ESTATE

estate

La riconosco dall’odore. In scooter, al mattino.

Ogni stagione ha il suo profumo. A primavera è più facile, la natura esplode nei suoi fiori, l’erba nuovamente brillante, gli alberi si rivestono di fogliame.

L’estate è come una donna nel pieno della sua maturità sessuale. Non ha paura di guardare dentro le tue pupille, anzi le scruta, per trovare i tuoi pensieri nascosti.

L’estate è promessa. Di un “chissà” che forse non si avvererà mai ma che resterà fonte di tensione e desiderio.

E’ leggerezza, non è più affanno. Il corpo va, si lascia andare, è libero dalle corazze della stagione invernale.

I colori, le luci, i chiari e gli scuri cantano liberamente la loro melodia, non sempre in accordo, ma con grande energia.

E, così, estate mi sento anche io. Gatto sonnacchioso e ribelle, pipistrello, grillo, lucertola, gabbiano.

Ed è così che mi piace essere. Libera.

Pimpra

DONNE D’ACCIAIO

Tonificazione1-960x400La vita non smette mai di sorprendere.

Un lunedì qualunque del calendario decidi di provare una lezione in palestra che l’insegnante ti ha invitata stuzzicando il tuo cuore sportivo “Vieni, ti divertirai di sicuro!”.

Lei è una ragazza giovane dall’età indefinita, nel senso che potrebbe avere dai 22 ai 35 anni e sarebbe uguale. Una triestina doc: bionda, occhi azzurri, abbronzata, vivacissima, iper sportiva, allegra, sempre con il sorriso.

Insegna in palestra, ma credo che lavori anche in ufficio, ha una passione in quello che fa che mi colpisce. La vedo sempre durante le sue lezioni di zumba, io corro sul tappeto e seguo le sue evoluzioni dall’alto. Coinvolge pure me con la sua carica e le mie zampettone si muovono più leste.

Ieri mi sono lasciata convincere assicurandomi che non si trattasse di fare coreografie per cui sono negata. “Stai tranquilla, è molto facile, schematico, vedrai che riesci a seguire senza problemi”.

Detto fatto, mi presento già sconvolta che, con l’idea che sono una belva, prima della “ginnastichina delle donne”, mi serviva far montare le pulsazioni, sudare. In una parola stancarmi.

… una mossa davvero molto furba la mia.

Tra il lusco e il brusco mi sono trovata dentro a un allenamento preparatorio a una gara da Iron man, donne potentissime, toste, motivate che si allenavano assiduamente!

Alla facciaccia mia e della mia arroganza sportiva! Ho tenuto botta, con una certa dignità, per la prima metà dell’allenamento, confesso che poi  ho dovuto attingere a tutta la mia forza di volontà per non fare la figuraccia di quella che molla il colpo!

Aerobico a ritmo elevato e resistenza e addominali e braccia- spalle – glutei  ce n’era per tutto il corpo!

MORALE:

  • 1.5 kg meno di ieri. Significa che mi sono liberata di 1,5 litri d’acqua. Favoloso!
  • il corpo è più scattante, sento lievi doloretti qua e là, sintomo che ho lavorato bene, in un crescendo giusto di sforzo
  • ho l’umore alle stelle: fuori è estate e sto surfando su un’onda di endorfine!!!

Nessun uomo della sala pesi ha avuto il coraggio di affrontare la lezione.

E le “donnine” se la ridono, piccole “Iron Man” travestite da pulcini!

… e il merito va alla bravissima Anna Paola!

Pimpra

Image credit da qui

CALAMARI E TANGO

Foto di Pimpra

Foto di Pimpra

Cosa c’è di più bello di un tramonto sul mare, mosso da delicata brezza, pennellato dalla  fioca luce del faro della Vittoria, profumato di fritto misto di pesce, condito da un delicato sottofondo musicale?

Poche cose, davvero molto poche.

Un quadretto così, te lo porti nel cuore nelle uggiose e grigie giornate di novembre e il ricordo è come se accendesse una luce nel buio.

I venedì della milonghetta al Ferroviario, dove tutto quello che viene richiesto è di ricambiare la cortese ospitalità degli organizzatori mostrando senza pudore un bel sorriso aperto, manifestando senza timidezza il piacere di stare insieme.

