VIALE DEL TRAMONTO

La prova provata di averlo imboccato, il viale del tramonto, è certificata dalla reazione che ha il Testosteronico titolare della palestra.

Quando entri tu: gli sale il sopracciglio e vede chi sei, esce un distrattissimo “Buonasera” senza neppure alzare lo sguardo dal pc.

Entra la Fighetta ventenne: gli sale il sopracciglio e vede chi è, saluta affettuosamente, sorride, e, quando il badge non prende, si precipita ad aiutare la pulzella, prendendolo lui in mano, guardandola negli occhi e facendolo strisciare lentissimamente come se di tutt’altro si trattasse e quando la barra si apre dice “benvenuta” e sorride sornione sotto il bafffetto curato.

La Fighetta ventenne, come se ne avesse bisogno, vede innalzarsi a livello esponenziale la sua autostima e- tronfia- va in spogliatoio a cambiarsi.

Tu che osservi la scena  capisci immediatamente che sei diventata, inesorabilmente, vecchia.

CIAPA SU E PORTA A CASA” si dice dalle mie parti…

Con la coda tra le gambe ma con gambe che quelle sbarbatelle sul tappeto rotante me le magno, non mi resta altro che… che… ecchenesò!!!

🙂

Pimpra

PIMPRA E I MOTORI: GIOIE E TREMORI

A primavera bisogna mettersi a fare un sacco di cose. Allenarsi, seguire – veramente – la dieta, riconciliarsi con la cellulite che tanto – prima o poi – andrà sfoggiata in spiaggia, e fare la revisione dei tuoi mezzi di trasporto.

Già perchè, proprio quando i soldi ti si accorciano miseramente nel conto, ti tocca pagare tutte insieme, un sacco di cose.

Mercoledì è il turno della macchina. A me sembra perfetta, aggressiva, metallica, un gioiellino. Consegno le chiavi al giovane meccanico dall’aspetto torvo. Mentre l’auto è sotto i test, continuo a tenere d’occhio l’espressione del ragazzo: sempre più imbronciata. Al che, penso che devo fare qualcosa, mi sta salendo l’ansia, non voglio nemmeno sapere cosa significhI non passare la revisione.

Mi rivolgo al collega più anziano, “Ma che faccia torva ha il vostro collega, non vorrà mica bocciarmi la macchina! Mi sento come una mamma in attesa che il figlio passi la matura… accipicchia che agitazione…!” la frase mi è uscita così bene che l’uomo si è messo a ridere, rassicurandomi sul fatto che il giovane collega quella faccia la porta sempre in giro così. “Ahhh meno male, perchè, sa, non potrei subire l’affronto di una bocciatura” e sorrido insieme a lui.

Morale 1: la macchina passa la revisione anche se: devo far riparare la parte finale della marmitta, i fari erano altissimi (e me li ha sistemati di sua sponte il meccanico torvo) e la ruota davanti ha evidenti segni di sgonfiaggio.

Pago la tassa, ringrazio e prendo appuntamento per lo scooter, non prima di aver fatto la selvaggia brutta figura di quella che non sa che anche i 2 ruote devono essere revisionati “Oh, ma come siete stati gentili! Grazie a voi non rischierò una salatissima multa!”

Venerdì pomeriggio è il turno del motorino. So che troverò il meccanico imbronciato e già so che devo essere gentile con il più anziano. Metto in atto il piano. “Buonasera Signori, eccomi di nuovo! Mi raccomando non fatemi scherzi che lo scooter è femmina e ha un brutto carattere!”, l’anziano ride, il giovane no. Stavolta però, sono più tranquilla, è il primo che farà i test al mezzo e so che per me prova una certa simpatia. Prima dell’appuntamento, infatti, avevo confessato che il 2 ruote aveva bisogno di pastiglie e forse dischi nuovi, tanto che avevo detto che sarei andata prima dal meccanico a farlo mettere a posto e poi a fare la revisione. Il gentile titolare dell’officina, invece, onde evitare il rischio della multa, mi ha permesso di fare il percorso contrario…

Morale 2: non ho praticamente più il battistrada della ruota posteriore, e, come sapevo, i freni sono da rifare.

