LA LISTA DEI BUONI

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La vita sorprende.

Quando meno te lo aspetti, arrivano doni incredibili.  E’ il mio caso, oggi.

Ebbene lo confesso,  i miei mi hanno messa al mondo proprio il giorno di San Valentino di qualche era geologica fa.

Venivo al mondo un venerdì di carnevale, tra un crostolo e una frittola, durante una festa, mia mamma ha dato l’annuncio a un papà molto giovane che era ora di andare. E, dopo qualche ora di travaglio, mi sono presentata urlando al mondo “Eccomi!”

E il genetliaco si rinnova e mi ritrovo qui, oramai diversamente giovane ma con la voglia di sempre: vivere, godere del tempo, sorridere.

In questo ultimo periodo, complici le rughe infestanti, le borse cadenti, il venir meno del turgore granitico dei muscoli, avevo deciso di bypassare serenamente il festeggiamento che, cosa ci sarà mai da festeggiare, a diventare sempre più “vecchia”?!

Avevo pensato di riprendere la gloriosa festa del mio compleanno il giorno in cui, incontrato/sposato il chirurgo plastico, le sue mani esperte su di me, facevano il miracolo ed eccomi pimprantissima, dimostrare 15 anni di meno con la bottiglia di Mumm in mano pronta a far saltare il tappo!

Invece… ed è questa la meravigliosa sorpresa, in tanti, davvero in tantissimi mi avete festeggiata con messaggi, pensieri teneri, dolci dediche, bigliettini, fiori, doni… affetto, tantotantotanto affetto che … ho una gran voglia di sorridere!

E lasciare che le pieghe sugli occhi si facciano più profonde e chissenefrega se ho le borse e devo faticare il doppio in palestra per avere addominali di ferro (e li ho!!! 🙂

Il Vostro calore, è questo che mi fa sentire giovane e ancora bella!

GRAZIE AMICI, GRAZIE DI CUORE! IN ALTO I CALICI E CIN CIN!

Pimpra

ps: “Lista dei buoni”: è un documento personalissimo che redigo ogni compeanno da almeno 25 anni. Essa contiene i nomi di tutti coloro che, ricordandosi di me, mi hanno fatto gli auguri.

La lista dei cattivi non serve compliarla, essa si autocrea per esclusione… a buon intenditor… 😉

IN TRANSITO

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Non c’è nulla da fare: sono bloccata.

E non penso alle povere vertebre della mia schiena, seppur provata, è la testa che non funziona.

Passo il giorno in mezzo alle parole, non faccio che leggere/scrivere mail, mi abbronzo la faccia con le radiazioni emanate dallo schermo del pc eppure… sono bloccata.

Adoro il mio piccolo “momento Panda” quando le dita si muovono ritmicamente sulla tastiera e i pensieri prendono forma e non solo li immagino, ma li vedo comparire in un un testo.

Sono bloccata, qualcosa non va, non esce la melodia dai tasti che osservo e restano muti.

Che brutta sensazione.

E guardo fuori dalla finestra e il freddo di questi giorni mi viene incontro ma non ho voglia di giocare con lui, di scherzare ad essere ancora bambina e correre dietro alle foglie rapite dalla bora.

Monolite arruffato sulla scrivania vedo e sento cose e so che avrei qualcosa da dire eppur mi taccio.

Il silenzio è d’oro, lo so, dovrei ricordarmene sempre. E in silenzio ci sto, ma a bocca piena, come se il ritmo dolce delle mandibole regolasse il flusso incontrollato dei miei pensieri. E del vuoto.

Ma l’inverno tra un po’ passerà e il vento gelido saprà nuovamente  di erba, di mare, di vita.

E, finalmente, saprò respirare dentro un vaso colmo di petali profumati e sorriderò ancora.

Pimpra

VOGLIA DI LEGGEREZZA

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E’ quello di cui ho bisogno in questo periodo così particolare. Al di là della mia situazione personale che condivido con molti altri italiani, sono estremamente preoccupata per quanto accade nel Bel Paese.

La campagna elettorale è entrata nella fase più acuta, quella in cui, per capirci, i concorrenti le sparano più grosse.

Non serve che esprima la mia incredulità per quanto Silvio sta proclamando in questi ultimi giorni.  Non serve.

Sono preoccupata perchè la povertà, gli stenti, le difficoltà possono rendere “sensibili” a certe offerte le persone più deboli che, di fronte alla restituzione dell’ICI, solo per citarne una, dimenticano tutto e decidono di mettere la loro crocetta sul simbolo sbagliato.

