… CARO COSMO …

Bisogna svegliarsi una mattina così tanto mosci e depressi da non aver nemmeno la voglia di lavarsi i denti.

Osservare la punta del proprio naso riflessa sullo specchio lucente del caffè, nero, come l’umore che ti sovrasta.

Ma che ho fatto? anzi, cosa non ho fatto? perchè sono così vuota e tutta la mia vita mi pare senza senso?

Epperò, oggi il calendario dice che è primavera e non si può salutare con il broncio la nuova stagione che nasce…

MA_CHI/SE/NE_FREGA!!!

In gabbietta un po’ l’umore stempera che non puoi farti vedere così dai colleghi anche se il cupo coperchio del malumore ti pesa fortissimo in testa…

Per fortuna esiste l’ amica del cuore, quella che si prende cura di te, ti accoglie nel suo caldo abbraccio, ti lascia sfogare e ti porta a  prendere la salutare mezz’ora d’aria.

E scatta anche l’istinto di sopravvivenza alla mosciaggine della tua giornata e ti ritrovi nel bel mezzo della piazza “in” della città a parlare al sole (il tuo cosmo in quell’istante) chiedendogli il più bello dei regali, perchè, in fondo, sai di meritartelo tutto…

E il telefono magicamente squilla, guardi la tua amica negli occhi e insieme vi dite “Che sia già il primo segno?”

Per riassumere, per uscire dalla giornataccia con rimedio naturale molto meglio del Prozac, questi gli ingedienti:

– la tua più cara amica/o

– una giornata di sole

– una sentita richiesta al cosmo

– tanta voglia di dirsi “LA VITA E’ BELLA” , comunque!

Pimpra

REWIND!

Scoperte della tenera età, sì perchè chi crede che il muro degli “anta” sia limite invalicabile da cui, poi, non vi è altro che declino, si sbaglia. Di grosso.

Chi di noi non ha giocato, da ragazzino, a registrare la propria voce, a cantare e riascoltarsi? Tutti, almeno una volta. E quale  sorpresa che la nostra voce non assomiglia nemmeno un po’ a quella che percepiamo dall’interno. C’è chi prova orrore a risentirsi, chi vergogna, chi si piace…

Ebbene, dopo un’era glaciale di tempo, è capitato anche a me di riascoltare una mia dissertazione registrata.

Che ve lo dico a fare: INCREDIBILE! 🙂     Non solo scopro di avere una vocetta tra il pungente e il sottile e, comunque, affatto vecchia che se lavorassi in una chat sexy mi chiederebbero i documenti, scopro che parlo furiosamente, come un fiume in piena, a scatti. Noto di dire troppe volte “Io”, mi accorgo che l’eloquio non è fluido, lineare, ma spezzettato.

Insomma mi riesce decisamente molto meglio scrivere che parlare! E chi l’avrebbe mai detto!

Inoltre mi sono resa conto che la voce è un abito potentissimo di ciò che siamo! Nel senso che svela cose pazzesche, sorprendenti. Non solo ma offre di noi un’immagine che, non è affatto detto, collimi con ciò che siamo realmente.

La cosa più curiosa, quella che mi ha divertito di più? Essere certa che, una persona con la voce come la mia, mi starebbe di sicuro antipatica!!! 😀

Allora sapete che vi dico? REWIND!!!

Amici Cari, godetevi il tempo prezioso del we che abbiamo davanti!

Pimpra

ESSERE MERIDIONALI

Ce la metto tutta, sempre, nelle cose che faccio e a cui, particolarmente, tengo. Ma proprio tutta. Non mi risparmio. Fatica, dolore, impegno, abnegazione, motivazione, testa bassa verso la meta.

Eppure…

La variabile impazzita che mi sfugge e fa sì che il grande lavoro venga, praticamente, reso inutile. Che incazzatura. Che fastidio. Che frustrazione.

E voi  mi chiederete: e che sarà mai questa variabile impazzita?

Eh… troppo facile smazzare le carte e raccontarvi tutto… mi butterei la zappa sui piedi e ho imparato che non è saggio farlo.

