I NUOVI CASINI

Sauna finlandese

Fine settimana dedicato a ciò che di più odio fare, dopo la polvere: il cambio di stagione. Mentre smadonnavo per l’inutile quantitativo di abiti accumulati che, come ogni volta, renderanno felici persone con meno possibilità, mi chiedevo che senso avesse l’operazione, considerati i 19° esterni.

Missione portata a termine: 3 grandi borse di abiti seminuovi da regalare. La coscienza quasi a posto.

Ore 18.00, appuntamento con l’amica per goderci il buono Groupon che recitava qualcosa come “Una meravigliosa seduta per 2 persone nella nuovissima spa”.

Ovviamente sono la sostituta del di lei compagno, impossibilitato a godersi la manna.

Fuori dalla Spa (in pieno centro cittadino), la guardo interrogativa e le dico “Senti ma… non è che ci infiliamo in un troiaio cinese? perchè da fuori ne ha tutto l’aspetto!”

La mia amica, tenero cuore di panna, comincia un pochino ad agitarsi, al chè le dico “Se troiaio deve essere, andiamoci preparate” e ci fiondiamo nel bar vicino a sorseggiare un prosecchino prima di entrare.

Le bolle esagerate della pessima bottiglia, cominciano immediatamente ad andarci in circolo, procurando quella ilarità inconsapevole e alticcia che è divertente assai.

Apre il centro, lo spogliatioio è lillipuziano, veniamo accolte con gentilezza da un uomo senza gli occhi a mandorla, ci fa entrare nella sedicente spa, illustrandoci il percorso benessere.

Una immensa vasca  idormassaggio con bar accluso [ma quando mai???], una micro “nonohocapitoacosaserve” pseudo qualcosa, non una sauna, non un bagno turco, non un tepidarium, solo una stufa a parete con i raggi infrarossi “Che vi sembrerà di stare a Barcola” [sticazzi, a Barcola d’estate fa molto, ma molto più caldo], un ulteriore ambiente dove rilassarsi, accompagnati dalla celestiale visione di un video sulla natura.

Punto. Tutto qua. Coreografia che parte da Hollywood, per l’idromassaggio, a finire a Gardaland per gli altri due abienti ideati a mò di grotta.

A noi veniva un sacco da ridere, eravamo la sola coppia di donne. Tutte le altre 4 coppiette, cercavano di capire fino a che punto potersi spingere, vista l’offerta di questa spa da viversi “A due”.

Mi sono sparata due ore di bolle, gustandomi le espressioni mezzo complici, mezzo colpevoli, mezzo malandrine degli astanti, ridendo in silenzio con la mia amica, immaginando dove fossero le mani, nascoste dalla penombra e dalla schiuma.

Scaduto il tempo, abbiamo scoperto che, il “non luogo” si può affittare per feste private, per party, per addii al nubilato, per compleanni…

E la mia fantasia ha volato libera immaginando tutto quello che la vasca idromassaggio potrà raccontare.

I tempi sono maturi per la nasciata dei “Neo_casini_zen”.

Ma a me, che sono vintage, RIDATEMI LA SAUNA!

😀

Pimpra

ESERCIZIO ZEN

AcquaZen

Della mia personalità posso affermare tante cose, nel bene e nel male, ma, di certo, quello che so non esistere, non essere contemplato, sono gli atteggiamenti “zen”.

Distacco emotivo, osservazione separata delle cose e degli eventi, calma dentro alla tempesta, controllo, vuoto mentale.

Ecco, io sto esattamente dal lato opposto: sono la tempesta, vivo dentro l’occhio del ciclone (quanto sono tranquillla) oppure sono sempre nei suoi vortici più violenti.

Che fatica.

E più passa il tempo, più è pesante destreggiarsi tra tutta questa, devastante, energia.

Eppure non so fare diversamente.

Ecco allora che, grazie a un suggerimento illuminato, cercherò di far mente locale sui “pensieri belli”, pensieri che mi portano gaiezza, allegria, serentià, perdute da troppo tempo.

Apprestandomi a questo esercizio che mi costerà immane fatica –chevvelodicoafare– mi chiedo, come mai, la mia vita è sempre costellata di ostacoli, più o meno grandi, più o meno difficoltosi da superare… come mai?

