LA FIORITURA DEI CILIEGI

LA CONSAPEVOLEZZA DI SE’

RENDE LIBERI

***

Lo so, lo so, mi direte ma che ti sei bevuta a colazione al posto del caffè?

Solo caffè e senza additivi! 🙂

Ma che ve lo dico a fare, è bastato fare il lutto a certe idee che avevo nella relazione Uomo/Donna che  mi pare di essere rinata.

Mò vi spiego, perchè certe profonde illuminazioni, vanno condivise. Partendo dal post precedente “Sottili differenze” ho veramente assunto dentro di me che, c’è poco da fare, l’uomo e la donna vengono da diversi sistemi solari.

Attimo di profondissimo scoramento e quasi terrore misto a dolore simil-depressivo e poi, il risveglio: non posso, in modo alcuno, modificare questo tratto di realtà, sicchè, tanto vale farmene una ragione!

Sul momento, lo confesso, sono stata preda di panico, non riuscendo a capire quale potesse essere il mio nuovo orizzonte relazionale. Poi, come la fioritura dei ciliegi, in una acquerellata mattina di primavera, ecco la soluzione al problema.

SLEGARSI DALL’ALTRO. LEGARSI A SE STESSI. E RISCOPRIRE IL PIACERE DELLA LIBERTA’ INDIVIDUALE.

Perchè non si può chiedere a chi parla in aramaico di comprendere l’inglese. Nè far venir voglia di sorridere a chi è completamente sdentato…

E, una volta ancora, riconoscere come la vita, è più semplice di quanto non la incasiniamo noi, con le nostre stesse mani…

E sentirsi leggeri… più leggeri…

Pimpra

Image credit:  © Yasushi Tanikado/Dreamstime

SOTTILI DIFFERENZE

Relazione uomo/donna.

GRANDE CASINO.

Riflettiamo, pertanto, su un punto: noi donne possiamo essere “stronze” o essere “geishe”.

La via di mezzo, quella di essere “compagne”, è troppo impegnativa e richiede la presenza di un partner maschio “evoluto” (quindi, merce quasi impossibile da trovare).

A questa ferale consapevolezza son giunta a forza di testate, cercando di modellare il mio carattere piuttosto dominante (e, quindi, involuto – da un certo punto di vista), mettendomi in seria discussione e cercando di forgiare anche verso le altrui necessità e benessere, il mio agire relazionale.

E_R_R_O_R_E!!!!

Grandissimo sbaglio!!! Ma chi se la fila una che: si prende cura, vizia, è sintonizzata sull’altro, lo sente e lo ascolta, pensa molto alle sue esigenze…

NESSUNO.

E, come sempre nella vita, l’importante è imparare la lezione…

Pimpra

 

 

 

LEGGERA

Accettata l’idea che siamo molecole pensanti che fluiscono dentro un corpo cavo, siamo soggetti ai più disparati flussi: di coscienza, flussi mestruali, fluttuanti sbalzi d’umore…

Vista da posizione neutra la vita umana a un che di divertente: volendolo, non ci si annoia mai…

A volte , però, questo continuo zigzagare, rotolare, affastellarsi del nostro io procura indescrivibili effetti collaterali, a noi, in primis, e a tutti coloro che ci stanno  intorno.

A ben vedere non è possibile – ragionevolmente – pensare di poter mutare questa insesauribile corrente che ci anima dal profondo. Vero è che alcuni umani scorrono più lentamente, altri quasi quasi sembrano fermi, ma tutti –  senza scampo – immobili, non siamo mai.

Una grande corrente ha preso anche me, qualche tempo fa, trascinandomi via con sè. E’ la natura, lo so, è la vita, ma, una volta l’onda di piena spostatasi più a valle, ho compreso un insegnamento che definisco fondamentale.

Per sopravvivere con una certa qualità ai flussi della vita, l’unica soluzione che resta è: diventare leggeri.

Leggerezza che non è intesa come superficialità, distacco disinteressato, ma, più semplicemente, come una qualità dell’essere che asseconda gli eventi, ne assume la forma, si modula per acquistare morbidezza e, una volta ripristinata una situazione di relativa quiete, si rimette in assetto.

Trasformarsi, a necessità, in particella di polistirolo e imparare a galleggiare, mantenedo la propria forma, ma rinunciando a un certo peso specifico.

Perferisco stare sul pelo dell’acqua e respirare che essere così “pesante”, “greve” da venir trascinata in fondo al letto del fiume e inglobata nella sua melma.