Perciò mi limito a riportare le parole che una persona molto saggia mi ha detto: “Ognuno di noi è sempre meridionale a qualcun altro, è la vita

La mia replica decisa “Certo, lo so e accetto qualità e doti che stanno nel cervello. Mi piace confrontarmi con persone che hanno tanta testa, le ammiro, sono la mia ispirazione. Non sopporto, invece, dover combattere categorie dell’essere che hanno a che fare esclusivamente con il corpo, perchè, quella, è sempre una lotta impari e anche molto stupida.”

Ma la vita è anche questo: saper incassare le sconfitte, elaborare i difetti e renderli  – possibilmente- virtù e continuare ad impegnarsi. SEMPRE.

E che palle però! 🙂

Amici Cari, vado ad indossare l’armatura! 😉

Pimpra

TOSCA TANGO MARATHON – alla ricerca della tanda perfetta!

Le prime volte della vita. Questo fine settimana è stata una delle mie “prime volte”.

Una vera maratona, correndo, non l’ho mai fatta, una mezza, sì. Mancava quella con le scarpette con il tacco, con gli abiti leggeri e svolazzanti. Quella con la musica. Mancava la maratona di tango.

La location calda, come i partecipanti della kermesse, popolo internazionale, venuto dall’Europa intera a festeggiare -ballando- la bellezza di un territorio senza confini.

Il ballo lega, il tango collega. Anime, cuori, vite.

Da esordiente ho, più che altro, ammirato i “master”, quelli che alle maratone partecipano da anni, i “tango-trotters”, come mi piace chiamarli che viaggiano in ogni dove alla ricerca della tanda perfetta.

Nel mio piccolo, le emozioni sono arrivate comunque, dolci e preziose come una sfogliatina napoletana, ricordi e parole da tenere nello scrigno di quelle esperienze da non dimenticare.

Sono rimaste le note a tenermi compagnia in questo soleggiato lunedì, in cui la testa non vuole connettersi con il mondo e riprendere la vita di sempre.

Vi vedo ancora abbracciati, legati insieme, presi, concentrati a regalarvi al più bella emozione. Siete ancora lì e state ballando…

Amici Cari, alla prossima maratona, fatta la prima… non ci si può più tirare indietro!

Pimpra

VIALE DEL TRAMONTO

La prova provata di averlo imboccato, il viale del tramonto, è certificata dalla reazione che ha il Testosteronico titolare della palestra.

Quando entri tu: gli sale il sopracciglio e vede chi sei, esce un distrattissimo “Buonasera” senza neppure alzare lo sguardo dal pc.

Entra la Fighetta ventenne: gli sale il sopracciglio e vede chi è, saluta affettuosamente, sorride, e, quando il badge non prende, si precipita ad aiutare la pulzella, prendendolo lui in mano, guardandola negli occhi e facendolo strisciare lentissimamente come se di tutt’altro si trattasse e quando la barra si apre dice “benvenuta” e sorride sornione sotto il bafffetto curato.

La Fighetta ventenne, come se ne avesse bisogno, vede innalzarsi a livello esponenziale la sua autostima e- tronfia- va in spogliatoio a cambiarsi.

Tu che osservi la scena  capisci immediatamente che sei diventata, inesorabilmente, vecchia.

CIAPA SU E PORTA A CASA” si dice dalle mie parti…

Con la coda tra le gambe ma con gambe che quelle sbarbatelle sul tappeto rotante me le magno, non mi resta altro che… che… ecchenesò!!!

🙂

Pimpra

PIMPRA E I MOTORI: GIOIE E TREMORI

A primavera bisogna mettersi a fare un sacco di cose. Allenarsi, seguire – veramente – la dieta, riconciliarsi con la cellulite che tanto – prima o poi – andrà sfoggiata in spiaggia, e fare la revisione dei tuoi mezzi di trasporto.

Già perchè, proprio quando i soldi ti si accorciano miseramente nel conto, ti tocca pagare tutte insieme, un sacco di cose.

Mercoledì è il turno della macchina. A me sembra perfetta, aggressiva, metallica, un gioiellino. Consegno le chiavi al giovane meccanico dall’aspetto torvo. Mentre l’auto è sotto i test, continuo a tenere d’occhio l’espressione del ragazzo: sempre più imbronciata. Al che, penso che devo fare qualcosa, mi sta salendo l’ansia, non voglio nemmeno sapere cosa significhI non passare la revisione.

