ABUSI DI POTERE

atmosphere-cloudsIl bello del tempo libero è che, se ti puoi concedere di “staccare la presa del cervello”, la mente può viaggiare nell’etere e nei pensieri e s’illumina. Non sempre d’immenso, ma tant’è.

Tra una corsetta rantolante per le campagne udinesi, un colpo di aspirapolvere all’amata casetta, una pausa beauty ho tanto pensato. E ho pensato alla libertà e a tutto quello che facciamo per toglierla al nostro prossimo, o, almeno, per sporcargliela.

Mi viene in mente chi usa l’amore come scusa per modificare l’altra persona.

Se mi ami e ti amo allora devi fare questo e quello, essere così o colà. Ed è solo un banalissimo esempio.

E’ abuso di potere, abuso di sentimento. Mala gestione del sentimento. L’amato è sensibile e, se preso nel momento in cui è più delicato (ovvero quando si innamora e il mondo è tutto cuoricini e panna), l’abuso del più forte è fatto.

Ma non c’è solo chi forza la libertà dell’essere di un’altra persona, usando l’amore. C’è chi lo fa sfruttando la sua posizione di dominio sociale, o intellettuale, o professionale o, tristemente e tragicamente, di dominio fisico.

Mi ribello a tutto questo.

Forse la “veneranda” età mi insegna a “lasciar vivere” il mio prossimo. A non impedire la sua realizzazione, qualunque essa sia e, se non a goderne (non sempre si riesce ad essere così zen), almeno ad osservarla con animo distaccato.

E la mia corsetta ansimante per le campagne è stata così bella, quando, dentro le mie profondità più nascoste, ho capito questa grande lezione: vivi e lascia vivere.

Accetta la diversità di chi non è come te, non pensa come te, non ama come te.

E se non sei capace di apprezzare tutto questo, lascia libera la persona di viversi come le pare.

E tutto scorre più facilmente e le illusioni legate alle aspettative, stemperano come un acquerello troppo diluito.

E’ tanto bello tornare a sentrirsi fiume e molecola d’acqua che lo compone, è come se l’essenza si riappopriasse della presenza…dentro al magico profumo della LIBERTA’.

Pimpra

ULTIMO GIORNO DI SCUOLA

Foto di : Pimpra

Foto di : Pimpra

Ricordate com’era bello l’ultimo giorno di scuola?

Quando, alle medie, si aprivano le porte delle vacanze ed eravamo già più grandicelli per andare al mare da soli, con gli amichetti?

Quella sensazione di pienezza, di gioia pura che entrava in ogni poro della pelle.

Il profumo delle creme solari al cocco, le nuotate, i tuffi a chi schizzava più in alto. E gli amori estivi? le cotte pazzesche, violente come un temporale d’estate e brevi come un fuoco d’artificio…

Svegliarsi con i raggi del sole che bussano alla finestra per tirarti giù dal letto, in allegria, che la giornata sarà piena di cose da fare e da scoprire.

Ci sono momenti, nella mia vita di adulta, in cui riesco a ricongiungermi con le stesse sensazioni di quando ero una ragazzina e, allo stesso modo, mi entusiasmo…

Oggi è uno di quei giorni, ogni fotone luminoso mi procura gioia e ho voglia di fare, di muovermi, di ballare, di ridere.

Cosa è successo di particolare?

NULLA! e la magia è proprio questa!

Pimpra

DI TANTO IN TANGO. ALCHIMIE RARE

Foto di Pimpra

Foto di Pimpra

Mettici:

una location da urlo.

Un luogo dove Fellini, Spike e Tarantino ci andavano a nozze.

Una fabbrica teatro, quinta, laboratorio, piena di vecchio e nuovo smontati e rimescolati, fusi insieme a dar vita a forme altre e alternative. Una gioia per gli occhi.

Mettici:

due Tj   straordinari, consapevoli, burloni, appassionati, divertenti, preparati, sensibili ed epicurei.

Mettici:

un gruppo di spensierati, gaudenti, appassionati soggetti pescati  di qua e di là dal Belpaese e non solo.