Trieste, d’estate, offre delle chicche imperdibili, per chi, come la sottoscritta, sa apprezzare le cose semplici e ben fatte, le atmosfere vere, le persone piacevoli.

Ecco che una milonga in riva al mare, in uno stabilimento balneare d’antan (esisteva già ed era già “vecchio” quando ero una bimba.. non so se rendo l’idea…), si trasforma in una pausa rigenenerante d’estate.

Se, poi, accanto a tutta questa piacevolezza ci metti pure il delizioso piatto di calamari… diventa un appuntamento imperidible!

Ho già prenotato il tavolo per la prossima!

Per i curiosi, le informazioni, qui.

Pimpra

ARRIVA IL MOMENTO IN CUI…

Deep_Sea_3D_-_Curiosity_of_the_dolphin

Arriva il momento in cui prendi la rincorsa e ti tuffi.

L’acqua è gelata, il più delle volte.

La sensazione di freddo ti brucia la pelle.

Ti  chiedi perchè l’hai fatto, anche se sai che era giunto il momento.

Il salto è stato breve.

L’acqua non è già più  fredda come prima.

Basta avere il coraggio dell’ultimo passo.

Ed è fatta.

 

Pimpra

Image credit da qui

ABUSI DI POTERE

atmosphere-cloudsIl bello del tempo libero è che, se ti puoi concedere di “staccare la presa del cervello”, la mente può viaggiare nell’etere e nei pensieri e s’illumina. Non sempre d’immenso, ma tant’è.

Tra una corsetta rantolante per le campagne udinesi, un colpo di aspirapolvere all’amata casetta, una pausa beauty ho tanto pensato. E ho pensato alla libertà e a tutto quello che facciamo per toglierla al nostro prossimo, o, almeno, per sporcargliela.

Mi viene in mente chi usa l’amore come scusa per modificare l’altra persona.

Se mi ami e ti amo allora devi fare questo e quello, essere così o colà. Ed è solo un banalissimo esempio.

E’ abuso di potere, abuso di sentimento. Mala gestione del sentimento. L’amato è sensibile e, se preso nel momento in cui è più delicato (ovvero quando si innamora e il mondo è tutto cuoricini e panna), l’abuso del più forte è fatto.

Ma non c’è solo chi forza la libertà dell’essere di un’altra persona, usando l’amore. C’è chi lo fa sfruttando la sua posizione di dominio sociale, o intellettuale, o professionale o, tristemente e tragicamente, di dominio fisico.

Mi ribello a tutto questo.

Forse la “veneranda” età mi insegna a “lasciar vivere” il mio prossimo. A non impedire la sua realizzazione, qualunque essa sia e, se non a goderne (non sempre si riesce ad essere così zen), almeno ad osservarla con animo distaccato.

E la mia corsetta ansimante per le campagne è stata così bella, quando, dentro le mie profondità più nascoste, ho capito questa grande lezione: vivi e lascia vivere.

Accetta la diversità di chi non è come te, non pensa come te, non ama come te.

E se non sei capace di apprezzare tutto questo, lascia libera la persona di viversi come le pare.

E tutto scorre più facilmente e le illusioni legate alle aspettative, stemperano come un acquerello troppo diluito.

E’ tanto bello tornare a sentrirsi fiume e molecola d’acqua che lo compone, è come se l’essenza si riappopriasse della presenza…dentro al magico profumo della LIBERTA’.

Pimpra

ATMOSFERE

greige

Un giorno di piena estate che all’improvviso rinfresca.

La bora entra, impetuosa e ribelle, scolorando il cielo.

Un’atmosfera autunnale, imprecisa e sfumata; ma tant’è.

Il ricordo torna e con lui la malinconia.

Oggi è la mia giornata greige.

 

Pimpra

 

image credit: foto da qui

NUOVI (DISCUTIBILI) TREND

 

flip flopMi sono resa conto di diventare vecchia, quando, nel mio girovagare il mondo, osservo – con disgusto – certe manifestazioni del sè soggettivo o “nuovi trend”.

Mi pregio di avere uno spiccato senso estetico. Il “bello” di ellenica memoria, il “καλὸς “, so scovarlo. Quasi sempre.