Mi rivolgo al collega più anziano, “Ma che faccia torva ha il vostro collega, non vorrà mica bocciarmi la macchina! Mi sento come una mamma in attesa che il figlio passi la matura… accipicchia che agitazione…!” la frase mi è uscita così bene che l’uomo si è messo a ridere, rassicurandomi sul fatto che il giovane collega quella faccia la porta sempre in giro così. “Ahhh meno male, perchè, sa, non potrei subire l’affronto di una bocciatura” e sorrido insieme a lui.

Morale 1: la macchina passa la revisione anche se: devo far riparare la parte finale della marmitta, i fari erano altissimi (e me li ha sistemati di sua sponte il meccanico torvo) e la ruota davanti ha evidenti segni di sgonfiaggio.

Pago la tassa, ringrazio e prendo appuntamento per lo scooter, non prima di aver fatto la selvaggia brutta figura di quella che non sa che anche i 2 ruote devono essere revisionati “Oh, ma come siete stati gentili! Grazie a voi non rischierò una salatissima multa!”

Venerdì pomeriggio è il turno del motorino. So che troverò il meccanico imbronciato e già so che devo essere gentile con il più anziano. Metto in atto il piano. “Buonasera Signori, eccomi di nuovo! Mi raccomando non fatemi scherzi che lo scooter è femmina e ha un brutto carattere!”, l’anziano ride, il giovane no. Stavolta però, sono più tranquilla, è il primo che farà i test al mezzo e so che per me prova una certa simpatia. Prima dell’appuntamento, infatti, avevo confessato che il 2 ruote aveva bisogno di pastiglie e forse dischi nuovi, tanto che avevo detto che sarei andata prima dal meccanico a farlo mettere a posto e poi a fare la revisione. Il gentile titolare dell’officina, invece, onde evitare il rischio della multa, mi ha permesso di fare il percorso contrario…

Morale 2: non ho praticamente più il battistrada della ruota posteriore, e, come sapevo, i freni sono da rifare.

Ebbene, sono stata promossa!

Morale 3: SOLO PER LE DONNE: Amiche care, sappiate che, a volte, nella vita, essere delle bionde  – apparentemente – svampite, ma allegre, simpatiche e gentili, porta a risultati GRANDIOSI!

Un felice fine settimana a voi tutti! 🙂

Pimpra

100% FEMMINA!

Arrivarci è stato un percorso difficilissimo, per me, tutto in salita.

Dai tempi in cui mi fregiavo di un nomignolo maschile, con la mia amica del cuore che, invece, al contrario di me, era un estratto di femminilità che neanche il dado Knorr poteva farle concorrenza. Io non potevo competere, tutto giocava contro di me.

Un fisico forte, maschio, spalle da ex nuotatrice, deltoidi pronunciati, bicipiti femorali di tutto rispetto e glutei marmorei. Decisamente molto diversa da una danzatrice classica o da una qualsiasi ragazza “normale”, magari affatto sportiva.

No, io avevo la tigre dentro, la competizione maschile, il desiderio fecondo di primeggiare. Sempre. Di distinguermi. Sempre. Di essere. E di non passare inosservata.

Elementi che mi hanno spinta verso interessanti conquiste di corpo e di mente ma che, nel tempo, mi allontanavano come una forte marea, dall’essenza. Già, perchè, volente o nolente, a me, il pisello non lo avevano dato.

Inutile dire che, uno dei miei desideri più grandi, da ragazzina, era quello di poter fare la pipì in piedi, come i miei amici, invece mi toccava accucciarmi e, questo che consideravo un tremendo stato di inferiorità, mi dava un fastidio enorme. Perciò dovevo essere meglio di loro, anche se partivo svantaggiata.

Poi il tempo passa (e meno male), in un modo o nell’altro la maturità arriva e bussa alla tua porta.

Il vulcano in fiamme per lungo tempo non ha voluto sentire ragione e, la vita, era la mia battaglia quotidiana.

Arrivano i quarant’anni – evviva! – e, non so per quale strano disegno divino, dentro, ho fatto click.

L’anima ha voluto sperimentare – con grandissimo coraggio- una strada nuova: l’apparente debolezza della donna. La minor forza fisica, l’accoglienza di un abbraccio, la dolcezza.

Ebbene, il portato della mia rivoluzione copernicana è stato enorme e la scoperta più grande è la forza sovraumana che ha l’energia femminile che può, davvero, spostare le montagne.