Ebbene, sono stata promossa!

Morale 3: SOLO PER LE DONNE: Amiche care, sappiate che, a volte, nella vita, essere delle bionde  – apparentemente – svampite, ma allegre, simpatiche e gentili, porta a risultati GRANDIOSI!

Un felice fine settimana a voi tutti! 🙂

Pimpra

100% FEMMINA!

Arrivarci è stato un percorso difficilissimo, per me, tutto in salita.

Dai tempi in cui mi fregiavo di un nomignolo maschile, con la mia amica del cuore che, invece, al contrario di me, era un estratto di femminilità che neanche il dado Knorr poteva farle concorrenza. Io non potevo competere, tutto giocava contro di me.

Un fisico forte, maschio, spalle da ex nuotatrice, deltoidi pronunciati, bicipiti femorali di tutto rispetto e glutei marmorei. Decisamente molto diversa da una danzatrice classica o da una qualsiasi ragazza “normale”, magari affatto sportiva.

No, io avevo la tigre dentro, la competizione maschile, il desiderio fecondo di primeggiare. Sempre. Di distinguermi. Sempre. Di essere. E di non passare inosservata.

Elementi che mi hanno spinta verso interessanti conquiste di corpo e di mente ma che, nel tempo, mi allontanavano come una forte marea, dall’essenza. Già, perchè, volente o nolente, a me, il pisello non lo avevano dato.

Inutile dire che, uno dei miei desideri più grandi, da ragazzina, era quello di poter fare la pipì in piedi, come i miei amici, invece mi toccava accucciarmi e, questo che consideravo un tremendo stato di inferiorità, mi dava un fastidio enorme. Perciò dovevo essere meglio di loro, anche se partivo svantaggiata.

Poi il tempo passa (e meno male), in un modo o nell’altro la maturità arriva e bussa alla tua porta.

Il vulcano in fiamme per lungo tempo non ha voluto sentire ragione e, la vita, era la mia battaglia quotidiana.

Arrivano i quarant’anni – evviva! – e, non so per quale strano disegno divino, dentro, ho fatto click.

L’anima ha voluto sperimentare – con grandissimo coraggio- una strada nuova: l’apparente debolezza della donna. La minor forza fisica, l’accoglienza di un abbraccio, la dolcezza.

Ebbene, il portato della mia rivoluzione copernicana è stato enorme e la scoperta più grande è la forza sovraumana che ha l’energia femminile che può, davvero, spostare le montagne.

Come? A voi scoprirlo!

Io, intanto, mi limito a fermare il traffico, dondolando dolcemente sui miei tacchi a spillo, godendo di una femminilità consapevole e sicura!

Amici Cari, la primavera bussa, facciamola entrare!

BUONA CONTINUAZIONE DI GIORNATA!

Pimpra

STILEMI

Una piacevole serata alternativa a quanto faccio di solito: appese le scarpette da tango sono andata all’inaugurazione di una mostra sulla bio architettura. Va da sè che, dell’argomento, non capisco nulla, ma è stato comunque molto interessante.

Gli architetti, gli ingegneri delle costruzioni, sono una categoria tutta particolare. Con un po’ di impegno e di allenamento potremmo imparare a riconoscerli tra mille persone. Come?

Ciò che ho trovato di più singolare e divertente è che, una volta raggiunto un certo grado di notorietà, di fama, oppure quando sono agli esordi della loro carriera, amano indossare alcuni “pezzi” di abbigliamento che parlano per loro, parlano della loro professione, come se, sempre, l’umanità intera dovesse conoscere il mestiere che fanno.

Ritengo assolutamente singolare questo modo di porgersi al mondo e, parzialmente, anche ridicolo, specie se, a farlo, sono gli uomini.

Comunque, il mondo è bello perchè è vario.

Mi diverto parecchio a immaginare come mi dovrei vestire per informare il mondo del lavoro che faccio. Mamma mia che incubo, indossare perennemente la “divisa”, ammantarmi costantemente del ruolo, nascondendomi sempre, scambiando l’apparenza per l’essenza.

Non fa per me, decisamente.

Bontà loro, comunque, avranno motivati motivi per essere come sono.

