli amici che ti dicono le paroline tenere e ti danno il “pat pat” sulla spalla di cui, in quel momento, hai tanto bisogno e poi, come per magia, arriva la tanda perfetta.

Ma che ve lo dico a fare, tuffatevi nell’abbraccio, fatevi contagiare, respirate a pieni polmoni il virus letale e… BALLATE! 🙂

Pimpra

RENDERSI CONTO

La città accoglie in un festoso quanto gelido abbraccio di bora, regalando un orizzonte libero di nubi e un cielo profondamente azzurro.

Equilibrismi scooteristici a parte, arrivo in gabbietta con il sorriso. Ho trascorso la domenica lavorando al cambio di stagione (e meno male vista la temperatura!) quindi sono pronta ad affrontare i primi guizzi di inverno che la dispettosissima Trieste regala ai suoi abitanti: bora sfrenata. 🙂

Arriva il momento in cui  rispondo all’esigenza fisica e mi reco nel bagno dell’ufficio che è sprovvisto di carta igienica e, scopro, forse non sarà più provvisto di carta.

Pipì in autogestione, mi par di capire.

Non nascondo che mi viene un mezzo attacco di bile, conoscendo perfettamente gli sprechi che ancora si fanno nel grande ente pubblico e per i quali i soldi ci saranno sempre.

Senza dilungarmi in una inutile/sterile quanto noiosa polemica mi preme di più porre l’accento su come, i nostri tempi, siano davvero cambiati e di come il cambiamento sia rapido!

Non possiamo sottrarci alla consapevolezza che il benessere a cui eravamo abituati, sta scivolando di sotto il sedere senza che possiamo farci niente!

In verità, abbiamo uno spazio di manovra: la consapevolezza.

Ieri, nell’affrontare il cambio di stagione, ho eliminato ben 3 enormi sacchi di abiti inutilizzati e 2 sacchi di scarpe. Rendiamoci conto!!!! E ad ogni avvicendarsi di stagione, l’eliminazione del “superfluo” ha la stessa ampiezza.

Svelato il buco del sistema: consumiamo troppo e male. Che senso ha liberarsi di così tante scarpe? Significa che ne ho acquistate troppe e non mi servivano, ho comprato seguendo un impulso, un vezzo, un capriccio… per poi disfarmene.
Consapevolezza che queste cazzate non potremo più farle con così tanta leggerezza. Che al lavoro non verrà più concessa neanche la carta igienica. E’ ora di diventare “grandi” e di mettere la testa a posto: basta cazzate.

Fuori il sole è limpido, la giornata così tersa eppure mi è venuta comunque l’angoscia di questo tempo…

Pimpra

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