Come? A voi scoprirlo!

Io, intanto, mi limito a fermare il traffico, dondolando dolcemente sui miei tacchi a spillo, godendo di una femminilità consapevole e sicura!

Amici Cari, la primavera bussa, facciamola entrare!

BUONA CONTINUAZIONE DI GIORNATA!

Pimpra

STILEMI

Una piacevole serata alternativa a quanto faccio di solito: appese le scarpette da tango sono andata all’inaugurazione di una mostra sulla bio architettura. Va da sè che, dell’argomento, non capisco nulla, ma è stato comunque molto interessante.

Gli architetti, gli ingegneri delle costruzioni, sono una categoria tutta particolare. Con un po’ di impegno e di allenamento potremmo imparare a riconoscerli tra mille persone. Come?

Ciò che ho trovato di più singolare e divertente è che, una volta raggiunto un certo grado di notorietà, di fama, oppure quando sono agli esordi della loro carriera, amano indossare alcuni “pezzi” di abbigliamento che parlano per loro, parlano della loro professione, come se, sempre, l’umanità intera dovesse conoscere il mestiere che fanno.

Ritengo assolutamente singolare questo modo di porgersi al mondo e, parzialmente, anche ridicolo, specie se, a farlo, sono gli uomini.

Comunque, il mondo è bello perchè è vario.

Mi diverto parecchio a immaginare come mi dovrei vestire per informare il mondo del lavoro che faccio. Mamma mia che incubo, indossare perennemente la “divisa”, ammantarmi costantemente del ruolo, nascondendomi sempre, scambiando l’apparenza per l’essenza.

Non fa per me, decisamente.

Bontà loro, comunque, avranno motivati motivi per essere come sono.

Vi dò un indizio: gli occhiali, rigorosamente nerd, neri per i più depressi, colorati per i più alternativi.

A parte tutto questo ieri sera ho scoperto che… “DENTRO AL GRIGIO C’E’ TUTTO”.

… E chi lo avrebbe mai detto! 🙂

 

Un sorriso a voi tutti e BUON SOLE!

Pimpra

CURRY E TACCO 12

Venerdì pomeriggio, piccole commissioni in città.

Si respira aria di primavera e ne approfitto per accorciare pericolosamente l’orlo della gonna. Esco così, coscio in bella mostra, issata sui 12 cm di tacco degli stivali con la zeppa nascosta che divento improvvisamente (una finta) longilinea. [ma questo, lo so solo io.]

Arrivo da Toso dove, sempre, si fanno curiose esperienze. Mentre ordino una cubatura varia di spezie e gommose e morbide non posso non accorgermi della conversazione “maschia” del gruppetto di avventori. Stavano beatamente sputtanando una loro conoscente che, moglie inetta ai fornelli, proponeva all’ignaro consorte umili surgelati che rendeva regali cospargendoli di curry (forse per mascherarne il gusto poco interessante)… e loro ridevano e burlavano.

E’ stato più forte di me trattenermi da fare un commento salace che poi la discussione ha preso una piega ancora più ilare e giocosa per approdare a un invito per un calice di vino, nel bar lì a fianco. Avventore  “Ma lei che la xè vegetariana, ghe piasi l’uva?” (la Pimpra – sagacemente – ha già colto il subliminale doppio senso: uva=vino),  P. “ma certo, come no, non si tratta mica di sangue”  Avventore “Ecco allora la me permetti de offrirghe un calice qui a fianco.”    P.  “accetto solo se mi insegna una buona ricetta!”

Ci spostiamo di due metri più a destra ed entriamo al Malabar, locale molto noto agli avvinazzati triestini. Il mio nuovo amico ha 36 anni. Per gamba. Ed evidenti segni di una salute non proprio buona e un pancione dilatato. Credo di non rischiare nulla e accetto l’invito.

All’ingresso saluta i suoi amici che – immediatamente – mi guardano le gambe, restano increduli che quel nonno si sia presentato con una “figa” e mi offrono da bere. Lui si chiama Bruno e il suo amico (da 50 anni) è Nino. Sono lì con le loro – gonfissime- mogli che mi danno una veloce occhiata e nulla più. Sono talmente tanto più giovane e piacente di loro da non poter neppure essere una minaccia e continuano a bere.

