IL RISVEGLIO DELLA ROSA

Rose in vasoHo scoperto che la piccola piantina di rose che abita sul mio terrazzo, di quelle comprate all’IDl e già mezze defunte quando ti arrivano a casa, è ricoperta di piccole foglioline verdi. La mia piantina di rose è viva.

L’immagine di un essere vivente così piccolo, delicato e abbandonato al suo destino che reagisce all’inverno, alle incurie del giardiniere e combatte nonostante tutto, mi ha fatto molto riflettere.

Mi ritrovo con uno sguardo “adulto” sul mondo e sulla vita, avendo perso (temo per sempre), l’allegria del sogno e la freschezza del desiderio che vorrei vedere realizzato.

Osservo il mio orizzonte  increspato e unto di nebbia. Non percepisco rosee aspettative e, soprattutto, sto imparando a scalzarle dall’immaginazione ogni volta mi si presentano davanti. Ma lo sguardo lungo vede e ci vede benissimo.

Perciò, oggi, con il pesante cappello di queste nubi infauste che gravano tutte sulla mia cervicale, voglio raccontarmi come si fa ad essere felici.

E’ l’esercizio che mi sono data, la mia scommessa.

Ovviamente non so da che parte cominciare ma so che troverò la mia risposta.

Nel frattempo,un suggerimento arriva da Repubblica on line con questo articolo.

Scriviamoci queste semplici regole che ci possono aiutare a far durare le nostre relazioni:

1. “trova il tempo per fare l’amore”

2. “saluta sempre il tuo partner con gioia”

3. “mantieni vivo il romanticismo, anche se ci sono i figli”

4. “fai chiarezza sulle questioni economiche”

5. “tieni a bada la rabbia”.

E per continuare nella nostra ricerca della felicità, teniamo a mente anche queste parole:

“E’ solo quando sai quello che vuoi che non prendi tutto quello che passa” (cit. Massimo Bisotti)

Buona fortuna…

Pimpra

DI TANGO IN TANGO. FORSE…

ZAZA3

Davanti a me un fine settimana che si prospetta intenso e, me lo auguro, saporito, gustoso, divertente.

Una bella maratona di tango, “la maratona”, per quel che mi riguarda, considerato che l’anno precedente è stata la mia prima e, come il primo amore,  non si scorda mai.

Quest’anno però ci vado senza aspettative, senza illusioni, senza pensieri. Ci vado “leggera”.  Sì, perchè, il tango, come la vita, esprime tutte le logiche che si vivono nel mondo.

Un esempio? Se sei donna balli se:

1. sei figa, meglio se giovane, possibilmente tettona o abbastanza curvilinea da risultare attraente o longilinea con il culettino (che, nel tango argentino, stando chiuse in un abbraccio è la nostra parte anatomica più esposta).

2. balli se sei un talento, meglio se sei russa (loro sono sempre due misure avanti a tutte), allora puoi anche essere meno figacciona perchè compensi tutto con la bravura, tanta.

3. balli se sei la regina delle PR, sai stare con tutti, conosci ogni volta un sacco di gente,  sei, per qualche ragione, “famosa” (di solito perchè fai parte dei punti 1 e 2 o entrambi).

Non è molto semplice, per una quarantenne, affrontare un agone del genere sapendo che è possibile trascorrere l’intero fine settimana a guardar ballare gli altri… non è facile per niente.

Ecco che, c0me per magia, trovi il piano B che ti traghetterà, nel bene o nel male, fino alla fine dell’evento: ti  armi di una splendida macchina fotografica (che conferirà, comunque una certa affascinante allure) e via a scattare come una pazza i volti beati di coloro che se la staranno godendo veramente.

La leggerezza è questo. E’ prenderla con ironia e riderci su…

Giustappunto ieri, un amico ha detto “… Che vuoi dopo i quaranta non penserete mica di essere invitate come prima, con tutta la fauna giovane che c’è! Bisogna che ve ne facciate una ragione e vi guardiate allo specchio!”

Per poco non gli ho sferrato un pugno a difesa di tutte le donne “anta”, invece ho sorriso pensando che, da qualche parte, un uomo diverso dagli altri esisterà. Basta solo trovarlo (o, almeno, fotografarlo!) 😉

Pimpra

QUESTIONE DI PALLE

palloni

Oggi è una brutta giornata.

Pms che definire infestante, è dire poco. Ci aggiungiamo che mi sono svegliata alle 5.30 del mattino, chi lo sa il perchè, e che in gabbietta ci sono problemi.

Il punto è che ho tristemente toccato con mano alcune delle mie profonde “inabilità” e ci sto male, male da matti.

