UNA PROFESSIONE (H)ARD_ENTE

Non è sempre il peggiore o il più stupido dei mali galleggiare, in solitudine, davanti alla tv. A ben guardare, si scoprono tante cose di sè e del mondo intorno.

Mentre, catatonica, la Pimpra felina cercava di portare la sua mamma umana a concludere la fase rem in un luogo più consono del divanetto, al solito, mi risveglio fresca come una rosa. Anche il cervello, assopito fino a qualche istante prima, è lucido e ricettivo.

“Il Bivio” programma condotto da Enrico Ruggeri propone un argomento piccante: offrire un’alternativa alla vita di attrice hard a una tale Michelle Ferrari, pornodiva de noialtri, offrendole di lasciare il suo lavoro per interpretare una pièce teatrale colta, su canovaccio Diderot, sì, proprio l’illuminista francese.

Non vi tengo sulle spine, Michelle, alla dieta di denari dell’artista intellettuale, ha preferito, sine dubitatione, il ghiotto banchetto monetario del mondo hard.

Nessuno qui giudica. Non vi è un solo modo di vivere e, nell’onestà intellettuale che dobbiamo riconoscerci, ognuno è libero di scegliere per sè il meglio, o ciò che tale ritiene.

Ebbene, dal divanetto, complice una trasmissione che ha, in qualche modo catalizzato la mia attenzione, son partite come popcorn una serie di riflessioni.

La morale vs l’amoralità: tema su cui potremmo discutere per una vita intera.

Il libero arbitrio.

Il potere di suggestione che ha su di noi la doxa (opinione corrente).
E, a catena ramificata, pensieri su pensieri che mi hanno nutrito, come non accadeva da tempo.

Ma riuscite ad immaginare se fosse possibile far partecipare a una trasmissione i più grandi filosofi di tutti i tempi,  con il loro portato sociale, a dibattere su questa società moderna e, che so, anche sul significato intrinseco del mestiere di pornostar/pornoattore?

Uno share da sballo, ne sono sicura!

… Intanto accontentiamoci di tenere allenate le sinapsi… che l’andar del tempo, corrode pure quelle…

Pimpra

LA PUNTURINA

Come una vera macchina “d’epoca”, anche alla sottoscritta, di quando in quando, capita di sottoporsi a revisione: oggi, infatti, dopo un infinito tempo, ho fatto gli esami del sangue.

Embè, dove sta la notizia?

Desideravo condividere, con chi passa per di qua, alcune osservazioni in merito.

Punto primo: l’astinenza dalla colazione del mattino, necessaria per il buon esito del prelievo, è in assoluto, per me, lo scoglio più duro, quello che fa sì che la richiesta del medico sia rimasta inevasa da … febbraio!!!

Che ve lo dico a fare, senza caffeina la mia macchina non parte! oggi però, mi sono fatta forza e mi son detta “O adesso o mai più!” arrivo alle 8.00 e ho la bellezza di 19 persone davanti!!! Un incubo! Passata la prima mezz’ora, quasi quasi volevo andarmene, mi sono imposta di restare. Impensabile un’altra sveglia senza ingurgitare il mio oro nero!

Scopro che, misteri di finanziarie-spending review-o/dio/solo/sa/cosa, è più conveniente farle da “privati” che con la mutua, risparmio netto di € 11,00. Non male. Il buco del sistema però, a fronte della lieta notizia, è che avrei potuto prendere il numerino di un’altra fila, quella dei privati, per l’appunto, e me la sarei asciugata in 20′!!!

Finalmente posso salire all’ambulatorio prelievi dove assisto a una scenetta spassosissima.

Un giovine di 25 anni che, sconvolto, esce dalla stanzetta del prelievo, mano a tener premuto l’avanbraccio forato, e con fare stralunato va a ringraziare quella santa infermiera che lo aveva trattato così bene.