Eh no! Questo non è l’esercizio zen che devo fare! 🙂

STICAZZI!!!!

… “Buoni” pensieri a tutti!

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

LO DICO SEMPRE

Trieste in una giornata ugigosa

E’ il mio mantra di sempre: per stare bene bisogna separarsi per un po’, andare via. In una parola: fare la valigia e partire.

Potessi permettermelo, sarei sempre in viaggio. Ma così non è. Mi devo quindi accontentare delle trasferte lavorative che, sporadicamente, mi capitano.

Viversi un’altra città, anche se per il soffio di un giorno o due, regala stimoli impagabili. I miei occhi hanno bisogno di luci e di colore che, piano piano, filtrano più giù, fino all’anima, rendendomi felice.

Mi piace viaggiare da sola. Sarà che non ho ancora incontrato il compagno di viaggio ideale. O non ci si trova perchè io sono una divoratrice di sensazioni e, nel tempo che ho a disposizione, voglio riempirimi il cervello di stimoli, sarà che mi piace svegliarmi presto al mattino, esplorare la città che dorme, sbirciare dentro gli occhi assonnati della gente…

E poi, dio benedica la tecnologia, con il mio adorato (e scomodissimo) “fidanzato” gironzolare a fare foto, è lo sport che preferisco! Mi diverte da matti, rubare immagini alle pesone distratte, benchè fotografare con il tablet in mano, non mi rende precisamente “invisibile” … eppure…

Ho scoperto che, dietro un obiettivo, anche la città che si ha sempre davanti, si svela, lasciando intravvedere di sè un lato sconosciuto, affascinante e seduttivo.

Allora penso che abbiamo davanti agli occhi tutto ciò che ci serve per essere felici.

O no? …

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TS

DI TANTO IN TANGO. LA VITA A DUE CORSIE. STICAZZI

Tangomarathon

Torno da un fine settimana dove ho speso tutta l’energia che avevo in corpo. Ho straballato. Non mi sono risparmiata mai, ho incontrato ottimi ballerini, perciò bilancio positivo.

Ma…

La vita va a due corsie, quelli che vanno veloci che hanno i cavalli motore sotto il culo e quelli più lenti.

Lo si vede in maratona, lo si vive quotidianamente.

In ogni cosa – purtroppo – c’è la serie A, la Champions League dei fighi, e le altre serie di quelli “meno” hot (per dirla all’americana e non ripetermi con un bel “sfigati”).

Anche in maratona, dove gente tosta (oltre a saper ballare, è necessario avere un fisico bestiale per resistere alle sessioni interminabili di ballo), non è tutta “tosta uguale”, anche lì, trovi il gotha e poi, tutti gli altri.

Gotha perchè, a quelli/e tu li saluti e loro ti rispondono anche (per cortesia, immagino) dato che vi siete incontrati in giro per il mondo più di qualche volta e le vostre, reciproche, facce, vi sono note. Quindi, trovandosi in un luogo per dar fondo alla suola delle scarpe, immagini che, magari non subito, magari non alla sera (dove bisogna mostrare più del solito le piume) che so, un pomeriggio alle 3.30 l’invito scatti.

Invece niente. Puoi morire che non succederà nulla.

E’ presto detto: loro viaggiano nella corsia di sorpasso e tu no.

Mi chiedo perchè io no. Non pretendo nè mi aspetto di fare tandas su tandas che, capisco, sono riservate agli amici più cari e ci può stare. Ma nemmeno una? Che tu, rispettosa del codice di comportamento, li guardi a dire “Mi piacerebbe sperimentare una tanda con te” e loro, ti guardano (gli stronzi) e poi – mezzo schifati o, comunque, totalmente disinteressati, girano lo sguardo sulla giovinetta di turno.

STICAZZI.

Quanto mi hanno rotto questi uomini, che poi, li ho osservati ballare e non sempre viaggiano con ballerine da empireo, e quindi, potrebbero concedersi pure con me.

Invece: sticazzi, proprio no.

E quindi esiste tutto un sottobosco di persone meravigliose, quelli che non pigiano costantemente sull’acceleratore, che ti regalano momenti preziosi, sorrisi compiaciuti dopo un bel giro di pista riuscito bene.