Vi dò un indizio: gli occhiali, rigorosamente nerd, neri per i più depressi, colorati per i più alternativi.

A parte tutto questo ieri sera ho scoperto che… “DENTRO AL GRIGIO C’E’ TUTTO”.

… E chi lo avrebbe mai detto! 🙂

 

Un sorriso a voi tutti e BUON SOLE!

Pimpra

CURRY E TACCO 12

Venerdì pomeriggio, piccole commissioni in città.

Si respira aria di primavera e ne approfitto per accorciare pericolosamente l’orlo della gonna. Esco così, coscio in bella mostra, issata sui 12 cm di tacco degli stivali con la zeppa nascosta che divento improvvisamente (una finta) longilinea. [ma questo, lo so solo io.]

Arrivo da Toso dove, sempre, si fanno curiose esperienze. Mentre ordino una cubatura varia di spezie e gommose e morbide non posso non accorgermi della conversazione “maschia” del gruppetto di avventori. Stavano beatamente sputtanando una loro conoscente che, moglie inetta ai fornelli, proponeva all’ignaro consorte umili surgelati che rendeva regali cospargendoli di curry (forse per mascherarne il gusto poco interessante)… e loro ridevano e burlavano.

E’ stato più forte di me trattenermi da fare un commento salace che poi la discussione ha preso una piega ancora più ilare e giocosa per approdare a un invito per un calice di vino, nel bar lì a fianco. Avventore  “Ma lei che la xè vegetariana, ghe piasi l’uva?” (la Pimpra – sagacemente – ha già colto il subliminale doppio senso: uva=vino),  P. “ma certo, come no, non si tratta mica di sangue”  Avventore “Ecco allora la me permetti de offrirghe un calice qui a fianco.”    P.  “accetto solo se mi insegna una buona ricetta!”

Ci spostiamo di due metri più a destra ed entriamo al Malabar, locale molto noto agli avvinazzati triestini. Il mio nuovo amico ha 36 anni. Per gamba. Ed evidenti segni di una salute non proprio buona e un pancione dilatato. Credo di non rischiare nulla e accetto l’invito.

All’ingresso saluta i suoi amici che – immediatamente – mi guardano le gambe, restano increduli che quel nonno si sia presentato con una “figa” e mi offrono da bere. Lui si chiama Bruno e il suo amico (da 50 anni) è Nino. Sono lì con le loro – gonfissime- mogli che mi danno una veloce occhiata e nulla più. Sono talmente tanto più giovane e piacente di loro da non poter neppure essere una minaccia e continuano a bere.

Il “mio” Bruno, invece, è rimasto vedovo. Forse per questo è stato così galante con me, aveva voglia di scambiare due parole.

Il calice che mi è stato prontamente offerto da quella simparica compagnia di nonni, è stato condito da divertenti aneddoti sulla vita coniugale e sui metodi – ortodossi – che, all’epoca, si utilizzavano per far funzionare le cose.

“Mio papà, co’ iero mulo,  me gà insegnado che <bisogna cavar le piume dell’oca, senza che la zighi” che, tradotto e chiosato, significa “fare le corna [se proprio si cade nella trappola del sesso extra coniugale- ma solo in quello]- senza che la moglie ne sappia nulla, ovvero “no la zighi“.

Li ho trovati dolcissimi, quando raccontavano le marachelle della loro sfiorita giovinezza, delle grandi bevute che- sempre- hanno costellato la loro vita insieme.

E’ stato un momento molto bello, entrare nella vita di un perfetto sconosciuto che ti racconta di sè e, nel tempo in cui si può degustare un calice di bianco, ti chiede “Ma quando potremo rivederci?” e la Pimpra ha risposto “Il curry ci ha fatto incontrare, lasciamo libero il destino di decidere per noi”.

Con un sorriso, ho appoggiato il bicchiere e sono uscita.

Amici Cari come è bella la vita!

BUON FINE SETTIMANA!

Pimpra

BISOGNA RICORDARE AI TESTOSTERONICI OVER 40 CHE…

Amici maschi, lo sapete che senza di voi la nostra vita sarebbe triste e grigia.

