BRIVIDI DA PALCO

Una polaroid che rimane stampata nelle pagine del cuore. Ricordo vivido di momenti indimenticabili. Ossimoro perfetto di come l’adrenalina, a volte,  renda la nostra vita, perfetta.

Un giro di palcoscenico mentre l’orchestra suona il tuo pezzo, per provare lo spazio dove muoversi, dove far uscire dal corpo la musica che entra nelle orecchie e scivola verso il cuore.

Le luci abbagliano e non te lo aspetti, un limite nero alla base dei tuoi piedi dove la tua terra finisce e c’è il nulla, il mondo che non vedi, lì dove siederà il pubblico.

Emozioni che non si dimenticano, atmosfere, suoni, musica, colori .

I tre minuti del brano scivolano via e hai già finito, rimani un po’ stordita  perchè è un viaggio dentro di te.

Ripeti la magia e ti piace ancora di più.

Si spengono le luci dei fari taglienti, non vedi  più il perimetro nero che ti risucchia. Lontane percepisci le anime curiose che immagini solamente.

Ci sono solo note, un corpo che si lega al tuo dentro un momento lontano dalla realtà.

Hai imparato a ballare per te e godi di ogni istante che la musica ti regala, che quello speciale abbraccio sa offrirti.

Ed è un attimo che ti risvegliano gli applausi, allora sai che non è stato solo un sogno…

Pimpra

DIPENDENZE

L’estate è scivolata tra le mani, calda e piacevole, ricca di esperienze, di stimoli, di un bel viaggio, di buone sensazioni.

L’autunno alle porte,  come sempre mi porta a progettare le attività invernali. E’ più forte di me, mi piace immaginare le cose e poi cercare di farle.

Tra le tante idee che mi sono venute c’è anche quella di iniziare a nutrirmi in modo sano. Non facile per una testa matta come me, capace di pranzare a gommose e morbide ma a rifiutare la pasta che fa ingrassare!

Anche la “dieta” è uno dei miei progetti, condiviso con un amico, perchè se le cose le fai in compagnia ti aiuti. Così è stato, 2 settimane di attacco, poi il mantenimento e se necessario altre due settimane. Insieme ha funzionato, i momenti di crisi li abbiamo affrontati facendoci coraggio e supportandoci, dicendoci “E che sarà mai? Due settimane! Immaginiamo di correre la maratona, non vogliamo mica abbandonare al 30 km?”, insomma, è stato un successo e adesso continuiamo a “fare i bravi”.

DIPENDENZE:

il periodo di Ramadan mi ha messo davanti a un sacco di dipendenze che avevo e di cui nemmeno mi rendevo conto. Non si tratta solo di cibo, ma di un costante “lasciarsi andare” perchè poco o affatto attenti in ciò che si sta facendo, dal mettere in bocca qualcosa, al viversi una situazione.

In buona sostanza è come se, tabella alla mano – lunedì a pranzo questo, a cena quello ecc., mi servisse ritrovare una rotta che ha trasceso il mero fatto fisico, entrando anche nella vita di ogni giorno.

Il risultato: ho messo ordine in casa, mi sforzo per cercare di non mangiare sempre le stesse cose, sto attenta a quello che  mi circonda, mi sento in profonda armonia con l’esistente.

Un bel risultato, specie se ottenuto in pochissimo tempo.

Quindi, per concludere, suggerisco a chi vuole godere appieno della vita di… “stare sul pezzo”, le dipendenze che ci portano via (e ognuno conosce le proprie) fanno perdere di vista ciò che veramente è.

Amici Cari, che sia una bella settimana per tutti!

Pimpra

IL FARO DELLA VITTORIA

Sono tornata. Sono tornata già da un po’ ma la vita mi ha travolto di attività e sono stata costretta a lasciare appeso il cartello “chiuso per ferie” nell’illusione che, la mia assenza da qui, fosse dovuta a ben altri e più ludici motivi.

E’ autunno, i colori intorno stanno sfumando dal verde smeraldo dell’estate ai toni dei gialli degli ocra dei rossi, fascino e malinconia della nuova stagione.

Una notizia, ieri, mi ha choccato. Un amico ha lasciato questa dimensione. Combatteva da tempo una battaglia con quello che lui stesso definiva “Alien”, una battaglia che si è fatta spietata quest’ultimo anno. Ha perso e se ne è andato.

Posto che la morte è un’idea che spaventa, evocando le peggiori paure, desidero omaggiare la forza, il coraggio, la determinazione dell’uomo che ho conosciuto, in un modo diverso dal solito.