E sapete che vi dico? Me li tengo ben stretti questi meravigliosi e umani ballerini e persone con i quali non si condivide solo “Narciso”, ma il piacere, vero, dello scambio, della condivisione e abbracci dati anche con sentimento.

STICAZZI.

Pimpra

PS: ho riferito degli uomini, ma ci sono donne che si comportano esattamente nello stesso modo.

IMAGE CREDIT: GIO’ IL FUZ

POLAROID D’AUTUNNO

AutunnoChe ci piaccia oppure no, e a me, per prima, non piace, l’autunno ha bussato alle nostre porte. A chi di noi si illudeva in una lunga coda d’estate che dire? Speriamo… intanto siamo qui, ognuno nella sua vita di sempre, nella routine più o meno gratificante, a tirare avanti la baracca…

Suvvia, un po’ di ottimismo, vogliamo concedercelo no?

Ci provo, mi viene difficile, ma ci provo.

Di buono c’è che, la via della “santità alimentare” mi ha regalato un corpo più snello e scattante, l’energia è tornata, e la pancia si è rifatta “tavola”, come ai bei tempi. [Anche le tette, a dire la verità, ma questo è un altro argomento :-)]. Insomma, sono come un’alcolista in trattamento: posso vantare disintossicazione dalle mie gommose e morbide da ben 54 giorni. Per la sottoscritta,  un vero record!

Torno con vigore e voluttà in palestra, a sfogarmi i nervi la stanchezza e le frustrazioni, e poi mi sento acciaccata nei distretti ma molto più rilassata e, tutto sommato, felice.

In gabbia c’è da spararsi. Lavoro costellato e costipato di casini e confusione, ma è il mio lavoro e me lo tengo ben stretto.

Tutto sommato, l’orizzonte non è proprio grigio, non fosse che non trovo qualche anima pia che mi porti in barca a fare la regata più “triestina” che c’è, la #Barcolana. Ma tant’è.

Ci sono belle notizie di amori che rifioriscono e progettano i più alti frutti, e a me, che sono un cuore di panna, la cosa fa tanto piacere (e mi emoziona anche).

Ci sono le passioni di sempre che restano vive e che tengono vivi. E meno male.

Ci sono passioni che tornano a far sentire di sè il profumo e lì sono cazzi: o si cede e addio, ci si è dentro con tutte le scarpe, o si resiste e si passa oltre. Chi vivrà, vedrà.

Per il resto, c’è Mastercard. Chevelodicoafare?

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TRIESTE

VELLUTATO SETTEMBRE

Duino Sea side

Il cielo scolora, qualche minuto al giorno. Piccoli attimi, quasi impercettibili, allontanano l’abbraccio caldo dell’estate.

Il mattino non fa capolino dalla finestra quando l’orologio segna che è ancora notte e tu, mollemente addormentata, abbracci il cuscino, cullata dai sogni.

E’ una luce più velata e trasparente, quasi acquosa. Fresca, a volte già frizzantina di vento.

L’orzo fumante nella tazza della colazione non mi ustiona più le papille, anzi, ne ho bisogno, dopo la frustata ghiacciata della doccia. L’ho imparato da qualche mese: una ripassata al corpo con l’acqua completamente fredda. Risveglia, fa circolare il sangue velocemente, tonifica.

D’estate la mia pratica salutista era un piacere contro il caldo diffuso, adesso, sta già diventando una scommessa con me stessa: resisterò?

Settembre mi porta ondate calde e forti di malinconia. E’ come salutare un amore sfiorito, lasciarlo andare nei ricordi e conservarlo nello scrigno delle cose preziose. Ma resta un addio. E, come tale, lascia sempre una cicatrice, più o meno dolorosa.

E’ stata una estate fuori dall’ordinario, quella appena trascorsa, non so dire se bella o brutta ma, come ho deciso di fare, non volgo lo sguardo dietro, lo tengo qui, nel presente e, se posso, lo butto avanti.