Non sfugge ai miei occhi, sebbene, non sempre, io possa definirmi suo baluardo e, al contrario, presentarmi “alla cessa maniera”, ma – per lo meno- ben consapevole di esserlo.

Il concetto non esprime l’idea di un “bello” solo estetico ma insieme a un buono, la famosa kalokathia (rinfrescatevi la memoria leggendo qui).

Ciò premesso, al momento, l’aberrazione più insopportabile del virtuoso concetto, la vivo in palestra.

Tempi moderni  e gente – tristemente – “moderna”, hanno portato a un decadimento dei costumi che non ha eguali. (DIO COME SONO VECCHIA!!!) 🙂

Adesso voglio che qualcuno, cerebrodotato, mi spieghi perchè, in palestra, d’estate, l’uso delle scarpe da ginnastica, sta scomparendo.

Si assiste all’esibizione di piedi maschili, tappezzati di peli sulle dita, il più delle volte non curati, con unghiacce lunghe e gialle o – peggio – sporche, nelle sale deputate allo sport.

Trovo sia un comportamento DISGUSTOSO!!!

Ieri, distesa sulla panca, quindi a poca distanza dal pavimento, c’era il mio naso sensibilissimo da felino e il piedone orrendo di un deficiente in flip flop!!!

Mi sono trattenuta dal non fare commenti o, meglio, di non farmi scivolare dalle mani sul piede puzzolente del cretino un peso di 5 chili, mi sono trattenuta perchè sono una (vera)  signora.

L’apoteosi della monaggine, ieri se l’è conquistata colui che, sempre in infradito, ciabattava allegramente sul tappeto rotante!!!! Ma, dico, si può essere più cretini? un appoggio messo male e ti ritrovi lungo disteso, dopo aver lasciato tutta la dentiera sull’appoggiamani!

Mi stupisco che, comportamenti del genere, pericolosi oltre che maleducati (NON VOGLIO, PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO, ODORARE LA PUZZA DEI TUOI PIEDI, GIA’ CHE SONO COSTRETTA A FARE I CONTI CON L’ODORE DELLE TUE ASCELLE!!!), non vengano proibiti dai gestori delle palestre.

Perchè, se un giorno di questi alla Pimpra girano, il peso le scivolerà dalle mani… e se il poverino si vedrà rotte 5 falangi… sarà solo un problema suo!

Mala tempora currunt...

Pimpra

ULTIMO GIORNO DI SCUOLA

Foto di : Pimpra

Foto di : Pimpra

Ricordate com’era bello l’ultimo giorno di scuola?

Quando, alle medie, si aprivano le porte delle vacanze ed eravamo già più grandicelli per andare al mare da soli, con gli amichetti?

Quella sensazione di pienezza, di gioia pura che entrava in ogni poro della pelle.

Il profumo delle creme solari al cocco, le nuotate, i tuffi a chi schizzava più in alto. E gli amori estivi? le cotte pazzesche, violente come un temporale d’estate e brevi come un fuoco d’artificio…

Svegliarsi con i raggi del sole che bussano alla finestra per tirarti giù dal letto, in allegria, che la giornata sarà piena di cose da fare e da scoprire.

Ci sono momenti, nella mia vita di adulta, in cui riesco a ricongiungermi con le stesse sensazioni di quando ero una ragazzina e, allo stesso modo, mi entusiasmo…

Oggi è uno di quei giorni, ogni fotone luminoso mi procura gioia e ho voglia di fare, di muovermi, di ballare, di ridere.

Cosa è successo di particolare?

NULLA! e la magia è proprio questa!

Pimpra

LA LATINA 2013: EDIZIONE STRAORDINARIA!

Image credit: Pimpra

Image credit: Pimpra

Sono ancora sull’onda perfetta che mi ha tenuto sulla sua cresta per l’intero fine settimana.

Il mio lunedì, oggi, è vissuto da lontano. Tutta me è ancora lì, su quel pavimento, in quell’albergo, ai bordi della piscina, sul prato, negli abbracci che mi hanno cinta…

Ho vissuto la mia prima maratona perfetta. L’onda che aspetti per mesi, quella che senti nell’aria ma che non raggiungi mai.