Non  era difficile immaginare che il baldo ragazzotto avesse paura dell’ago, ipotesi confermata dalla madre che, rivolta a me, “Cosa posso farci, ha 25 anni, va a vela per i mari di tutto il mondo, si arrampica a mani nude sulle montagne, fa snowboard fuoripista ma non parlargli degli esami del sangue che è terrorizzato! Mi tocca accompagnarlo come se avesse 3 anni e devo tenergli la mano!!! Sono tremendamente imbarazzata!!!”

Ho guardato sorridente quella madre, dicendole che “Tutti hanno un tallone di Achille e che, almeno, la fobia del ragazzo l’avrebbe preservato dall’eroina e dai tatuaggi che già poteva essere un risultato interessante”.

La signora “mi piace questo suo modo positivo di vedere le situazioni, in questi termini non ci avevo mai pensato… grazie!” ed è uscita sorridente.

Il ragazzo, da canto suo, come fosse scampato a un pericolo vitale, ha salutato tutti i presenti con un tono che esprimeva “Per stavolta sono salvo!”

Che ridere…

In compenso l’infermiere che ha “prelevato” me, assomigliava a Dracula e per un attimo…

Amici Cari, la vita, in fondo è un film!

🙂

Pimpra

DI FIORE IN FIORE

Riflettevo sulle ragioni che spingono le umane genti a non essere capaci o a non voler scegliere di stare dentro a un legame affettivo con convinzione e gioia. Con passione e allegria. Con impegno e serenità. Con ardore e sorrisi.

Sembra che essere in coppia sia diventata la peggio sciagura di tutte, specie per coloro che hanno un passato alle spalle (e chi non ce l’ha?).

Coppia= legame, sacchetto di nylon stretto sulla testa, mancanza di ossigeno, ferritoia, coperchio, galera…

Ne parlavo con un’amica che, delusa dagli incontri con l’altro sesso, si chiedeva dove sbagliava, perchè fosse  così difficile costruire legame con qualcuno.

Non ho la risposta e non sono un buon esempio. Il mio percorso è costellato di buchi, relazioni partite bene e tristemente concluse, esaurite.

Mentre spingevo sulla pedana dello step e il sudore rigava il volto cercavo la mia risposta “Dove sbaglio? dove si cela l’errore relazionale?”

Alla fine delle fatiche, traspirare vistosamente aiuta a ritrovare la lucidità mentale perduta, ho compreso che gli uomini sono api, biologicamente predeterminati a volare di fiore in fiore.

Non sono pinguini che scelgono una compagna per la vita, non sono elefanti. Sono api.

Inutile illudersi. Loro non vogliono una sola di noi, per una serie di ragioni, devono averle tutte, o, almeno, quelle che fanno loro … vibrare le ali… 😉

Rasserenata, mi sono detta che è proprio tempo perso e energia sprecata pensare che esiste il nostro “pinguino”, quindi,  sono uscita di casa sorridente perchè, in fondo, sono o non sono l’ape regina? 😀

E così, sia.

Pimpra

“Bevo Lasko finchè casco, bevo Pivo finchè vivo” – DETTO TRIESTINO SULLA BIRRA

Si diventa grandi anche quando si scopre che i propri gusti cambiano.

Magari credevi che gli uomini biondi non facessero per te e cominci a guardarli, oppure, all’improvviso ti ritrovi un pezzo di pollo fritto in bocca e non svieni per lo schifo.

PANTA REI. Tutto scorre, tutto cambia. Anche noi.

E’ accaduto a me nello scorso fine settimana speso a tangheggiare con ardore in quel di Parenzo che il Summer tango Festival è una tappa obbligatoria per ogni tanguero che sia degno di tale nome.

Musica, sole_mare_bella gente e … Ozujsko lemon. La scoperta della mia calda estate.

