DONNE D’ACCIAIO

Tonificazione1-960x400La vita non smette mai di sorprendere.

Un lunedì qualunque del calendario decidi di provare una lezione in palestra che l’insegnante ti ha invitata stuzzicando il tuo cuore sportivo “Vieni, ti divertirai di sicuro!”.

Lei è una ragazza giovane dall’età indefinita, nel senso che potrebbe avere dai 22 ai 35 anni e sarebbe uguale. Una triestina doc: bionda, occhi azzurri, abbronzata, vivacissima, iper sportiva, allegra, sempre con il sorriso.

Insegna in palestra, ma credo che lavori anche in ufficio, ha una passione in quello che fa che mi colpisce. La vedo sempre durante le sue lezioni di zumba, io corro sul tappeto e seguo le sue evoluzioni dall’alto. Coinvolge pure me con la sua carica e le mie zampettone si muovono più leste.

Ieri mi sono lasciata convincere assicurandomi che non si trattasse di fare coreografie per cui sono negata. “Stai tranquilla, è molto facile, schematico, vedrai che riesci a seguire senza problemi”.

Detto fatto, mi presento già sconvolta che, con l’idea che sono una belva, prima della “ginnastichina delle donne”, mi serviva far montare le pulsazioni, sudare. In una parola stancarmi.

… una mossa davvero molto furba la mia.

Tra il lusco e il brusco mi sono trovata dentro a un allenamento preparatorio a una gara da Iron man, donne potentissime, toste, motivate che si allenavano assiduamente!

Alla facciaccia mia e della mia arroganza sportiva! Ho tenuto botta, con una certa dignità, per la prima metà dell’allenamento, confesso che poi  ho dovuto attingere a tutta la mia forza di volontà per non fare la figuraccia di quella che molla il colpo!

Aerobico a ritmo elevato e resistenza e addominali e braccia- spalle – glutei  ce n’era per tutto il corpo!

MORALE:

  • 1.5 kg meno di ieri. Significa che mi sono liberata di 1,5 litri d’acqua. Favoloso!
  • il corpo è più scattante, sento lievi doloretti qua e là, sintomo che ho lavorato bene, in un crescendo giusto di sforzo
  • ho l’umore alle stelle: fuori è estate e sto surfando su un’onda di endorfine!!!

Nessun uomo della sala pesi ha avuto il coraggio di affrontare la lezione.

E le “donnine” se la ridono, piccole “Iron Man” travestite da pulcini!

… e il merito va alla bravissima Anna Paola!

Pimpra

Image credit da qui

CALAMARI E TANGO

Foto di Pimpra

Foto di Pimpra

Cosa c’è di più bello di un tramonto sul mare, mosso da delicata brezza, pennellato dalla  fioca luce del faro della Vittoria, profumato di fritto misto di pesce, condito da un delicato sottofondo musicale?

Poche cose, davvero molto poche.

Un quadretto così, te lo porti nel cuore nelle uggiose e grigie giornate di novembre e il ricordo è come se accendesse una luce nel buio.

I venedì della milonghetta al Ferroviario, dove tutto quello che viene richiesto è di ricambiare la cortese ospitalità degli organizzatori mostrando senza pudore un bel sorriso aperto, manifestando senza timidezza il piacere di stare insieme.

Trieste, d’estate, offre delle chicche imperdibili, per chi, come la sottoscritta, sa apprezzare le cose semplici e ben fatte, le atmosfere vere, le persone piacevoli.

Ecco che una milonga in riva al mare, in uno stabilimento balneare d’antan (esisteva già ed era già “vecchio” quando ero una bimba.. non so se rendo l’idea…), si trasforma in una pausa rigenenerante d’estate.

Se, poi, accanto a tutta questa piacevolezza ci metti pure il delizioso piatto di calamari… diventa un appuntamento imperidible!

Ho già prenotato il tavolo per la prossima!

Per i curiosi, le informazioni, qui.

Pimpra

O’ SOLE MIO!

LatoB

Trieste è una città adorabile.

Piccola quanto basta, senza essere eccessivamente provinciale, storicamente “metropolita” per ragione del suo porto, asburgica per vocazione, orientale per posizione geografica, strana per i suoi abitanti.

Soffermiamoci sulla razza dei triestini.