  • non sono capace di difendere le mie posizioni al lavoro, di conquistare nuovi territori, di affermare i miei credo
  • non sono capace di dire di no senza sentirmi in colpa
  • non sono capace di affermare che, no, anche quella cosa non la faccio, oppure mi pagate
  • non sono capace di trovare, con la dovuta dose di convinzione, il chirurgo plastico
  • non sono capace di dire a me stessa che voglio più considerazione e rispetto
  • non sono capace di non essere collaborativa
  • non sono capace di non essere sempre sintonizzata sulle esigenze degli altri e poco sulle mie

E mi fermo che l’elenco è fin troppo lungo.

E l’incazzatura aumenta perchè so benissimo che la fonte di tutto quello che non funziona nella mia vita sono solo io e il mio comportamento sociale.

Desidererei, più di ogni altra cosa, poter frequentare un corso di “stronzaggine al 100%”, di “vita mea, mors tua e chissenefrega”, e infine laurearmi in “STICAZZI”!

E’ che mi hanno allevata con l’idea che “è tuo dovere”, “devi”, “devi”, “devi”, “devi”… e se non “fai”, “fai”, “fai”… sei una merda indegna, un essere inferiore di serie B.

E, comunque, gli altri sono meglio.

Ci sono giorni in cui, il leone è forte e combatte, oppure se ne fotte bellamente, allegramente, trallallà. Altre volte invece… è come se lo avessero letteralmente evirato e, ciao, la vita diventa un fiume di merda.

Il desiderio di oggi?

Ritrovare le mie palle perdute. O andare a riprenderle ovunque siano finite. Perchè, per sopravvivere ne ho bisogno, davvero bisogno.

Pimpra

LEGGE DI SEMPLIFICAZIONE

plume

Il tema mi sta molto a cuore, avendone parlato in più di una occasione.

Mai come in quest’ultimo periodo ho avuto modo di toccare con mano quanto sia fondamentale per godere di una qualità di vita più alta, l’abbandono delle aspettative.

Quasi sempre, specie se siamo persone dotate di fervida immaginazione, sensibili e romanticone, amiamo disegnare una realtà parallela a quella in cui viviamo costellandola di quanto di più caro per noi il cervello è capace di produrre.

Così, l’uomo che dovremo ancora incontrare sarà il salvatore della nostra anima perduta, il nostro capo saprà valorizzarci a dovere nelle nostre mansioni lavorative, saremo apprezzate dagli altri, faremo un viaggio che più bello non si può e via andare con le più variopinte creazioni ideali…

Ma la realtà, la vita, le persone, non sono frutto di nostre fantasie. Non sono immagini irreali, non si comportano come noi vorremmo, non pensano come/quello che crediamo noi, non percepiscono nemmeno a nostro stesso modo, il mondo.

Perchè, io sono me e tu sei tu.

E quindi, inutile perdere tempo e risorse mentali fantasticando sul periodo ipotetico della potenziale irrealtà.

Le aspettative ci rovinano la vita.

E non è molto più bello farsi sorprendere da tutto ciò che non avevamo immaginato, lasciare che il fiore ci venga donato un giorno che non sia il nostro compleanno, che un semplice fine settimana sia grandioso che nemmeno l’ultimo safari è stato tanto bello?

Stupore, sorpresa, abbandono, flusso.

Perchè anche per restare a dieta è importante non farsi aspettative di risultato che ci crea solo ansia e voglia di ingozzarci di più.

La vita può essere molto più ricca e gaudente se impariamo a non imbrogliarne i fili con i nostri desideri.

In fondo la parola d’ordine per stare bene è “LEGGEREZZA”.

E con questo mantra nel cuore, me ne vado a pranzo…

Pimpra

LA LISTA DEI BUONI

torta-di-compleanno

La vita sorprende.

Quando meno te lo aspetti, arrivano doni incredibili.  E’ il mio caso, oggi.

Ebbene lo confesso,  i miei mi hanno messa al mondo proprio il giorno di San Valentino di qualche era geologica fa.

Venivo al mondo un venerdì di carnevale, tra un crostolo e una frittola, durante una festa, mia mamma ha dato l’annuncio a un papà molto giovane che era ora di andare. E, dopo qualche ora di travaglio, mi sono presentata urlando al mondo “Eccomi!”

E il genetliaco si rinnova e mi ritrovo qui, oramai diversamente giovane ma con la voglia di sempre: vivere, godere del tempo, sorridere.

In questo ultimo periodo, complici le rughe infestanti, le borse cadenti, il venir meno del turgore granitico dei muscoli, avevo deciso di bypassare serenamente il festeggiamento che, cosa ci sarà mai da festeggiare, a diventare sempre più “vecchia”?!

Avevo pensato di riprendere la gloriosa festa del mio compleanno il giorno in cui, incontrato/sposato il chirurgo plastico, le sue mani esperte su di me, facevano il miracolo ed eccomi pimprantissima, dimostrare 15 anni di meno con la bottiglia di Mumm in mano pronta a far saltare il tappo!

