vorresti fosse
tutto
diverso.
Ma hai capito che ti basta
quello che già
hai.
La compagnia di un gabbiano.
Pimpra
IMAGE CREDIT: PIMPRA TRIESTE
vorresti fosse
tutto
diverso.
Ma hai capito che ti basta
quello che già
hai.
La compagnia di un gabbiano.
Pimpra
IMAGE CREDIT: PIMPRA TRIESTE
Pubblicato da Pimpra in 25 settembre 2013
https://pimpra.blog/2013/09/25/non-serve-aggiungere-altro/
Il cielo scolora, qualche minuto al giorno. Piccoli attimi, quasi impercettibili, allontanano l’abbraccio caldo dell’estate.
Il mattino non fa capolino dalla finestra quando l’orologio segna che è ancora notte e tu, mollemente addormentata, abbracci il cuscino, cullata dai sogni.
E’ una luce più velata e trasparente, quasi acquosa. Fresca, a volte già frizzantina di vento.
L’orzo fumante nella tazza della colazione non mi ustiona più le papille, anzi, ne ho bisogno, dopo la frustata ghiacciata della doccia. L’ho imparato da qualche mese: una ripassata al corpo con l’acqua completamente fredda. Risveglia, fa circolare il sangue velocemente, tonifica.
D’estate la mia pratica salutista era un piacere contro il caldo diffuso, adesso, sta già diventando una scommessa con me stessa: resisterò?
Settembre mi porta ondate calde e forti di malinconia. E’ come salutare un amore sfiorito, lasciarlo andare nei ricordi e conservarlo nello scrigno delle cose preziose. Ma resta un addio. E, come tale, lascia sempre una cicatrice, più o meno dolorosa.
E’ stata una estate fuori dall’ordinario, quella appena trascorsa, non so dire se bella o brutta ma, come ho deciso di fare, non volgo lo sguardo dietro, lo tengo qui, nel presente e, se posso, lo butto avanti.
Mi auguro un autunno fatto di colori caldi e di pastelli bruciati, di rossi sambuco, di liquore davanti al caminetto, di luci soffuse e tanti pensieri belli…
Pimpra
IMAGE CREDIT: PIMPRA TRIESTE
Pubblicato da Pimpra in 13 settembre 2013
https://pimpra.blog/2013/09/13/vellutato-settembre/
A chi non è mai capitato di guardare dentro a un armadio, un cassetto, sulla scrivania, nella macchina e rendersi conto della quantità di cianfrusaglie accumulate?
Credo tutti noi!
Senza essere necessariamente dei disposofobici, ovvero accumulatori seriali, è bene che impariamo a soffermarci su quanto gli oggetti che abbiamo intorno, in realtà parlino di noi.
Sembra una sciocchezza, ma, a ben guardare, non lo è affatto.
Un caro amico sta affrontando, in questi giorni, un trasloco. Sono andata ad aiutarlo, specialmente per quel che riguardava la scelta degli abiti da lasciare o da portare con sè nella nuova casa.
Non occorre che vi dica, tra le risate e le resistenze, quanto accumulo di stracci inutili era accatastato negli armadi e quanto faticoso è stato per lui, liberarsene.
Come mai? Perchè abbiamo questo attaccamento alle cose? Forse gli oggetti ci parlano? Hanno un portato energetico così forte da non permetterci di liberarci di loro quando il contesto d’uso ha avuto compimento?
Inoltre, a ben guardare, noi tutti ci attorniamo di un quantitativo abominevole e inutile di cose. Vestiti a quintali, scarpe, borse, gadget teconolgici, sportivi, per la macchina, trucchi, belletti, profumi, bigiotteria e l’elenco potrebbe essere infinito. [L’accumulo di libri, quello solo, francamente non mi sento di condannare].
Perchè abbiamo bisogno di queste “ancore emotive” di cui facciamo così fatica a liberarci? Il fatto è che non ci diamo mai il tempo di riflettere sulle cose e sui nostri stati d’animo e capire quanto il nostro inconscio cerca di dirci.
Ho fatto una sorta di trasloco al contrario anche io, qualche anno addietro, quando il mio matrimonio finì e l’ex coniuge si trasferì altrove. Sono partiti alla volta del cassonetto sacchi e sacchi neri di accumulo, frutto di inerzia, di pigrizia, di attaccamento a pseudo ricordi legati ad oggetti. Il clou della follia accumulatoria sono stati gli scontrini raccolti in anni di convivenza (non da me). “Ma cosa te ne fai? A che servono?” la risposta è sempre stata la stessa “A ricordare”.