Innanzitutto sarebbe divertente capire in che cosa consta la “stirpe”. Con una semplice parola, ce la caviamo con un “bastarda”. Non voglio offendere nessuno, sia chiaro, ma noi triestini, siamo mix di tanti popoli, di tante genti, di tante storie.

Siamo confine, siamo porto, siamo est e nord est. Siamo semplici e complicati, ciarlieri e profondi, intellettuali e mercanti.

E poi, siamo amanti del sole.

Chi ha il piacere di razzolare in città si accorge con stupore che, dai primi raggi del disgelo (e qui quando fa freddo, fa freddo), gli ameni abitanti si presentano in quel di Barcola o ai Topolini o al Pedocin per godere delle prime carezzine del sole.

E’ qui che il triestino si distingue da tutti gli abitanti della costa regionale. Egli riesce ad esprimere un grado di coloritura vicina al cioccolato fondente dal  mese di marzo (in stagioni “normali”, quest’anno ha posticipato per necessità, ma non si è fatto trovare pallido ai primi assalti del sole, arrostendo la pelle sotto le lampade abbronzanti).

La sottoscritta, figlia maggiore della mozzarella di bufala, e perciò portatrice sana di efelidi, cuperose, nei e quant’altro legato ai danni provocati dall’esposizione sconsiderata, vuole mandare un’appello ai suoi concittadini affinchè prevengano i danni gravissimi che il sole moderno regala.

Avere il colore del cuoio di Russia, oltre a non essere precisamente segno distintivo di eleganza, può portare i seguenti danni:

  1. invecchiamento precoce della pelle
  2. tumori della pelle (nel migliore dei casi il basalioma, nel peggiore il melanoma)
  3. macchie
  4. rughe che più ne ha più ne metta
  5. pelle cadente
  6. ecc ecc

Il sole è nostro amico se proteggiamo la pelle con le creme a fattore protettivo (dalla protezione 10 in su, sotto come niente), se evitiamo di cucinarci dalle 12.00 alle 15.00, se ricordiamo di rimetterci la crema per più volte durante l’esposizione e dopo i bagni.

Ecco, zia Pimpra ha detto quello che doveva, perchè vede in giro troppi concittadini letteralmente “bruciati, cotti, invecchiati” ed è dispiaciuta perchè vorrebbe vedere tutti sempre sani, belli e giovani!

BUON SOLE!

Pimpra

Image credit da qui

ABUSI DI POTERE

atmosphere-cloudsIl bello del tempo libero è che, se ti puoi concedere di “staccare la presa del cervello”, la mente può viaggiare nell’etere e nei pensieri e s’illumina. Non sempre d’immenso, ma tant’è.

Tra una corsetta rantolante per le campagne udinesi, un colpo di aspirapolvere all’amata casetta, una pausa beauty ho tanto pensato. E ho pensato alla libertà e a tutto quello che facciamo per toglierla al nostro prossimo, o, almeno, per sporcargliela.

Mi viene in mente chi usa l’amore come scusa per modificare l’altra persona.

Se mi ami e ti amo allora devi fare questo e quello, essere così o colà. Ed è solo un banalissimo esempio.

E’ abuso di potere, abuso di sentimento. Mala gestione del sentimento. L’amato è sensibile e, se preso nel momento in cui è più delicato (ovvero quando si innamora e il mondo è tutto cuoricini e panna), l’abuso del più forte è fatto.

Ma non c’è solo chi forza la libertà dell’essere di un’altra persona, usando l’amore. C’è chi lo fa sfruttando la sua posizione di dominio sociale, o intellettuale, o professionale o, tristemente e tragicamente, di dominio fisico.

Mi ribello a tutto questo.

Forse la “veneranda” età mi insegna a “lasciar vivere” il mio prossimo. A non impedire la sua realizzazione, qualunque essa sia e, se non a goderne (non sempre si riesce ad essere così zen), almeno ad osservarla con animo distaccato.

E la mia corsetta ansimante per le campagne è stata così bella, quando, dentro le mie profondità più nascoste, ho capito questa grande lezione: vivi e lascia vivere.

Accetta la diversità di chi non è come te, non pensa come te, non ama come te.

E se non sei capace di apprezzare tutto questo, lascia libera la persona di viversi come le pare.

E tutto scorre più facilmente e le illusioni legate alle aspettative, stemperano come un acquerello troppo diluito.

