QUELLO CHE MANCA

Una delle più importanti ed esistenzialmente becere conseguenze del post di ieri  è questa: la “brava ragazza” non va a prendersi le cose che desidera.

PRENDERE CIO’ CHE SI DESIDERA: equivale a fregarsene se quella cosa (in realtà può essere una persona, una situazione o un semplice oggetto) non è sul libero mercato, ovvero, se ciò che si desidera è effettivamente “prendibile” in potenza.

La “brava ragazza” sa che non si fa, non è cosa buona e giusta, non è eticamente corretto. No e basta.

Il portato di un simile comportamento nella sua vita è devastante. La ragione è facilmente intuibile: il mondo NON è popolato di “brave ragazze” (… per fortuna!), sicchè, lei, così etica e morale e corretta, non sa combattere per ciò che vuole o non sa difendere ciò che è suo (una proprietà, un territorio, un oggetto).

E giù di frustrazione. A volte mista a una potente incazzatura verso fuori, contro quel mondo così ostile, e poi a mò di boomerang una violenta rabbia contro se stesse.

Illogico. Ma tremendamente reale. Odiarsi perchè non si sa stare al mondo.

Vedersi scivolare dalle mani tutto ciò che si ritiene prezioso, perchè incapaci di metterci quel tocco di sale, di pepe, di stronzaggine che “quando ce vò, ce vò”.

Mi chiedo quale sarà il catalizzatore che mi tirerà fuori, una volta per tutte, da questo stretto grembiule bianco che mi hanno cucito addosso, perchè mi prudono le mani e ho una gran voglia di tirare qualche pugno.

Pimpra

 

SAPORE AMARO

Ricordo perfettamente che mio padre diceva sempre di “stare in piedi da sola, lavorare, non dover MAI chiedere niente a nessuno”.

In senso assoluto, sono daccordo. Perchè pesare/appoggiarsi agli altri, dimenticando o non volendo darsi da fare, mettersi in gioco? Infatti, dalla più tenera età, ho imparato ad andare in giro da sola, a condurre uno scooter, ad arrangiarmi in tutti i sensi. Tale manifesta libertà ha fatto di me una persona serena e sicura, le sfide mi piacciono assai, tutto ciò che non conosco è fonte di stimolo e di curiosità a sperimentare e a sperimentarmi, non amo ciò che è scontato, sicuro, detesto le abitudini che limitano la creatività e bloccano l’agire.

Ciò detto, analizziamo le esperienze con l’altro sesso che accadono a una donna così definita “emancipata”: UN DISASTRO.

Se la dea bendata, in attimi di rara generosità, ti fa incontrare un uomo che almeno un microgrammo di “mascolinità” possiede, ovvero che non si spaventa se sai ragionare da sola, se hai le tue esperienze e ti sei fatta la tua idea sul mondo, ebbene quand’anche ti capiti il fatale incontro… di solito il maschio non vede (o non vuole vedere in te) la donna che sei, perchè a lui fa molto più comodo che tu sia la sua “amica”.

Analizziamo: amica con benefits (come insegna Lucia), ovvero quella con cui divertirsi senza doversi “sbattere” a corteggiare, a trattare con rispetto, a vezzeggiare almeno il minimo sindacale. Insomma, la donna con i pantaloni, perfetta per non rompere in alcun modo le palle.

Ecco, cari maschi, le cose non stanno proprio così.

Il fatto che sappiamo guidare, lavoriamo, facciamo la spesa, caricandoci come mule di 6 bottiglie da 1,5 litri nella mano sinistra e di un enorme sacco di ognibendidio a destra, portiamo la macchina dal meccanico, sappiamo riparare piccoli guasti in casa, troviamo chi sa aiutarci per quelli più grandi, viaggiamo da sole e un’infinita serie di attività di cui ci occupiamo, non fa di noi la copia di un vostro amico maschio.

