DENTRO AI TUOI OCCHI

Ti ho rivista, ieri sera, dopo tanto tempo.

Sei cresciuta e adesso sai camminare da sola.

Il tuo faccino paffutello sorride al mondo che ti si svela giorno per giorno. Le piccole mani toccano tutto ad esplorare nuove superfici, a prendere contatto con la realtà che si colora di nuove scoperte.

Mi guardi perplessa, appena mi rivedi, non ti ricordi molto di me. Ti sorrido dietro i miei occhialoni tartaruga e allungo le mani verso di te.

Gli occhioni cobalto si aprono di più e le guanciotte si gonfiano in un grande sorriso mentre inizi a venirmi incontro.

Che gioia abbracciarti e dirti che sei bravissima, cammini molto bene!

Ti guardo, mi guardi.

Sorrido, sorridi.

Facciamo “naso_naso” perchè i nostri sono usciti dallo stesso stampo e sei dolcissima mentre strusci, come un gattino, il tuo visetto sul mio.

Ti guardo e, incredibilmente, vedo me alla tua età. E’ un’emozione che mi entra come una bomba.

E ringrazio mio fratello di avermi – inconsapevolmente – regalato questa gioia. Immensa.

🙂

Pimpra

 

CREATIVO SACRILEGIO

Cosa c’è di più sacro, di più amato, desiderato, agognato, sognato oggetto del desiderio per una donna che, in aggiunta, balla il tango?

LE SUE SCARPE.

Non bastano mai.

La folle corsa ad accaparrare paia su paia non conosce limiti e dilaga infestante come il virus di Ebola. Non ci si può sottrarre. Malattia letale. Feticismo ai limiti.

Ebbene, quest’oggi, ho messo in atto il più sublime e creativo sacrilegio che, una donna e ballerina di tango, potesse anche solo concepire: utilizzare le amatissime “bambine” all’esterno di una pista di ballo!

FOLLIA!

Invece no.

Come il mio nuovo amico Osho insegna, alla luminosa affermazione di “Ama te stesso”, ho trovato – con grande amore- la soluzione a un problema di outfit lavorativo che dovevo assolutamente risolvere.

Tutto era perfetto: il minimale abito bianco, la giacchettina asciutta, la borsa da lavoro grandicella in pendant ma… le scarpe – orrore!!!-  con il tacco da rifare, pertanto immettibili sulla marmorea superficie dove dovevo recarmi per lavoro.

E poi, in un attimo, l’illuminazione: le scarpette che non riesco ad utilizzare per ballarci perfette per chiudere il mio look in modo impeccabile.

Detto fatto.  Sono chic e minimale come volevo. Perfetta.

Affronto i gradini di casa con un senso di colpa devastante (“ma cosa sto facendo!!! è un sacrilegio!”) che bypasso per la sopravvenuta necessità.

Non serve aggiungere che è stato un successo planetario… 🙂

E poi, sia mai mi venisse voglia di muovere due passi, le scarpette sono già al loro posto!

Pimpra

 

LIBRI CHE TI INCONTRANO E NON PER CASO

La mia magra umanità, di quelle, per intenderci, che sono ben poco evolute in molte circostanze della vita (leggi il post precedente), ha ricevuto un dono meraviglioso, proprio nei giorni in cui rotolava velocemente dentro l’insoddisfazione.

M’è arrivato in mano un testo di Osho acquistato qualche tempo addietro che, nella premessa, tratta immediatamente delle “aspettative” e di quanto le stesse ci rovinino la vita.

Basta poco, a volte, a far cambiare la direzione alla giornata, a rinsaldare l’umore, a darci una svegliata. Ecco, il mio “momento Panda”, quello che amo definire del “dolce risveglio”, mi è giunto così, prendendo in mano un libercolo, edizione economica (incollato – per intenderci, non cucito a filo refe…) che titola semplicemente “Con te e senza di te” del mistico indiano Osho.

Nodo centrale della trattazione è il più lapalissiano dei postulati possibili: “Ama te stesso”, “sii egoista in questo amore” solo così potrai fare del bene agli altri.

La mia illuminazione. La mia piccola Buddhi  scesa dal cielo.

Ama tutto di te, il bello e il brutto, godi della vita che ti è stata data in dono, celebrala, sii quello che sei fino in fondo, così irradierai un luce e una gioia e un benessere tali che sarai positivamente contagioso anche per gli altri.

Ebbene, ho fatto mia la tesi.