E’ tanto bello tornare a sentrirsi fiume e molecola d’acqua che lo compone, è come se l’essenza si riappopriasse della presenza…dentro al magico profumo della LIBERTA’.

Pimpra

ATTIMI BELLI II°

Foto di Pimpra

Foto di Pimpra

C’è il sole.

E ci sei tu.

Il vestito colorato come una promessa d’estate.

Ti guardo,  cercando un sì.

Ci sei tu, ci sono io, il mare che ci guarda, il sole accarezza la nostra giovinezza.

Ci sei tu, ci sono io, i nostri “Attimi belli”…

ATMOSFERE

greige

Un giorno di piena estate che all’improvviso rinfresca.

La bora entra, impetuosa e ribelle, scolorando il cielo.

Un’atmosfera autunnale, imprecisa e sfumata; ma tant’è.

Il ricordo torna e con lui la malinconia.

Oggi è la mia giornata greige.

 

Pimpra

 

image credit: foto da qui

NUOVI (DISCUTIBILI) TREND

 

flip flopMi sono resa conto di diventare vecchia, quando, nel mio girovagare il mondo, osservo – con disgusto – certe manifestazioni del sè soggettivo o “nuovi trend”.

Mi pregio di avere uno spiccato senso estetico. Il “bello” di ellenica memoria, il “καλὸς “, so scovarlo. Quasi sempre.

Non sfugge ai miei occhi, sebbene, non sempre, io possa definirmi suo baluardo e, al contrario, presentarmi “alla cessa maniera”, ma – per lo meno- ben consapevole di esserlo.

Il concetto non esprime l’idea di un “bello” solo estetico ma insieme a un buono, la famosa kalokathia (rinfrescatevi la memoria leggendo qui).

Ciò premesso, al momento, l’aberrazione più insopportabile del virtuoso concetto, la vivo in palestra.

Tempi moderni  e gente – tristemente – “moderna”, hanno portato a un decadimento dei costumi che non ha eguali. (DIO COME SONO VECCHIA!!!) 🙂

Adesso voglio che qualcuno, cerebrodotato, mi spieghi perchè, in palestra, d’estate, l’uso delle scarpe da ginnastica, sta scomparendo.

Si assiste all’esibizione di piedi maschili, tappezzati di peli sulle dita, il più delle volte non curati, con unghiacce lunghe e gialle o – peggio – sporche, nelle sale deputate allo sport.

Trovo sia un comportamento DISGUSTOSO!!!

Ieri, distesa sulla panca, quindi a poca distanza dal pavimento, c’era il mio naso sensibilissimo da felino e il piedone orrendo di un deficiente in flip flop!!!

Mi sono trattenuta dal non fare commenti o, meglio, di non farmi scivolare dalle mani sul piede puzzolente del cretino un peso di 5 chili, mi sono trattenuta perchè sono una (vera)  signora.

L’apoteosi della monaggine, ieri se l’è conquistata colui che, sempre in infradito, ciabattava allegramente sul tappeto rotante!!!! Ma, dico, si può essere più cretini? un appoggio messo male e ti ritrovi lungo disteso, dopo aver lasciato tutta la dentiera sull’appoggiamani!

Mi stupisco che, comportamenti del genere, pericolosi oltre che maleducati (NON VOGLIO, PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO, ODORARE LA PUZZA DEI TUOI PIEDI, GIA’ CHE SONO COSTRETTA A FARE I CONTI CON L’ODORE DELLE TUE ASCELLE!!!), non vengano proibiti dai gestori delle palestre.

Perchè, se un giorno di questi alla Pimpra girano, il peso le scivolerà dalle mani… e se il poverino si vedrà rotte 5 falangi… sarà solo un problema suo!

Mala tempora currunt...

Pimpra

ULTIMO GIORNO DI SCUOLA

Foto di : Pimpra

Foto di : Pimpra

Ricordate com’era bello l’ultimo giorno di scuola?

Quando, alle medie, si aprivano le porte delle vacanze ed eravamo già più grandicelli per andare al mare da soli, con gli amichetti?

Quella sensazione di pienezza, di gioia pura che entrava in ogni poro della pelle.

Il profumo delle creme solari al cocco, le nuotate, i tuffi a chi schizzava più in alto. E gli amori estivi? le cotte pazzesche, violente come un temporale d’estate e brevi come un fuoco d’artificio…

Svegliarsi con i raggi del sole che bussano alla finestra per tirarti giù dal letto, in allegria, che la giornata sarà piena di cose da fare e da scoprire.

