QUESTIONE DI PALLE

palloni

Oggi è una brutta giornata.

Pms che definire infestante, è dire poco. Ci aggiungiamo che mi sono svegliata alle 5.30 del mattino, chi lo sa il perchè, e che in gabbietta ci sono problemi.

Il punto è che ho tristemente toccato con mano alcune delle mie profonde “inabilità” e ci sto male, male da matti.

  • non sono capace di difendere le mie posizioni al lavoro, di conquistare nuovi territori, di affermare i miei credo
  • non sono capace di dire di no senza sentirmi in colpa
  • non sono capace di affermare che, no, anche quella cosa non la faccio, oppure mi pagate
  • non sono capace di trovare, con la dovuta dose di convinzione, il chirurgo plastico
  • non sono capace di dire a me stessa che voglio più considerazione e rispetto
  • non sono capace di non essere collaborativa
  • non sono capace di non essere sempre sintonizzata sulle esigenze degli altri e poco sulle mie

E mi fermo che l’elenco è fin troppo lungo.

E l’incazzatura aumenta perchè so benissimo che la fonte di tutto quello che non funziona nella mia vita sono solo io e il mio comportamento sociale.

Desidererei, più di ogni altra cosa, poter frequentare un corso di “stronzaggine al 100%”, di “vita mea, mors tua e chissenefrega”, e infine laurearmi in “STICAZZI”!

E’ che mi hanno allevata con l’idea che “è tuo dovere”, “devi”, “devi”, “devi”, “devi”… e se non “fai”, “fai”, “fai”… sei una merda indegna, un essere inferiore di serie B.

E, comunque, gli altri sono meglio.

Ci sono giorni in cui, il leone è forte e combatte, oppure se ne fotte bellamente, allegramente, trallallà. Altre volte invece… è come se lo avessero letteralmente evirato e, ciao, la vita diventa un fiume di merda.

Il desiderio di oggi?

Ritrovare le mie palle perdute. O andare a riprenderle ovunque siano finite. Perchè, per sopravvivere ne ho bisogno, davvero bisogno.

Pimpra

IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

passaggio testimone

Per farmi meno male, provare più lieve fastidio, forse, al mattino, farei bene a perdere la recente sana abitudine di ascoltare i giornali radio.

Sì perchè a sentire le cialtronerie che ci raccontano, e i giornalisti, in questo, fanno solo il loro dovere, mi viene una gran voglia di spaccare tutto!

E non è, di sicuro, cosa buona e giusta…

Io non so voi, ma più cerco di informarmi, più mi parte l’embolo di incazzatura come poche volte nella vita…

Ho sempre detestato la politica, ne sono sempre stata alla larga perchè, sin dalla giovane età, vedevo che i massimi sistemi ideologici/morali/pragmatici/ideali ecc ecc venivano malamente distorti da coloro che, il potere, lo avevano in mano. Di lì la scelta di “stare fuori” che sicuramente non fa di me un buon esempio civico, ma tant’è.

Si parla tanto di Bersani e di quanto è stato coglione nella sua campagna elettorale che non ha capito affatto dove e come si fa comunicazione politica. Aveva in casa un cavallo di razza, il giovane Renzi, che non solo ha la faccia “giusta” ma un cervello che funziona molto bene. Perchè il ragazzo sa come si muove la massa, dove prende le informazioni, come le maneggia… insomma Renzi è uno moderno, uno che vive il suo tempo.

Mi fa immensamente arrabbiare che il Bersani non si sia messo da parte, che non vuol dire rinunciare a fare politica attiva, giammai!, significa semplicemente saper guardare il mondo con occhi che lo vedono.

Bersani è uno dei tanti “padri” della politica italiana, detentori della saggezza diacronica, patrimonio utilie e necessario ma non sufficiente. Non si vince se non ci si batte e bisogna battersi bene, con le armi giuste per la particolare battaglia.

Mi spiace che i “padri” non scelgano con onore e sentimento di considerazione di passare il testimone ai loro figli, cresciuti grazie al loro esempio ma diversi, perchè più giovani e corrispondenti, nei modi  e nel pensiero, al tempo moderno.

Anche chi racconta a se stesso di volere il bene del Paese e dei cittadini  è – come TUTTI gli altri- attaccato con il mastice alla sua poltrona e al suo prestigio manifesto.