Mettici:

cibo a piovere.

Mettici:

la pioggia (che non manca mai)

Mettici:

un pomeriggio intero con sconfinamento in una dolce serata.

Hai in mano la ricetta per un evento tanguero di primissima qualità, dove le anime si incrociano in un origami colorato di sfumature, dove tutto il sudore condiviso è una rugiada di benessere, dove i piedi fanno così male che non senti più nemmeno di avere due gambe… e la musica e i sorrisi e la gioia e sticazzi era tutto perfetto!!!

… e io voglio vivere così, fluttuando negli abbracci, bevendo note musicali, ubriacandomi di endorfine.

Oggi è decisamente un bel lunedì!

Pimpra

GITA SCOLASTICA

Stamane, mentre cercavo – inutilmente – di cancellare i segni dei bagordi del fine settimana, mi sono detta che, per restare giovani, giovani veramente, ovvero  nell’animo, bisogna regalarsi dei momenti in cui riavvolgere la matassa del tempo.

Mi spiego.

Chi ha girato la boa “anta” comincia a farsi delle domande, si osserva con occhi diversi, prende coscienza del cambiamento e non sempre questa tappa di consapevolezza è facile da gestire, da vivere.

Ho scoperto il rimedio: concedersi una bella gita scolastica, come si faceva ai tempi del liceo.

Per me è abbastanza facile, il tango argentino offre mille e una occasioni di svago. L’ultima è stata una bella manifestazione a Lubiana (Slovenia) “Dias de la juventud“, dal bel titolo evocativo.

Sono stata ammessa nel gruppo vacanze delle wonder woman del tango triestino: le 4 L. Insuperabili organizzatrici di trasferte tanguere in ogni possibile destinazione.

Che posso dire: un successo incredibbile!

Prendere possesso del delizioso appartamentino, organizzare luculliane colazioni/brunch/pranzo-cena che con gli orari di una maratona non si sa bene quando/come si mangia perchè i parametri vitali consuetudinari saltano clamorosamente, i turni per la doccia, le infinite sessioni di trucco, gli “embè cosa mi metto? Come mi sta?”, sono stati un portentoso salto indietro nel tempo.

Un meraviglioso salto indietro.

A questo aggiungiamo che il gruppo era composto più o meno da coetanei e il gioco è fatto!

Ogni ruga, ogni segno che porto oggi sul viso, a testimonianza delle molte ore ballate e delle poche dormite, sono, in realtà, il tratto più prezioso di un gran bel momento trascorso, di gioia e allegria!

GRAZIE AMICI!

Pimpra

PS: nell’appartamento c’erano questi nella dotazione utensili. In tre giorni non siamo stati capaci di trovare il loro corretto utilizzo, usandoli però  in svariati modi… chi sa a che cosa servono precisamente? 🙂

CHE COSA E

CARA BELEN (e a tutte quelle come lei) …

Belen RodriguezHo fame dalle 10.30 di questa mattina.

Dalle 11.30 ho fame e mal di testa.

Mi sembra che il tempo si sia fermato, perchè le 13.00 non arrivano mai.

Alle 13.00 il “lauto pranzo” mi aspetta.

MORALE: questa dieta fa schifo (ma lo sapevo già).

MORALE 2: il corpo inizia ad usare le riserve energetiche (leggi grasso) e quindi sono sulla buona strada.

MORALE 3: CHE PALLE.

Vorrei soffermarmi sulla Morale 3.

Chi mi conosce non fa che dirmi che sono una cretina, che non ho bisogno di mettermi a dieta, perchè non sono grassa.

Lo so, Amici Cari, che non sono precisamente grassa. Per compiacere alla mia estetica mi vorrei con 5 kg di meno e 2 kg in più di tette (oltre a 10 cm in più di gamba), ma so che non è possibile e, forse, nemeno così necessario.

MI TOCCA FARE LA DIETA, PER INSEGNARE ALLA MIA MENTE A CONTROLLARSI.