I fantastici 4 Mascalzoni Latini hanno esagerato, questa volta, che nemmeno Enzino, il più scafato wedding planner italiano, poteva fare meglio.

Non mi riesce di trovare una sbavatura, un difetto, una manchevolezza.

Ho visto 300 persone folli di gioia, cariche di energia, sudate e sorridenti, insieme a ballare, a nuotare, a ridere, a buttarsi in piscina, a fare la seduta di yoga, a sbafare quintali di banane, a bere litrate di caffè, a fare amicizia.

In uno spazio creato e pensato per il benessere di ognuno dove, oltre al tango, volendo, si poteva trovare la solitudine preziosa del giardino o l’allegria schiamazzante della piscina.

Ho ballato per ore, senza rendermene conto, perchè scivolavo di tanda in tanda portata per mano da tj set favolosi, con l’energia del pomeriggio e l’onda lunga della notte.

Ho visto l’alba dentro un abbraccio, rendendomi conto che la musica aveva traghettato tutti nel farsi di un nuovo giorno, come fosse la cosa più naturale del mondo.

Credo che il senso profondo di una maratona di tango sia questo: la fusione del corpo, della mente, dei sensi, della pelle, nella quarta dimensione, dove, per entrarci, ti porta solo chi sa.

Solo chi ha vissuto centinaia di questi eventi conosce l’ingrediente segreto per rendere unica l’atmosfera che farà di quella maratona, della sua maratona, un momento indimenticabile.

E ho la certezza che una Latina così  sarà difficile da eguagliare!

Pimpra

COSA NON FARE PRIMA DI…

Swimming-pool-architecture-design-water

A volte mi chiedo dove sia finito il manto di esperienza che l’aver compiuto 40 anni regala a una donna.

E parlo di esperienza, non di vecchiaia, sia chiaro.

Mi preparo a trascorrere un fine settimana in un ameno luogo, dotato di tutti i comfort (piscina compresa), dove darò sfogo (SPERIAMO!!!) a tutta la voglia di ballare che mi scorre nelle vene.

Partecipare a una maratona di tango, come ho già avuto modo di spiegare, richiede una grande preparazione psicofisica:

  • ore e ore di ballo o, comunque, di stato di veglia
  • gestione dello stress da  – eventuale (tiè facciamo le corna!) – “tappezzeria”
  • gestione, a seguire, di incazzature di varia natura nei confronti:

– degli uomini stronzi che non ti si filano (Hei, chiedo solo di ballare, non voglio altro da te!!!)

– delle giovani donne che ti soffiano la tanda di sotto il naso (Hei bella, stai al posto tuo! … ma girerai la boa anta anche tu.. e poi ti voglio vedere!)

– di te stessa che potevi trovare di meglio da fare che rovinarti il weekend in questo modo scemo.

Dicevo, una guerra. Sia pure santa, si vive e si muore per il dio tango, ma sempre guerra.

Per preparare me stessa alla grande prova, cosa ho pensato di fare per rafforzare l’autostima e arrivare con il sorriso al mio appuntamento?

Ebbene, sotto PMS, in pieno raffreddore da fieno, ho avuto la brillantissima idea di fare la prova costume!

UN’ IDEONA GE- NIA-LE!!!

La mia pelle albina non vede il sole da mesi sicchè manifesto un colorito così tanto pallido da risultare fosforescente alla luce. Non serve aggiungere che ogni micron del corpo, colpito da un raggio di sole, celebra i difetti di cui è portatore in maniera esaltante.

MORALE:

ho ri-preso al pistola e ho tirato un colpo. Era nuovamente scarica e mi toccherà suicidarmi la prossima volta.

Un tanto per condividere  con tutte le mie lettrici il terribile momento che ci aspetta… e non voglio sentire le voci di quelle, la mia amica A. in prima fila, che mi dicono che sono una stronza a lamentarmi.

Ogni donna ha il suo paesaggio di visioni, di emozioni, di percezioni del suo sè. E per ogni donna, la prima svestizione “pubblica” è un salto nel vuoto.

Così, cercavo di farmi venire in mente una strategia alternativa, ma, fino ad ora, i neuroni non sono venuti a soccorrermi, loro sono già sulla brandina distesi a godersi il sole…

Beata innocenza…

Pimpra

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