E con questa triste considerazione d’ora in poi, al mattino, al posto delle parole querule dei politici di noialtri, ascolterò della buona musica…

Evviva l’Italia.

Pimpra

GOCCE DI SCHIZOFRENIA

Primavera

Mi sono svegliata, come sempre, all’alba e, con gioia e stupore, ho visto che la finestra della cucina era pennellata di un delicato azzurrino, tenue, acquoso. Il colore della primavera che, timidamente, si annuncia.

… E il mio cuoricione tenero non può non risentire della dolcezza di questo sguardo trasparente e mi viene voglia di sorridere e di essere felice perchè il primo caffè del mattino non è più imbottito di notte.

La notte… già.. la notte…

E’ un altro il buio che ci circonda: il nostro paese è destinato ad andare a catafascio, più di quanto non lo sia già.

Non ho parole per esprimere il dispiacere di quanto è emerso dal voto degli italiani, di quanto siamo ciechi e ottusi e poco visionari.

E’ questo il buio che mi toglie il gran sorriso che la primavera vuole regalarmi, tutte le volte che si ripresenta.

E una parte di me è felice, una parte piange.

Schizofrenia tutta italiana.

Poveri noi.

Pimpra

 

LEGGE DI SEMPLIFICAZIONE

plume

Il tema mi sta molto a cuore, avendone parlato in più di una occasione.

Mai come in quest’ultimo periodo ho avuto modo di toccare con mano quanto sia fondamentale per godere di una qualità di vita più alta, l’abbandono delle aspettative.

Quasi sempre, specie se siamo persone dotate di fervida immaginazione, sensibili e romanticone, amiamo disegnare una realtà parallela a quella in cui viviamo costellandola di quanto di più caro per noi il cervello è capace di produrre.

Così, l’uomo che dovremo ancora incontrare sarà il salvatore della nostra anima perduta, il nostro capo saprà valorizzarci a dovere nelle nostre mansioni lavorative, saremo apprezzate dagli altri, faremo un viaggio che più bello non si può e via andare con le più variopinte creazioni ideali…

Ma la realtà, la vita, le persone, non sono frutto di nostre fantasie. Non sono immagini irreali, non si comportano come noi vorremmo, non pensano come/quello che crediamo noi, non percepiscono nemmeno a nostro stesso modo, il mondo.

Perchè, io sono me e tu sei tu.

E quindi, inutile perdere tempo e risorse mentali fantasticando sul periodo ipotetico della potenziale irrealtà.

Le aspettative ci rovinano la vita.

E non è molto più bello farsi sorprendere da tutto ciò che non avevamo immaginato, lasciare che il fiore ci venga donato un giorno che non sia il nostro compleanno, che un semplice fine settimana sia grandioso che nemmeno l’ultimo safari è stato tanto bello?

Stupore, sorpresa, abbandono, flusso.

Perchè anche per restare a dieta è importante non farsi aspettative di risultato che ci crea solo ansia e voglia di ingozzarci di più.

La vita può essere molto più ricca e gaudente se impariamo a non imbrogliarne i fili con i nostri desideri.

In fondo la parola d’ordine per stare bene è “LEGGEREZZA”.

E con questo mantra nel cuore, me ne vado a pranzo…

Pimpra

VOGLIA DI LEGGEREZZA

Tree-Spring-1920x1200-desktopia.net

E’ quello di cui ho bisogno in questo periodo così particolare. Al di là della mia situazione personale che condivido con molti altri italiani, sono estremamente preoccupata per quanto accade nel Bel Paese.

La campagna elettorale è entrata nella fase più acuta, quella in cui, per capirci, i concorrenti le sparano più grosse.

Non serve che esprima la mia incredulità per quanto Silvio sta proclamando in questi ultimi giorni.  Non serve.

Sono preoccupata perchè la povertà, gli stenti, le difficoltà possono rendere “sensibili” a certe offerte le persone più deboli che, di fronte alla restituzione dell’ICI, solo per citarne una, dimenticano tutto e decidono di mettere la loro crocetta sul simbolo sbagliato.

Non voglio fare campagna elettorale per nessuno, sia chiaro. Non ho sufficiente preparazione e conoscenza dei temi per esporli e tentare di convincere qualcuno a votare una mia preferenza. Questo no.

