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RACCONTI DAL TRENO

Elderypeople

In questo mondo che va così veloce non ci concediamo quasi mai il piacere di una sosta. Quasi mai ci permettiamo di fermare i pensieri, di tranquillizzare il corpo e di lasciarci fluire nella luce e nell’aria, trasportati dalla piacevolezza dell’attimo fuggente.

Quasi mai. Io per prima.

Trovo questo mio momento quando viaggio per lavoro.

Di solito mi sposto in treno, con partenze che avvengono sempre all’alba, quando mi sento più reattiva e sensibile. Sono di bioritmo mattiniero.

Il treno è un piacere, specie se non vi si è costretti per pendolarismo e si ha la fortuna di evitare i regionali, troppo spesso tragicamente riconducibili a vagoni bestiame. Il mio viaggio da “Orient Express” moderno si snoda sulle Frecce, treni ad alta velocità che selezionano, in minima parte, la clientela in ragione del loro costo lievemente superiore.

Sono una viaggiatrice che, se potesse, lo farebbe in prima classe, sempre. Me lo merito: sono educata, silenziosa, ho rispetto del bene altrui, so comportarmi, non mangio aglio crudo la sera prima di imbarcarmi, non puzzo mai e pretendo lo stesso dagli altri viaggiatori.

Vero è che nemmeno in prima classe si è immuni dai maleducati, ma ce ne sono in percentuale minore.

Il viaggio, come è evidente, è la più bella metafora della vita. Ieri, mentre stavo per giungere a meta, tornare alla mia città del nord est, ho avuto davanti agli occhi questa scena che ho trovato bellissima.

Una signora decisamente anziana che illustrava con amore e grandissima proprietà di linguaggio, le bellezze naturali della città a una giovane che avrebbe trascorso a Trieste una breve vacanza.

Grazie al cellulare, ho potuto immortalare l’attimo. L’immagine mi sembra molto evocativa, la vecchia signora si emozionava a raccontare delle usanze dei triestini, il loro modo curioso di andare al mare, a Barcola, quando ancora si stendevano gli asciugamani a bordo strada, sull’asfalto. La voce le si incrinava, modulata da attimi di evidente commozione, mentre con la sua piccola mano antica indicava le bianche mura del castello di Miramare.

Sono questi piccoli attimi rubati, fotogrammi di vita, che il treno mi regala sempre cullandomi con il suo canto regolare delle ruote sui binari.

Sarà la primavera, ma il mondo quest’oggi, mi pare più bello.

Pimpra

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5 commenti

  1. ti va bene quando trovi questo tipo di persone …quando viaggio in treno (ora raramente, a dire il vero, sulla tratta Milano Roma) mi capitano sempre quelli molesti che gridano al cellulare o che imbandiscono un intero pic-nic di 6 portate sul tavolino

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  2. Von Calypso

     /  15 marzo 2017

    anche io adoro il treno ma vista la tratta molto breve (torino-milano) preferisco il regionale veloce che ci mette due ore rispetto alle frecce dove non avrei nemmeno il tempo di sedermi e rilassarmi che subito dovrei scendere e trovo questa cosa abbastanza ansiogena.

    Per quanto riguarda le persone moleste, conosco abbastanza bene gli orari migliori per non ritrovarmi nella situazione carro bestiame, che detesto pure io e sfido io a trovare qualcuno a cui piace. 😀

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  3. adoro il treno, spesso viaggio così per venire a Trieste ma troppe persone vogliono far sapere al mondo i loro affari… che fastidio….

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