In sostanza, è sempre gradito che un uomo ci apra la porta per scendere dalla macchina, che a volte, senza motivo (apparente), ci regali dei fiori e ci scriva un biglietto sentimentale, che ci dica quanto siamo belle/sexy/intelligenti, che ci coccoli gratuitamente e non perchè ha la coda di paglia per qualcosa, in una parola, che ci corteggi.

Ci sono donne raffinatissime che usano tutti i mezzi a disposizione inventando fobie inesistenti ed essere – per forza – accudite/protette/vezzeggiate/adorate/messe sul piedistallo, altre che usano ciò che di più caro e prezioso hanno per ricattare l’altro sesso, “o così o pomì”, e via di seguito con una serie di strategiche e utilissime macchinazioni che “tengono” il malcapitato al guinzaglio.

Personalmente detesto comportamenti simili, anche se riconosco che i risultati ottenuti sono  strabilianti.

Da “emancipata”, in fondo, chiedo solo una cosa: un po’ di cavalleria. Ma, pare, sia merce sparita dalla circolazione, haimè…

Pimpra

DENTRO AI TUOI OCCHI

Ti ho rivista, ieri sera, dopo tanto tempo.

Sei cresciuta e adesso sai camminare da sola.

Il tuo faccino paffutello sorride al mondo che ti si svela giorno per giorno. Le piccole mani toccano tutto ad esplorare nuove superfici, a prendere contatto con la realtà che si colora di nuove scoperte.

Mi guardi perplessa, appena mi rivedi, non ti ricordi molto di me. Ti sorrido dietro i miei occhialoni tartaruga e allungo le mani verso di te.

Gli occhioni cobalto si aprono di più e le guanciotte si gonfiano in un grande sorriso mentre inizi a venirmi incontro.

Che gioia abbracciarti e dirti che sei bravissima, cammini molto bene!

Ti guardo, mi guardi.

Sorrido, sorridi.

Facciamo “naso_naso” perchè i nostri sono usciti dallo stesso stampo e sei dolcissima mentre strusci, come un gattino, il tuo visetto sul mio.

Ti guardo e, incredibilmente, vedo me alla tua età. E’ un’emozione che mi entra come una bomba.

E ringrazio mio fratello di avermi – inconsapevolmente – regalato questa gioia. Immensa.

🙂

Pimpra

 

LIBRI CHE TI INCONTRANO E NON PER CASO

La mia magra umanità, di quelle, per intenderci, che sono ben poco evolute in molte circostanze della vita (leggi il post precedente), ha ricevuto un dono meraviglioso, proprio nei giorni in cui rotolava velocemente dentro l’insoddisfazione.

M’è arrivato in mano un testo di Osho acquistato qualche tempo addietro che, nella premessa, tratta immediatamente delle “aspettative” e di quanto le stesse ci rovinino la vita.

Basta poco, a volte, a far cambiare la direzione alla giornata, a rinsaldare l’umore, a darci una svegliata. Ecco, il mio “momento Panda”, quello che amo definire del “dolce risveglio”, mi è giunto così, prendendo in mano un libercolo, edizione economica (incollato – per intenderci, non cucito a filo refe…) che titola semplicemente “Con te e senza di te” del mistico indiano Osho.

Nodo centrale della trattazione è il più lapalissiano dei postulati possibili: “Ama te stesso”, “sii egoista in questo amore” solo così potrai fare del bene agli altri.

La mia illuminazione. La mia piccola Buddhi  scesa dal cielo.

Ama tutto di te, il bello e il brutto, godi della vita che ti è stata data in dono, celebrala, sii quello che sei fino in fondo, così irradierai un luce e una gioia e un benessere tali che sarai positivamente contagioso anche per gli altri.

Ebbene, ho fatto mia la tesi.