Che bere la birra è una dimensione dell’anima, scopro. Non è spritz Aperol, non è il calice di vino. Trattasi di mondo a parte o mondo a party? 😉

Perchè, anche una signora come me, si sente a suo agio sorseggiando il fluido paglierino, direttamente dalla bottiglia e poi continua la sua milonga in piscina, come se niente fosse, solo qualche goccia di sudore in più…

Combatte la disidratazione e la sete, offre sostegno contro la crisi ipoglicemica, stordisce quanto basta per essere più rilassati, senza perdere il controllo e l’asse.

La bevanda perfetta per le milonghe di mezza estate.

Amiche più evolute di me, mi hanno spiegato che, dalle nostre parti, si conosce la Radler che è la stessa cosa, in Francia si chiama panaché  e chissà, in giro per il mondo, in quanti altri modo si consuma!

Mentre fiotti di liquido accarezzavano la mia ugola, rinfrescandola, il cervello si illuminava d’immenso al ricordo di quanto sentito da ragazzina “La birra fa crescere le tette!”, felice di poter godere della prodigiosa medicina, comunicavo alle amiche la gioia della mia scoperta “Ragazze, finalmente, avrò tette pure io!”

Ma loro, più giovani e più sgallettate, sapete che mi hanno risposto?

“Pimpra, ma che dici!!! La birra non ti fa crescere le tette, la pancia al massimo, piuttosto ti stordisce il giusto, i ragazzi ti dicono qualcosa tu ridi e… loro si bevono il tuo bicchiere!!!”

Mi sono sembrate un po’ ciniche ma, sicuramente dall’alto della loro esperienza, ne sanno più di me.

… ed io che mi ero illusa di aver trovato la soluzione per il davanzale… 😀

Pimpra

PROVERBIO TEDESCO:

Nel vino c’è la saggezza, nella birra c’è la forza, nell’acqua ci sono i batteri

FANTOZZIANA

Che dire: Saturno contro, la beffa di Genoveffa, il tiro mancino, lo specchio rotto… cos’è il sortilegio secondo il quale, ogni qualvolta devo recarmi fuori città per trascorrere un gioioso fine settimana ad altissimo tasso tanguero… il meteo dice PIOGGIA???!!!

A quale rimedio, sortilegio positivo, benedizione ricorrere per far sì che, anche quando la sottoscritta si concede qualche ora di svago, l’estate non decida di sparire di colpo???!!!

UFFA, mi sento proprio la figlia illegittima di Fantozzi…

Pimpra

SPIGOLATURE

Adolescente negli anni 80. Periodo particolare, esageratamente proiettato verso un’estetica edonista in cui, il valore “umano” delle persone, era secondario al loro apparire fisico.

Sofferenze enormi.

E’ difficile crescere, accettare e comprendere il corpo che cambia e starci bene insieme, quando poi, ti rendi conto che il tuo B side è ben più polposetto del modello di riferimento e le tue tette sono il contrario, che non sei una valkiria e i tuoi fianchi sono un’anfora greca piuttosto che un sottile flute… diventare donna è un casino tremendo.

Diete, estreme, cancellazione di tutto ciò che ha forma curvilinea, tentativo di assomigliare –  per massimi sistemi-  a come una ragazza doveva essere.

Epperò, non è un momento che passa facilmente, perchè, quando nella testa entra un simile virus, ti accompagna per lungo, lunghissimo tempo…

E diventi grande, e combatti, e lotti per farcela, per accettare te e la linea morbida dei tuoi fianchi, le dune accennate del tuo seno, le spalle larghe da nuotartice. Perchè questo sei.

Incontri qualcuno che, finalmente, ti fa sentire una donna al 100% e che ama ogni anfratto di tutto quello che c’è dentro e fuori.

L’estasi non dura a lungo, perchè, un giorno ti svegli che hai quarant’anni e lo specchio ti racconta di una nuova stagione che – credevi – di essere pronta ad affrontare.

E i demoni risaltano fuori dal baule, e ti fanno le boccacce, ma tu che sei diventata forte, li rimetti al loro posto.