Non voglio fare campagna elettorale per nessuno, sia chiaro. Non ho sufficiente preparazione e conoscenza dei temi per esporli e tentare di convincere qualcuno a votare una mia preferenza. Questo no.

Invito solamente alla riflessione.

Esorto a leggere i quotidiani, ascoltare le trasmissioni di politica, discutere con gli altri per arrivare al giorno del voto consapevoli.

Sarà difficile fare una scelta, perchè da ogni parte c’è del marcio e la corruzione dei costumi sembra essere il portato più significativo della politica attuale.

Ma ricordiamoci che il Paese siamo noi.  E il modo migliore per farlo andare avanti è mantenere alto l’interesse per la cosa pubblica, impegnarci, informarci, seguire ciò che accade, non farci trovare impreparati.

E’ un primo, piccolo passo, verso una coscienza civile che da troppo tempo ormai abbiamo perduto.

E speriamo che arrivino tempi più rosei perchè, ognuno di noi, ha bisogno di leggerezza. Non solo nel portafogli.

Pimpra

CRICETI SULLA RUOTA


Non faccio che ascoltare trasmissioni che parlano di politica, alla tv e alla radio, a leggere i quotidiani per cercare di capirci qualcosa, per arrivare almeno un po’ consapevole alla X che tra poco dovremo mettere sulla scheda elettorale.

Una bagarre inutile e vistosa che sembra di essere al mercato. Tutti urlano, si insultano in modo più o meno elegante e fanno il possibile per tirare acqua al loro, sempre personale, mulino.

Stamattina leggo questo interessantissimo quanto choccante articolo su Repubblica (clicca qui) e, per la prima volta nella mia vita, mi vengono le lacrime agli occhi.

Comprare la carne che sta per scadere al supermercato perchè scontata all’80%, il pane del giorno prima, condividere casa e beni con altri perchè, altrimenti, è impossibile arrivare alla fine del mese… leggetelo, è toccante.

Anche io, come 8 milioni di persone, sebbene non a questi livelli così estremi, vivo sulla mia pelle tutta la difficoltà di questo periodo storico.

Come ho scritto qualche giorno fa (qui), mi aspetta una sfida che avrei volentieri evitato e che devo invece affrontare.

Allora, quando i politici arringano e sputano parole al vento e ci prendono in giro con promesse che non manterrannno mai, sapete cosa vorrei chiedergli?

Dateci – a gratis –  un corso di sopravvivenza che insegni a noi, i nuovi “poveri”, come non morire di stenti, come inventare soluzioni per tirare avanti. Se possibile con un sorriso.

La vita deve essere bella per tutti, anche per quelli come noi, costretti a correre nella ruota, come fossimo  criceti…

Pimpra

SFIDE (quasi) IMPOSSIBILI

DOLLARS

Ero sicura come la morte che, con il passare del tempo, la mia situazione patrimoniale dovesse  andare meglio. Mi spiego: dopo la separazione, iniziata la vita da single, far quadrare il bilancio è stata un’impresa estremamente complessa.

Al tempo raccontavo a me stessa che era ovvio il disagio che provavo dal momento che, abituata a “condividere” la vita e annessi e connessi, ritrovarmi un bel dì ad affrontare TUTTO da sola aveva scompensato per bene le mie entrate, divenute, in un attimo,  solo “uscite”.

Forse per trovare una speranza e non buttarmi a capofitto dentro una nera depressione, mi autoconvincevo che, una volta entrata a regime “singletudine”, sarei stata capace di ritirare su, non solo le piumette, ma anche il conto in banca.

Gli anni passano e continuo a combattere.

Pochi esitanti momenti in cui ho respirato, e poi di nuovo a testa bassa dentro la “quadratura dei conti”.

E’ che sono un’ “umanista”, a me piacciono le lettere dell’alfabeto detesto i numeri che sfuggono sempre al  mio controllo.

Puntuale come le tasse, arriva una nuova ondata di tormento finanziario e mi trovo, una volta ancora, a tirare la copertina sempre più corta e più stretta.

La sfida di febbraio sarà di vivere con 500 euro in un mese. Che tradotto in quota giornaliera: significa tirare avanti con 16, 66 euro al giorno.

Sono tanti? sono pochi? francamente non sono in grado di dirlo, non essendo mai stata capace di tenere una contabilità ordinata.