Quindi:

  • la pioggia del we non è stata la punizione ma la manna del cielo per riposarmi, fare lunghe dormite, leggere (appunto!) e dedicarmi – con Amore – a me, alle mie attività preferite, alle persone che amo.
  • i malumori che si  sono alternati sono stai letti con cuore benevolo e non con occhio maldicente, nella comprensione dell’altrui debolezza
  • ho goduto della mia compagnia quando, in spiaggia, deliziavo il mio essere dello spettacolo naturale, dei cavalloni che infrangevano sulla costa, del vento, del canto roco e stonato di aria e onda.
  • e, anche la sveglia del lunedì, ricordandomi all’ultimo nanosecondo utile che avevo un appuntamento alle 8.00, non mi ha fatto incavolare, in totale armonia mi son detta “muovi il culo che riesci anche ad arrivare in tempo” e così è stato.

Amici Cari, a chi passa per di qua, fate vostro il mantra della felicità “AMA TE STESSO”, sono certa che la giornata vi regalerà mille sorrisi!

Pimpra

LA FIORITURA DEI CILIEGI

LA CONSAPEVOLEZZA DI SE’

RENDE LIBERI

***

Lo so, lo so, mi direte ma che ti sei bevuta a colazione al posto del caffè?

Solo caffè e senza additivi! 🙂

Ma che ve lo dico a fare, è bastato fare il lutto a certe idee che avevo nella relazione Uomo/Donna che  mi pare di essere rinata.

Mò vi spiego, perchè certe profonde illuminazioni, vanno condivise. Partendo dal post precedente “Sottili differenze” ho veramente assunto dentro di me che, c’è poco da fare, l’uomo e la donna vengono da diversi sistemi solari.

Attimo di profondissimo scoramento e quasi terrore misto a dolore simil-depressivo e poi, il risveglio: non posso, in modo alcuno, modificare questo tratto di realtà, sicchè, tanto vale farmene una ragione!

Sul momento, lo confesso, sono stata preda di panico, non riuscendo a capire quale potesse essere il mio nuovo orizzonte relazionale. Poi, come la fioritura dei ciliegi, in una acquerellata mattina di primavera, ecco la soluzione al problema.

SLEGARSI DALL’ALTRO. LEGARSI A SE STESSI. E RISCOPRIRE IL PIACERE DELLA LIBERTA’ INDIVIDUALE.

Perchè non si può chiedere a chi parla in aramaico di comprendere l’inglese. Nè far venir voglia di sorridere a chi è completamente sdentato…

E, una volta ancora, riconoscere come la vita, è più semplice di quanto non la incasiniamo noi, con le nostre stesse mani…

E sentirsi leggeri… più leggeri…

Pimpra

Image credit:  © Yasushi Tanikado/Dreamstime

SOTTILI DIFFERENZE

Relazione uomo/donna.

GRANDE CASINO.

Riflettiamo, pertanto, su un punto: noi donne possiamo essere “stronze” o essere “geishe”.

La via di mezzo, quella di essere “compagne”, è troppo impegnativa e richiede la presenza di un partner maschio “evoluto” (quindi, merce quasi impossibile da trovare).

A questa ferale consapevolezza son giunta a forza di testate, cercando di modellare il mio carattere piuttosto dominante (e, quindi, involuto – da un certo punto di vista), mettendomi in seria discussione e cercando di forgiare anche verso le altrui necessità e benessere, il mio agire relazionale.

E_R_R_O_R_E!!!!

Grandissimo sbaglio!!! Ma chi se la fila una che: si prende cura, vizia, è sintonizzata sull’altro, lo sente e lo ascolta, pensa molto alle sue esigenze…

NESSUNO.

E, come sempre nella vita, l’importante è imparare la lezione…

Pimpra

 

 

 

ESSERE MERIDIONALI

Ce la metto tutta, sempre, nelle cose che faccio e a cui, particolarmente, tengo. Ma proprio tutta. Non mi risparmio. Fatica, dolore, impegno, abnegazione, motivazione, testa bassa verso la meta.

Eppure…

La variabile impazzita che mi sfugge e fa sì che il grande lavoro venga, praticamente, reso inutile. Che incazzatura. Che fastidio. Che frustrazione.