E’ una bella sensazione, accettarsi nella diversità.

Consapevole che vivi in un mondo di merda, perchè le donne, secondo questa società vuota, dovrebbero essere delle Barbie senza età che la cellulite della 46 enne Cindy Crawford, fa inorridire i più.

Ma  stiamo scherzando???? E lei se ne fotte e indossa gli shorts.

Chapeau alla donna, vera.

Quasi quasi mi faccio coraggio pure io…

E voi, cosa ne pensate?

Pimpra

OMBRELLONI

Non è che non ho più voglia di scrivere. E’ che l’estate, per adesso, non regala sorprese.

Eppure l’aria calda che arriva violenta sulla faccia quando abbandono la gabbietta qu0tidiana, urla che è estate e devo viverla tutta. Costi quel che costi.

Sparerò le mie cartucce solo alla fine, quando le giornate declineranno in tramonti più rossi e prematuri e il grano sarà mietuto.

Per adesso mi limito a guardare le foto della vita degli altri, i loro ombrelloni colorati, le spiagge, i sorrisi del tempo ritovato, goduto e amato.

E le parole non scendono sui tasti neri del pc, come fossero foglie secche l’istante prima di liberarsi per sempre dal ramo che le trattiene…

Ma, anche questa, è estate…

Pimpra

TRISKELL, ELFI E PREVISIONI

Mi presento all’appuntamento molto casual, lascio a casa i tacchi e indosso gli orecchini “Love and Peace” che tanto mi corrispondono, sono e resto una figlia dei fiori. L’amica, puntualissima, è già lì che mi aspetta e il terzo del gruppo arriva in quell’istante.

Vengo immediatamente rapita dalla strana “fauna locale”, giovani e meno giovani curiosamente vestiti da elfi, scozzesi in kilt e pancia fuori, strani tabarri, ghirlande di fiori,  molti sorrisi, litrate di birra e musica celtica a condire gli ingredienti.

Triskell, kermesse celtico-triestina diventata un appuntamento fisso delle estati del Nord Est.

Mi sembra di aver fatto un balzo in un dove slegato dalla realtà, dentro a un fumetto fantasy, in un paese incantato.

I due amici a fatica mi stanno dietro mentre scodinzolo tra le bancarelle che vendono tutto/quello/che/avrei/voglia/di/comprare, in pochi minuti fulmino i primi 30 euro della serata e l’amica, non è da meno…

Un breve pit stop per rinfrescare l’ugola asciutta e via verso maga magò che mi faccio leggere le carte. Arriviamo nella collinetta dove, tre elfette/streghette maneggiano arcani maggiori sbirciando nel futuro dei loro clienti.

C’è la fila e – chi l’avrebbe mai detto! – molti uomini in attesa di divinazione! Mentre gli amici si siedono sull’erba a chiacchierare, mi metto in coda e osservo. C’è il giovane quasi sposo che chiede alla maga se è il caso di fare il grande passo, la donna che riceve la bella notizia che diventerà mamma, la rampante femme fatale che vede garantita la sua ascesa ai vertici aziendali e poi… tocca a me.

Mi capita l’elfa che avrei scelto, mi siedo e chiedo il consulto lungo. “Cosa vuoi sapere?” chiede con accento del sud (scoprirò poi che è napoletana), “Mi parli d’amore” rispondo.

Bypassando lo scenario esistenziale, l’elfa era proprio un personaggio. Alla scoperta delle sue origini, se ne esce con un “Detesto gli uomini meridionali!” , “Ah beh, se lo dice lei… e perchè li detesta?”, “Perchè mentono”… infila una perla di pensiero positivo dietro l’altra, ma è molto simpatica e, quando mi dice “Vieni a trovarmi anche l’anno prossimo” mi sciolgo in un sorriso divertito.