No, dico, vi rendete conto?

E’ che a me piace la vita, mi piace godere. Del cibo, delle cose belle, dei piaceri che “chi più ne ha più ne metta” e, quindi, per continuare a frequentare l’amata terra per un periodo di tempo più lungo possibile, ogni tanto mi tocca entrare in ramadan.

Il cibo è il mio solo piacere fuori controllo, gli altri sono capace di “gestirli”.

E vai di dieta, perchè devo insegnare a quel selvaggio/ribelle/fuori dagli schemi del mio testone a sapersi fermare, nel tempo giusto.

Ieri, ad esempio, ho calcolato di aver masticato ben 5 pacchetti di cingomme (altro che le 3 dichiarate qui) con conseguenze letali sul mio intestino… A questo mi serve la dieta, a tenere a freno questi eccessi…

E poi vedo la mitica Belen (nel mio universo estetico, il corpo/viso di quella donna sono stabilianti) che, a 2 mesi dal parto, è più in forma di prima. Zero difetti, zero cellulite, zero pancia, zero ritenzione idrica, zero…

Al che, mi tocca considerare che ci sono esseri umani particolarmente fortunati: o non hanno proprio le mie stesse voglie, o le sanno gestire, o su di loro, gli effetti negativi non si vedono.

E il mantra continua: parola d’ordine: RESISTERE!

🙂

Pimpra

che, vista l’ora, vi augura anche BUON PRANZO!!! Ma cosa mangiate di buono, voi, oggi??? 😉

PAROLA D’ORDINE: RESISTERE!

chewing-gum1Credo di aver masticato almeno 3 pacchetti di cingomme per sopportare i morsi della fame del secondo giorno della dieta proteica che, unita alla PMS incombente, rende l’impresa di perdere qualche grammo, davvero titanica!

Onde rafforzare la volontà nella stoica lotta ai carboidrati, alle voglie di dolce degli ormoni premestruali, al cervello che vuole lo zucchero (ovvero liquirizia gommosa a manate), ieri ho riattivato l’abbonamento scaduto alla palestra, secondo la migliore scuola di pensiero del: “NO PAIN, NO GAIN”.

Mi presento all’appuntamento con il terrore di passare davanti a tutti quegli specchi che tappezzano la palestra a voler dire “Guarda che fisico di merda ti ritrovi!” o, ai pochi fortunati, “Ma quanto figo/a sei!!!” [inutile dire che rientro nella prima categoria].

Affronto il tappeto rotante e, miracolosamente, le gambe girano. Il fiato è un’altra storia e stantuffo come una vecchia locomotiva. Certo, corro più veloce degli altri 3 compagni di fatica, ma faccio un rumore imbarazzante. I giovani mi guardano un tantino schifati, ma che ci fa nel regno della figa, una vecchia locomotiva sudata e rumorosa come quella?

Me ne fotto. Oppure devo cambiare palestra: me ne fotto.

Passo agli addominali, mentre il mio corpo cerca di eliminare le tossine accumulate in mesi di baldorie alimentari, e sudo, e sono paonazza, e da cesso divento una cloaca.

Ripeto: me ne fotto.

Tappetino, peso da 2,5 kg, palla da pilates e inizio la serie.

Vicino a me un ragazzo, giovane, molto giovane che è lì da almeno mezz’ora e non ha nessuna intenzione di smettere. Con un occhio lo guardo, anzi lo ammiro, per la flessuosità, per la resistenza, per l’originalità dei suoi esercizi e, per non sudare una sola goccia, per non respirare di un solo decibel più intensamente. Tutto così naturale, fluido, come se stesse sul divano a guardare un film.

Finisco ciò che dovevo fare e lo lascio ancora continuare le sue prodezze addominali.

Dopo poco la mia seduta è tolta. E’ il primo giorno, mi fermo qui.

Una cena senza nulla di cui avesssi voglia e, il mattino seguente, prova bilancia: 1.8 kg in più rispetto la mattina prima.

Prendo la pistola per suicidarmi con un colpo secco ma, haimè, ho finito le pallottole. Rimando.

Insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE (sto facendo la dieta in cordata con un amico che non posso tradire).

Secondo giorno. Un inferno. Ho fame alle 11 del mattino. Pranzo a frutta alle 13. Alle 3 del pomeriggio lecco la scrivania.

E’ dura, molto dura.

Ma insisto, la parola d’ordine è: RESISTERE.

E per caso scopro che il mio vicino di addominali del giorno prima è un ballerino del musical Priscilla e capisco tante cose.

E, mi convinco ancora di più che… la parola d’ordine è: RESISTERE!!!!

😀

Pimpra

CARNET DI VIAGGIO – “Mi Buenos Aires Querido”

image credit: Pimpra TS

image credit: Pimpra TS

Dal lontano 2007 non mettevo piede su un Boeing su tratta intercontinentale.

Boccetta di Lexotan in borsetta (in caso di attacco di claustrofobia che non verrà mai se lo porti con te), accanto all’inseparabile Lonely Planet.

Pronta per il mio primo viaggio sacro. Alla Mecca. Di ogni tanguero: Buenos Aires!

Sono stati una diecina di giorni o poco più che mi hanno regalato emozioni fortissime, gioie insperate, divertimento, stanchezza, stimoli.

Mi sono chiusa in una scuola di tango per dedicarmi anima e corpo alla mia danza preferita, per insegnare al corpo nuove dinamiche, eliminare gli errori, creare nuova consapevolezza.

Ballare il tango colà è come nuotare in mare per un triestino: naturale.

Come è, per noi, tuffarsi dal molo facendo le “clanfe“, per loro è danzare inventando nuovi giochi ritmici, nuovi movimenti, incorciare sequenze che creano alchimie fantastiche. E lo fanno con il sorriso, nella dimensione del gioco, del piacere.

Poi c’è la megalopoli che, a dispetto di altre che ho visto, è capace di accogliere/raccogliere chi la visita. Non c’è stato un solo attimo del mio soggiorno nel quale mi fossi sentita un’intrusa, una persona “indesiderata”. E’ come se, da subito, Baires fosse anche mia.

Con l’occhio europeo mi sono divertita a fare il gioco del “cerca le differenze” e, per riderci su, ne elenco alcune.

RITMI SUDAMERICANI:

il concetto del tempo che scivola dalle mani e che devi infarcire di più cose possibili, laggiù, a 11.000 km di distanza, viene percepito in modo diverso, senza l’angoscia stressante del mondo sopra equatoriale.

Alla cassa del supermercato- ad esempio- in tutto e per tutto tecnologico e fornito,  il cassiere fa scivolare con lentezza olimpica i prodotti davanti alla fotocellula, sicchè per fare la spesa bisogna mettere in conto un tempo infinito da spendere al momento del pagamento ( non perchè ci sia una particolare coda alla cassa). E non bisogna perdere la pazienza, mai. E il sorriso, mai.

CORPI SUDAMERICANI:

ma quanto sono belli? sono tonici, longilinei, con la pelle ambrata, i capelli fluenti (ho visto tantissimi uomini con delle favolose trecce o code di cavallo incredibili). Se non hanno sempre un bel corpo, ci sono persone in abbondante sovrappeso, hanno sempre un viso sorridente, sereno. Volti nati da incroci incredibili e incredibilmente profondi, particolari, caldi.

CAOS  SUDAMERICANO:

Come ogni metropoli che si rispetti, anche Buenos Aires, è caotica, spesso in modo imprevedibile. E come ogni metropoli sotto equatoriale, l’utilizzo del clacson a pieno palmo di mano, è attività imprescindibile di ogni persona che guidi un mezzo a due o più ruote.

Ho trovato esilarante il concerto di trombe mentre, incolonnata al casello autostradale (al pagamento pedaggio), cercavo di raggiungere l’aereoporto. Tutti suonavano il clacson come fossero impazziti, sperando che, in questo modo, chi doveva pagare lo facesse più rapidamente. Credo che il clacson sia, per loro, un sofisticato espediente psicologico per resistere allo stress di un traffico infernale.