E voi  mi chiederete: e che sarà mai questa variabile impazzita?

Eh… troppo facile smazzare le carte e raccontarvi tutto… mi butterei la zappa sui piedi e ho imparato che non è saggio farlo.

Perciò mi limito a riportare le parole che una persona molto saggia mi ha detto: “Ognuno di noi è sempre meridionale a qualcun altro, è la vita

La mia replica decisa “Certo, lo so e accetto qualità e doti che stanno nel cervello. Mi piace confrontarmi con persone che hanno tanta testa, le ammiro, sono la mia ispirazione. Non sopporto, invece, dover combattere categorie dell’essere che hanno a che fare esclusivamente con il corpo, perchè, quella, è sempre una lotta impari e anche molto stupida.”

Ma la vita è anche questo: saper incassare le sconfitte, elaborare i difetti e renderli  – possibilmente- virtù e continuare ad impegnarsi. SEMPRE.

E che palle però! 🙂

Amici Cari, vado ad indossare l’armatura! 😉

Pimpra

BISOGNA RICORDARE AI TESTOSTERONICI OVER 40 CHE…

Amici maschi, lo sapete che senza di voi la nostra vita sarebbe triste e grigia.

Nessuna incazzatura, al mattino, per le goccioline che sfuggono dall’idrante, dopo che avete usato il bagno, le vostre richieste di aiuto quando cercate le cose nel frigo che non trovate perchè sono troppo davanti ai vostri occhi o quando non sapete abbinare il corretto coperchio al tupperware che per voi si assomigliano tutti.

Image Credit: thefashionisto

E le palpitazioni che ci regalate quando non vi decidere a darci il vostro cuore, il corpo, quello, ce lo offrite subito e più volte al giorno.

Non potrei immaginare il mondo senza di voi,  senza il mix di quella forza e dolcezza che vi lasciate sfuggire, talvolta, e noi conserviamo per sempre come una polaroid in una pagina del diario.

Non siete sempre così splendidi, sapete ucciderci con poco, usarci come il mocio vileda senza che, apparentemente, ce ne rendiamo conto.

Eppure… siete necessari.

Per sfogare le nostre tempeste ormonali, per ricevere un abbraccio stretto e caldo (quelli ce li regalate quando siete amici, di solito), i vostri consigli sulla colla che serve per attaccare la ceramica che abbiamo rotto o quando ci fate i buchi sulle piastrelle che quello è un lavoro davvero molto difficile.

Noi ci siamo, a noi piace essere al vostro fianco, perchè avete bisogno di leggerezza, di una donna che vi aiuti a organizzare il vostro tempo e vi faccia sorridere.

Amici Testosteronici, ricordatevi che tutto questo è un bellissimo percorso da fare insieme, a volte con fatica, per andare avanti e cercare di stare sempre meglio.

E il tempo passa, e anche voi diventate più grandi. Almeno all’anagrafe risulta così. Non dimenticate di crescere. E’ importante.

Le donne crescono con voi e, con voi e come voi, invecchiano.

Inutile che, invece di ricorrere al ritocco estetico con un filler di acido ialuronico, crediate di fermare il vostro tempo frequentando solo donne sotto i 30 anni. Molto sotto i trentanni.

E’ curioso che la giovine donna, il più delle volte, rimane vicino a voi per un istante brevissimo, quello che serve per capire che al mattino non gestite bene l’idrante, che la notte vi capita di russare e che, con la barba sfatta i vostri over 40 si vedono tutti. In quel momento capisce che il suo papà (quello vero) è molto meglio di voi e vi fa “ciaociao”.

E’ così. Rassegnatevi.

Imparate a cogliere il potere dell’esperienza, la forza della maturità e smettetela di sentirvi degli eterni adolescenti.

Il mondo vi sarà grato. Le donne_donne, pure.

