SENSAZIONALISMO GIORNALISTICO E TRAPPOLE

Un cosa l’ho imparata, proprio ieri, dopo uno scambio su Twitter.

Un primario triestino, positivo al Covid e per questo in quarantena obbligatoria, è stato fermato e multato per essere uscito di casa con la spazzatura e sprovvisto di protezioni.

L’articolo di denuncia, apparso sul quotidiano locale “Il Piccolo” titola:

I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE

È infetto ma esce di casa: denunciato il primario di Geriatria al Maggiore di Trieste

L’articolo è stato più volte rilanciato sui profili FB di numerosi amici e, più me lo ritrovavo davanti agli occhi, più mi montava la rabbia.

Ho esternato, in modo sicuramente poco signorile e decisamente gratuito, quello che pensavo su Twitter. Pronta la risposta di un collega medico che, sulle prime mi ha molto fatto arrabbiare (la categoria si difende coesa), ma, successivamente, mi ha riportato a più miti consigli.

Ho imparato che un articolo di giornale non fornisce tutti gli elementi necessari per esprimere un giudizio, specie riferito a un comportamento che viola una norma. L’articolo è solo una rappresentazione, molto spesso deformata, quanto non direttamente sommaria, dei fatti.

Cui prodest una diffamazione mediatica del genere, riguardante il comportamento, presumibilmente, opinabile del soggetto in questione che va valutato, comunque, nella sua complessità di aspetti?

Ci sono caduta con tutte le scarpe, il mio sdegno, la rabbia, la frustrazione riversate sul medico che, a mio avviso, si è macchiato di un reato gravissimo. Non ero presente all’accaduto, non conosco i retroscena e neppure se egli ha agito seguendo il buonsenso.

La lezione che mi porto a casa è questa: trattenermi dal giudicare i comportamenti altrui, non cadere in certe trappole mediatiche di sensazionalismo giornalistico, specie in momenti, come quello attuale, in cui i nervi sono a fior di pelle.

Con questo post desidero pubblicamente scusarmi con il dott. Ceschia per la mia esternazione su Twitter che ha travalicato il senso civico e il buon gusto di cui, normalmente, sono sana portatrice.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

CICCIONE E LA SUA AVVENTURA A 4 ZAMPE

Lui si sta preparando, la nostra casa messa sotto sopra: borsoni, valige, spesa ovunque, l’umano va in vacanza. Succede sempre in questo periodo dell’anno. Mi preparo a passare dei giorni in solitudine, ma a me che mi frega, ci sono abituato. Dormirò di più, fa troppo caldo per la caccia.

Arriva una nuova, non l’ho mai vista. Anche questa è procedura: un umano/a che provvederà ai miei bisogni di crocchette, acqua, pulizia igienica dei miei spazi. Questa, però, la vedo strana, perché non mi tocca? Lo fanno tutte! Perché non tenta di baciarmi, di accarezzarmi la pancia, di prendermi in braccio? Lo fanno tutte, di solito! Mah…

La porta si chiude, l’umano se ne va. La casa è tutta per me.

Mi rilasso, dedicandomi alla mia attività preferita: oziare nei luoghi della casa più idonei al singolo momento della giornata.

La porta si apre, è quella strana lì. Riempie le crocchette, cambia l’acqua, pulisce i miei bisognini ma… che fa? Apre la finestra per arieggiare? Ottima idea, quasi quasi mi ci affaccio e prendo il fresco.

La porta si richiude. Resto ancora alla finestra a godermi il panorama e l’arietta.

Adesso basta, voglio riprendere il mio ozio rilassato sul divano ma… com’è? La finestra è chiusa? E io come rientro? resto tranquillo, aspetto, tanto poi tornerà… è particolare davvero quella lì…

Passano 15 ore e mi sono stancato di aspettare, non succede nulla! Poi fa caldo, c’è il sole, vado a cercare riparo ma… dove?

Così inizia l’avventura del 4 zampe più famoso di Trieste nella settimana di ferragosto 2018. Un gatto che, inavvertitamente chiuso fuori casa dalla “badante”, ha cercato di sopravvivere alla meglio.

Ha avuto fortuna, Ciccione, perché, nel suo peregrinare alla ricerca di cibo e acqua, non è stato investito, non è stato rapito, non è stato aggredito da cani, non è stato avvelenato.

10 giorni di vita allo stato “naturale” che, per un animale domestico, equivalgono a una dura prova di sopravvivenza.

Poi c’è stato un incredibile tam tam mediatico, la ricompensa per invogliare alle ricerche, la solidarietà di tante, tantissime persone e poi c’è stata la famosa “botta di culo” perché se uno è bello, nella vita, è fortunato assai.

Una signora, guardando dal balcone di casa sua, ha notato uno splendido gattone, sono io Ciccione! e, senza nulla sapere di lui, delle ricerche in corso, della ricompensa per il suo ritrovamento, ha contattato il Gattile della città che ha avvisato subito il padrone.

Sono stato molto fortunato, lo so bene!, so di essere bello in modo impossibile, so di essere amato da tantissimi, dal mio umano e da una umana specialissima che mi ha allevato quando ero un adorabile cucciolino… embè, sapete che vi dico? Stavolta mi è andata molto bene!!!! Sono felice mi abbiano ritrovato però… voi umani … state attenti, preoccupatevi -con anticipo!!!- di trovare chi si occuperà di noi, gatti, cani, canarini, conigli, e ogni sorta di animale che vi tenete in casa, quando dovete andare in vacanza, verificando se il/la badante a cui ci affidate è a sua volta affidabile!

La vita è bella, lo so bene!, quindi vedete di non rovinarcela e rovinarvela! Non siamo giocattoli, siamo un pezzo della vostra famiglia, ricordatelo sempre!

Una zampata affettuosa a tutti i miei fan!

Ps: siccome sono famoso assai e me ne vanto, per i gattografi, contattate il mio umano! Anche oggi sono sul giornale locale… così per dire!

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Ciccione

(intervistato da Pimpra)

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