GITA SCOLASTICA

Stamane, mentre cercavo – inutilmente – di cancellare i segni dei bagordi del fine settimana, mi sono detta che, per restare giovani, giovani veramente, ovvero  nell’animo, bisogna regalarsi dei momenti in cui riavvolgere la matassa del tempo.

Mi spiego.

Chi ha girato la boa “anta” comincia a farsi delle domande, si osserva con occhi diversi, prende coscienza del cambiamento e non sempre questa tappa di consapevolezza è facile da gestire, da vivere.

Ho scoperto il rimedio: concedersi una bella gita scolastica, come si faceva ai tempi del liceo.

Per me è abbastanza facile, il tango argentino offre mille e una occasioni di svago. L’ultima è stata una bella manifestazione a Lubiana (Slovenia) “Dias de la juventud“, dal bel titolo evocativo.

Sono stata ammessa nel gruppo vacanze delle wonder woman del tango triestino: le 4 L. Insuperabili organizzatrici di trasferte tanguere in ogni possibile destinazione.

Che posso dire: un successo incredibbile!

Prendere possesso del delizioso appartamentino, organizzare luculliane colazioni/brunch/pranzo-cena che con gli orari di una maratona non si sa bene quando/come si mangia perchè i parametri vitali consuetudinari saltano clamorosamente, i turni per la doccia, le infinite sessioni di trucco, gli “embè cosa mi metto? Come mi sta?”, sono stati un portentoso salto indietro nel tempo.

Un meraviglioso salto indietro.

A questo aggiungiamo che il gruppo era composto più o meno da coetanei e il gioco è fatto!

Ogni ruga, ogni segno che porto oggi sul viso, a testimonianza delle molte ore ballate e delle poche dormite, sono, in realtà, il tratto più prezioso di un gran bel momento trascorso, di gioia e allegria!

GRAZIE AMICI!

Pimpra

PS: nell’appartamento c’erano questi nella dotazione utensili. In tre giorni non siamo stati capaci di trovare il loro corretto utilizzo, usandoli però  in svariati modi… chi sa a che cosa servono precisamente? 🙂

CHE COSA E

CARA BELEN (e a tutte quelle come lei) …

Belen RodriguezHo fame dalle 10.30 di questa mattina.

Dalle 11.30 ho fame e mal di testa.

Mi sembra che il tempo si sia fermato, perchè le 13.00 non arrivano mai.

Alle 13.00 il “lauto pranzo” mi aspetta.

MORALE: questa dieta fa schifo (ma lo sapevo già).

MORALE 2: il corpo inizia ad usare le riserve energetiche (leggi grasso) e quindi sono sulla buona strada.

MORALE 3: CHE PALLE.

Vorrei soffermarmi sulla Morale 3.

Chi mi conosce non fa che dirmi che sono una cretina, che non ho bisogno di mettermi a dieta, perchè non sono grassa.

Lo so, Amici Cari, che non sono precisamente grassa. Per compiacere alla mia estetica mi vorrei con 5 kg di meno e 2 kg in più di tette (oltre a 10 cm in più di gamba), ma so che non è possibile e, forse, nemeno così necessario.

MI TOCCA FARE LA DIETA, PER INSEGNARE ALLA MIA MENTE A CONTROLLARSI.

No, dico, vi rendete conto?

E’ che a me piace la vita, mi piace godere. Del cibo, delle cose belle, dei piaceri che “chi più ne ha più ne metta” e, quindi, per continuare a frequentare l’amata terra per un periodo di tempo più lungo possibile, ogni tanto mi tocca entrare in ramadan.

Il cibo è il mio solo piacere fuori controllo, gli altri sono capace di “gestirli”.

E vai di dieta, perchè devo insegnare a quel selvaggio/ribelle/fuori dagli schemi del mio testone a sapersi fermare, nel tempo giusto.

Ieri, ad esempio, ho calcolato di aver masticato ben 5 pacchetti di cingomme (altro che le 3 dichiarate qui) con conseguenze letali sul mio intestino… A questo mi serve la dieta, a tenere a freno questi eccessi…

E poi vedo la mitica Belen (nel mio universo estetico, il corpo/viso di quella donna sono stabilianti) che, a 2 mesi dal parto, è più in forma di prima. Zero difetti, zero cellulite, zero pancia, zero ritenzione idrica, zero…

Al che, mi tocca considerare che ci sono esseri umani particolarmente fortunati: o non hanno proprio le mie stesse voglie, o le sanno gestire, o su di loro, gli effetti negativi non si vedono.