Invece… ed è questa la meravigliosa sorpresa, in tanti, davvero in tantissimi mi avete festeggiata con messaggi, pensieri teneri, dolci dediche, bigliettini, fiori, doni… affetto, tantotantotanto affetto che … ho una gran voglia di sorridere!

E lasciare che le pieghe sugli occhi si facciano più profonde e chissenefrega se ho le borse e devo faticare il doppio in palestra per avere addominali di ferro (e li ho!!! 🙂

Il Vostro calore, è questo che mi fa sentire giovane e ancora bella!

GRAZIE AMICI, GRAZIE DI CUORE! IN ALTO I CALICI E CIN CIN!

Pimpra

ps: “Lista dei buoni”: è un documento personalissimo che redigo ogni compeanno da almeno 25 anni. Essa contiene i nomi di tutti coloro che, ricordandosi di me, mi hanno fatto gli auguri.

La lista dei cattivi non serve compliarla, essa si autocrea per esclusione… a buon intenditor… 😉

IN TRANSITO

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Non c’è nulla da fare: sono bloccata.

E non penso alle povere vertebre della mia schiena, seppur provata, è la testa che non funziona.

Passo il giorno in mezzo alle parole, non faccio che leggere/scrivere mail, mi abbronzo la faccia con le radiazioni emanate dallo schermo del pc eppure… sono bloccata.

Adoro il mio piccolo “momento Panda” quando le dita si muovono ritmicamente sulla tastiera e i pensieri prendono forma e non solo li immagino, ma li vedo comparire in un un testo.

Sono bloccata, qualcosa non va, non esce la melodia dai tasti che osservo e restano muti.

Che brutta sensazione.

E guardo fuori dalla finestra e il freddo di questi giorni mi viene incontro ma non ho voglia di giocare con lui, di scherzare ad essere ancora bambina e correre dietro alle foglie rapite dalla bora.

Monolite arruffato sulla scrivania vedo e sento cose e so che avrei qualcosa da dire eppur mi taccio.

Il silenzio è d’oro, lo so, dovrei ricordarmene sempre. E in silenzio ci sto, ma a bocca piena, come se il ritmo dolce delle mandibole regolasse il flusso incontrollato dei miei pensieri. E del vuoto.

Ma l’inverno tra un po’ passerà e il vento gelido saprà nuovamente  di erba, di mare, di vita.

E, finalmente, saprò respirare dentro un vaso colmo di petali profumati e sorriderò ancora.

Pimpra

DOMANDE SENZA RAGIONE

giardino zen

Me lo sono sempre chiesta.

Com’è che in certi giorni l’umore è pesante come il coperchio di Baudelairiana memoria, grigio come la cappa che ricopre Milano a novembre, asfittico come un mazzo di ciclamini recisi?

Mai trovato la risposta.

Altre volte, invece, il mondo gira dalla parte giusta e, intorno, anche il panorama di una fabbrica spenta sembra un bell’esempio di archeologia industriale e la nebbia appiccicosa diventa una carezza sul volto accaldato. Ma solo a volte.

E’ lo sguardo che posiamo sulle cose, a fare la differenza.

Quanto mi piacerebbe isolare la molecola del benessere, di quel senso di felicità dinnanzi al nulla cosmico, bolla di sapone iridiscente che galleggia nella testa, certi giorni.

E non lo posso fare, e non lo so fare.

Quindi metto in tasca l’euforia di un giorno qualunque di un inverno in paltò leggero, accantono la riserva di eudaimonia per il giorno in cui la luce accecante della primavera mi ferirà gli occhi, invece di farmi sorridere.

E mi godo ogni attimo in cui, per una strana magia, intorno, tutto sembra terribilmente vivido e vibrante e vittorioso sul buio…

Pimpra

SFIDE (quasi) IMPOSSIBILI

DOLLARS

Ero sicura come la morte che, con il passare del tempo, la mia situazione patrimoniale dovesse  andare meglio. Mi spiego: dopo la separazione, iniziata la vita da single, far quadrare il bilancio è stata un’impresa estremamente complessa.

Al tempo raccontavo a me stessa che era ovvio il disagio che provavo dal momento che, abituata a “condividere” la vita e annessi e connessi, ritrovarmi un bel dì ad affrontare TUTTO da sola aveva scompensato per bene le mie entrate, divenute, in un attimo,  solo “uscite”.

Forse per trovare una speranza e non buttarmi a capofitto dentro una nera depressione, mi autoconvincevo che, una volta entrata a regime “singletudine”, sarei stata capace di ritirare su, non solo le piumette, ma anche il conto in banca.

Gli anni passano e continuo a combattere.