Dapprima ho pensato di lasciargli in dono per il suo viaggio nell’aldilà una delle mie stilografiche, le amava moltissimo, così per prendere appunti, per annotare tutto ciò di bello che vivrà da ora in poi, da un’altra parte. Poi però, mi sono detta, che le anime bisogna lasciarle andare, accompagnarle e salutarle.

ph G. CrozzoliNiente di fisico, quindi, sarà il mio tributo. Voglio tenere in vita il ricordo della persona che è stata e che tanto mi ha insegnato della vita, così: dedicherò al mio amico, un giorno speciale, un giorno nel quale farò qualcosa che  mi piace e che ho sempre rimandato.

La gioia che mi regalerà la giornata, il piacere e l’emozione che ne ricaverò, saranno per lui che non è stato così fortunato e non ha avuto il tempo di vivere tante cose.

Perchè l’insegnamento più grande che mi ha lasciato è proprio questo: non sappiamo quanto tempo c’è per noi. E viviamo dentro una bolla, molto spesso a vegetare, e poco a vivere veramente.

Perciò oggi voglio togliere dal mio cuore questa patina di tristezza, perchè, sempre, potrò dedicare alla sua memoria, un’esperienza nuova, stimolante e bella che la vita mi regalerà.

Amico mio, fai buon viaggio e, soprattutto, viaggia leggero verso il tuo nuovo dove… nel frattempo andrò in cima al Faro della Vittoria che è una vita che voglio salirci e ho sempre rimandato!

Pimpra

LE OLIMPIADI SI COLORANO DI SCHWARZ(ER)

Dispiace. Dispiace enormemente. I colori dei cerchi olimpici si di tingono di nero. Sentimento di vergogna. Ma non solo questo.

Alex Schwarzer è, prima di tutto, un uomo, e come tale, passibile di errori più o meno grandi. Certo, gli alti valori dello sport, dovrebbero portare tutti coloro che li praticano sulla sana via della verità, dell’onestà, della fatica senza l’imbroglio, ma non è sempre così. A volte non è possibile restare “puliti, onesti”.

Va da sè che non giustifico l’utilizzo di doping per affrontare una qualsiasi prova sportiva, per di più olimpica, ma, considerati i tempi, non sono neppure particolarmente sconvolta.

Cosa chiediamo agli atleti? Performances ai limiti dell’umana sopportazione, limiti che si spostano di minuti, centimetri, punti ogni anno. Non vogliamo uomini e donne che fanno sport, chiediamo eroi, macchine, superman, wonderwoman.

Non sempre la tempra fisica è supportata da altrettanta forza mentale, o non lo è per un tempo accettabilmente lungo. Qualcosa si modifica, cambia la biochimica e la prestazione non è più da primato.

Non credo sia facile indossare le vesti di un campione. Portare su di sè il peso di aspettative enormi, grevi come fardelli. Ed andare avanti a testa bassa, a soffrire, a sacrificarsi a rinunciare a tutto di sè per la gioia di una medaglia, specie se olimpica.

Non mi sento di tirare altre frustate sulla pelle del povero Alex, che di suo sta già soffrendo  perchè, se uno è atleta vero e vince imbogliando, porta- nel suo profondo essere- la colpa di quanto ha fatto, la vergogna. Se  viene scoperto prima e ha il coraggio di smascherare se stesso, la sua umana debolezza, il suo errore ecco che torna uomo, forse anche migliore di prima perchè consapevole dell’inganno.

E’ colpa di tutti noi che lo guardiamo senza praticarlo, lo sport, che siamo pronti a dichiarare finita Federica Pellegrini perchè è arrivata quinta alle sue gare di nuoto, è colpa nostra se lo sport non è più sano perchè i nostri occhi ingordi vogliono solo la luce del metallo più prezioso e chi non lo possiede, non lo vince, finisce nel buio etichettato come persona “finita”, che non vale (più) nulla.

“Schwarzer” in tedesco : diffamatorio, negro, più nero, nero… come se, nel cognome che Alex porta, fosse già scritto il suo destino.

Da ex-atleta mi auguro che lui e tutti coloro che, per diverse ragioni, sono caduti nella trappola del doping, possano risorgere, se non come atleti, come persone. Come uomini e donne migliori. E sarà già un grande insegnamento per tutti.

Pimpra

SAPORE AMARO

Ricordo perfettamente che mio padre diceva sempre di “stare in piedi da sola, lavorare, non dover MAI chiedere niente a nessuno”.