Con questa visione interiore, credetemi, la vita è bella e, all’esterno, il sole risplende.

BUONA VISIONE!

Pimpra

UP_OR _DOWN

Anche non volendolo, arriva il momento in cui i piedi presentano il conto e, stanchi di essere spremuti come limoni su tacchi altissimi per ore ed ore in milonga e non solo, in tempo di relax danzereccio, pretendono di prendere l’ascensore e scendere al piano terra, finalmente a livello del mare.

ORRORE.

Per una frase così, il seguito dei miei follower-feticisti, mi leverà il saluto, già lo so, ma sono proprio costretta a fare i conti con le estremità che, me lo hanno detto, si sono iscritte al sindacato per protestare per il troppo lavoro.

Mia madre, vedendomi a Pasqua con delle ballerine sformate (che i miei piedi adorano) si è offerta di regalarmi lei il cambio perciò, non mi resta che arrendermi e scegliere il male minore.

Contemplare la vita dal basso, perchè sono (tristemente) bassa, regala uno skyline del mondo molto diverso. Lo stesso ancheggiare, frutto di ricerca di equilibrio, quando si indossano gli stiletti, viene pesantemente sostituito da una presa di possesso del suolo che poco a che vedere con la pantera felpata che esce dalla donna quando monta un tacco 12.

La morale di questo nuovo ciclo di vita già so quale sarà:

– perdita di tutti gli ammiratori

– drastica modifica nel guardaroba

– sguardo meno provocante

– allure affatto pericolosa

– singletudine conclamata e persistente.

La scelta da fare, in fondo, è relativamente semplice: la salute o il fascino.

Ancora non ho deciso, per la verità, se soffrire o mandare tutti/o a quel paese e stare comoda.

… chissà, magari così conciata, così bassa, poco aggressiva conoscerò persone diverse e… forse mi sentirò pure meglio…

MAH, ai posteri, l’ardua sentenza…

Pimpra

LO SCLOPIT ED IO

Come ogni giorno si è compiuto il mio personale rito che precede l’ingresso in gabbietta: caffè e passaggio dal gioielliere.

Ma che avete pensato, non è il mio amante e non trattasi veramente di gioielleria tout court, semplicemente è il botteghino di frutta e verdura, di quelli che una mela costa 1 euro. Ed io, ho la tradizione di acquistarne 2, ogni giorno.

Autotutela: se una mela al giorno toglie il medico di torno, con 2 mele dovrei essere decisamente “fuori pericolo” di incontrarne mai uno… 🙂

In gioielleria è davvero difficile per me limitarmi ad un semplice acquisto di mele, un po’ come andare da Oppenheim e comperare solo il cordino per i ciondolini Dodo, capite facilmente che è piuttosto frustrante…

Tutto, nell’ameno luogo, è trattato con gusto raffinatissimo. Gli accostamenti cromatici tra le verdure, le forme, i profumi che i prodotti dell’orto emanano, sono per me, una tentazione estrema che, haimè, non mi posso permettere. Il famoso cordino della gioielleria vera.

A parte questo, stamane, sono stata rapita, in particolare, da un’erba che si chiama – ho scoperto poi – sclopit.  Chiedo delucidaizoni alla titolare che mi spiega essere utilizzata per il risotto.

“Non lo so fare…, altre possibilità?”

“Ma come non la sa far un risotto!!! (scandalizzata)”, poi, osservando il mio sguardo da Calimero triste, ha subito proposto una bella frittata, vendendomela così:

“La scolti, come xè el suo rapporto coi ovi? perchè, l’alternativa xè far un bela frittada… e la la pol far coi ovi sbattudi, senza grandi problemi, ghè assicuro che xè facile”

Ho guardato la gioielliera e, sicura di me come non mai, ho risposto:

“Mi dia un bel ciappo di sclopit che ho proprio voglia di una bella frittata stasera!”

Ridendo entrambe della mia totale inettitudine di cuoca, sono allegramente entrata in gabbietta… 🙂

Pimpra

… CARO COSMO …

Bisogna svegliarsi una mattina così tanto mosci e depressi da non aver nemmeno la voglia di lavarsi i denti.

Osservare la punta del proprio naso riflessa sullo specchio lucente del caffè, nero, come l’umore che ti sovrasta.

Ma che ho fatto? anzi, cosa non ho fatto? perchè sono così vuota e tutta la mia vita mi pare senza senso?