Quindi:

  • la pioggia del we non è stata la punizione ma la manna del cielo per riposarmi, fare lunghe dormite, leggere (appunto!) e dedicarmi – con Amore – a me, alle mie attività preferite, alle persone che amo.
  • i malumori che si  sono alternati sono stai letti con cuore benevolo e non con occhio maldicente, nella comprensione dell’altrui debolezza
  • ho goduto della mia compagnia quando, in spiaggia, deliziavo il mio essere dello spettacolo naturale, dei cavalloni che infrangevano sulla costa, del vento, del canto roco e stonato di aria e onda.
  • e, anche la sveglia del lunedì, ricordandomi all’ultimo nanosecondo utile che avevo un appuntamento alle 8.00, non mi ha fatto incavolare, in totale armonia mi son detta “muovi il culo che riesci anche ad arrivare in tempo” e così è stato.

Amici Cari, a chi passa per di qua, fate vostro il mantra della felicità “AMA TE STESSO”, sono certa che la giornata vi regalerà mille sorrisi!

Pimpra

LA RICERCA DELLA FELICITA’

 

 

 

 

 

 

Risvegliarsi soddisfatta, una tranquilla mattina di giugno, anche se fuori, il cielo ovattato fa presagire pioggia imminente e un’umidità relativa piuttosto elevata, appiccica i capelli alla faccia, insieme ai pensieri.

Orizzonte ideale sul quale veder calato il “pesante coperchio” di Baudelairiana memoria invece…

Una serata all’aria aperta, con il sottofondo musicale preferito, le scarpette a ricamare senza esagerazioni la pista,  chiacchiere con gli amici, l’aria della notte, lo sbrilluccichio del riflesso della luna sullo  specchio di mare antistante, il pacato rollio degli alberi delle barche a vela, ormeggiate nel loro tranquillo riparo.

Gocce di una serenità che riempiono il cuore, miorilassano l’apparato.

E finalmente riprendi a respirare dopo i lunghi giorni di apnea.

Epicurea. Al 100%.

Recuperare il proprio piacere “naturale e necessario”. Goderlo fino in fondo. Esserne pervasi.

Basta poco. Basta volerlo. Basta rendersi conto che non abbiamo bisogno di “tutto” per essere in uno stato profondo di eudaimonia .

Ieri sera è stato il mio “momento Panda”. La mia beatitudine, tanto piccola quanto profonda, goduta, amata.

E ho imparato che:

“UNA SEDIA, NON SARA’ MAI UN DIVANO”.

Amici Cari, sull’onda di questo delicato seppur frizzante senso di benessere, a voi tutti auguro lo stesso piacere necessario… BUON FINE SETTIMANA!

Pimpra

FUNESTA DIPARTITA

Giornate dense e viscose. Appiccicaticce, fastidiose. Noiosi pruriti esistenziali, valutazioni da fare, decisioni da prendere, il mondo intorno che corre velocissimo e tu, quel giorno, sei tanto in affanno…

45′ di immersione dentro le pulsazioni del tuo cuoricione per andare a trovarlo e dirgli che c’è qualcuno che lo ama.

Il copioso sudore straripa dai pori e, mentre cerchi di tamponare l’alluvione, speri che serva a far sciogliere i grumi che ti porti dentro.

In tutto questo, la musica martellante ti aiuta a sopravvivere, alla fatica, alla tristezza, a tutto quello che hai visto della tua vita che ti ha choccata.

A casa, cancelli immediatamente le prove della tua – inutile – fatica e procedi con la lavatrice d’ordinanza.

Quale bella sorpresa ti aspetta quando, mezzo addormentata, ti ricordi che devi mettere a stendere i panni e, mentre tiri fuori il carico dal cestello, ti cade sui piedi il tuo prezioso amico, il tuo adorato “nanetto”, la compagnia dei tuoi giorni solitari, il balsamo delle tue ferite di guerra, il compagno irrinunciabile delle tue scorribande sportive, il fedele amante dei tuoi riposini del sabato pomeriggio, magari distesa al sole.

DISPERATA.

Ho provato con il phon, gli ho praticato la respirazione bocca a bocca, il massaggio cardiaco, l’elettrochoc…

NIENTE.

Ipod è morto.

E, un pezzetto di me, con lui.

Che giornata di merda.

Pimpra

ESSERE DONNA

Mi chiedevo se, prima di scendere dal cielo e incarnarci, quando eravamo ancora anime, ci è stato chiesto di scegliere se vivere da maschio o da femmina oppure se il sesso ci è stato imposto dall’alto.