In senso assoluto, sono daccordo. Perchè pesare/appoggiarsi agli altri, dimenticando o non volendo darsi da fare, mettersi in gioco? Infatti, dalla più tenera età, ho imparato ad andare in giro da sola, a condurre uno scooter, ad arrangiarmi in tutti i sensi. Tale manifesta libertà ha fatto di me una persona serena e sicura, le sfide mi piacciono assai, tutto ciò che non conosco è fonte di stimolo e di curiosità a sperimentare e a sperimentarmi, non amo ciò che è scontato, sicuro, detesto le abitudini che limitano la creatività e bloccano l’agire.

Ciò detto, analizziamo le esperienze con l’altro sesso che accadono a una donna così definita “emancipata”: UN DISASTRO.

Se la dea bendata, in attimi di rara generosità, ti fa incontrare un uomo che almeno un microgrammo di “mascolinità” possiede, ovvero che non si spaventa se sai ragionare da sola, se hai le tue esperienze e ti sei fatta la tua idea sul mondo, ebbene quand’anche ti capiti il fatale incontro… di solito il maschio non vede (o non vuole vedere in te) la donna che sei, perchè a lui fa molto più comodo che tu sia la sua “amica”.

Analizziamo: amica con benefits (come insegna Lucia), ovvero quella con cui divertirsi senza doversi “sbattere” a corteggiare, a trattare con rispetto, a vezzeggiare almeno il minimo sindacale. Insomma, la donna con i pantaloni, perfetta per non rompere in alcun modo le palle.

Ecco, cari maschi, le cose non stanno proprio così.

Il fatto che sappiamo guidare, lavoriamo, facciamo la spesa, caricandoci come mule di 6 bottiglie da 1,5 litri nella mano sinistra e di un enorme sacco di ognibendidio a destra, portiamo la macchina dal meccanico, sappiamo riparare piccoli guasti in casa, troviamo chi sa aiutarci per quelli più grandi, viaggiamo da sole e un’infinita serie di attività di cui ci occupiamo, non fa di noi la copia di un vostro amico maschio.

In sostanza, è sempre gradito che un uomo ci apra la porta per scendere dalla macchina, che a volte, senza motivo (apparente), ci regali dei fiori e ci scriva un biglietto sentimentale, che ci dica quanto siamo belle/sexy/intelligenti, che ci coccoli gratuitamente e non perchè ha la coda di paglia per qualcosa, in una parola, che ci corteggi.

Ci sono donne raffinatissime che usano tutti i mezzi a disposizione inventando fobie inesistenti ed essere – per forza – accudite/protette/vezzeggiate/adorate/messe sul piedistallo, altre che usano ciò che di più caro e prezioso hanno per ricattare l’altro sesso, “o così o pomì”, e via di seguito con una serie di strategiche e utilissime macchinazioni che “tengono” il malcapitato al guinzaglio.

Personalmente detesto comportamenti simili, anche se riconosco che i risultati ottenuti sono  strabilianti.

Da “emancipata”, in fondo, chiedo solo una cosa: un po’ di cavalleria. Ma, pare, sia merce sparita dalla circolazione, haimè…

Pimpra

OLIMPIADI INQUINATE

A una ex atleta come me e chissà a quanti altri, fa male, ma davvero tanto male scoprire – ma è cosa nota ai più- che il mondo dello sport ad alto livello (e non solo) è malamente infestato dal fenomeno del doping.

Ben 9 atleti squalificati prima delle gare per uso di sostanze proibite.

Da un lato, tolto il dispiacere di vedere lo sport che ho sempre considerato il miglior “maestro di vita”, disonorato  dall’imbroglio di taluni, mi consolo pensando che certi risultati agonistici, a corpo “puro” senza additivi, non si possono raggiungere.

Guarderò la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici come se dovessi partecipare ad una gara anch’io, mi emozionerò pensandomi colà, proverò la stessa adrenalina degli atleti veri e, come mi accadeva sempre da ragazzina, immaginerò me stessa su podio più alto a godermi l’inno nazionale, a prendere gli applausi, a scrivere il mio nome nella storia dello sport.

… Anche se, per me, sarà solo un bel volo pindarico!

Agli sportivi onesti di tutto l’urbe terracqueo va il mio “IN BOCCA AL LUPO,  CHE VINCA IL MIGLIORE!”

Pimpra

UNA PROFESSIONE (H)ARD_ENTE

Non è sempre il peggiore o il più stupido dei mali galleggiare, in solitudine, davanti alla tv. A ben guardare, si scoprono tante cose di sè e del mondo intorno.