Invito solamente alla riflessione.

Esorto a leggere i quotidiani, ascoltare le trasmissioni di politica, discutere con gli altri per arrivare al giorno del voto consapevoli.

Sarà difficile fare una scelta, perchè da ogni parte c’è del marcio e la corruzione dei costumi sembra essere il portato più significativo della politica attuale.

Ma ricordiamoci che il Paese siamo noi.  E il modo migliore per farlo andare avanti è mantenere alto l’interesse per la cosa pubblica, impegnarci, informarci, seguire ciò che accade, non farci trovare impreparati.

E’ un primo, piccolo passo, verso una coscienza civile che da troppo tempo ormai abbiamo perduto.

E speriamo che arrivino tempi più rosei perchè, ognuno di noi, ha bisogno di leggerezza. Non solo nel portafogli.

Pimpra

CRICETI SULLA RUOTA


Non faccio che ascoltare trasmissioni che parlano di politica, alla tv e alla radio, a leggere i quotidiani per cercare di capirci qualcosa, per arrivare almeno un po’ consapevole alla X che tra poco dovremo mettere sulla scheda elettorale.

Una bagarre inutile e vistosa che sembra di essere al mercato. Tutti urlano, si insultano in modo più o meno elegante e fanno il possibile per tirare acqua al loro, sempre personale, mulino.

Stamattina leggo questo interessantissimo quanto choccante articolo su Repubblica (clicca qui) e, per la prima volta nella mia vita, mi vengono le lacrime agli occhi.

Comprare la carne che sta per scadere al supermercato perchè scontata all’80%, il pane del giorno prima, condividere casa e beni con altri perchè, altrimenti, è impossibile arrivare alla fine del mese… leggetelo, è toccante.

Anche io, come 8 milioni di persone, sebbene non a questi livelli così estremi, vivo sulla mia pelle tutta la difficoltà di questo periodo storico.

Come ho scritto qualche giorno fa (qui), mi aspetta una sfida che avrei volentieri evitato e che devo invece affrontare.

Allora, quando i politici arringano e sputano parole al vento e ci prendono in giro con promesse che non manterrannno mai, sapete cosa vorrei chiedergli?

Dateci – a gratis –  un corso di sopravvivenza che insegni a noi, i nuovi “poveri”, come non morire di stenti, come inventare soluzioni per tirare avanti. Se possibile con un sorriso.

La vita deve essere bella per tutti, anche per quelli come noi, costretti a correre nella ruota, come fossimo  criceti…

Pimpra

SFIDE (quasi) IMPOSSIBILI

DOLLARS

Ero sicura come la morte che, con il passare del tempo, la mia situazione patrimoniale dovesse  andare meglio. Mi spiego: dopo la separazione, iniziata la vita da single, far quadrare il bilancio è stata un’impresa estremamente complessa.

Al tempo raccontavo a me stessa che era ovvio il disagio che provavo dal momento che, abituata a “condividere” la vita e annessi e connessi, ritrovarmi un bel dì ad affrontare TUTTO da sola aveva scompensato per bene le mie entrate, divenute, in un attimo,  solo “uscite”.

Forse per trovare una speranza e non buttarmi a capofitto dentro una nera depressione, mi autoconvincevo che, una volta entrata a regime “singletudine”, sarei stata capace di ritirare su, non solo le piumette, ma anche il conto in banca.

Gli anni passano e continuo a combattere.

Pochi esitanti momenti in cui ho respirato, e poi di nuovo a testa bassa dentro la “quadratura dei conti”.

E’ che sono un’ “umanista”, a me piacciono le lettere dell’alfabeto detesto i numeri che sfuggono sempre al  mio controllo.

Puntuale come le tasse, arriva una nuova ondata di tormento finanziario e mi trovo, una volta ancora, a tirare la copertina sempre più corta e più stretta.

La sfida di febbraio sarà di vivere con 500 euro in un mese. Che tradotto in quota giornaliera: significa tirare avanti con 16, 66 euro al giorno.

Sono tanti? sono pochi? francamente non sono in grado di dirlo, non essendo mai stata capace di tenere una contabilità ordinata.

La creatività italiana dovrà venirmi in soccorso perchè davvero non so dire se sarò capace di vivere in un regime così controllato.