Nessuna incazzatura, al mattino, per le goccioline che sfuggono dall’idrante, dopo che avete usato il bagno, le vostre richieste di aiuto quando cercate le cose nel frigo che non trovate perchè sono troppo davanti ai vostri occhi o quando non sapete abbinare il corretto coperchio al tupperware che per voi si assomigliano tutti.

Image Credit: thefashionisto

E le palpitazioni che ci regalate quando non vi decidere a darci il vostro cuore, il corpo, quello, ce lo offrite subito e più volte al giorno.

Non potrei immaginare il mondo senza di voi,  senza il mix di quella forza e dolcezza che vi lasciate sfuggire, talvolta, e noi conserviamo per sempre come una polaroid in una pagina del diario.

Non siete sempre così splendidi, sapete ucciderci con poco, usarci come il mocio vileda senza che, apparentemente, ce ne rendiamo conto.

Eppure… siete necessari.

Per sfogare le nostre tempeste ormonali, per ricevere un abbraccio stretto e caldo (quelli ce li regalate quando siete amici, di solito), i vostri consigli sulla colla che serve per attaccare la ceramica che abbiamo rotto o quando ci fate i buchi sulle piastrelle che quello è un lavoro davvero molto difficile.

Noi ci siamo, a noi piace essere al vostro fianco, perchè avete bisogno di leggerezza, di una donna che vi aiuti a organizzare il vostro tempo e vi faccia sorridere.

Amici Testosteronici, ricordatevi che tutto questo è un bellissimo percorso da fare insieme, a volte con fatica, per andare avanti e cercare di stare sempre meglio.

E il tempo passa, e anche voi diventate più grandi. Almeno all’anagrafe risulta così. Non dimenticate di crescere. E’ importante.

Le donne crescono con voi e, con voi e come voi, invecchiano.

Inutile che, invece di ricorrere al ritocco estetico con un filler di acido ialuronico, crediate di fermare il vostro tempo frequentando solo donne sotto i 30 anni. Molto sotto i trentanni.

E’ curioso che la giovine donna, il più delle volte, rimane vicino a voi per un istante brevissimo, quello che serve per capire che al mattino non gestite bene l’idrante, che la notte vi capita di russare e che, con la barba sfatta i vostri over 40 si vedono tutti. In quel momento capisce che il suo papà (quello vero) è molto meglio di voi e vi fa “ciaociao”.

E’ così. Rassegnatevi.

Imparate a cogliere il potere dell’esperienza, la forza della maturità e smettetela di sentirvi degli eterni adolescenti.

Il mondo vi sarà grato. Le donne_donne, pure.

Con grande affetto a tutti gli eterni “muloni” che conosco…

Pimpra

IO GIAMBONETTI E TU?

Ti ricordi quando facevi la merenda a scuola? Alle elementari mi sembra fosse un panino, alle medie a volte una fetta di pizza, raramente un frutto, una merendina, al liceo dipende.

Alle superiori le ragazze cambiano, iniziano a pensare alla linea, molte di loro (ma sto pensando agli anni 80!!!) si accanivano con le sigarette, rinunciando a mettere sotto i denti qualcosa, chi iniziava con i “disturbi alimentari” chi, bellamente, se ne fregava e mangiava a quattro palmenti.

A Trieste, i panini del mio liceo avevano, se non ricordo male, tre scelte possibili: prosciutto cotto, solo formaggio, wurstel e senape e il toast. Non posso dimenticare la coda che si creava alla ricreazione delle 10, quella più lunga, con tutti a saltarsi addosso per accaparrarsi il cibo.

La sottoscritta capì subito che, nella vita, i fornitori vanno trattati con i guanti, quindi, la prima ora, andava in bar e faceva la sua ordinazione, la pagava subito, in modo che, allo scoccare della ricreazione, il suo panino o quel che era, fosse il primo ad essere servito, senza fare la coda. Ho sempre detestato aspettare. 🙂

Mi raccontano, invece che, al centro Italia, andava molto la confezione di Giambonetti e, anche colà, le strategie evita-coda erano le più spassose.