Mi auguro un autunno fatto di colori caldi e di pastelli bruciati, di rossi sambuco, di liquore davanti al caminetto, di luci soffuse e tanti pensieri belli…

Pimpra

IMAGE CREDIT: PIMPRA TRIESTE

VIAGGIARE LEGGERI

pulizieA chi non è mai capitato di guardare dentro a un armadio, un cassetto, sulla scrivania, nella macchina e rendersi conto della quantità di cianfrusaglie accumulate?

Credo tutti noi!

Senza essere necessariamente dei disposofobici, ovvero accumulatori seriali,  è bene che impariamo a soffermarci su quanto gli oggetti che abbiamo intorno, in realtà parlino di noi.

Sembra una sciocchezza, ma, a ben guardare, non lo è affatto.

Un caro amico sta affrontando, in questi giorni, un trasloco. Sono andata ad aiutarlo, specialmente per quel che riguardava la scelta degli abiti da lasciare o da portare con sè nella nuova casa.

Non occorre che vi dica, tra le risate e le resistenze, quanto accumulo di stracci inutili era accatastato negli armadi e quanto faticoso è stato per lui, liberarsene.

Come mai? Perchè abbiamo questo attaccamento alle cose? Forse gli oggetti ci parlano? Hanno un portato energetico così forte da non permetterci di liberarci di loro quando il contesto d’uso ha avuto compimento?

Inoltre, a ben guardare, noi tutti ci attorniamo di un quantitativo abominevole e inutile di cose. Vestiti a quintali, scarpe, borse, gadget teconolgici, sportivi, per la macchina, trucchi, belletti, profumi, bigiotteria e l’elenco potrebbe essere infinito. [L’accumulo di libri, quello solo, francamente non mi sento di condannare].

Perchè abbiamo bisogno di queste “ancore emotive” di cui facciamo così fatica a liberarci? Il fatto è che non ci diamo mai il tempo di riflettere sulle cose e sui nostri stati d’animo e capire quanto il nostro inconscio cerca di dirci.

Ho fatto una sorta di trasloco al contrario anche io, qualche anno addietro, quando il mio matrimonio finì e l’ex coniuge si trasferì altrove. Sono partiti alla volta del cassonetto sacchi e sacchi neri di accumulo, frutto di inerzia, di pigrizia, di attaccamento a pseudo ricordi legati ad oggetti. Il clou della follia accumulatoria sono stati gli scontrini raccolti in anni di convivenza (non da me). “Ma cosa te ne fai? A che servono?” la risposta è sempre stata la stessa “A ricordare”.

Una cosa l’ho capita, in tutto questo: devo imparare a “viaggiare leggera” e non penso a quando mi muovo fisicamente, ma nella vita.

Ogni legame con il passato che si traduce dentro ad oggetti è superfluo, è una inutile zavorra al nostro fluire leggero nella vita.

E adesso, tutti a “far pulizia”! 🙂

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

SESSO GRATTA E VINCI

gratta-e-vinci2

Devo premettere che la geniale perifrasi è di quel simpaticone dell’Andrea P., collega di gabbietta nonchè quotato milonghero, e non farina del mio sacco.

Che ci azzecca? Parliamone.

Il tema “sesso”, specie d’estate, assume portanza elevata, considerata la minore presenza di strati di abiti sulla pelle, il clima vacanziero che libera il cervello da ansie e pensieri e il bisogno di evadere dalla routine.

D’estate il sesso diventa come la fetta d’anguria sotto il solleone: necessario.

Ora, il problema di procacciarsi il frutto proibito,  si pone con maggiore accanimento per alcune categorie di persone:

  • per gli accoppiati di lungo corso
  • per gli accoppiati di lungo corso alla boa dei 55-65
  • per i single
  • per i single “diversamente giovani”
  • per i single “diversamente giovani” e, magari, con un reddito basso.

Analizziamo il problema:

Per i punti n. 1 e n. 2 dell’elenco è presto detto: parola d’ordine è resistere. A tutto: alle tentazioni (fuori dalla coppia), alla noia (dentro alla coppia), al gran caldo, ai mostruosi pigiamini di lui o di lei (le coppie di lungo corso hanno perso il piacere di dormire nudi da tanto, tantissimo tempo), al generale degrado di chi non si guarda più, non si annusa più, non si tocca più… Che sia matrimonio o convivenza, resta la tomba dell’amore, figuriamoci del sesso.