Pochi esitanti momenti in cui ho respirato, e poi di nuovo a testa bassa dentro la “quadratura dei conti”.

E’ che sono un’ “umanista”, a me piacciono le lettere dell’alfabeto detesto i numeri che sfuggono sempre al  mio controllo.

Puntuale come le tasse, arriva una nuova ondata di tormento finanziario e mi trovo, una volta ancora, a tirare la copertina sempre più corta e più stretta.

La sfida di febbraio sarà di vivere con 500 euro in un mese. Che tradotto in quota giornaliera: significa tirare avanti con 16, 66 euro al giorno.

Sono tanti? sono pochi? francamente non sono in grado di dirlo, non essendo mai stata capace di tenere una contabilità ordinata.

La creatività italiana dovrà venirmi in soccorso perchè davvero non so dire se sarò capace di vivere in un regime così controllato.

Devo confessare che non provo “afflizione” per la dura prova che sto per affrontare poichè sono certa che nelle difficoltà troviamo una spinta a migliorarci, immaginiamo soluzioni alternative, usiamo meglio la testa.

La sfida inizia il 28 di gennaio, voglio vedere se sarò capace di farcela e, fosse la volta buona, imparerò a dissentire con il mio mentore che afferma:

SO RESISTERE A TUTTO MA NON ALLE TENTAZIONI

e arriverò al 27 del mese successivo, sicuramente più magra e motivata!

… Mamma mia!!!! 🙂

Pimpra

COMPITO PER CASA

trivella_oliodinamica

Ogni momento è buono per farsi qualche domanda di quelle giuste e, possibilmente, trovare una risposta che soddisfi.

A pranzo, tra il conteggio kilometrico per raggiungere la prossima milonga e la domanda inquietante sul meteo previsto, è partita come un siluro la “domanda trivella”.

Mai sentito parlarne? Probabile…

Dicesi “domanda trivella” quella che ti fai (o che ti pongono) capace di entrare dritta nel testone e rimanerci fino a che, nel processo sublime del mumblemumble quotidiano, non arriva alla risposta che cercava.

Una classica del genere è “Ma tu, che cosa desideri per te?” che, tradotta, potrebbe suonare come un “cosa cerchi, come immagini la tua vita”?

A questa annosa questione, una volta arrivati al nucleo caldo della risposta che cercavamo, dobbiamo rispondere convinti (a noi stessi, non serve fare outing con gli altri) per almeno tre volte con un convinto “Sì, è questo che desidero per me”.

Allora saremo arrivati da qualche parte, almeno dentro al fumetto, appena abbozzato della nostra vita, “mi piacerebbe disegnarci un albero, su questo foglio bianco” potrebbe essere il seguito.

Compito per casa: porsi la damanda trivella e cercare la risposta.

Non è detto che tutte le trivelle riescano con il buco ma voi insistete, le grandi verità vanno conquistate giorno per giorno.

Lunedì, vi interrogo! 🙂

Pimpra

C3H6O3

acidolatticoSiamo nel pieno dell’inverno, dobbiamo prendere un bel respiro, tapparci il naso ed aspettare che passi.

La sveglia del mattino ci proietta ancora tutte le ombre della notte e sorseggiare il primo caffè, guardando fuori dalla finestra totalmente spenta, non sembra nemmeno giorno.

E così il corpo asseconda il clima e viene una voglia pazza di mettere in bocca ogni meraviglia che sappia vellicare le papille gustative, dolce o salata che sia.

Aggiungiamo che l’età avanza, il metabolismo rallenta ed ecco pronto il cocktail letale che ci porta di filato a perdere la nostra bella linea. Sempre faticosamente cercata, mantenuta con resistenza e che non abbiamo nessuna voglia di perdere (ancora).

Allora te ne vai nel tempio del fitness della tua città, ti affidi a chi ne sa più di te in materia di tonificazione, rimessa in forma, combattimento all’adipe, ringiovanimento cellulare. Ti tocca sgobbare, sudare, stancarti e sperare che il tuo corpicino non sia così stronzo da non rispondere alla “cura”.

Ho appena finito la mia prima settimana di “buona condotta”, ho fatto 3 allenamenti di cui 2 anaerobici e uno aerobico.

Ieri sera, sconvolta, ho parlato con il mio guru della remise en forme invitandolo a dirmi tranquillamente che gli sto sulle palle. Mi ha guardata ridendo dicendomi “E’ dura vero?”

 Dura è un eufemismo da ricotte, è tremendamente dura! Non c’è parte del mio corpo che non urli vendetta, che non si lamenti, che non dolga.

Sono dentro una vasca di C3H6O3 che mi riempie di sè…

E mi immagino tra tre mesi, perfetta fidanzata di Hulck!

Del resto… no pain, no gain!

😀

Pimpra

PS: sapete cos’è C3H6O3, vero? 😉

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