Gli amici mi aspettano curiosi. “Allora come è andata?” chiedono, mi limito a rispondere “Portatemi a bere, va là…” e loro, compagni,  mi hanno presa sotto braccio e portata via.

E siccome delle miserie umane bisogna sorridere e distaccarsi, uno di loro mi ha detto “La prossima volta per un piatto di pasta e un euro simbolico, il consulto te lo faccio io!”

E ridendo, abbiamo fatto le ore piccole…

Pimpra

LEI, IO E LA VALIGIA!

Le amiche del cuore sanno come aiutarsi, sostenersi e ridere insieme delle reciproche disgrazie che la vita non è sempre rosea come vorremmo e il principe azzurro  da un bel po’ di tempo ha perso il suo colore naturale.

Cosa ci resta? Ridere insieme e sdrammatizzare!

Lei parte per due settimane di mare blu e vento e sabbia e altre amiche e relax e chupitos e ogni bendidio che Lanzarote può regalare.

E’ agitata perchè prima della partenza deve prevedere tutte le possibili variabili e, possibilmente, far entrare in valigia le soluzioni.

Ed ecco che intervengo io, nel tardo pomeriggio, ad aiutarla a liberarsi del superfluo che, chi resta, vede con occhi più razionali ed elimina il peso inutile.

E’ stata abbastanza brava, non fosse per: 2 (!!!)  flaconi di olio per capelli, creme solari scadute, le scarpe della zia Pina che sono rimaste a terra, il bagnoschiuma mezzo vuoto sostituito da campioncini, il mezzo kilo di noci/noccioline/mandorle (ma non si trovano ovunque nel mondo???) e … il thè pe rla prima colazione dell’arrivo e 2 lime [“Tesoro, ma tu non sei normale!!! ma che ti porti a fare il lime a Lanzarote??? e il thè??? Fai la spesa e trovi tutto lì’!!!” , Lei “Eh ma il primo giorno cosa bevo a colazione? No, dai mi sento più serena se mi porto il thè da casa!” e lì ho ben compreso che si tratta di patologia da “copertina di Linus” e non ho insistito perchè lasciasse a casa detta mercanzia].

Le dico brava che non si è portata dietro l’armadio intero. Faccio per andare via e Lei, ingenuamente, se ne esce con un “Porto anche questo che altrimenti lo butto”, mi giro e vedo l’amica con un tocco di formaggio puzzone, mezzo avariato che voleva nascondere in valigia.

Vi risparmio quello ciò è uscito dalla mia bocca, prima insulti pesanti che si sono immediatamente tramutati in una colossale e fragorosa risata di entrambe.

Perchè, per noi donne, la valigia è anche questo!

🙂

Pimpra

DENTRO AI TUOI OCCHI

Ti ho rivista, ieri sera, dopo tanto tempo.

Sei cresciuta e adesso sai camminare da sola.

Il tuo faccino paffutello sorride al mondo che ti si svela giorno per giorno. Le piccole mani toccano tutto ad esplorare nuove superfici, a prendere contatto con la realtà che si colora di nuove scoperte.

Mi guardi perplessa, appena mi rivedi, non ti ricordi molto di me. Ti sorrido dietro i miei occhialoni tartaruga e allungo le mani verso di te.

Gli occhioni cobalto si aprono di più e le guanciotte si gonfiano in un grande sorriso mentre inizi a venirmi incontro.

Che gioia abbracciarti e dirti che sei bravissima, cammini molto bene!

Ti guardo, mi guardi.

Sorrido, sorridi.

Facciamo “naso_naso” perchè i nostri sono usciti dallo stesso stampo e sei dolcissima mentre strusci, come un gattino, il tuo visetto sul mio.

Ti guardo e, incredibilmente, vedo me alla tua età. E’ un’emozione che mi entra come una bomba.

E ringrazio mio fratello di avermi – inconsapevolmente – regalato questa gioia. Immensa.

🙂

Pimpra

 

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