
Io ci ho messo dentro mirade assassine, una pista larga abbastanza da non pestare nessuno e una colazione da Massari che definirei atto filosofico.
La mia ultima partecipazione risaliva al 2018, in epoca precovid. Periodo aureo delle maratone.
Ho trovato cambiamenti, decisamente migliorativi: la pista più grande, la gestione di tutta la parte ristorativa molto più fluida e funzionale del passato. Si vede che l’esperienza ha insegnato migliori prassi.
Quanto alla popolazione dei partecipanti, una bella sorpresa anche lì: un bel misto mare di italiani, francesi, spagnoli. E chi se lo aspettava!
Quanto all’energia sul piso direi molto bene, a mio parere un crescendo dalla pomeridiana di sabato ai fuochi tangueri della domenica pomeriggio, condotti dall’italo, oramai francesizzato, dj che ne sa una più del diavolo. Indovinate voi di chi sto parlando.
Mi sono gustata particolarmente i mix di stili che ho ballato in questa maratona: dai classici “maratoneti”, ai più intimisti “milongueros” ma con brio (altrimenti che noia!) ai “mistomare” che non si sa esattamente quale mondo preferiscono abitare e, meglio così.
Niente gruppi dei famosi, una bella sala dove non abbiamo fatto fatica a lanciare e ricevere mirade assassine, quelle che vanno a segno a molti metri di distanza e, per questo, danno molta soddisfazione.
Ci aggiungo la colazione della festeggiata dal maestro pasticcere Iginio. E che dire? La ciliegina sulla torta. Ops, era pure il mio compleanno. Fine settimana perfetto.
E no, il 13 non porta sfiga!
Pimpra


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