Una cosa l’ho capita, in tutto questo: devo imparare a “viaggiare leggera” e non penso a quando mi muovo fisicamente, ma nella vita.
Ogni legame con il passato che si traduce dentro ad oggetti è superfluo, è una inutile zavorra al nostro fluire leggero nella vita.
E adesso, tutti a “far pulizia”! 🙂
Pimpra
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Pubblicato da Pimpra in 26 agosto 2013
https://pimpra.blog/2013/08/26/viaggiare-leggeri/
I primi segni: una giornata di pioggia che abbatte la temperatura e regala voglia di dormire con il lenzuolo ben tirato su.
La Pimpra mi concede 15′ di sonno in più, fuori albeggia più tardi. Un minuto al giorno, e, tra poco, mi farà alzare alle 6 del mattino, come sempre.
Stamani, sul balcone, mentre osservavo il cielo, sono stata colpita dal profumo intenso della prima pioggia di fine estate.
Ha un sapore particolare, forte, fatto di ricordi e malinconia.
L’odore della pioggia mi è sempre piaciuto. E’ come se fosse capace di riconnettermi alle profondità più nascoste del mio animo che, così, si svela.
La malinconia fa male. E’ un pugnale conficcato dove non sapevi nemmeno di avere carne.
Fuori piove.
Si è alzato il vento.
Guardo l’estate che sta facendo i bagagli per andare via, portando con sè il suo carosello di colori, di profumi, di musica.
Guardo la pioggia dalla finestra e sorrido.
La malinconia, a volte, può essere una cara amica.
… oggi, va così… 🙂
Pimpra
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Pubblicato da Pimpra in 20 agosto 2013
https://pimpra.blog/2013/08/20/momenti/
A volte mi accade di avere una sensazione come di star sprecando il tempo.
Osservo la vita che mi scorre accanto e mi pare di stare ferma, al palo, senza muovermi, mentre tutto intorno a me si sposta.
E’ come una vertigine. Ma di quelle brutte. Non è stupore, non è spavento, non è emozione è proprio spreco.
Più diventa forte la sensazione, più aumenta la voragine del senso di colpa: non si può “sprecare”. Nulla nella vita andrebbe sprecato.
Ecco che cerco un rimedio, un balsamo che addormenti la testa pensante e che sedi l’ansia di non usare in modo conveniente ciò che mi è stato dato.
E la situazione peggiora. E subentra la pigrizia di agire, di dare una svolta alla giornata, di muovere il culo per stare meglio.
E pesa, il culo pesa da morire quando non hai il morale giusto per la lotta, anche se sai che devi farti forza.
Dal pensiero all’azione, per farmi passare il fastidio e rimettermi in pista con le giuste motivazioni, stasera milonga. E non si discute.
🙂
Pimpra
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Pubblicato da Pimpra in 25 luglio 2013
https://pimpra.blog/2013/07/25/la-vertigine/
La riconosco dall’odore. In scooter, al mattino.
Ogni stagione ha il suo profumo. A primavera è più facile, la natura esplode nei suoi fiori, l’erba nuovamente brillante, gli alberi si rivestono di fogliame.
L’estate è come una donna nel pieno della sua maturità sessuale. Non ha paura di guardare dentro le tue pupille, anzi le scruta, per trovare i tuoi pensieri nascosti.
L’estate è promessa. Di un “chissà” che forse non si avvererà mai ma che resterà fonte di tensione e desiderio.
E’ leggerezza, non è più affanno. Il corpo va, si lascia andare, è libero dalle corazze della stagione invernale.
I colori, le luci, i chiari e gli scuri cantano liberamente la loro melodia, non sempre in accordo, ma con grande energia.
E, così, estate mi sento anche io. Gatto sonnacchioso e ribelle, pipistrello, grillo, lucertola, gabbiano.
Ed è così che mi piace essere. Libera.
Pimpra
Pubblicato da Pimpra in 10 luglio 2013
https://pimpra.blog/2013/07/10/estate/
Mettici:
una location da urlo.
Un luogo dove Fellini, Spike e Tarantino ci andavano a nozze.
Una fabbrica teatro, quinta, laboratorio, piena di vecchio e nuovo smontati e rimescolati, fusi insieme a dar vita a forme altre e alternative. Una gioia per gli occhi.
Mettici:
due Tj straordinari, consapevoli, burloni, appassionati, divertenti, preparati, sensibili ed epicurei.
