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LA PALESTRA_SOCIAL

wowIn questo momento della mia vita, se non ci fosse la palestra, credo che mi sarei già buttata a testa ingiù dall’Ursus, in una giornata di bora nera…

Invece, per fortuna, la palestra c’è ed è diventata l’ingresso alla SPA per la mia mente, sottoposta a stress di ogni tipo.

Mentre sudo sentimenti, ansia, incazzature, fastidi, pms, frustrazioni, su un attrezzo che si chiama cardio wawes, faccio passare il tempo dilettandomi a guardare gli avventori della sala ginnica.

Osservo gli altri allenarsi e noto che quasi nessuno è sprovvisto di telefonia mobile e/o ipod e, addirittura, ipad/tablet.

Se mi viene naturale comprendere l’utilizzo della musica che ha un potentissimo potere dopante nella prestazione sportiva, ben più difficile mi riesce di capire perchè, sul tapis roulant o sulla bici o sullo step o sul wawe, c’è gente che telefona, chatta e scrive messaggi.

Un giorno, un tipo che “correva” (ahahahahah!!!) vicino a me, ha messo male un appoggio (era al telefono) e per poco non ci ha rimesso tutti i denti…

Si corre guardando video, si pedala chattando, si fanno le “wawes” (ma che verbo si usa per questo attrezzo?) potendo fare le tre cose insieme. Ma vi sembra normale?

Ma che ci vado a fare io in palestra che, NON MI SEMBRA VERO!!!, per il tempo che ci metto, il cellulare/tablet/I-qualchecosa sono chiusi nella borsa, silenziati e che nessuno/si/sogni/di/rompermi/le/palle almeno qui???

Mi chiedo se si tratti solo di mode e modi legati al presente, perchè anche la palestra è diventata il “non luogo” dello sport, perchè, VIVADDIO, se mi alleno MI ALLENO e non sto lì a cazzeggiare raccontandomi le storielle con i miei amici/amori/amanti.

Forse la differenza è questa: il verbo “allenarsi” è sinonimo di fatica bestiale, di sforzo, di capelli che perdono la piega e di ascelle che sudano.

Ed è impossibile restare i re e le regine della festa, riducendosi a dei mocio vileda sconvolti perchè, il mantra per voi è e resterà sempre quello: NO PAIN, NO GAIN.

Una prova in più che sono una vecchia tigre.

ROARR.

[Sticazzi però se “wawo” come una assassina! ;-)]

Pimpra

 

 

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4 commenti

  1. antigonewoland

     /  25 marzo 2014

    carissima, come ti capisco. Io non vado in palestra perchè proprio non è nelle mie corde, però a me la palestra (da come diverse persone che la frequentano mi hanno raccontato) come giustamente tu hai titolato, è prima di tutto un’occasione sociale, prima che di sport, o come si dice in urbanistica: uno spazio di relazione. Quello che mi inquieta di questo smodato uso degli smart phone è l’abitudine di andare in questi luoghi di relazione per poi stare costantemente altrove. E’ questo che proprio io non comprendo. Cioè può starci che come usanza milanese vai in posti per obbligo e magari ti annoi, ma nel tempo libero ha senso andare in un posto per fare presenza (perchè è cool, perchè ci vanno tutti tipo gregge) per poi passare tutto il tempo attaccati a whatzapp o fb su smart. magari sperando di essere altrove? In questo caso ovviamente rientra la palestra.

    mi sorge solo un grande MAHHHH

    (credo che la declinazione in verbo di wawes – ma che minchia significa poi, mi ricorda comunque wave onda – sia to wawe. wawing…e compagnia bella…. ;-))

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    • Infatti, è la domanda che mi sono posta pure io: se sto, per scelta, in un luogo, perchè faccio di tutto per stare da un’altra parte????

      Mah… sarà che bisogna essere “giovani” per capirlo… 😉
      Io mi limito a fare UNA FATICA BESTIALE!

      voilà… 🙂

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  2. Io iniziai ad allenarmi in una vecchia palestra di pugili, che stava iniziando a convertirsi ai pesi. Poche macchine, molti esercizi a corpo libero con manubri e bilanceri, e soprattutto zero donne. Sì, perché non era una palestra per fighetti, lì si sudava e si faticava veramente, e le ragazze che esibivano il perizoma sopra il pantacollant aderente duravano al massimo due giorni, visto che nessuno se le filava.
    Ma erano altri tempi

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    • Nel mio immaginario, la palestra, quella dei veri duri è e resterà sempre quella dei pugili.

      Sarà l’effetto dei film di Rocky Balboa della mia giovinezza… chissà… se ci penso mi sembra addirittura di percepirne l’odore. Quanlche anno addietro, sono stata sportivamente “corteggiata” da un puglie perchè mi allenassi nella sua palestra. Era ancora il tempo dell’atletica leggera, quando, d’inverno, parte della preparazione si faceva in palestra.

      Evidentemente aveva ritenuto che avessi abbastanza “attributi” per poter essere ammessa nel circolo “riservato” dei super maschi_maschi testosteronici… donna di molta fatica e pochi perizomi (in vista, almeno)… 😉

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