Ogni scuola, ogni istituto, ogni generazione, ha le sue tipicità. Ricordo che mio padre, ad esempio, a merenda beveva birra e mangiava un panino di porcina!!!

Incredibile, no?

E voi, avete qualche bel ricordo da condividere?

Amici Cari, buona giornata!

Pimpra

SFIDA ADOLESCENZIALE

Parlare ancora di meteo, dopo tutto quello che ci raccontano i telegiornali, non ha alcun senso. Quindi vi racconterò di come si possa convertire una situazione climatica sfavorevole, in un divertente gioco adolescenziale.

Qui a Trieste, spira, da giorni, un vento di bora pazzescamente teso (130- 140 km orari di raffica) sicchè la vita quotidiana diventa difficile da gestire. Non si può andare in scooter, o, meglio, si può, ma a proprio rischio e pericolo, non si possono stendere i panni, bisogna vestirsi “tecnici” perchè il vento si insinua in ogni dove. In una parola, una discreta rottura di scatole, per non parlare della temperatura siberiana, sotto zero di quasi 5 gradi, ma perceptiti almeno 10 di meno causa l’amata bora.

I triestini “gagliardi”, che vogliono far vedere al mondo il loro disprezzo per il pericolo, amano affrontare la forza degli elementi sulla cima del molo audace, più in cima possibile. Perchè? Presto detto: il mare, in queste condizioni, ghiaccia creando un pack che rende impossibile restare in piedi, le raffiche sollevano onde che, infrangendo sul bordo del molo inondano letteralmente di spruzzi la terraferma e chi ha l’ardire di starci. Morale: se non si vola direttamente in acqua, ci si bagna come pulcini e, come minimo, si cade malamente a terra.

La sfida dei “muloni” e di alcune “mule” triestine è quella di raggiungere la cima del  molo, farsi la foto (prova inoppugnabile dell’impresa compiuta) e, possibilmente, ritornare alla base sulle proprie gambe. In secundis, cercare di evitare la broncopolmonite, tonsilliti varie, ma quelle son cazzate…

La sottoscritta, che ha felicemente superato la barriera degli anta, si sente giovane e frizante come il vento di casa sua e ha deciso di cimentarsi nell’impresa. Ce l’ha fatta, autoscatto compreso, anche se, in verità, non ha raggiunto l’estremità del molo (ma con gli stivali di cuoio e abiti da ufficio, era onestamente una straordinaria cazzata provarci),

Tutto questo per dire che, nella vita, ci si può divertire anche con molto poco. Ci si può sentire giovani, giocando come fanno i ragazzi. Ci si può sfidare per vedere di mettere alla prova le inibizioni, le paure, la poca volontà di “muovere il sedere” per fare qualcosa di diverso.

Ecco, i miei 20 minuti di gloria personale me li sono proprio goduti ieri pomeriggio. Oggi posso coccolarmi sotto la calda copertina e sorridere tra me e me! 🙂

Amici Cari, Buon fine settimana a voi tutti!

Pimpra

PS: I triestini, notoriamente goliardici, hanno pensato anche ai nuovi residenti e ai turisti, leggete le istruzioni in caso di bora forte. Fonte: https://www.facebook.com/RegataBarcolana

fonte: https://www.facebook.com/RegataBarcolana

ANCORA “EN PLEIN AIR”!

Niente da fare, la maledizione della mutanda o di non so che altro, continua, fatto si è che, quando vado da ogni sorta di terapista, medico, mago o stregone che sia… il mio sedere, durante la visita o il trattamento… esce allo scoperto!!! 😮

Complice un mal di schiena di quelli veramente tremendi, ho telefonato “d’urgenza” allo sciamano che a dicembre mi aveva messo a posto. Gentile, mi convoca nel primo pomeriggio.

Mi scapicollo a casa: tuta, leggins e, sotto sotto il paio delle più coprenti, ascellari, “contro_ogni_tentazione”, mutande da dottore.

Arrivo puntuale e, immaginando la faccia triste dello sciamano alla scoperta del lato b completamente blindato allo sguardo, mi viene quasi da ridere! “Stavolta non mi freghi” penso tra me e me.