E il mantra continua: parola d’ordine: RESISTERE!

🙂

Pimpra

che, vista l’ora, vi augura anche BUON PRANZO!!! Ma cosa mangiate di buono, voi, oggi??? 😉

PAROLA D’ORDINE: RESISTERE!

chewing-gum1Credo di aver masticato almeno 3 pacchetti di cingomme per sopportare i morsi della fame del secondo giorno della dieta proteica che, unita alla PMS incombente, rende l’impresa di perdere qualche grammo, davvero titanica!

Onde rafforzare la volontà nella stoica lotta ai carboidrati, alle voglie di dolce degli ormoni premestruali, al cervello che vuole lo zucchero (ovvero liquirizia gommosa a manate), ieri ho riattivato l’abbonamento scaduto alla palestra, secondo la migliore scuola di pensiero del: “NO PAIN, NO GAIN”.

Mi presento all’appuntamento con il terrore di passare davanti a tutti quegli specchi che tappezzano la palestra a voler dire “Guarda che fisico di merda ti ritrovi!” o, ai pochi fortunati, “Ma quanto figo/a sei!!!” [inutile dire che rientro nella prima categoria].

Affronto il tappeto rotante e, miracolosamente, le gambe girano. Il fiato è un’altra storia e stantuffo come una vecchia locomotiva. Certo, corro più veloce degli altri 3 compagni di fatica, ma faccio un rumore imbarazzante. I giovani mi guardano un tantino schifati, ma che ci fa nel regno della figa, una vecchia locomotiva sudata e rumorosa come quella?

Me ne fotto. Oppure devo cambiare palestra: me ne fotto.

Passo agli addominali, mentre il mio corpo cerca di eliminare le tossine accumulate in mesi di baldorie alimentari, e sudo, e sono paonazza, e da cesso divento una cloaca.

Ripeto: me ne fotto.

Tappetino, peso da 2,5 kg, palla da pilates e inizio la serie.

Vicino a me un ragazzo, giovane, molto giovane che è lì da almeno mezz’ora e non ha nessuna intenzione di smettere. Con un occhio lo guardo, anzi lo ammiro, per la flessuosità, per la resistenza, per l’originalità dei suoi esercizi e, per non sudare una sola goccia, per non respirare di un solo decibel più intensamente. Tutto così naturale, fluido, come se stesse sul divano a guardare un film.

Finisco ciò che dovevo fare e lo lascio ancora continuare le sue prodezze addominali.

Dopo poco la mia seduta è tolta. E’ il primo giorno, mi fermo qui.

Una cena senza nulla di cui avesssi voglia e, il mattino seguente, prova bilancia: 1.8 kg in più rispetto la mattina prima.

Prendo la pistola per suicidarmi con un colpo secco ma, haimè, ho finito le pallottole. Rimando.

Insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE (sto facendo la dieta in cordata con un amico che non posso tradire).

Secondo giorno. Un inferno. Ho fame alle 11 del mattino. Pranzo a frutta alle 13. Alle 3 del pomeriggio lecco la scrivania.

E’ dura, molto dura.

Ma insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE.

E per caso scopro che il mio vicino di addominali del giorno prima è un ballerino del musical Priscilla e capisco tante cose.

E, mi convinco ancora di più che… la parola d’ordine è: RESISTERE!!!!

😀

Pimpra

LA PRISCILLA CHE E’ IN ME

PriscillaMentre mi accingevo a mettere mano alla scalata di panni da stirare, mi arriva la telefonata di un caro amico che mi propone due biglietti per il musical “Priscilla”.

Detto fatto, dopo un’ora mi trovo comodamente seduta a teatro, pronta a gustarmi lo spettacolo.

Bravi, belli, atletici, iper depilati, muscolosissimi eppure incredibilmente elastici, gambe da urlo, pettorali che… beh, lasciamo stare.

Due ore di spasso. Dove ho fatto difficoltà a non muovermi insieme a loro nei balli alla Gloria Gaynor, dove – più e più volte – mi sono rifatta gli occhi su corpi guizzanti.

E la musica e il canto. E i costumi favolosi. E la scenografia. Era tutto perfetto!

EFFETTI COLLATERALI:

Devo ammettere che, a un certo momento, e per non so quale movenza dei ballerini/attori/cantanti, mi è partito l’ormone e avevo una voglia matta… Di saltar giù dal loggione ed atterrare in diretta su quella massa di muscoli sudati.