Mentre, catatonica, la Pimpra felina cercava di portare la sua mamma umana a concludere la fase rem in un luogo più consono del divanetto, al solito, mi risveglio fresca come una rosa. Anche il cervello, assopito fino a qualche istante prima, è lucido e ricettivo.

“Il Bivio” programma condotto da Enrico Ruggeri propone un argomento piccante: offrire un’alternativa alla vita di attrice hard a una tale Michelle Ferrari, pornodiva de noialtri, offrendole di lasciare il suo lavoro per interpretare una pièce teatrale colta, su canovaccio Diderot, sì, proprio l’illuminista francese.

Non vi tengo sulle spine, Michelle, alla dieta di denari dell’artista intellettuale, ha preferito, sine dubitatione, il ghiotto banchetto monetario del mondo hard.

Nessuno qui giudica. Non vi è un solo modo di vivere e, nell’onestà intellettuale che dobbiamo riconoscerci, ognuno è libero di scegliere per sè il meglio, o ciò che tale ritiene.

Ebbene, dal divanetto, complice una trasmissione che ha, in qualche modo catalizzato la mia attenzione, son partite come popcorn una serie di riflessioni.

La morale vs l’amoralità: tema su cui potremmo discutere per una vita intera.

Il libero arbitrio.

Il potere di suggestione che ha su di noi la doxa (opinione corrente).
E, a catena ramificata, pensieri su pensieri che mi hanno nutrito, come non accadeva da tempo.

Ma riuscite ad immaginare se fosse possibile far partecipare a una trasmissione i più grandi filosofi di tutti i tempi,  con il loro portato sociale, a dibattere su questa società moderna e, che so, anche sul significato intrinseco del mestiere di pornostar/pornoattore?

Uno share da sballo, ne sono sicura!

… Intanto accontentiamoci di tenere allenate le sinapsi… che l’andar del tempo, corrode pure quelle…

Pimpra

LA PUNTURINA

Come una vera macchina “d’epoca”, anche alla sottoscritta, di quando in quando, capita di sottoporsi a revisione: oggi, infatti, dopo un infinito tempo, ho fatto gli esami del sangue.

Embè, dove sta la notizia?

Desideravo condividere, con chi passa per di qua, alcune osservazioni in merito.

Punto primo: l’astinenza dalla colazione del mattino, necessaria per il buon esito del prelievo, è in assoluto, per me, lo scoglio più duro, quello che fa sì che la richiesta del medico sia rimasta inevasa da … febbraio!!!

Che ve lo dico a fare, senza caffeina la mia macchina non parte! oggi però, mi sono fatta forza e mi son detta “O adesso o mai più!” arrivo alle 8.00 e ho la bellezza di 19 persone davanti!!! Un incubo! Passata la prima mezz’ora, quasi quasi volevo andarmene, mi sono imposta di restare. Impensabile un’altra sveglia senza ingurgitare il mio oro nero!

Scopro che, misteri di finanziarie-spending review-o/dio/solo/sa/cosa, è più conveniente farle da “privati” che con la mutua, risparmio netto di € 11,00. Non male. Il buco del sistema però, a fronte della lieta notizia, è che avrei potuto prendere il numerino di un’altra fila, quella dei privati, per l’appunto, e me la sarei asciugata in 20′!!!

Finalmente posso salire all’ambulatorio prelievi dove assisto a una scenetta spassosissima.

Un giovine di 25 anni che, sconvolto, esce dalla stanzetta del prelievo, mano a tener premuto l’avanbraccio forato, e con fare stralunato va a ringraziare quella santa infermiera che lo aveva trattato così bene.

Non  era difficile immaginare che il baldo ragazzotto avesse paura dell’ago, ipotesi confermata dalla madre che, rivolta a me, “Cosa posso farci, ha 25 anni, va a vela per i mari di tutto il mondo, si arrampica a mani nude sulle montagne, fa snowboard fuoripista ma non parlargli degli esami del sangue che è terrorizzato! Mi tocca accompagnarlo come se avesse 3 anni e devo tenergli la mano!!! Sono tremendamente imbarazzata!!!”

Ho guardato sorridente quella madre, dicendole che “Tutti hanno un tallone di Achille e che, almeno, la fobia del ragazzo l’avrebbe preservato dall’eroina e dai tatuaggi che già poteva essere un risultato interessante”.

La signora “mi piace questo suo modo positivo di vedere le situazioni, in questi termini non ci avevo mai pensato… grazie!” ed è uscita sorridente.

Il ragazzo, da canto suo, come fosse scampato a un pericolo vitale, ha salutato tutti i presenti con un tono che esprimeva “Per stavolta sono salvo!”