Con grande affetto a tutti gli eterni “muloni” che conosco…

Pimpra

DIMMI QUANTE VOLTE FAI SESSO, TI DIRO’ CHI SEI

Volgendo lo sguardo intorno  mi rendo conto di stare dentro a un periodo di clamorosi, grandissimi, cambiamenti.

Tristissime notizie di amici che sono volati via, lasciando un enorme vuoto, altri che devono affrontare prove molto dure, in alcuni casi, battaglie per la vita. Energia fortissima e non sempre positiva. Ma, tant’è, non possiamo cambiare la situazione, solo cercare di viverla al meglio, al meglio di cui siamo capaci…

In tutto questo bailamme di vita vera ci sono loro- i personaggi inutili- che popolano i media di massa, lasciandovi loro tracce, tante piccole cacchine…

E’ di pochi giorni fa l’esternazione di una starlettina assolutamente inutile che ha voluto renderci partecipi delle sue ripetute (almeno 10) sedute orgasmiche alla settimana. Dichiarazioni che hanno acceso, è il caso di dirlo, la voglia ad altre vipponzelle nostrane che hanno tenuto a dichiarare che l’amato consorte è il loro “Rocco Siffredi”, lasciando aperte le fantasie più spinte sul buon uomo.

Si sa, la corsa al gossip più inutile è aperta ed è di oggi una nuova sparata di una ancor più inutile donnicciola dello spettacolo che dichiara -fiera- i suoi 5 orgasmi giornalieri, anche se non sempre raggiunti con suo interesse ma per felicitare il compagno “maschio_maschio” del sud che va sempre compiaciuto.

Inutile dire che metterei codeste ragazzotte direttamente a grigliare nel microonde per la loro stupidità, ma, altresì, mi è scappato di fare un veloce calcolo per vedere se “sono in media pure io”! 😀

… E voi, Amici e Amiche, vi sentite “al passo con i tempi”? Ovvero, performate il giusto??? Poichè “DIMMI QUANTE VOLTE FAI SESSO E TI DIRO’ CHI SEI”!

Un sorriso benevolo a voi tutti!

Pimpra

MA I SOGNI, SON DESIDERI?

Ma quanto bello è, certe sere, concedersi una divanata rilassante dopo la palestra, con l’insalatona sul tavolinetto, i croccantini di mais che sorridono dalla ciotolina e la Pimprotta che fa le fusa accanto a te?

E scegliersi un filmetto dove non serve pensare, tuffandosi in  una commediola romantica che Liala è considerata scrittrice di triller?

Poi il sonno che viene a prenderti con il suo passo felpato e ti infili nel lettone morbidoso e in un battito d’ali sei già addormentata…

… Mi dovevo risposare, ma è stata una sorpresa nella quale mi sono ritrovata, senza nemmeno sapere chi fosse il futuro marito. Al mattino l’annnuncio, al pomeriggio la cerimonia. Trovo un meraviglioso abito borghese, per me sono seconde nozze, riesco appena in tempo ad arrivare dove devo che mi accorgo di non avere le bomboniere. Panico, cerco di rimediare in qualche modo che poi accantono che l’effetto fa proprio schifo. Mi arrabbio tremendamente, così non si fa, gli ospiti si aspettano il loro piccolo dono e io non sono riuscita a provvedere!!! E poi, con chi me la prendo, non so lo sposo chi sia!

Aumenta l’ansia, si risveglia la razionalità che mi dice “che stai facendo?” e, mentre cerco di darmi le risposte, mi si para davanti il futuro marito che mi rassicura “Ho pensato a tutto io, volevo farti una sorpresa!” (Ho, più o meno rivissuto, elaborandola, la trama del film visto di sera… 🙂 )

Mi sono immediatamente svegliata. Pericolo scampato…

* * *

A questo punto la domanda sorge spontanea: i sogni son desideri?

Vorrei convolare a nozze o no?

Mi piacerebbe tanto capire cosa, il mio inconsico, vuole dirmi… 🙂

Amici Cari, buona continuazione di giornata!

Pimpra

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