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DI TANTO IN TANGO: “CALAMARI E TANGO”, LA MILONGA DI OFFICINA DEL TANGO

Radu

E niente, ci ho preso gusto, perché è davvero tanto bello poter raccontare di quando si sta bene e ci si diverte in un luogo e si possono divertire pure molti altri come te, se glielo fai sapere.

Restiamo a Trieste, nel cuore pulsante della città in versione estiva, la riviera di Barcola. Fate una ricerca su Google e riempitevi di curiosità molto triestine sull’uso di questi 10/15 km (scarsi) di costa cittadina.

Barcola è l’estate. Il Bagno al Ferroviario è uno degli stabilimenti storici della città. Rimasto uguale a se stesso dagli anni ’70 di sicuro, ci andavo io da bimba, ma forse anche da prima.

Location da urlo: alle spalle, in tutta la sua maestosità il Faro della Vittoria, segnalato come uno dei 16 fari più belli d’Italia, si balla sulla pista del ristorante dello stabilimento: una goduria.

Sospesi tra la terra, il cielo e il mare, sferzati da stimolanti effluvi di frittura di pesce, di cozze alla scottadeo e, ovviamente, di calamari alla griglia, la milonga del Ferroviario è un luogo unico e magico.

Si fa un salto indietro nel tempo, vuoi per l’architettura rimasta intatta e ben conservata, vuoi perché le melodie del tango suggeriscono vieppiù atmosfere d’antan, vuoi che ti ritrovi con uno spritz in mano, che fa tanto caldo e ti devi idratare e la vita all’improvviso  si colora di arancione, come il tramonto davanti ai tuoi occhi e l’aperitivo che stringi tra le mani.

E’ tanto bella la milonga #calamarietango, ma chi mi segue già lo sa, perché non passa anno che ci scrivo su, tanto la amo.

Sarà il mare che chiacchiera vicino ai tavolini mentre aspetti la mirada giusta, sarà la sfida allegra di mantenere il tuo asse sulla “pista” più pendente d’Italia, sarà che gli Amici dell’Officina ti accolgono sempre con un sorriso e senti che è un sorriso vero, e, in giro, non ce ne sono molti.

Allora sai che c’è, Tanguero/a errante che vieni da fuori, segna questa tappa imprescindibile del venerdì sera a Trieste che questa, è una delle milonghe “en plein air” da non perdere.

Parola della Pimpra.

Miao.

Pimpra

IMAGE CREDITS Radu Tanasescu  che ringrazio per le splendide immagini.

Radu 2

 

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COME E’ BELLO BALLAR TANGO DA TRIESTE IN GIU’!

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E’ sempre più difficile viversi un’emozione speciale partecipando ad incontri tangueri che coinvolgano l’intero fine settimana. E’ difficile perchè, avendone frequentato un cospiquo numero, il palato diventa sempre più raffinato e cerca il sapore speciale.

Stoggiro la mega festa senza dover accolarsi chilometri, direttamente a casa, nella tua piccola Trieste. Non è semplice essere obiettivi, ma ci proverò.

Sicuramente l’elemento meteo ha giocato un tiro mancino, nascondendo il sole per la durata dell’intero week end, ma, a magra consolazione -mal comune mezzo gaudio- le condizioni climatiche sono state pessime ovunque… sicchè…

La location storica risultata indisponibile con grandissima incazzatura degli organizzatori e dei triestini partecipanti, che qui noi si vende mare/sole/vento.

Eppure… una sottile magia sì è comunque insinuata e ha reso anche questo TTYT (Trieste Tango y Tù), una festa incredibile.

In assoluto, oltre alla mega energia del gruppo degli organizzatori che, come sempre, offrono il meglio del meglio che si possa regalare ai partecipanti, questo evento in particolare, si distingue per due elementi unici:

  • i triestini aprono le loro case accogliendo gli amici di fuori
  • la pomeridiana di sabato si conclude sempre, per tradizione oramai, con un’ora di folle gioia ballata su musica moderna e accompagnata da litrate di frizzantino [la cosiddetta “Festazza” ndr].

Sono elementi strategici che creano integrazione – semmai ce ne fosse bisogno- divertimento senza se e senza ma.

Io stessa ho avuto in casa due splendide amiche che ho avuto il piacere di conoscere meglio.

Si ride, si scherza, si sta insieme, si balla allo sfinimento in una cornice che, da triestina, non posso non amare.

L’unico difetto è che il lunedì resta più duro che mai… tanto è il desiderio di rimanere in quella nuvola di sogno…

GRAZIE AI MULI E ALLE MULE (ggiovani e meno ggiovani) che hanno organizzato anche questa volta una super mega festa, dimostrando che… SE SE VOL, SE POL! 😉

Pimpra

 

TERME E TANGO: IL MIX CHE FUNZIONA

TERME E TANGO

Ciò che più di bello c’è nella “malattia tanguera” è che, il sacro fuoco del tango, ti spinge a mettere il naso fuori dagli usuali territori di caccia e a spingerti sempre verso nuove, esaltanti, avventure.

Perchè, chi è malato lo sa, la passione che brucia chiede sempre nuova legna da ardere, quindi nuovi stimoli, sensazioni, esperienze. Il tango che è vita, vuole vita intorno a sè.

E quindi, ligia devota al sacro demone, mi sono gentilmente concessa una chicca tanguera di quelle perfette per il momento storico.

Chi di voi non metterebbe molto volentieri mano al revolver sapendo che novembre (il mese più infausto del calendario) oramai bussa alle porte? Novembre delle foglie morte, della nebbia, della pioggia, del cambio dell’ora, del cambio di stagione (maledetto!), della voglia insopprimibile di dolci, della muffa, del malumore meteo-collegato, della cervicale in esaltazione che con l’umidità è una tragedia?

Ecco, dinnanzi a questo scenario apocalittico (almeno per una persona solare come la sottoscritta) il solo spiraglio del buonumore è scappare dalla città, chiudersi per tre giorni in un ameno luogo della vicina Slovenia, infarcire la propria giornata di lezioni con maestri di qualità, praticare con le poche forze che restano dopo tutte le ore di studio e sparare le ultime cartucce di energia nelle milonghe serali.

Cosa c’è di più bello…? Le terme da aggiungere al pacchetto “100%100 godimento tanguero”.

E il godimento me lo sono preso tutto, ho assistito a delle performance di artisti che non osavo nemmeno immaginare, ho ricevuto in dono tandas da leccarsi i baffi, mi sono felicemente ingozzata di dolciumi senza alcun effetto collaterale e ho concluso il piacevole fine settimana, godendo come una pazza dentro la sauna, dove, insieme al sudore della pelle, evaporavano i brutti pensieri.

Adesso però, si ripresenta prepotente,  il problema del lunedì, quello che sempre mi coglie dopo un weekend a tutto tango: io non ho voglia di perdere tempo a lavorare. Io devo chiudermi dentro una sala prove e studiare. Io devo ballare.

Invece mi tocca la gabbietta… meno male che la fantasia mi porta via e la certezza che l’anno prossimo bypasserò ballando il fine settimana più brutto del calendario, mi rasserena non poco.

Per info, qui.

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

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