Mettici:
un gruppo di spensierati, gaudenti, appassionati soggetti pescati di qua e di là dal Belpaese e non solo.
Mettici:
cibo a piovere.
Mettici:
la pioggia (che non manca mai)
Mettici:
un pomeriggio intero con sconfinamento in una dolce serata.
Hai in mano la ricetta per un evento tanguero di primissima qualità, dove le anime si incrociano in un origami colorato di sfumature, dove tutto il sudore condiviso è una rugiada di benessere, dove i piedi fanno così male che non senti più nemmeno di avere due gambe… e la musica e i sorrisi e la gioia e sticazzi era tutto perfetto!!!
… e io voglio vivere così, fluttuando negli abbracci, bevendo note musicali, ubriacandomi di endorfine.
Oggi è decisamente un bel lunedì!
Pimpra
Pubblicato da Pimpra in 10 giugno 2013
https://pimpra.blog/2013/06/10/alchimie-rare/
Sono una pessima videomaker, purtroppo, e il mezzo a video non stimola affatto la mia creatività.
Fortunatamente, nel mio passato recente, una videocamera è passata per le mani. Ne sono usciti i più brutti video mai visti, chissenefrega, sono i miei ricordi tatuati su pixel digitali.
Un fine settimana da non ricordare, sciatta casalinga, per di più in totale solitudine e consapevolezza che, fuori, il mondo si stava divertendo.
Oltre la scopa, gli stracci, l’aspirapolvere mi sono passati tra le mani libri, fotografie e… video.
Quante cose ho visto di me che, al tempo, non sapevo di avere. Com’ero “bimba”, un abbozzo di donna, cicciottella, con le spalle larghissime, i dentoni separati, i soliti capelli raccolti in una coda.
I primi passi di tango, le coreografie esibite senza pudore, anzi, con la gioia di buttarsi in una nuova avventura. E i viaggi, le vacanze, gli amici.
Quanto tempo è passato in così poco tempo. Quanta me. Quanto sono cambiata, quanto sono diversa, quanto mi piaccio di più, oggi, di allora.
E così, tra un ricordo, una risata e una lacrimuccia, anche il fine settimana è andato.
Pimpra
Pubblicato da Pimpra in 3 giugno 2013
https://pimpra.blog/2013/06/03/memories/
Stamane, mentre cercavo – inutilmente – di cancellare i segni dei bagordi del fine settimana, mi sono detta che, per restare giovani, giovani veramente, ovvero nell’animo, bisogna regalarsi dei momenti in cui riavvolgere la matassa del tempo.
Mi spiego.
Chi ha girato la boa “anta” comincia a farsi delle domande, si osserva con occhi diversi, prende coscienza del cambiamento e non sempre questa tappa di consapevolezza è facile da gestire, da vivere.
Ho scoperto il rimedio: concedersi una bella gita scolastica, come si faceva ai tempi del liceo.
Per me è abbastanza facile, il tango argentino offre mille e una occasioni di svago. L’ultima è stata una bella manifestazione a Lubiana (Slovenia) “Dias de la juventud“, dal bel titolo evocativo.
Sono stata ammessa nel gruppo vacanze delle wonder woman del tango triestino: le 4 L. Insuperabili organizzatrici di trasferte tanguere in ogni possibile destinazione.
Che posso dire: un successo incredibbile!
Prendere possesso del delizioso appartamentino, organizzare luculliane colazioni/brunch/pranzo-cena che con gli orari di una maratona non si sa bene quando/come si mangia perchè i parametri vitali consuetudinari saltano clamorosamente, i turni per la doccia, le infinite sessioni di trucco, gli “embè cosa mi metto? Come mi sta?”, sono stati un portentoso salto indietro nel tempo.
Un meraviglioso salto indietro.
A questo aggiungiamo che il gruppo era composto più o meno da coetanei e il gioco è fatto!
Ogni ruga, ogni segno che porto oggi sul viso, a testimonianza delle molte ore ballate e delle poche dormite, sono, in realtà, il tratto più prezioso di un gran bel momento trascorso, di gioia e allegria!
GRAZIE AMICI!
Pimpra
PS: nell’appartamento c’erano questi nella dotazione utensili. In tre giorni non siamo stati capaci di trovare il loro corretto utilizzo, usandoli però in svariati modi… chi sa a che cosa servono precisamente? 🙂
Pubblicato da Pimpra in 27 Maggio 2013
https://pimpra.blog/2013/05/27/gita-scolastica/
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