Il trattamento inizia e resto sempre stupefatta dalla disciplina dello shiatsu e dalla devastante potenza delle dita dello sciamano che, tocca qua, tocca là, mi fa, il più delle volte, gemere di dolore.

Da supina a prona per arrivare al focolaio del dolore articolare, la schiena maledetta che mi regala stilettate di male fisico. Inizia ad avvicinarsi al bersaglio, centimetro dopo centimetro fino a scendere in direzione dei lombari e giù, sempre più giù…

Ed ecco che il miracolo si avvera nuovamente, come la liquefazione del sangue di San Gennaro, una chiappa salta fuori dal mutandone della nonna. Percepisco chiaramente le mani che pigiano, strizzano, pizzichettano la rotondità che fa bella mostra di sè che, se avessi indossato il perizoma, lo spettacolo sarebbe stato lo stesso ma io sarei stata almeno più comoda. Imbarazzatissima ma comoda!!!  Mezzo metro di tessuto elastico che, causa lo spostamento dalla sede naturale – la chiappa – viene forzatamente condotto dall’altra parte, stropicciandosi in malo modo e inavvertitamente andando a finire … non vi dico dove!!!

Al solito ero pancia sotto e il rossore delle gote non si vedeva mentre lo stregone, con energia maschia, impastava a tutta forza il mio sedere.

Niente da fare, non riesco a restare vestita. Tant’è.

Almeno adesso, però, il dolore è passato. Per come mi sento meglio ora, lo show della chiappa al vento, valeva la pena!

Amici Cari, un sorriso a voi tutti augurandovi di trascorrrere un sereno fine settimana!

Pimpra

VISUALIZZARE PER ELIMINARE I FASTIDI QUOTIDIANI. FUNZIONA!

Ci sono delle giornate in cui ti svegli e non ce la fai proprio a mantenere il tuo aspetto sorridente e gentile perchè, poche ore prima, hai toccato con mano che, chi ti sta intorno e non hai scelto, alberga in sè una serie di caratteristiche così tanto deprecabili da farti chiedere “Ma com’è che non me ne sono mai accorto?”

Già perchè il problema di quelli che non portano cattiveria nel cuore, è proprio questo: non si accorgono della cattiveria degli altri, della loro meschinità, della falsità, dell’inganno, della perfidia… poi un giorno, i mostri che ti vivono a fianco, te ne fanno una di troppo o così clamorosa che, davanti a un manifesto di cotanta negatività, ti tocca renderti conto.

Sono sempre dolori. Perchè, più del male che procurano gli altri, duole l’amor proprio constatando per l’ennesima volta, che tu proprio non capisci nulla di questa vita moderna.

Lo strizzacervelli insegna che bisogna aiutarli  che se non si sentono il fiato sul collo diventano buoni. Stavolta l’insegnamento non ha funzionato…

Allora sapete che c’è? che con il mio bel palo simbolico conficcato nel sedere dolente, vi dico che mi avete fregato ma che non sono stupida e l’ho capito benissimo.

Che i vostri silenzi, quando vi fa comodo,  i vostri fiumi di parole quando vi servo, oramai mi fanno solo poco poco incazzare, al momento, quando la pancia si incendia per l’ingiustizia, l’inequità del trattamento, per quanto siete attaccati ai simboli del potere, per il vostro bisogno di apparire sempre e ovunque, perchè, credo, solo così vi  sentite esseri umani degni di considerazione.

Mi spiace per voi.

Chiusi nel vostro castello di carte, immagini cristallizzate di una polaroid scolorita. Che pena.

Sono felice del mio bastone piantato nel didietro.  Perchè, se è questo il tattamento che  mi merito, significa che sono veramente diversa da voi. E ringrazio il cielo per questo.

Mi rallegra immaginare di piantare nelle vostre gote rubizze uno dei miei stiletti preferiti, perchè, miei cari, è dall’alto che vi guardo…

* * *

Questo semplice esercizio concettuale vi permetterà di sopportare meglio i soprusi, le falsità e tutti i benididio della vita moderna e di chi vi circonda che, molto spesso, vi inonda di questi graditi regali…

A voi tutti, Amici Cari, auguro di trascorrere una piacevole serata!

Pimpra

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