Epperò, oggi il calendario dice che è primavera e non si può salutare con il broncio la nuova stagione che nasce…

MA_CHI/SE/NE_FREGA!!!

In gabbietta un po’ l’umore stempera che non puoi farti vedere così dai colleghi anche se il cupo coperchio del malumore ti pesa fortissimo in testa…

Per fortuna esiste l’ amica del cuore, quella che si prende cura di te, ti accoglie nel suo caldo abbraccio, ti lascia sfogare e ti porta a  prendere la salutare mezz’ora d’aria.

E scatta anche l’istinto di sopravvivenza alla mosciaggine della tua giornata e ti ritrovi nel bel mezzo della piazza “in” della città a parlare al sole (il tuo cosmo in quell’istante) chiedendogli il più bello dei regali, perchè, in fondo, sai di meritartelo tutto…

E il telefono magicamente squilla, guardi la tua amica negli occhi e insieme vi dite “Che sia già il primo segno?”

Per riassumere, per uscire dalla giornataccia con rimedio naturale molto meglio del Prozac, questi gli ingedienti:

– la tua più cara amica/o

– una giornata di sole

– una sentita richiesta al cosmo

– tanta voglia di dirsi “LA VITA E’ BELLA” , comunque!

Pimpra

REWIND!

Scoperte della tenera età, sì perchè chi crede che il muro degli “anta” sia limite invalicabile da cui, poi, non vi è altro che declino, si sbaglia. Di grosso.

Chi di noi non ha giocato, da ragazzino, a registrare la propria voce, a cantare e riascoltarsi? Tutti, almeno una volta. E quale  sorpresa che la nostra voce non assomiglia nemmeno un po’ a quella che percepiamo dall’interno. C’è chi prova orrore a risentirsi, chi vergogna, chi si piace…

Ebbene, dopo un’era glaciale di tempo, è capitato anche a me di riascoltare una mia dissertazione registrata.

Che ve lo dico a fare: INCREDIBILE! 🙂     Non solo scopro di avere una vocetta tra il pungente e il sottile e, comunque, affatto vecchia che se lavorassi in una chat sexy mi chiederebbero i documenti, scopro che parlo furiosamente, come un fiume in piena, a scatti. Noto di dire troppe volte “Io”, mi accorgo che l’eloquio non è fluido, lineare, ma spezzettato.

Insomma mi riesce decisamente molto meglio scrivere che parlare! E chi l’avrebbe mai detto!

Inoltre mi sono resa conto che la voce è un abito potentissimo di ciò che siamo! Nel senso che svela cose pazzesche, sorprendenti. Non solo ma offre di noi un’immagine che, non è affatto detto, collimi con ciò che siamo realmente.

La cosa più curiosa, quella che mi ha divertito di più? Essere certa che, una persona con la voce come la mia, mi starebbe di sicuro antipatica!!! 😀

Allora sapete che vi dico? REWIND!!!

Amici Cari, godetevi il tempo prezioso del we che abbiamo davanti!

Pimpra

ESSERE MERIDIONALI

Ce la metto tutta, sempre, nelle cose che faccio e a cui, particolarmente, tengo. Ma proprio tutta. Non mi risparmio. Fatica, dolore, impegno, abnegazione, motivazione, testa bassa verso la meta.

Eppure…

La variabile impazzita che mi sfugge e fa sì che il grande lavoro venga, praticamente, reso inutile. Che incazzatura. Che fastidio. Che frustrazione.

E voi  mi chiederete: e che sarà mai questa variabile impazzita?

Eh… troppo facile smazzare le carte e raccontarvi tutto… mi butterei la zappa sui piedi e ho imparato che non è saggio farlo.

Perciò mi limito a riportare le parole che una persona molto saggia mi ha detto: “Ognuno di noi è sempre meridionale a qualcun altro, è la vita

La mia replica decisa “Certo, lo so e accetto qualità e doti che stanno nel cervello. Mi piace confrontarmi con persone che hanno tanta testa, le ammiro, sono la mia ispirazione. Non sopporto, invece, dover combattere categorie dell’essere che hanno a che fare esclusivamente con il corpo, perchè, quella, è sempre una lotta impari e anche molto stupida.”

Ma la vita è anche questo: saper incassare le sconfitte, elaborare i difetti e renderli  – possibilmente- virtù e continuare ad impegnarsi. SEMPRE.

