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QUESTIONE DI PALLE

palloni

Oggi è una brutta giornata.

Pms che definire infestante, è dire poco. Ci aggiungiamo che mi sono svegliata alle 5.30 del mattino, chi lo sa il perchè, e che in gabbietta ci sono problemi.

Il punto è che ho tristemente toccato con mano alcune delle mie profonde “inabilità” e ci sto male, male da matti.

  • non sono capace di difendere le mie posizioni al lavoro, di conquistare nuovi territori, di affermare i miei credo
  • non sono capace di dire di no senza sentirmi in colpa
  • non sono capace di affermare che, no, anche quella cosa non la faccio, oppure mi pagate
  • non sono capace di trovare, con la dovuta dose di convinzione, il chirurgo plastico
  • non sono capace di dire a me stessa che voglio più considerazione e rispetto
  • non sono capace di non essere collaborativa
  • non sono capace di non essere sempre sintonizzata sulle esigenze degli altri e poco sulle mie

E mi fermo che l’elenco è fin troppo lungo.

E l’incazzatura aumenta perchè so benissimo che la fonte di tutto quello che non funziona nella mia vita sono solo io e il mio comportamento sociale.

Desidererei, più di ogni altra cosa, poter frequentare un corso di “stronzaggine al 100%”, di “vita mea, mors tua e chissenefrega”, e infine laurearmi in “STICAZZI”!

E’ che mi hanno allevata con l’idea che “è tuo dovere”, “devi”, “devi”, “devi”, “devi”… e se non “fai”, “fai”, “fai”… sei una merda indegna, un essere inferiore di serie B.

E, comunque, gli altri sono meglio.

Ci sono giorni in cui, il leone è forte e combatte, oppure se ne fotte bellamente, allegramente, trallallà. Altre volte invece… è come se lo avessero letteralmente evirato e, ciao, la vita diventa un fiume di merda.

Il desiderio di oggi?

Ritrovare le mie palle perdute. O andare a riprenderle ovunque siano finite. Perchè, per sopravvivere ne ho bisogno, davvero bisogno.

Pimpra

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4 commenti

  1. antigonewoland

     /  5 marzo 2013

    ciao micia, dunque…io credo che essere collaborativi non sia un difetto ma ovviamente tutte questi punti ne hanno uno in comune: la fiducia in te stessa. Fiducia in te stessa partendo da te, da quello che c’e’ di buono, e da questo partire da quello che sai di poter correggere per vivere meglio. Non è assolutamente semplice lo so ma è necessario farlo altrimenti appunto si sopravvive ma non si vive (e io già metterei questo punto in primo piano piuttosto che dire voglio sopravvivere, No! voglio vivere! cazzo!). Pensa a come stai quando balli il tango… non so come mai ma quando ne racconti cambia il tuo modo di scrivere ma anche le parole che usi nonchè tiri fuori la grinta e il leone, una maggiore autostima. ecco, allora io mi chiedo…ti piace il lavoro che fai? perchè di solito quando è difficile imporsi e spingerti ed osare in altri ambiti è forse perchè comunque non trovi allettante l’ambiente e il lavoro. Non è che non ci riesci, tu ti dici che lo vorresti ma il tuo inconscio sa bene che non lo vuoi… perchè infatti invece quando ti piace quello che fai sei perfettamente in grado…:-)

    ora devo scappare perchè devo farmi un grande lungo giro… in bici 🙂

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  2. E’ vero, specie sul mondo del lavoro è necessario essere competitivi contro gli altri. Purtroppo è così, aggiungo io. Se ti senti troppo “buona” non fartene un problema.. Se ti senti però che non riesci ad affermare i tuoi diritti, hai ragione che spesso per gentilezza nei confronti degli altri o per senso del dovere, incorriamo in errori, perché pensiamo poco a noi stessi e troppo agli altri ed al modo in cui gli altri ci vedono!

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  3. teacher

     /  6 marzo 2013

    Per il punto 4.. mi pare che ad Ancarano ci sia una clinica di tutto rispetto…
    Prendi un appuntamento e forse la convinzione salirà.. 😉

    Per tutto il resto, è meglio essere sempre giusti, sia nelle decisioni che nei fatti. E poter toranre a casa dicendoti, sono fiera di nn essere caduta in tentazione.

    😉

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  4. mago merlino

     /  7 marzo 2013

    hai mai pensato al buddhismo?

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