La creatività italiana dovrà venirmi in soccorso perchè davvero non so dire se sarò capace di vivere in un regime così controllato.

Devo confessare che non provo “afflizione” per la dura prova che sto per affrontare poichè sono certa che nelle difficoltà troviamo una spinta a migliorarci, immaginiamo soluzioni alternative, usiamo meglio la testa.

La sfida inizia il 28 di gennaio, voglio vedere se sarò capace di farcela e, fosse la volta buona, imparerò a dissentire con il mio mentore che afferma:

SO RESISTERE A TUTTO MA NON ALLE TENTAZIONI

e arriverò al 27 del mese successivo, sicuramente più magra e motivata!

… Mamma mia!!!! 🙂

Pimpra

COMPITO PER CASA

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Ogni momento è buono per farsi qualche domanda di quelle giuste e, possibilmente, trovare una risposta che soddisfi.

A pranzo, tra il conteggio kilometrico per raggiungere la prossima milonga e la domanda inquietante sul meteo previsto, è partita come un siluro la “domanda trivella”.

Mai sentito parlarne? Probabile…

Dicesi “domanda trivella” quella che ti fai (o che ti pongono) capace di entrare dritta nel testone e rimanerci fino a che, nel processo sublime del mumblemumble quotidiano, non arriva alla risposta che cercava.

Una classica del genere è “Ma tu, che cosa desideri per te?” che, tradotta, potrebbe suonare come un “cosa cerchi, come immagini la tua vita”?

A questa annosa questione, una volta arrivati al nucleo caldo della risposta che cercavamo, dobbiamo rispondere convinti (a noi stessi, non serve fare outing con gli altri) per almeno tre volte con un convinto “Sì, è questo che desidero per me”.

Allora saremo arrivati da qualche parte, almeno dentro al fumetto, appena abbozzato della nostra vita, “mi piacerebbe disegnarci un albero, su questo foglio bianco” potrebbe essere il seguito.

Compito per casa: porsi la damanda trivella e cercare la risposta.

Non è detto che tutte le trivelle riescano con il buco ma voi insistete, le grandi verità vanno conquistate giorno per giorno.

Lunedì, vi interrogo! 🙂

Pimpra

BUONI PROPOSITI

valigia dei buoni propositi

Scollinato anche questo Natale.

A momenti tremendo, ad attimi esaltante, grigio, rosso, palline colorate e stelle filanti spente. Di tutto un po’.

Ma è andato.

Quasi tutti i Natali degli ultimi anni  mi mettono in crisi: come uno tzunami mi si presentano davanti le cose, della mia vita, che mi piacciono e mi soddisfano di meno. E per tutti i giorni della festa, stanno lì piazzate davanti agli occhi e mi prendono in giro.

Ma è andato.

Mi sento nuovamente “pimprante”, sarà anche che  mi hanno viziata con coccole psicologiche e regaloni niente male, e quindi non posso più permettermi di aver la patina dell’insoddisfazione cucita sul bordo laterale della bocca.

No, sorrido di nuovo.

Ripenso ai dentoni bianchi e separati di mia nipote mentre ridono dei miei giochi. Abbiamo passato la vigilia e il giorno di natale a divertirci come pazze e su e giù e a destra e a sinistra, solleva e posa a terra,una ginnastica presciistica in piena regola e fatta a panza piena.

Abbiamo mangiato pesce come se, in due giorni soltanto, dovessimo riportare a un buon livello il nostro colesterolo HDL , godendo come solo dei triestini purosangue sanno fare, di tutto ciò che il mare offre alla tavola.

Sono stata bene. E ringrazio di avere intorno persone belle che mi riscaldano il cuore… anche quelle che mi fanno incazzare. Ci sta.

Adesso, alla boa pruriginosa del nuovo anno, mi presento più rotonda ma ben determinata a rimettere in carreggiata calorie, ginnastica ben spesa, e tanta voglia di fare. Di tutto, almeno un po’.

E mi sento ottimista perchè penso che questo anno difficile è quasi finito e che dopo, non potrà che andare meglio! 🙂

Amici Cari, incorciamo le dita e che qualcuno ci ascolti!

Pimpra

21.12.2012 – 25.12.2012

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Facciamo bei pensieri, bei sogni, visualizzazioni positive.

Pensiamo all’Amore universale, all’evoluzione interiore dell’uomo, alla bellezza dei doni che abbiamo ricevuto: salute, amicizia, famiglia, amore.