CLIMA SUDAMERICANO:

Ma che ve lo dico a fare? Due settimane di SOLE, cielo terso, temperatura perfetta, da t-shirt al mattino e copriabito alla sera. Dimenticavo, colà sono in autunno.

Per gli argentini, invece, faceva già freddo, ne ho visti molti andare in giro con il maglione di lana. Spesso mi chiedevano “Signora, ma non ha freddo?”

DONNE/UOMINI E MILONGHE

L’uomo è uomo, indiscutibilmente. La donna è donna, indiscutibilmente. E ho visto tanta femminilità che, mi sono detta, devo tornarci per carpire segreti. Gli occhi di una donna argentina sono capaci di sciogliere una lamiera di acciaio. Non so se  mi spiego. Gli occhi di un uomo argentino, pure.

MORALE:

ho già predisposto il porcellino salvadanaio per il prossimo viaggio, che durerà di più e mi porterà anche in altre parti di quello splendido paese.

… e non ho parlato del “dulce del leche” e di quanto, in generale, amino gli italiani 🙂 …

Pimpra

EFFETTI COLLATERALI

C’era da aspettarselo: venerdì in piumino, bagnati da catini di pioggia, immersi dentro una nuvola di umidità appiccicosa e fredda. Il lunedì seguente in maniche corte, dentro una trionfante primavera che, finalmente, brilla nell’aria.

Effetti collaterali:

  • il cambio di stagione degli armadi
  • colite a nastro
  • piedi gonfi
  • fisico che, a causa dello choc termico, ha mandato in tilt il sistema endocrino.

Ma è solo primavera, nulla di preoccupante!

Ieri ho trascorso una domenica davvero bella, ripescando dal fondo dell’armadio le scarpette da corsa, per troppo tempo dimenticate.

Il ritrovo delle partecipanti previsto alle 9.00 ha fatto sì che, per l’emozione, il mio orologio biologico mi tenesse sveglia dalle 5 del mattino e non si trattava, per me, nemmeno di una corsa competitiva!

E’ stato tanto bello ritrovare i gesti di sempre, prima di una gara. I riti che ogni atleta ripete, sempre uguali, sempre gli stessi: dalla scelta dei calzini alla maglietta, al modo di annodare le scarpette, alla coda, all’elastico della coda, agli occhiali da sole…

So che fa ridere e l’amica che ho coinvolto in questa avventura, infatti, rideva, ma ero davvero così emozionata da non sapermi trattenere.

Ed è stato bello accorgermi che il mio piccolo demonietto competitivo è sempre lì, pronto ad uscire dal cilindro, se stimolato. Anche se, e qui son dolori, la mente- quella – invece, ad un certo momento ha detto “basta”.

Il male da_per_tutto, il fiato_troppo poco, la salitina finale, l’aver esagerato in partenza, tutti errori che ho pagato poi.

Ma mi sono davvero tanto divertita che, questa sera, bis.

E, mi auguro, un passo avanti l’altro, riprenderò la mia passione di sempre… adagio…

E questo è un altro EFFETTO COLLATERALE: a primavera fioriscono i… BUONI PROPOSITI! 🙂

Pimpra

CERVELLO CHE… RUZZ[LE]OLA…

paroliereCi pensavo in questi giorni: non ho mai giocato ai video game, nemmeno quando ero una bimba. [Esistevano già, esistevano già… :-)]

Da “diversamente giovane” mi arriva la voce di Ruzzle, divertente gioco di parole.

Scarico la app e inizio. Inizio ad allenarmi da sola, in seguito mi affaccio alle prime partite, rigorosamente “in famiglia”.

Scopro, con meraviglia, di essere una super schiappa. Eppure, un tempo, ero forte con le parole, con i giochi di parole. Un tempo, appunto.

Chi di voi ricorda il “paroliere”? Da giovane andavo forte! Ruzzle è uguale!!! Ma com’è che ho perso le capacità?