Devo confessare che non provo “afflizione” per la dura prova che sto per affrontare poichè sono certa che nelle difficoltà troviamo una spinta a migliorarci, immaginiamo soluzioni alternative, usiamo meglio la testa.

La sfida inizia il 28 di gennaio, voglio vedere se sarò capace di farcela e, fosse la volta buona, imparerò a dissentire con il mio mentore che afferma:

SO RESISTERE A TUTTO MA NON ALLE TENTAZIONI

e arriverò al 27 del mese successivo, sicuramente più magra e motivata!

… Mamma mia!!!! 🙂

Pimpra

UN TANGO, UN TE’ E TUTTA ME!

ArciZoo

Ci sono delle volte in cui si respira un’atmosfera particolare e si crea la magia.

Se a tutto questo aggiungiamo il mix composto dai tuoi amici, dalla sala che senti così tua da sembrare casa, la musica che ti viene incontro per rapirti nelle sue seducenti spire e il tuo amato tango che è lì che ti aspetta, appoggiato a una colonna e ti guarda per invitarti a danzare con lui, con questi ingredienti non può che essere un evento riuscito.

Perchè a me piace ballare quando fuori la notte non si fa ancora vedere, perchè il mio corpo è più scattante e l’energia va in esaltazione, sitmolata dalle note giuste nell’abbraccio più avvolgente che ci sia.

Un tango, un tè e tutta me!

La gioia di una domenica pomeriggio trascorsa a dar fuoco alla suola delle scarpette da ballo, dimenticando la tv, i pop corn, la pigrizia e, a volte, la noia.

Ed eravamo in tanti a scatenarci come adolescenti in libera uscita, pieni della nostra passione, divertiti e sudati, come ai vecchi tempi quando i piedi si muovevano sul ritmo di Thriller.

Oggi siamo come ieri, solo che la musica è cambiata e sono i vari Troilo, Canaro, Pugliese, Gotan Project a farci scatenare in mezzo alla pista.

Ma quanto mi sono divertita, alla milonga “inglese” che alle 5 in punto, la musica si ferma e si sorseggia ottimo tè con pasticcini e canapè salati, secondo la migliore tradizione britannica.

Perchè allo Zoo  sono chiccosi e tutto quello che inventano per il nostro divertimento, è organizzato con indiscussa classe.

E noi, drogati/psicomaniaci malati di tango non possiamo che continuare ad apprezzare il duro lavoro e a chiedere, a gran voce: NE VOGLIAMO ANCORA! 🙂

Pimpra

COMPITO PER CASA

trivella_oliodinamica

Ogni momento è buono per farsi qualche domanda di quelle giuste e, possibilmente, trovare una risposta che soddisfi.

A pranzo, tra il conteggio kilometrico per raggiungere la prossima milonga e la domanda inquietante sul meteo previsto, è partita come un siluro la “domanda trivella”.

Mai sentito parlarne? Probabile…

Dicesi “domanda trivella” quella che ti fai (o che ti pongono) capace di entrare dritta nel testone e rimanerci fino a che, nel processo sublime del mumblemumble quotidiano, non arriva alla risposta che cercava.

Una classica del genere è “Ma tu, che cosa desideri per te?” che, tradotta, potrebbe suonare come un “cosa cerchi, come immagini la tua vita”?

A questa annosa questione, una volta arrivati al nucleo caldo della risposta che cercavamo, dobbiamo rispondere convinti (a noi stessi, non serve fare outing con gli altri) per almeno tre volte con un convinto “Sì, è questo che desidero per me”.

Allora saremo arrivati da qualche parte, almeno dentro al fumetto, appena abbozzato della nostra vita, “mi piacerebbe disegnarci un albero, su questo foglio bianco” potrebbe essere il seguito.

Compito per casa: porsi la damanda trivella e cercare la risposta.

Non è detto che tutte le trivelle riescano con il buco ma voi insistete, le grandi verità vanno conquistate giorno per giorno.

Lunedì, vi interrogo! 🙂

Pimpra

ALLA FACCIA DELLA GUIDA MICHELIN

Scopro di avere un lato profondamente reazionario, nascosto nelle pieghe del mio carattere.

Me ne rendo conto ogni giorno un poco di più. Inizio a sentire prurito per gli eccessi vuoti (di contenuto) di tante persone e situazioni e modi e mondi.