E con questa attitudine positiva, solare, aperta, entriamo nel flusso cosmico e di coscienza tutti insieme e contribuiamo così alla nascita della nuova era, del nuovo mondo.

A chi passa per di qua, il mio augurio di AMORE E PACE.

Pimpra

IL NATALE DELLA CRISI

NataleUbi maior…

In fondo non è poi così male, se decidiamo di guardare con sguardo positivo, quanto accade in questo periodo.

CRISI. NERA. PROFONDISSIMA. TETRA. PUZZOLENTE.

Se poi ci mettiamo il nano che, dopo un piccolo periodo di “silenzio”, ci annuncia – gioviale- il suo grande ritorno… Beh, non ci sono occhi per piangere. Ma è fin banale dirlo.

Ottimismo, dicevo, quella bella patina che ammanta di sè le cose più semplici, rendendole belle. Un po’ come quando ci mettiamo i nostri abiti “vintage” (che in realtà sono solo “vecchi”) ma inventiamo un divertente abbinamento e… siamo capaci di farli risplendere.

Questo ottimismo si è impadronito della mia essenza, perchè, che_ve_lo_dico_a_fare, con la “crisi” non sono costretta a fare i regali di Natale!!!

Che liberazione!!!!

Non è un fatto di portafoglio, notoriamente le mie mani sono bucate, ma proprio una semplice gioia di NON dover più spremermi il neurone per partorire un’idea decente per un qualsiasi regalino di natale!

LIBERAZIONE!

Sarà un piccolo dono per la nipotina e una cena con la famiglia più vicina. Saranno milongas con gli amici conditi da una distribuzione variegata di biscotti.

Mi piace tornare alle “origini”, alla semplicità dei gesti di un tempo, quando i regali si facevano con le proprie mani.

Chissà che non sia proprio questa la ratio che sta alla base della nuova era dei Maya.

Speriamo…

Pimpra

IL DNA DEL SUCCESSO

In questo curioso periodo di stop e riflessione, razzolando, come amo fare, in giro per il web, ho potuto constatare come, alcuni portatori di “successo sociale” siano, in qualche modo, dei “predestinati”.

Parto da una fashion blogger italiana, divenuta famosissima a soli 24 anni, è anche un gran figa, bisogna ammetterlo, ma ciò che più mi ha colpito è l’istinto per il business, la leva motivazionale verso il successo.

C’è un’altra ragazza (ne ha 26) che ammiro molto, scrive d’incanto, è spavalda e colta e comunica divinamente (clicca qui) blogger pure lei che ha infilato un successo editoriale dopo l’altro. E penso che li meriti, brava!

La lista è, ovviamente, molto lunga e mi ha spinto a riflettere sull’origine del successo e/o dell’insuccesso sociale di una persona.

Sociale perchè, per essere definiti “di successo”, bisogna che la comunità se ne accorga, sappia chi siamo, ci veda, ci segua, sia interessata – in qualche modo – a noi.

Ci sono le persone che vivono il loro status in modo positivo, e regalano ai loro “follower” spunti interessanti, anche di crescita, altri che sono famosi essendo “famigerati” (mi vengono in mente, che so, gli stupratori o qualche altra categoria di “brava gente”).

Pensando al successo positivo, mi chiedo quale sia quel magico ingrediente che bisogna possedere (o procurarsi) per emergere dalla massa, distinguersi nel piattume generale della società e brillare di luce propria.

Io, ovviamente, non ne ho idea.

Io, ovviamente, non sono una persona di successo.

Non so se si tratta di una volontà di ferro nel credere a se stessi, alle proprie capacità, oppure se si tratta di avere una “visione” così forte che spinge al “tutto per tutto”.

Haimè, in questa mia considerazione, non entra in alcun modo il successo che chiamo “silente” che è ciò che intendo per la realizzazione animistica della persona. Il successo dentro le mura di casa propria, quello che pochi vedono e che pochi godono. La famiglia, gli affetti più profondi, la perfetta armonia della persona con tutto l’esistente.

E qual’è, invece, il virus contrario, quello dell’insuccesso che vediamo un sacco di persone veramente capaci, in gamba, meritevoli e degne di avere buoni risultati, infilare una disfatta dopo l’altra. L’elemento “sfiga” non è la risposta giusta.

Insomma, il successo sociale, dove ha origine? Quale pedigree bisogna avere per conquistarselo?

Nel mio “mondo panda” non sanno darmi la risposta…magari Loro hanno un genoma in più nel dna… 😉

Pimpra

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