Per il punto n. 3, se persone “normodotate”, ovvero uomini e donne “senza infamia e senza lodo” (se non fossero così “normali”, presumibilmente non sarebbero tanto single, o forse no), l’estate del sesso o il sesso dell’estate resta una sfida da cogliere, un momento per uscire dalla tana e mettersi in gioco. La loro parola d’ordine: coraggio. Da tirare fuori e da spendere. E chissà cosa può succedere…

Per i punti n. 4 e n. 5 invece la prova è tostissima. Bulli che sfoderano addominali guizzanti su distese di pelle ambrata luccicante d’olio solare, giovinette negli anni verdi che esternalizzano senza limite al pudore ogni dono di madre natura… ebbene con uno scenario del genere, vincere la partita della seduzione, diventa un’impresa quasi impossibile. Se, a questo, aggiungiamo anche un portafoglio che non permette di “mostrare le piume”, la situazione si fa ancora più critica. La parola d’ordine: mettersi nelle mani di dio e sperare che vi ami. E aspettare il miracolo, senza farsi troppe illusioni.

Per tutti gli altri c’è “il sesso gratta e vinci” che altro non è che una speranza, una tensione della mente e del corpo, l’illusione dell’eterna seduzione e una sfida con se stessi.

E nella vita non vinci, se non giochi mai!

AUGURI!

Pimpra

MOMENTI

rain__rain__go_away_by_PrettyMoment1

I primi segni: una giornata di pioggia che abbatte la temperatura e regala voglia di dormire con il lenzuolo ben tirato su.

La Pimpra mi concede 15′ di sonno in più, fuori albeggia più tardi. Un minuto al giorno, e, tra poco, mi farà alzare alle 6 del mattino, come sempre.

Stamani, sul balcone, mentre osservavo il cielo, sono stata colpita dal profumo intenso della prima pioggia di fine estate.

Ha un sapore particolare, forte, fatto di ricordi e malinconia.

L’odore della pioggia mi è sempre piaciuto. E’ come se fosse capace di riconnettermi alle profondità più nascoste del mio animo che, così, si svela.

La malinconia fa male. E’ un pugnale conficcato dove non sapevi nemmeno di avere carne.

Fuori piove.

Si è alzato il vento.

Guardo l’estate che sta facendo i bagagli per andare via, portando con sè il suo carosello di colori, di profumi, di musica.

Guardo la pioggia dalla finestra e sorrido.

La malinconia, a volte, può essere una cara amica.

… oggi, va così… 🙂

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

CARO SIGNOR TOPAZ …

AMICHE

Caro Signor Topaz,

siamo due signore di mezza età nate nelle ventose lande del nord est, italianissime al 100% benché vissute nell’estremo lembo di terra che separa la “Vecchia Europa” dai lontani Balcani.

Non si può certo dire che rappresentiamo le tipiche ospiti del suo yacht di lusso estremo … però, caro Signor Topaz, una volta nella vita, potrebbe far salire anche noi, quelle evidentemente “fuori scala”, per età, per altezza, per inutilizzo di silicone, per il conto in banca a mò di colabrodo, per le rughe, per i capelli senza le extension, perchè non usiamo sempre i tacchi e nemmeno il push up…

Caro Signor Topaz, ma che glielo diciamo a fare, ci piacerebbe scattarci una istantanea insieme a Lei, magnate del petrolio e di quanti altri affari non si sa, una foto da far vedere alle amiche, per poter dire di essere state a fianco a un conto in banca che cammina. Sa, di questi tempi, incontrarne come lei, non è cosa di tutti i giorni.

Caro Signor Topaz, mi tolga una curiosità: chi è quel pirla che le ha suggerito un nome così tremendo per una nave del genere, perché, sa, a quella persona lei dovrebbe togliere il saluto, dopo averla depennata dal suo libro paga.

Perchè, caro Signor Topaz, la classe, quella vera, non si può comprare a suon di bilioni, la mia amica ed io lo sappiamo bene, perchè noi, di quella, siamo miliardarie.

Caro Signor Topaz, è stato un piacere.

Buona vita, buona navigazione.

Pimpra & …

IMAGE CREDIT: ANDREA PRESTA TS

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