Oddio. Sindrome da MILF!!!  da COUGAR!!!! (che brutto invecchiare…!!!)

Sono stata rapita dalla sensualità elegante di Bernadette (la Drag Queen più anziana), dalle delicate movenze della vamp d’antan. Ma tanto femmina che, guardando le All star ai miei piedi (DILUVIAVA!) mi sono detta che non ho – ancora – capito nulla!!!

Lasciandomi pervadere dalla potente allegria e leggerezza dello spettacolo sono entrata in contatto con la mia “Priscilla” e le ho sorriso, ammiccando.

Oggi, con molta sofferenza,  10 cm di tacco e non si discute.

🙂

Pimpra

INNO ALLA VITA

Rosellina

Ci sono giorni in cui ti prende  il piacere di fare le piccole cose.

Annaffiare i verdi della terrazza, l’ulivo che resiste a tutto, alla bora, al gelo, alla neve, al caldo, all’afa, all’umidità. L’ulivo ama la vita, ma proprio tanto.

Io lo guardo da lontano, doveva essere un bonsai, invece era solo un cucciolo di olivo, quando mi è stato donato.

E lui cresce e se ne fotte del mondo, della gente e della sua essenza di olivo. Vive a nord est, sul mio terrazzo. E sticazzi se d’inverno fa (molto) freddo, lui resta lì ad aspettare fiducioso l’arrivo del clima più mite. E non chiede nulla, non manifesta disagio. L’ulivo c’è, vive dentro la sua autonomia.

Lo amo tantissimo. Se dovessi associarlo a un animale, direi con certezza che l’ulivo è un gatto. In tutto e per tutto.

Mi ama anche lui. E’ per questo che si è adattato, per starmi vicino.

E poi c’è la micrometrica piantina di rose, quella di cui ho scritto qui che continua a darmi soddisfazioni, ha messo il suo primo bocciolo. E’ viva anche lei e mi ama.

Casa mia è il “non luogo” di una donna, mancano tutti quei classici segni della femminilità, non c’è precisamente la grazia armoniosa che si ritrova in alcune magioni curati dalle sapienti mani femminee.

Chez moi è libertà, un po’ di confusione organizzata eppure, mi ci trovo tanto bene. E’ la  mia tana- a volte, il mio nido- quasi sempre, il rifugio.

Ed evidentemente anche i verdi ci stanno bene. E continuano a riempirmi la giornata di… piccole gioie…

Pimpra

ATTIMI BELLI

Attimi Belli(foto di Pimpra)

C’è il sole.

L’amica di sempre.

I vestiti colorati che è primavera.

Le chiacchiere.

Ci sei tu, ci sono io, il mare che ci guarda, il sole che accarezza i capelli bianchi, la stessa voglia di vivere, la stessa gioia.

Ci sei tu, ci sono io, i nostri “Attimi belli”…

Pimpra

CERVELLO CHE… RUZZ[LE]OLA…

paroliereCi pensavo in questi giorni: non ho mai giocato ai video game, nemmeno quando ero una bimba. [Esistevano già, esistevano già… :-)]

Da “diversamente giovane” mi arriva la voce di Ruzzle, divertente gioco di parole.

Scarico la app e inizio. Inizio ad allenarmi da sola, in seguito mi affaccio alle prime partite, rigorosamente “in famiglia”.

Scopro, con meraviglia, di essere una super schiappa. Eppure, un tempo, ero forte con le parole, con i giochi di parole. Un tempo, appunto.

Chi di voi ricorda il “paroliere”? Da giovane andavo forte! Ruzzle è uguale!!! Ma com’è che ho perso le capacità?

Possibile che, da poco superati i fatidici “anta”, il cervello stia invecchiando così velocemente?

… Non mi resta altro da fare  che  allenarmi, allenarmi, allenarmi ed evitare così che il mio povero cervello…. RUZZ[LE]OLI! 😀

Pimpra

SUBLIME PROFUMO DI … ADRENALINA

WOMEN RUN TRIESTE

La botta che ti scende verso le gambe e immediatamente arriva in testa, il cuore palpita più forte, la mente si illumina e l’anima, all’improvviso, si risveglia dal torpore.

E’ bastata una boutade alla fine di una riunione di lavoro per cambiarmi all’improvviso l’umore e la giornata.

Adesso sono felice.

Dopo 4 anni in cui ho tristemente appeso le scarpette al chiodo, il destino mi ripropone l’amata corsa.