Non è una questione banale, affatto!

Guardo me. Son vecchia e molto saggia, consapevole dei mutamenti legati al tempo, alla stagione, all’età, al momento del mese, alla fase lunare, a chi sto frequentando, allo stress del lavoro, all’andamento sussultorio del mio conto in banca e a un milione di altre infinite variabili, imprevedibili e impazzite che hanno il potere di agire sull’umore, sulla visione del mondo, sulla percezione corporea di me stessa e regalano un sapore dolce e pepato all’esistenza o restituiscono un gusto amaro come il miele.

All’uomo, tutto questo trambusto non accade!!!

Cosa lo turberà mai? La partita di calcio della squadra del cuore che se va bene, si fa gran festa (in tutti i sensi…) altirmenti TRAGEDIA, la mamma che rompe, la suocera in visita, la compagna (se esiste quella fissa) che ha i suoi “giorni dello squalo” ma lui non li subisce troppo perchè trova mille attività più importanti da fare che lo salvano dalla tempesta, portandolo lontano, la gioia di una promozione al lavoro, una bella donna che regala un sorriso, un’avventura di letto, una serata con gli amici a fare il pockerino bevendo birra e raccontandosi le peggio  balle sulle conquiste femminili…

Agli uomini va tutto più facile. Una specie di codice binario: 1-2 2-2 1 e via così.

Loro, hanno scelto bene.

Visto un tanto, chiedo al mio Angelo di spiegarmi perchè ho scelto le tette, in questa vita, perchè a me sembra tutto così complicato e,  spesso, non capisco! 🙂

Pimpra

FEEDBACK

Qualcosa non quadra.

Un mio seguace, letto il post precedente ha caldamente cercato di convincermi di farmi le tette (nuove).

O mi sono espressa male, prima, o, qualcosa non ha funzionato.

Ma non ho detto che, tutto sommato, mi piaccio così? E che è  cosa buona e giusta accettarsi per quello si è, che il fuori non è tutto, che esiste un’essenza interiore ben più potente?

… Evidentemente, all’esterno, il messaggio non è passato, poichè mi suggeriscono di migliorare quello che già c’è.

Non so se essere arrabbiata o fregarmene.

Mah… vado a godermi i biscottini da tv, appena sfornati, che è meglio!

BUONA SERATA A TUTTI

Pimpra

LA BELLA E LA BESTIA

Cosa c’è di più dolce e rilassante di concedersi una pausa dalla propria vita frenetica e permettersi una rilassante serata tra le pareti di casa, nel nido preferito, mentre fuori imperversa una primavera che imita l’inverno e il tuo gatto viene vicino e si struscia su di te, facendoti “Frr frr”?

E, miracolosamente, sei riuscita a regalarti un pasto decente che la frittata di sclopit oramai è un tuo “best show”…

Lo zappo televisivo regala il filmetto giusto per riposare i  neuroni stanchi di correre nella mente, il cervello direttamente appoggiato sul tavolinetto vicino a te e gli occhi a farsi pervadere dalle immagini e le orecchie a raccogliere suoni.

Nulla più.

Galleggiare nell’etere.

La bella e la bestia in remake fantasy. Un filmetto per adolescenti della mia generazione che quelli di oggi, un film così, non l’avrebbero retto per più di due minuti. Io sì, sono “vintage” …

A saper ben vedere, però,  si trovano sempre gli stimoli giusti per riflettere…

Ciò che si è maggiormente fissato nella retina del mio cuore è il concetto di “piacere a se stessi”, di trovare/ritrovare quell’armonia data (nella nostra giovane età) e poi perduta nella corsa degli anni.

Imparare a riconoscersi, a piacersi per come si è. Punto e basta. E chi non (ci) sa vedere… affari suoi.

E’ una bella sensazione, cambia il nostro tono vibratorio, colora di piacevolezza l’aura e ci fa stare molto meglio nel mondo  e poi, una dopo l’altra, le belle sorprese… arrivano…

Pimpra

A ME GLI OCCHI!

Di ritorno da un week end da “(s)ballo”, è proprio il caso di dirlo, dove me ne sono successe di tutti i colori!

La mia seconda maratona di tango, la prima edizione de “La Latina, tango Marathon“, emozioni che sono andate in ascensore per tutta la durata dell’evento.

UP and DOWN costanti.

Arrivo gasatissima, curiosa come non mai: ho il fuoco sacro del tango nelle gambe.

La prima noche milonguera mi passa così male che già medito il suicidio= nessun invito.

DOWN.