Possibile che, da poco superati i fatidici “anta”, il cervello stia invecchiando così velocemente?

… Non mi resta altro da fare  che  allenarmi, allenarmi, allenarmi ed evitare così che il mio povero cervello…. RUZZ[LE]OLI! 😀

Pimpra

SUBLIME PROFUMO DI … ADRENALINA

WOMEN RUN TRIESTE

La botta che ti scende verso le gambe e immediatamente arriva in testa, il cuore palpita più forte, la mente si illumina e l’anima, all’improvviso, si risveglia dal torpore.

E’ bastata una boutade alla fine di una riunione di lavoro per cambiarmi all’improvviso l’umore e la giornata.

Adesso sono felice.

Dopo 4 anni in cui ho tristemente appeso le scarpette al chiodo, il destino mi ripropone l’amata corsa.

L’aria sul viso, il sudore che appiccica la maglietta al busto, i dolori su tutto il corpo che si fa sempre più vecchio e  meno elastico. Per non parlare del risveglio del giorno dopo, in cui alzarsi dal letto, è  un’impresa: acido lattico a volontà e male ovunque.

Chi se ne importa. Per me, questa è la vita, la mia vita. Così mi sento viva e felice.

E’ troppo tempo che ho lasciato la mia macchina corporea giacere nel garage dei pigri, di quelli che hanno sempre di meglio da fare che “soffrire”, perchè lo sport, fa – anche – male. A volte, fa molto male.

Mi sento un leone dalla criniera ingrigita ma sempre pronto a dimostrare a se stesso di essere leone.

E riderò tanto, domenica prossima qui, quando i km mi sembreranno più lunghi dei metri effettivi e la schiena e il fiato e i piedi e le articolazioni mi guarderanno in faccia dicendomi “Brutta pigrona!!! Adesso paghi tutto il conto!”

E, sebbene a pezzi, saprò godere di ogni momento e di ogni doloretto… 🙂

Pimpra

  • TAG

    2013 2014 2015 2016 abbraccio amiche amici Amici e amiche amicizia amore Amore Andar per maratone Andar per Milonghe Anima anno nuovo vita nuova anta e ribalta attimi Attimi belli Attualità Bel Paese blog blogger CARATTERE cazzate cronache dal mondo panda dare tempo al tempo Dillo alla zia Pimpra di tanto in tango Donne e valigie emozioni fine settimana Friuli Venezia Giulia immagini incontri i saggi consigli di Nonna Papera Italy Lavoro milonga momenti mondo panda Mondo Panda mondo tango Natura pausa pranzo pensieri pensieri leggeri pensieri sparsi pensiero positivo PERSONALITA' Pimpra milonguera riflessioni RISVEGLI Salute e benessere Senza categoria social network Società e costume Sport sticazzi STICAZZI storytelling Tango Tango argentino tango marathon Tango milonguero tango trotters tanto tango Trieste Uncategorized uomini e donne vecchiaia in armonia Viaggi viaggio Vita di coppia vita moderna vita sui tacchi a spillo
  • Archivi

  • ARTICOLI SUL TANGO

    Se cerchi gli articoli che parlano di tango cerca "di tanto in tango" nel banner TAG o fai la ricerca nel bannerino CATEGORIE
  • I post del mese

  • LA TRIBU’

    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Gr33n Raindeer
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di orestepatrone
    • Avatar di elenaambrosini
    • Avatar di Diario di luci e pensieri
    • Avatar di Ms Purrington
    • Avatar di Rich Wanderlust
    • Avatar di Logan Wilkins
    • Avatar di Kaleb Mcknight
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Catering Grasch
    • Avatar di koredititti
    • Avatar di Briciolanellatte
    • Avatar di thebear67
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di WuOtto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Noah Abbott
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Stefano Ligorio
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Eterea
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Laura Giarré
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Anele
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di fracatz
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di comelapensoio
    • Avatar di gmerico
    • Avatar di abdensarly
    • Avatar di inerro.land
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di mmichelis
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Marco
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
  • Pagine

  • Categorie