Non percepisco il seme della vera originalità, dell’anticonformismo, dell’eccentricità profonda e pregna di ricerca concettuale, in coloro che tali amano definirsi e che credono di vivere vite all’insegna di queste bandiere.

Il vuoto pneumatico, cosmico.

E così accade che, nel pragmatismo duro della vita reale,  ti presentino un risotto che a guardarlo, ti viene da vomitare.

Ad Assisi, qualche giorno fa, in un sedicente ristorante “marchiato” con tanto di adesivo rosso Michelin ed altri, “prestigiosi” riconoscimenti, mi sono vista servire un risotto allo zafferano con finferli che aveva un aspetto (e un gusto) abominevoli.

Nella civiltà dell’immagine a tutti i costi, dove “sostanza” è divenuta semplice attributo della “forma”, mi hanno servito un piatto che non si poteva guardare, tanto era brutto!

In cima a una micro porzione (ci vogliono tutti magri), campeggiava istrionica e sfottitrice una schiuma biancastra e oleosa che nemmeno Seveso ai tempi della diossina era così.

risottozafferanoporciniIl contorno semicremoso del risotto, colorato con lo zafferano, aveva l’aria di essere tuorlo d’uovo crudo.

A vedere il bizzarro accostamento, mi è scappata una faccia di disgusto (detesto l’odore e il sapore dell’uovo crudo) ma mi sono fatta coraggio e ho portato alla bocca un bocconcino semicolloso, dai colore variegato e lucido di unto.

Dolore alle papille percependo che la schifezza non sapeva d’uovo (meno male), ma non aveva proprio nessun sapore!

Ho corretto con abbondante pepe e mi sono sentita chiedere dal cameriere come mai. Imbarazzante.

Nel pomeriggio, avevo mal di pancia e così il mio compagno di avventura.

Immagino i funghi non fossero freschi e l’imbarazzante schiuma di grasso abbia fatto il suo per rendere la portata ancora più indigesta.

… e continuo a non capire perchè continuiamo a farci prendere in giro in questo modo.

Pimpra

  • TAG

    2013 2014 2015 2016 abbraccio amiche amici Amici e amiche amicizia amore Amore Andar per maratone Andar per Milonghe Anima anno nuovo vita nuova anta e ribalta attimi Attimi belli Attualità Bel Paese blog blogger CARATTERE cazzate cronache dal mondo panda dare tempo al tempo Dillo alla zia Pimpra di tanto in tango Donne e valigie emozioni fine settimana Friuli Venezia Giulia immagini incontri i saggi consigli di Nonna Papera Italy Lavoro milonga momenti mondo panda Mondo Panda mondo tango Natura pausa pranzo pensieri pensieri leggeri pensieri sparsi pensiero positivo PERSONALITA' Pimpra milonguera riflessioni RISVEGLI Salute e benessere Senza categoria social network Società e costume Sport sticazzi STICAZZI storytelling Tango Tango argentino tango marathon Tango milonguero tango trotters tanto tango Trieste Uncategorized uomini e donne vecchiaia in armonia Viaggi viaggio Vita di coppia vita moderna vita sui tacchi a spillo
  • Archivi

  • ARTICOLI SUL TANGO

    Se cerchi gli articoli che parlano di tango cerca "di tanto in tango" nel banner TAG o fai la ricerca nel bannerino CATEGORIE
  • I post del mese

  • LA TRIBU’

    • Avatar di fracatz
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Diario di luci e pensieri
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Logan Wilkins
    • Avatar di Catering Grasch
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di robertofontana1991
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Marco
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di thebear67
    • Avatar di Affiliate Marketing
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di comelapensoio
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Fabio Bertolino
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Anele
    • Avatar di francescobissoli54
    • Avatar di Ms Purrington
    • Avatar di Gr33n Raindeer
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Eterea
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Laura Giarré
    • Avatar di orestepatrone
    • Avatar di Sconosciuto
    • Avatar di Briciolanellatte
    • Avatar di abdensarly
    • Avatar di Stefano Ligorio
    • Avatar di elenaambrosini
    • Avatar di Leprelibatezzediancia
    • Avatar di La Massaia Contemporanea
    • Avatar di Sconosciuto
  • Pagine

  • Categorie