Il “mio” Bruno, invece, è rimasto vedovo. Forse per questo è stato così galante con me, aveva voglia di scambiare due parole.

Il calice che mi è stato prontamente offerto da quella simparica compagnia di nonni, è stato condito da divertenti aneddoti sulla vita coniugale e sui metodi – ortodossi – che, all’epoca, si utilizzavano per far funzionare le cose.

“Mio papà, co’ iero mulo,  me gà insegnado che <bisogna cavar le piume dell’oca, senza che la zighi” che, tradotto e chiosato, significa “fare le corna [se proprio si cade nella trappola del sesso extra coniugale- ma solo in quello]- senza che la moglie ne sappia nulla, ovvero “no la zighi“.

Li ho trovati dolcissimi, quando raccontavano le marachelle della loro sfiorita giovinezza, delle grandi bevute che- sempre- hanno costellato la loro vita insieme.

E’ stato un momento molto bello, entrare nella vita di un perfetto sconosciuto che ti racconta di sè e, nel tempo in cui si può degustare un calice di bianco, ti chiede “Ma quando potremo rivederci?” e la Pimpra ha risposto “Il curry ci ha fatto incontrare, lasciamo libero il destino di decidere per noi”.

Con un sorriso, ho appoggiato il bicchiere e sono uscita.

Amici Cari come è bella la vita!

BUON FINE SETTIMANA!

Pimpra

BISOGNA RICORDARE AI TESTOSTERONICI OVER 40 CHE…

Amici maschi, lo sapete che senza di voi la nostra vita sarebbe triste e grigia.

Nessuna incazzatura, al mattino, per le goccioline che sfuggono dall’idrante, dopo che avete usato il bagno, le vostre richieste di aiuto quando cercate le cose nel frigo che non trovate perchè sono troppo davanti ai vostri occhi o quando non sapete abbinare il corretto coperchio al tupperware che per voi si assomigliano tutti.

Image Credit: thefashionisto

E le palpitazioni che ci regalate quando non vi decidere a darci il vostro cuore, il corpo, quello, ce lo offrite subito e più volte al giorno.

Non potrei immaginare il mondo senza di voi,  senza il mix di quella forza e dolcezza che vi lasciate sfuggire, talvolta, e noi conserviamo per sempre come una polaroid in una pagina del diario.

Non siete sempre così splendidi, sapete ucciderci con poco, usarci come il mocio vileda senza che, apparentemente, ce ne rendiamo conto.

Eppure… siete necessari.

Per sfogare le nostre tempeste ormonali, per ricevere un abbraccio stretto e caldo (quelli ce li regalate quando siete amici, di solito), i vostri consigli sulla colla che serve per attaccare la ceramica che abbiamo rotto o quando ci fate i buchi sulle piastrelle che quello è un lavoro davvero molto difficile.

Noi ci siamo, a noi piace essere al vostro fianco, perchè avete bisogno di leggerezza, di una donna che vi aiuti a organizzare il vostro tempo e vi faccia sorridere.

Amici Testosteronici, ricordatevi che tutto questo è un bellissimo percorso da fare insieme, a volte con fatica, per andare avanti e cercare di stare sempre meglio.

E il tempo passa, e anche voi diventate più grandi. Almeno all’anagrafe risulta così. Non dimenticate di crescere. E’ importante.

Le donne crescono con voi e, con voi e come voi, invecchiano.

Inutile che, invece di ricorrere al ritocco estetico con un filler di acido ialuronico, crediate di fermare il vostro tempo frequentando solo donne sotto i 30 anni. Molto sotto i trentanni.

E’ curioso che la giovine donna, il più delle volte, rimane vicino a voi per un istante brevissimo, quello che serve per capire che al mattino non gestite bene l’idrante, che la notte vi capita di russare e che, con la barba sfatta i vostri over 40 si vedono tutti. In quel momento capisce che il suo papà (quello vero) è molto meglio di voi e vi fa “ciaociao”.

E’ così. Rassegnatevi.

Imparate a cogliere il potere dell’esperienza, la forza della maturità e smettetela di sentirvi degli eterni adolescenti.

Il mondo vi sarà grato. Le donne_donne, pure.

Con grande affetto a tutti gli eterni “muloni” che conosco…

Pimpra

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