LA GIAGUARA TORNA IN COLLEGIO

Ho chiuso le mie ferie estive con una bellissima gita a Marina di Massa. Scarpette da tango in borsa, tre amici deliziosi, chiacchiere e allegria.

La prima vera maratona dopo… 3 anni?! Un periodo infinito che ho vissuto in totale “astinenza”.

Ripresentarmi in pista dopo così tanto tempo ha richiesto una dose incredibile di coraggio e faccia tosta. Epperò, mi sono detta, dopo tutti questi anni, qualcosa sarà pure rimasto.

Basta organizzare la mente e il beauty: il mantra interiore ripeteva “Vai e goditela”, il beauty attrezzato con brufen e fiori australiani contro l’ansia. Questo è invecchiare in modo intelligente e furbo, dicevo a me stessa preparando il bagaglio.

Non potevo scegliere evento migliore. La Colegiala è una navicella spaziale che ti proietta nello spazio siderale del piacere e del divertimento. La location nella vecchia colonia della Fiat, in quegli spazi anni 30′ dove sono passate generazioni di ragazzini, la spirale sulla quale si affacciano le camere, spartane come un monastero, ma, alla fine, dotate di ciò che è strettamente necessario, creano un’atmosfera unica.

La proposta della serata a tema, manco a dirlo il sabato, è una provocazione in più per lanciarsi in creative mise che, di solito, in pista, producono un effetto esilarante.

Ho sentito per la prima volta dei Dj che lavorano in tandem. Mi sono chiesta il perchè in coppia rispondendomi che, in questo modo, la pausa pipì non interrompe il flusso musicale. Probabilmente non è la risposta giusta, ma solo il punto di vista da donna che ha più spesso necessità di… “blin blin” 😉

Oltre all’accoglienza calorosa dello staff molto nutrito, che peraltro ho sempre ritrovato in ogni edizione, sono stata letteralmente abbracciata dalla straordinaria energia positiva dei partecipanti.

Ho incontrato persone che vedevo solo nei pixel virtuali del pc, ho rivisto amici che, nel frattempo, hanno allargato la famiglia, è stato un tripudio di sorrisi e di abbracci.

La buena onda alla Colegiala, nasce già fuori dalla pista, in questa vibrante allegria che i padroni di casa spruzzano nell’aria, i ferormoni della felicità.

In tutto questo, il mio tango arrugginito, dal sapore “vintage”, si è riaffacciato alla pista risalendo verso il cuore, emozionandomi, divertendomi, lasciandomi sorpresa, dando una sferzata di Vita a tutta me, facendomi sudare (di più) per l’emozione, facendomi (ri)sentire fibre del corpo di cui non ricordavo l’esistenza.

La magia era tutta lì, davanti ai miei occhi e non me la sono lasciata sfuggire.

(Felice me).

Pimpra

DI TANTO IN TANGO. POST PER SOLI TANGHERI. L’EGO ASSOLUTO.

einstein-ego

Ennesimo pippolotto su argomenti triti e ritriti, ma è più forte di me, devo dire anche io la mia.

Ieri sera in milonga: ambiente accogliente, persone grandicelle che si conoscevano tra loro, questa la sensazione. Padrona di casa molto ospitale. Musicalizador interessante. Pista decorosa.

Le premesse buone.

Arrivo presto e ballo, con il mio partner, sin dalla prima tanda.

Il TJ comincia soft, correttamente, osserva la pista e i ballerini: non sbaglia una tanda. Non crea un’onda “pesante” perchè il pubblico dei presenti non l’avrebbe sorretta musicalmente.

Una selezione interessante di brani molto famosi ma suonati e interpretati da orchestre in modo alternativo, particolare. Una musica non solo bella da ballare  ma piacevolissima all’ascolto.

E QUI CASCA L’ASINO.

Da quanto ho potuto osservare, la pista, della musica se ne fotteva bellamente. Certo, erano tutti poco più che principianti, ma, nessuno e dico NESSUNO di loro, ascoltava.

Presi a fare le più assurde combinazioni di sequenze, senza tener conto che, di base, c’era una melodia, un ritmo, un sacco di sfumature musicali. Il nulla.

Così come NON ascoltavano la musica, la coppia non si ascoltava reciprocamente, tutti presi in un’esibizione onanistica del proprio sè.

Non una coppia che si fosse presa la briga di … CAMMINARE. E di farlo in modo raccolto, compiaciuto, intimo, sulla musica… No, perbacco!, era tutto un arzigogolare passi improbabili, su temi musicali impossibili da ballare al loro livello super basico.

Che peccato e che grande dispiacere, manco fossi un’argentina!, vedere come opere musicali straordinarie venissero sgualcite, calpestate, ignorate da tanta indifferenza…

Ma allora mi chiedo: che senso ha? Perchè perdere tutta la poesia, l’emozione che la musica evoca e che l’abbraccio del tango sublima?

Ma dios mio! Questi maestri perchè, perchè, perchè commerciano tango  e basta?  Vendono sequenze, passi, giravolte, ganci che le persone non sanno gestire, sono pure orrendi da vedere dal momento che, di base, non sanno nemmeno camminare…

E divento sempre più stronza, me ne rendo conto, perchè il marketing dell’anima di un popolo mi disturba nel profondo. Perchè la distruzione dell’arte musicale mi ferisce, perchè l’ignoranza, la superficialità di questi pseudo ballerini mi fa male al cuore.

Dov’è l’amore, il rispetto, la gioia pura di far scivolare il corpo dentro un poema di note, cullati dal contatto di colui o colei che ci cinge in un abbraccio presente, sentito, puro?

Sarà che sto invecchiando e la giaguara è sempre meno tollerante… però, mi chiedo, perchè, invece di provare a ballare insieme, ascoltando con le orecchie e con il cuore la musica, il ballerino medio vuole solo esibire il proprio ego assoluto…? perchè?

Pimpra

IMAGE CREDIT DA QUI

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE IL TEMA DELLA MUSICALITA’, suggerisco la lettura del testo

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se interessati, potete inviare una email di richiesta a: tangare@tin.it

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