Sabato mattina mi fiondo nella spa dell’albergo che ci ospita per cercare di dimenticare la sconfitta e ritrovare l’entusiasmo. La sauna lenisce ma non obnubila.

Ci riprovo con la pomeridiana e raggiungo il massimo. Nessun invito.

VERY, VERY DEEP DOWN.

VADO IN CAMERA, CERCO LE PILLOLE DI SONNIFERO  e quando sono sul punto di suicidarmi come Marylin, decido di sgranchirmi le gambe con una passeggiata.

1 ora e mezza di tour a Pomezia con andatura da tapis roulant= molto, molto veloce!

I pochi cittadini che incrocio mi guardano strana, in effetti. Il mio passo, è quello di una prossima suicida con tendenze di fitness estremo, uno strano cocktail, a dire il vero.

Da “Cimiciurri”, dove mi fermo per “l’ultimo pasto” prima di farla finita con il tango (di sicuro), con la vita (forse), tracanno un prosecchino le cui bolle vanno a lambire la parte di cervello che ha fatto tilt e che mixate all’0ssigeno incamerato nella veloce camminata, fanno il resto: mi ripiglio.

“E che, mollo così? non se ne parla! Sono un’atleta, non mi fermo prima della fine della gara!”

Torno all’hotel, dormo fino alle 3.00 del mattino, suona la sveglia, mi preparo e scendo nell’arena: voglio matar un toro pure io! 🙂

Alle 4.00, fresca di doccia, fresca di sonno, con un sorriso arrivo in sala e… il miracolo si compie … inizio, piano- piano, a ballare.

Non serve aggiungere che, con il farsi dell’alba, il mio corpo prende sempre più energia, l’umore sale alle stelle e posso distribuire endorfine a chi ne è sprovvisto.

Ho finito il we con i botti, posso dire di essermi divertita, di aver imparato una sacco di cose su di me, di aver goduto di un tango ai massimi livelli, ballerini/e pazzeschi, organizzazione impeccabile,  insomma, un piacere!

E, ho capito che, per godermela, come insegna la Claudia, devo aver coraggio e puntare gli occhi sul prescelto con uno sguardo da… “stalking”, non credevo ma… FUNZIONA!!! 😀

Pimpra

L’HILTON DI STARA BASKA

Nella vita nulla rimane comè stato.

We fuori porta  rincorrendo i primi raggi del sole, non prima di aver fatto scorta abbondante di crema protettiva, che sono ariana e mi scotto facilmente.

Il ricordo di deliziose tagliatelle verdi agli scampi mi hanno fatto prenotare una stanza in quel di Stara Baska, isola di Veglia, dove, tra le altre, si può godere di un meraviglioso tramonto.

PANTA REI e niente è rimasto come lo ricordavo…

Una prenotazione rocambolesca con i titolari che dimenticano, nella mail di conferma, di indicarmi il prezzo della stanza. L’arrivo e lo stupore di trovarmi dinnanzi una camera che più che essere una semplice “zimmer” o “sobe” ha le pretese lussuose di un set di “Beautiful”… luci strategiche qua e là, specchi, testiera del letto che puoi prenderla a testate e non ti fai male, profusione di cuscini e… 100 euro a notte!!!!!!!!!! (Ma con prima colazione inclusa!!! ci mancherebbe!!!)

Fiore di Cactus per poco non mi stacca la testa dal collo con una sciabolata che si è limitato a fare verbalmente

“E meno male che lo fai di lavoro … (prenotare, organizzare, bla bla bla)…, ma come, non hai nemmeno contrattato?!”

Pimpra “Ma per lavoro è diverso!!! Applico una normativa e…”

FdC  “Ecco allora preparerò una norma secondaria alla quale ti dovrai strettamente attenere, quando ti occuperai delle prenotazioni  del tuo tempo libero!!!”

UMILIAZIONE AI MASSIMI….

Coda tra le gambe, brutalmente bocciata, passando dall’essere una “professionista del tempo libero” a “turista imbalsamata di cui farsi le beffe”…

Mogia mogia mi son fatta portare nel mio campeggio preferito che, almeno lui, è migliorato nel tempo…

Nulla di ciò che era valeva il costo richiesto, uno sberleffo in piena regola, un insulto alla povertà e alla crisi, un “magna_magna” alle spalle del turista…

E mi sono resa conto che, a Stara Baska, più che le vecchie konobe di un tempo, ci sono succursali dell’Hilton…

Dove  sono i bei tempi andati???

Pimpra

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