Ci sono momenti, nella mia vita di adulta, in cui riesco a ricongiungermi con le stesse sensazioni di quando ero una ragazzina e, allo stesso modo, mi entusiasmo…

Oggi è uno di quei giorni, ogni fotone luminoso mi procura gioia e ho voglia di fare, di muovermi, di ballare, di ridere.

Cosa è successo di particolare?

NULLA! e la magia è proprio questa!

Pimpra

LATINA TANGO MARATHON

Embrace

I’m still floating on the perfect wave that kept me riding high for the entire weekend.

My Monday, today, seems far away. All of me is still there, on that floor, in that hotel, at the pool’s edge, on the lawn, in the embraces tied round me…

I have experienced my first perfect marathon. The wave that you expect for months, the one you feel in the air but never reach.

The fantastic 4 Mascalzoni Latini have really exaggerated this time. Not even Enzino, the savviest Italian wedding planner, could not have done better.

As much as I try I cannot find a flaw, a blemish, an imperfection.

I have seen 300 people crazy with joy, full of energy, sweaty and smiling, dance together, swim, laugh, throw themselves in the pool,  do a yoga session, scoff tons of bananas, drink litres of coffee, make friends.

In a space created for the wellbeing of each single one of us where, besides dancing the tango, if  you wanted to, you could find the precious solitude of the garden or go for the noisy playfulness of the pool.

I danced for hours, without realizing it, because I slid from tanda to tanda, held by hand by fabulous tj sets, with the energy of the afternoon and the long wave of the night.

I saw the sun rise within an embrace, realising that the music had led everybody into the making of the new day as if it were the most natural thing in the world.

I think that the intense meaning of a tango marathon is exactly this: the fusion of the body, of the mind, of the senses, of the skin, in the fourth dimension, where you can enter only if somebody who knows takes you there.

Only someone who has lived hundreds of these events knows the secret ingredient that makes the atmosphere of the marathon unique, his or her marathon,  an unforgettable moment.

And I am sure that a Latina like this one will be difficult to equal!

Pimpra

LA LATINA 2013: EDIZIONE STRAORDINARIA!

Image credit: Pimpra

Image credit: Pimpra

Sono ancora sull’onda perfetta che mi ha tenuto sulla sua cresta per l’intero fine settimana.

Il mio lunedì, oggi, è vissuto da lontano. Tutta me è ancora lì, su quel pavimento, in quell’albergo, ai bordi della piscina, sul prato, negli abbracci che mi hanno cinta…

Ho vissuto la mia prima maratona perfetta. L’onda che aspetti per mesi, quella che senti nell’aria ma che non raggiungi mai.

I fantastici 4 Mascalzoni Latini hanno esagerato, questa volta, che nemmeno Enzino, il più scafato wedding planner italiano, poteva fare meglio.

Non mi riesce di trovare una sbavatura, un difetto, una manchevolezza.

Ho visto 300 persone folli di gioia, cariche di energia, sudate e sorridenti, insieme a ballare, a nuotare, a ridere, a buttarsi in piscina, a fare la seduta di yoga, a sbafare quintali di banane, a bere litrate di caffè, a fare amicizia.

In uno spazio creato e pensato per il benessere di ognuno dove, oltre al tango, volendo, si poteva trovare la solitudine preziosa del giardino o l’allegria schiamazzante della piscina.

Ho ballato per ore, senza rendermene conto, perchè scivolavo di tanda in tanda portata per mano da tj set favolosi, con l’energia del pomeriggio e l’onda lunga della notte.

Ho visto l’alba dentro un abbraccio, rendendomi conto che la musica aveva traghettato tutti nel farsi di un nuovo giorno, come fosse la cosa più naturale del mondo.

Credo che il senso profondo di una maratona di tango sia questo: la fusione del corpo, della mente, dei sensi, della pelle, nella quarta dimensione, dove, per entrarci, ti porta solo chi sa.

Solo chi ha vissuto centinaia di questi eventi conosce l’ingrediente segreto per rendere unica l’atmosfera che farà di quella maratona, della sua maratona, un momento indimenticabile.

E ho la certezza che una Latina così  sarà difficile da eguagliare!

Pimpra

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