E che palle però! 🙂

Amici Cari, vado ad indossare l’armatura! 😉

Pimpra

VIALE DEL TRAMONTO

La prova provata di averlo imboccato, il viale del tramonto, è certificata dalla reazione che ha il Testosteronico titolare della palestra.

Quando entri tu: gli sale il sopracciglio e vede chi sei, esce un distrattissimo “Buonasera” senza neppure alzare lo sguardo dal pc.

Entra la Fighetta ventenne: gli sale il sopracciglio e vede chi è, saluta affettuosamente, sorride, e, quando il badge non prende, si precipita ad aiutare la pulzella, prendendolo lui in mano, guardandola negli occhi e facendolo strisciare lentissimamente come se di tutt’altro si trattasse e quando la barra si apre dice “benvenuta” e sorride sornione sotto il bafffetto curato.

La Fighetta ventenne, come se ne avesse bisogno, vede innalzarsi a livello esponenziale la sua autostima e- tronfia- va in spogliatoio a cambiarsi.

Tu che osservi la scena  capisci immediatamente che sei diventata, inesorabilmente, vecchia.

CIAPA SU E PORTA A CASA” si dice dalle mie parti…

Con la coda tra le gambe ma con gambe che quelle sbarbatelle sul tappeto rotante me le magno, non mi resta altro che… che… ecchenesò!!!

🙂

Pimpra

PIMPRA E I MOTORI: GIOIE E TREMORI

A primavera bisogna mettersi a fare un sacco di cose. Allenarsi, seguire – veramente – la dieta, riconciliarsi con la cellulite che tanto – prima o poi – andrà sfoggiata in spiaggia, e fare la revisione dei tuoi mezzi di trasporto.

Già perchè, proprio quando i soldi ti si accorciano miseramente nel conto, ti tocca pagare tutte insieme, un sacco di cose.

Mercoledì è il turno della macchina. A me sembra perfetta, aggressiva, metallica, un gioiellino. Consegno le chiavi al giovane meccanico dall’aspetto torvo. Mentre l’auto è sotto i test, continuo a tenere d’occhio l’espressione del ragazzo: sempre più imbronciata. Al che, penso che devo fare qualcosa, mi sta salendo l’ansia, non voglio nemmeno sapere cosa significhI non passare la revisione.

Mi rivolgo al collega più anziano, “Ma che faccia torva ha il vostro collega, non vorrà mica bocciarmi la macchina! Mi sento come una mamma in attesa che il figlio passi la matura… accipicchia che agitazione…!” la frase mi è uscita così bene che l’uomo si è messo a ridere, rassicurandomi sul fatto che il giovane collega quella faccia la porta sempre in giro così. “Ahhh meno male, perchè, sa, non potrei subire l’affronto di una bocciatura” e sorrido insieme a lui.

Morale 1: la macchina passa la revisione anche se: devo far riparare la parte finale della marmitta, i fari erano altissimi (e me li ha sistemati di sua sponte il meccanico torvo) e la ruota davanti ha evidenti segni di sgonfiaggio.

Pago la tassa, ringrazio e prendo appuntamento per lo scooter, non prima di aver fatto la selvaggia brutta figura di quella che non sa che anche i 2 ruote devono essere revisionati “Oh, ma come siete stati gentili! Grazie a voi non rischierò una salatissima multa!”

Venerdì pomeriggio è il turno del motorino. So che troverò il meccanico imbronciato e già so che devo essere gentile con il più anziano. Metto in atto il piano. “Buonasera Signori, eccomi di nuovo! Mi raccomando non fatemi scherzi che lo scooter è femmina e ha un brutto carattere!”, l’anziano ride, il giovane no. Stavolta però, sono più tranquilla, è il primo che farà i test al mezzo e so che per me prova una certa simpatia. Prima dell’appuntamento, infatti, avevo confessato che il 2 ruote aveva bisogno di pastiglie e forse dischi nuovi, tanto che avevo detto che sarei andata prima dal meccanico a farlo mettere a posto e poi a fare la revisione. Il gentile titolare dell’officina, invece, onde evitare il rischio della multa, mi ha permesso di fare il percorso contrario…

Morale 2: non ho praticamente più il battistrada della ruota posteriore, e, come sapevo, i freni sono da rifare.

Ebbene, sono stata promossa!

Morale 3: SOLO PER LE DONNE: Amiche care, sappiate che, a volte, nella vita, essere delle bionde  – apparentemente – svampite, ma allegre, simpatiche e gentili, porta a risultati GRANDIOSI!

Un felice fine settimana a voi tutti! 🙂

Pimpra

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