L’aria sul viso, il sudore che appiccica la maglietta al busto, i dolori su tutto il corpo che si fa sempre più vecchio e  meno elastico. Per non parlare del risveglio del giorno dopo, in cui alzarsi dal letto, è  un’impresa: acido lattico a volontà e male ovunque.

Chi se ne importa. Per me, questa è la vita, la mia vita. Così mi sento viva e felice.

E’ troppo tempo che ho lasciato la mia macchina corporea giacere nel garage dei pigri, di quelli che hanno sempre di meglio da fare che “soffrire”, perchè lo sport, fa – anche – male. A volte, fa molto male.

Mi sento un leone dalla criniera ingrigita ma sempre pronto a dimostrare a se stesso di essere leone.

E riderò tanto, domenica prossima qui, quando i km mi sembreranno più lunghi dei metri effettivi e la schiena e il fiato e i piedi e le articolazioni mi guarderanno in faccia dicendomi “Brutta pigrona!!! Adesso paghi tutto il conto!”

E, sebbene a pezzi, saprò godere di ogni momento e di ogni doloretto… 🙂

Pimpra

LA MIA GASTRONOMIA MOLECOLARE

Ferran Adrià

Ferran Adrià

Come dice Ferran Adrià (da qui) ” L’obiettivo  è di “creare un inaspettato contrasto di sapori, temperature e colori. Niente è quel che sembra. L’idea è di provocare, sorprendere e deliziare.” Questo, combinato con una buone dose di ironia e senso dell’umorismo, rende le sue portate molto impressionanti. Come dice lui: «Il cliente ideale non viene a El Bulli per mangiare, ma per provare un’esperienza».

 

Con grande enfasi posso annunciare che il mio pranzo di oggi ha avuto la durata temporale di 2 minuti ed ha risposto perfettamente alle attese di Ferran.

Il solo neo è che non ho “provato l’esperienza” di cui parla lo chef.

Direi che il mio pasto è stato piuttosto “niente è quel che sembra”. Ovvero: niente che sembri un pasto.

beverone-herbalifeIl mio primo pranzo a beverone.

Mi sento molto “molecolare”, perchè sono micro particelle di cibo quelle che ho ingerito.

Embè alla moda, direi! 😉

Pimpra

MASCHERE

specchio

Tra una foglia di insalata, un frullato di kefir  e una svizzera fredda con i peperoni, nelle chiacchiere della pausa pranzo è apparso molto evidente come nel tango e quindi nella vita, sia di fondamentale importanza “esserci”, “esistere”, “avere un nome”, possibilmente essere “famosi” e non “famigerati”, ma in fondo, va bene anche quello.

Dato che l’assioma tango/vita è scientificamente appurato funzioni appare cosa buona e giusta, anche nella vita reale, di  “ammantarsi” di “fama”. Ci serve. Ne abbiamo bisogno per vivere (meglio).

Cerchiamo quindi  di capire come crearcene una.

LA PERSONALITA’

Teoricamente per emergere dalle masse informi della gente, un tratto di personalità deciso, iperconnotato, ineressante, “fuori da coro”, potrebbe – apparentemente-  essere l’atout necessario per la la costruzione del “personaggio”.

Non credo sia affatto richiesto possedere doti “positive”, di quelle che piacciono ai genitori  – per intenderci – nessuno resta affascinato da un carattere solare/positivo/buono/bello e bravo.

Anzi, che noia.

Meglio condire il tutto con dosi di stronzaggine, di fanculismo, sticazzi a volontà, egoismo sublimato, iperautocelebrazione sempre e comunque.

Di solito sono questi i soggetti che ci rubano qualche curiosità, che ci attizzano il neurone spento.

LA FANTASIA

Esiste poi tutta una categoria di quelli che definisco i “creativi” capaci, come sono, di inventarsi realtà parallele talmente ben architettate da sembrare quasi vere. Uno guarda alla loro vita e, minimo, si sente una nullità che a lui non succedono mai simili avventure, che mai si sognerebbe di dire/fare/pensare/baciare il tal maniera.

I “creativi” sono l’ultima generazione dei furbi, dei manipolatori, dei venditori di sogni, di cui, quasi tutti noi, abbiamo bisogno o – almeno crediamo – desiderio.

A ben pensare non è così difficile, basta lasciarsi andare alle proprie più sfrenate creazioni mentali, usare i social network e il gioco è fatto.

Non resta che provare, giocare un po’ a “essere” solo una proiezione olografica di noi stessi e vedere quello che succede…

Tempi moderni…

Pimpra

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