Che ridere…

In compenso l’infermiere che ha “prelevato” me, assomigliava a Dracula e per un attimo…

Amici Cari, la vita, in fondo è un film!

🙂

Pimpra

DI FIORE IN FIORE

Riflettevo sulle ragioni che spingono le umane genti a non essere capaci o a non voler scegliere di stare dentro a un legame affettivo con convinzione e gioia. Con passione e allegria. Con impegno e serenità. Con ardore e sorrisi.

Sembra che essere in coppia sia diventata la peggio sciagura di tutte, specie per coloro che hanno un passato alle spalle (e chi non ce l’ha?).

Coppia= legame, sacchetto di nylon stretto sulla testa, mancanza di ossigeno, ferritoia, coperchio, galera…

Ne parlavo con un’amica che, delusa dagli incontri con l’altro sesso, si chiedeva dove sbagliava, perchè fosse  così difficile costruire legame con qualcuno.

Non ho la risposta e non sono un buon esempio. Il mio percorso è costellato di buchi, relazioni partite bene e tristemente concluse, esaurite.

Mentre spingevo sulla pedana dello step e il sudore rigava il volto cercavo la mia risposta “Dove sbaglio? dove si cela l’errore relazionale?”

Alla fine delle fatiche, traspirare vistosamente aiuta a ritrovare la lucidità mentale perduta, ho compreso che gli uomini sono api, biologicamente predeterminati a volare di fiore in fiore.

Non sono pinguini che scelgono una compagna per la vita, non sono elefanti. Sono api.

Inutile illudersi. Loro non vogliono una sola di noi, per una serie di ragioni, devono averle tutte, o, almeno, quelle che fanno loro … vibrare le ali… 😉

Rasserenata, mi sono detta che è proprio tempo perso e energia sprecata pensare che esiste il nostro “pinguino”, quindi,  sono uscita di casa sorridente perchè, in fondo, sono o non sono l’ape regina? 😀

E così, sia.

Pimpra

“Bevo Lasko finchè casco, bevo Pivo finchè vivo” – DETTO TRIESTINO SULLA BIRRA

Si diventa grandi anche quando si scopre che i propri gusti cambiano.

Magari credevi che gli uomini biondi non facessero per te e cominci a guardarli, oppure, all’improvviso ti ritrovi un pezzo di pollo fritto in bocca e non svieni per lo schifo.

PANTA REI. Tutto scorre, tutto cambia. Anche noi.

E’ accaduto a me nello scorso fine settimana speso a tangheggiare con ardore in quel di Parenzo che il Summer tango Festival è una tappa obbligatoria per ogni tanguero che sia degno di tale nome.

Musica, sole_mare_bella gente e … Ozujsko lemon. La scoperta della mia calda estate.

Che bere la birra è una dimensione dell’anima, scopro. Non è spritz Aperol, non è il calice di vino. Trattasi di mondo a parte o mondo a party? 😉

Perchè, anche una signora come me, si sente a suo agio sorseggiando il fluido paglierino, direttamente dalla bottiglia e poi continua la sua milonga in piscina, come se niente fosse, solo qualche goccia di sudore in più…

Combatte la disidratazione e la sete, offre sostegno contro la crisi ipoglicemica, stordisce quanto basta per essere più rilassati, senza perdere il controllo e l’asse.

La bevanda perfetta per le milonghe di mezza estate.

Amiche più evolute di me, mi hanno spiegato che, dalle nostre parti, si conosce la Radler che è la stessa cosa, in Francia si chiama panaché  e chissà, in giro per il mondo, in quanti altri modo si consuma!

Mentre fiotti di liquido accarezzavano la mia ugola, rinfrescandola, il cervello si illuminava d’immenso al ricordo di quanto sentito da ragazzina “La birra fa crescere le tette!”, felice di poter godere della prodigiosa medicina, comunicavo alle amiche la gioia della mia scoperta “Ragazze, finalmente, avrò tette pure io!”

Ma loro, più giovani e più sgallettate, sapete che mi hanno risposto?

“Pimpra, ma che dici!!! La birra non ti fa crescere le tette, la pancia al massimo, piuttosto ti stordisce il giusto, i ragazzi ti dicono qualcosa tu ridi e… loro si bevono il tuo bicchiere!!!”

Mi sono sembrate un po’ ciniche ma, sicuramente dall’alto della loro esperienza, ne sanno più di me.

… ed io che mi ero illusa di aver trovato la soluzione per il davanzale… 😀

Pimpra

PROVERBIO TEDESCO:

Nel vino c’è la saggezza, nella birra c’è la forza, nell’acqua ci sono i batteri

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